BOLOGNA: TRE DIRIGENTI SINDACALI DENUNCIATI PER IL BLOCCO DELLA TANGENZIALE

Radio Onda d`Urto - Tuesday, February 3, 2026

Fiom-Cgil nazionale e dell’Emilia-Romagna dopo le notizie di stampa relative alla richiesta della Procura di Bologna di un decreto penale di condanna per il reato di blocco stradale nei confronti di tre dirigenti sindacali. I fatti contestati risalgono alla manifestazione dei metalmeccanici dello scorso giugno, che aveva previsto un corteo in tangenziale.

In una nota, il sindacato fa sapere di non aver ricevuto alcuna notifica ufficiale. “Tuttavia – si legge – se quanto riportato dalla stampa fosse confermato, sarebbe l’ennesima dimostrazione che il Decreto Sicurezza del 2025 non nasce per tutelare i cittadini, ma per reprimere il dissenso, restringere gli spazi democratici e colpire il diritto di manifestare”.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Giovanni Cotugno, segretario regionale della Fiom-Cgil Emilia-Romagna. Ascolta o scarica.

Di seguito il comunicato stampa della Fiom-Cgil.
Decreto Sicurezza. Fiom: no alle leggi contro i lavoratori, difendere la democrazia significa difendere il diritto al dissenso.
“Apprendiamo da un quotidiano locale che la Procura di Bologna ha chiesto un decreto penale di condanna per il reato di blocco stradale a 3 dirigenti sindacali per aver organizzato la manifestazione con corteo in tangenziale dei metalmeccanici in occasione di uno sciopero nazionale indetto da Fim Fiom Uilm a sostegno del rinnovo del Ccnl.

Innanzitutto, vogliamo precisare, che ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna notifica ufficiale. Tuttavia, se quanto riportato dovesse trovare conferma, ció sarebbe l’ennesima dimostrazione, come già detto in passato, che il Decreto Sicurezza non nasce per tutelare i cittadini, bensì per reprimere il dissenso, restringere gli spazi democratici e colpire il diritto di manifestare pacificamente.

Manifestare pacificamente, esercitare il diritto costituzionale allo sciopero, non puó mai essere considerato un reato, né tanto meno un crimine da perseguire. Rivendicare diritti, praticare la democrazia, sostenere le proprie ragioni anche con la mobilitazione, non è mai un problema di ordine pubblico, nè tantomeno può essere motivo di condanna. Difendere la democrazia significa difendere il diritto al dissenso e alla protesta. Sempre“.

Lo dichiarano in una nota congiunta la Fiom-Cgil nazionale e la Fiom-Cgil Emilia Romagna