WORKING CLASS HEROES: OSPITI A RADIO ONDA D’URTO I RACCONTI DEI RIDERS UNION BRESCIA, ORGANIZZAZIONE INFORMALE DI CICLOFATTORINI.Nella puntata di Working Class Heroes di questa settimana torniamo sulle
condizioni di lavoro dei ciclofattorini, ipersfruttati dalle multinazionali
delle consegne a domicilio. Negli studi di Radio Onda d’Urto ci hanno raggiunto
tre lavoratori, organizzati nel gruppo “Riders Union Brescia”, che nella
giornata di sabato 28 febbraio hanno aderito alla giornata di mobilitazione
nazionale per i diritti dei riders.
Nelle ultime settimane due inchieste della procura di Milano hanno messo sotto
controllo giudiziario i referenti italiani dei colossi Glovo (qui l’intervista a
Angelo Junior Avelli di Deliverance Milano) e Deliveroo e nella precedente
puntata di Working Class Heroes ne avevamo parlato con l’avvocato Massimo
Laratro, oltre che con l’avvocata Giulia Druetta, e avevamo raccolto nelle
piazze di Brescia le testimonianze di molti ciclofattorini.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, i nostri ospiti entrano ancora più nel
dettaglio delle condizioni di lavoro. “Sono stato costretto ad aprire la partita
iva, ma è una fregatura. Mi devo pagare la bici, le protezioni, pochi euro per
ogni consegna e alla fine dell’anno quando devo pagare le tasse non mi resta
nulla”.
“Ho subito un incidente sul lavoro, capita spessissimo essendo sempre sulla
strada. Sono stato fermo mesi, non ho preso un’euro di assistenza né dallo Stato
né dalla multinazionale“. “Questo è stato il primo lavoro che ho trovato
arrivato in Italia, e poi ti lega, ti impedisce di trovare qualcosa d’altro”.
Le testimonianze raccontano la difficile vita e gli inganni del sistema di
gestione da parte di chi propone le consegne. “Ad esempio, la app ci mostra due
bandierine, per indicare due consegne relativamente vicine. Quando le accetti
entrambe, pensando di poter risparmiare un po’ di fatica, scopri che in realtà
allargando la mappa i punti di ritiro sono lontani molti chilometri. E non puoi
più cancellare l’ordine, devi solo pedalare”.
Quando chiediamo conto se è diffusa la pratica di “offrire” il proprio account a
qualcun altro per poter entrare nel sistema delle consegne, ad esempio a
qualcuno che non è ancora riuscito ad avere i documenti per lavorare in regola
in Italia, la risposta è “sì, è un sistema diffuso”. Viene fatto per
solidarietà? “No, certo che no. Qua non ti regala niente nessuno. Chi offre il
suo account a qualcuno tiene una percentuale del guadagno”.
Ascolta o scarica la puntata di Working Class Heroes del 2 marzo 2025. Ascolta o
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