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BRESCIA: CENTINAIA DI EURO DI MULTA A UN SINDACALISTA USB. “NON CI FACCIAMO INTIMIDIRE”
Dario Filippini, coordinatore provinciale USB è stato condannato a una pesante multa (450 euro) per la manifestazione del 30 dicembre in Piazza Duomo, ovvero l’assemblea pubblica contro l’arresto di Mohammad Hannoun e di altri esponenti palestinesi, accusati ingiustamente di terrorismo. “L’incredibile motivo – denuncia Usb – è che Dario Filippini, pur avendo notificato alla Questura la manifestazione, non avrebbe rispettato i tempi di preavviso”, sottolineando come la Questura di Brescia sia ormai “da tempo impegnata in una costante e diffusa iniziativa di rappresaglia repressiva verso i movimenti e le lotte”. Per tutto questo, convocato un incontro pubblico contro la repressione martedì 10 marzo, ore 17,00, presso la sede Usb di via Corsica, 142 a Brescia. Ai nostri microfoni, Dario Filippini, Usb Brescia Ascolta o scarica
March 5, 2026
Radio Onda d`Urto
CARCERE: TRIPLICATI I MORTI IN UN ANNO PER “CAUSE DA ACCERTARE”
Sono più che triplicati in un solo anno i detenuti morti nelle carceri italiane per “cause da accertare”. Il dato è inserito nel report dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl), che spiega come nel 2025 sono morti, per cause varie, 254 detenuti nelle carceri italiane, anche questi in aumento rispetto all’anno precedente (246). Stando ai dati del Dap dei 254 decessi  76 sono suicidi (29,92% sul totale), mentre 125 per cause naturali (49,21%); a risaltare sono però i 50 decessi per cause da accertare (19,69%), più che triplicati dai 15 del 2024. Tutto questo in un contesto di costante sovraffollamento, con la presenza media di persone detenute che è passata da 53.758 unità nel 2021 a 62.841 nel 2025, pari ad un incremento del 16,9%. Un commento ai microfoni di Radio Onda d’Urto di Susanna Marietti, dell’ Associazione Antigone.  Ascolta o scarica
March 5, 2026
Radio Onda d`Urto
BOLOGNA: QUESTA MATTINA UDIENZA DI CONVALIDA PER LE TRE PERSONE ARRESTATE. MIGLIAIA DI EURO DI MULTA AI RESIDENTI DEL PILASTRO
Udienza di convalida per i tre attivisti, una compagna e due compagni, arrestati lunedì mattina durante il violento sgombero del presidio di protesta contro il taglio degli alberi in un parco in zona Pilastro a Bologna, dove verrà realizzato il Museo dei bambini, nuova cementificazione targata Pnrr e Comune. Le tre persone, dopo due giorni trascorsi al carcere della Dozza, sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. La Procura ha chiesto la convalida dell’arresto e il divieto di dimora per i tre, arrivati in Tribunale con le manette ai polsi. I loro legali invece hanno chiesto che i loro assistiti siano rimessi in libertà senza misure cautelari. Il Gip si è riservato di decidere, mentre fuori dal Tribunale è in corso un presidio di solidarietà, con un centinaio di persone, guardati a vista da Digos, Celere e 2 blindati dei Carabinieri. Intanto smontato il presidio al parco, dopo le minacce di polizia e multe da migliaia di euro contro alcuni residenti del Pilastro. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Laura, di Mu.Basta. Ascolta o scarica.
March 4, 2026
Radio Onda d`Urto
BASE USA DI SIGONELLA ATTIVA DALL’INIZIO DELL’ATTACCO ALL’IRAN: QUAL È IL RUOLO DELL’ITALIA?
La base militare statunitense di Naval Air Station Sigonella, in Sicilia, sarebbe stata utilizzata attivamente fin dalle prime ore dell’attacco congiunto israelo-statunitense contro l’Iran, iniziato sabato 28 febbraio. “Abbiamo sicuramente due dati rilevanti che smentiscono assolutamente la posizione bonista del governo italiano che dichiara di non essere coinvolto nelle operazioni di guerra e di non essere, tra l’altro, neanche stato informato e di queste” commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto Antonio Mazzeo, giornalista, scrittore e attivista antimilitarista. Nelle ore immediatamente precedenti l’attacco su Teheran, dalla base di Sigonella sarebbe decollato un velivolo da pattugliamento marittimo Boeing P-8 Poseidon, utilizzato anche per attività di intelligence e guerra elettronica. Il suo compito, secondo quanto riferito, sarebbe stato quello di individuare obiettivi strategici e trasmettere informazioni ai cacciabombardieri impegnati nell’operazione. Sempre nelle ore precedenti, sarebbe atterrato a Sigonella un drone da ricognizione Northrop Grumman RQ-4 Triton, impiegato per diversi giorni in operazioni di monitoraggio e raccolta immagini, verosimilmente finalizzate all’individuazione dei bersagli poi colpiti. Non solo Sigonella: un ulteriore elemento riguarda il sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS (Mobile User Objective System), presente a Niscemi. Si tratta di una rete composta da satelliti e terminali terrestri che consente alla Marina militare statunitense di trasmettere ordini, piani operativi, flussi video e comunicazioni criptate in qualsiasi area del mondo. “Le guerre non si fanno soltanto lanciando missili” osserva Mazzeo. “Prima c’è un lavoro complesso di pianificazione, raccolta dati, individuazione degli obiettivi. È questo il ruolo degli aerei spia e dei droni che operano da Sigonella”. L’intervista completa di Radio Onda d’Urto a Antonio Mazzeo, giornalista, scrittore e attivista antimilitarista. Ascolta o scarica.
March 4, 2026
Radio Onda d`Urto
LA GIUSTIZIA DEI RICCHI, PERCHÉ LA ‘RIFORMA’ DISTRUGGE L’UGUAGLIANZA TRA I CITTADINI
È appena uscito per i tipi di Altreconomia l’agile e denso volume “La giustizia dei ricchi. Perché la ‘riforma’ distrugge l’uguaglianza tra i cittadini. Le ragioni del NO”, curato dal direttore di Altreconomia Duccio Facchini e la giornalista Federica Alba Di Raimondo. Nell’intervista ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Duccio Facchini spiega che “Il reale intendimento del governo […] è quello di allineare la magistratura a quelli che sono gli intendimenti della politica” e ormai non cerca nemmeno di nasconderlo più di tanto. Il libro contiene molti dati che smontano il modo in cui la propaganda governativa prova a nascondere il fine ultimo della riforma. Sul progetto di separazione delle carriere, Facchini sottolinea ad esempio che “di fatto già le carriere dei giudici e dei pubblici ministeri sono state separate attraverso […] una legge ordinaria, da ultima la cosiddetta riforma Cartabia.” E sulle posizioni di gran parte dell’avvocatura, che sostiene la riforma perché la separazione delle carriere sarebbe un principio importante del garantismo, Facchini sottolinea che “dobbiamo intenderci su che cosa significhi garantista […] questo garantismo dell’avvocatura, che altro non è che maggiori tutele per i colletti bianchi, si scioglie come neve al sole quando i diritti sono quelli dei manifestanti o di chi è rinchiuso in un CPR.” Nel volume ci sono l’intervento di Enrico Zucca, il pubblico ministero che condusse l’inchiesta per i sopprusi e le violenze contro i manifestanti che dormivano nella scuola Diaz il 21 luglio 2001 durante il controvertice G8 di Genova, e cinque interviste a giuriste-i, magistrate e avvocate: Silvia Albano, Alessandra Algostino, Francesco Pallante, Luca Masera, Francesca Cancellaro. Facchini nell’intervista sottolinea l’intervento di Algostino: “con grande lucidità ha ricostruito quel filo che lega questo intervento riformatore costituzionale con il clima e i provvedimenti che invece vanno a ledere i diritti fondamentali come il diritto al dissenso, i diritti alla manifestazione e quello che troviamo nel decreto sicurezza”. Ascolta l’intervista a Duccio Facchini, autore insieme a Federica Alba Di Raimondo di “La giustizia dei ricchi. Perché la ‘riforma’ distrugge l’uguaglianza tra i cittadini. Le ragioni del NO” edito da Altreconomia.
March 3, 2026
Radio Onda d`Urto
TARANTO: SCIOPERO ALL’EX-ILVA DOPO L’ENNESIMA MORTE SUL LAVORO
La mattina di lunedì 2 marzo 2026, all’ex-Ilva di Taranto, è morto sul lavoro un operaio di 36 anni, caduto da un’altezza di 10 metri mentre effettuava operazioni di pulizia all’ex Siderurgico. La pedana sulla quale camminava ha ceduto. Si tratta del secondo infortunio mortale dall’inizio del 2026 allo stabilimento di Taranto. Per questo i sindacati hanno indetto uno sciopero di 24 ore, anche nello stabilimento di Genova. L’astensione dei lavoratori diretti è terminata all’alba di oggi, martedì 3 marzo, mentre i lavoratori dell’indotto hanno deciso di andare avanti con lo sciopero fino alle ore 15. Nei primi due mesi del 2026, 142 lavoratori e lavoratrici sono morti di lavoro in Italia. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Francesco Rizzo, di Usb Taranto. Ascolta o scarica.
March 3, 2026
Radio Onda d`Urto
TOGETHER FOR IRAN: MARTEDì 3 MARZO PRESIDIO A MILANO “NO ALLA GUERRA, NO AL REGIME DEGLI AYATOLLAH”. INTERVISTA A BEHROOZ SARABI
Martedì 3 marzo alle ore 18 in via Turati a Milano, il Collettivo Together for Iran convoca una mobilitazione “per esprimere il nostro rifiuto dell’autoritarismo della Repubblica Islamica e della recente guerra americano-israeliana che, come tutte le guerre nella storia, non colpisce solo i governi ma prende di mira la vita di milioni di donne, uomini e bambini, così come il loro futuro e il loro diritto all’autodeterminazione. No alla guerra, no alla Repubblica Islamica. Donna, Vita, Libertà e Repubblica Iraniana”. Alla mobilitazione indetta dal Collettivo Together For Iran a Milano hanno dato adesione diverse realtà meneghine, sia di movimento (come il centro sociale Cantiere) che di partito (Rifondazione Comunista), oltre a Cgil, Anpi e Arci. Su Radio Onda d’Urto intervista a Behrooz Sarabi, compagno iraniano del Collettivo Together For Iran Milano. Ascolta o scarica  
March 3, 2026
Radio Onda d`Urto
RETE NO BAVAGLIO: “INFORMAZIONE INDIPENDENTE, MEDIA E LOTTE SOCIALI”. INCONTRO A ROMA PER IL FUTURO DEL GIORNALISMO DAL BASSO
“Informazione indipendente, media, lotte sociali”. Questo il titolo dell’incontro organizzato dalla Rete di giornaliste-i No Bavaglio oggi, martedì 3 marzo (ore 18, Free Media Center Ararat di largo Dino Frisullo a Roma). L’incontro pubblico rappresenta un primo “coordinamento tra giornalisti, operatori dell’informazione, foto-video reporter, realtà editoriali, mediattivisti e tutte le soggettività che si riconoscono in un modello alternativo di informazione: un modello fondato sull’indipendenza dai poteri forti, sulla centralità dei diritti umani e sulla necessità di dare voce a ciò che l’attuale sistema mediatico tende a ignorare, distorcere o oscurare”. Marino Bisso, portavoce di No Bavaglio, nell’intervista a Radio Onda d’Urto spiega che l’obiettivo è “creare uno spazio di confronto e di lavoro condiviso, capace di mettere in rete esperienze, strumenti e pratiche; rilanciare notizie e analisi che raramente trovano spazio nei media mainstream; sostenere e amplificare l’informazione prodotta da movimenti, reti sociali e territori; costruire una presenza mediatica indipendente, credibile e radicata. Il primo banco di prova sarà rappresentato dalle grandi manifestazioni nazionali di marzo, dove intendiamo svolgere un ruolo attivo di copertura mediatica indipendente, ma anche di osservatori indipendenti sul campo. Saremo scorta mediatica al diritto di manifestare liberamente e pacificamente di tutte e di tutti. Crediamo che solo attraverso una rete solida, inclusiva e determinata sia possibile difendere il diritto all’informazione e restituire visibilità alle lotte che attraversano il Paese”. L’intervista su Radio Onda d’Urto a Marino Bisso, Rete No Bavaglio. Ascolta o scarica
March 3, 2026
Radio Onda d`Urto
WORKING CLASS HEROES: OSPITI A RADIO ONDA D’URTO I RACCONTI DEI RIDERS UNION BRESCIA, ORGANIZZAZIONE INFORMALE DI CICLOFATTORINI.
Nella puntata di Working Class Heroes di questa settimana torniamo sulle condizioni di lavoro dei ciclofattorini, ipersfruttati dalle multinazionali delle consegne a domicilio. Negli studi di Radio Onda d’Urto ci hanno raggiunto tre lavoratori, organizzati nel gruppo “Riders Union Brescia”, che nella giornata di sabato 28 febbraio hanno aderito alla giornata di mobilitazione nazionale per i diritti dei riders. Nelle ultime settimane due inchieste della procura di Milano hanno messo sotto controllo giudiziario i referenti italiani dei colossi Glovo (qui l’intervista a Angelo Junior Avelli di Deliverance Milano)  e  Deliveroo e nella precedente puntata di Working Class Heroes ne avevamo parlato con l’avvocato Massimo Laratro, oltre che con l’avvocata Giulia Druetta, e avevamo raccolto nelle piazze di Brescia le testimonianze di molti ciclofattorini. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, i nostri ospiti entrano ancora più nel dettaglio delle condizioni di lavoro. “Sono stato costretto ad aprire la partita iva, ma è una fregatura. Mi devo pagare la bici, le protezioni, pochi euro per ogni consegna e alla fine dell’anno quando devo pagare le tasse non mi resta nulla”. “Ho subito un incidente sul lavoro, capita spessissimo essendo sempre sulla strada. Sono stato fermo mesi, non ho preso un’euro di assistenza né dallo Stato né dalla multinazionale“. “Questo è stato il primo lavoro che ho trovato arrivato in Italia, e poi ti lega, ti impedisce di trovare qualcosa d’altro”. Le testimonianze raccontano la difficile vita e gli inganni del sistema di gestione da parte di chi propone le consegne. “Ad esempio, la app ci mostra due bandierine, per indicare due consegne relativamente vicine. Quando le accetti entrambe, pensando di poter risparmiare un po’ di fatica, scopri che in realtà allargando la mappa i punti di ritiro sono lontani molti chilometri. E non puoi più cancellare l’ordine, devi solo pedalare”. Quando chiediamo conto se è diffusa la pratica di “offrire” il proprio account a qualcun altro per poter entrare nel sistema delle consegne, ad esempio a qualcuno che non è ancora riuscito ad avere i documenti per lavorare in regola in Italia, la risposta è “sì, è un sistema diffuso”. Viene fatto per solidarietà? “No, certo che no. Qua non ti regala niente nessuno. Chi offre il suo account a qualcuno tiene una percentuale del guadagno”. Ascolta o scarica la puntata di Working Class Heroes del 2 marzo 2025. Ascolta o scarica
March 3, 2026
Radio Onda d`Urto
“È TERRIFICANTE, NON C’È ALTRO MODO PER DESCRIVERE QUEL CARCERE”. ISPEZIONE DELL’EUROPARLAMENTARE ILARIA SALIS (AVS) A PAVIA
L’eurodeputata Ilaria Salis (AVS) ha fatto ingresso, la mattina di lunedì 2 marzo, presso il carcere di Pavia per un ispezione non preannunciata. L’iniziativa aveva l’obiettivo di verificare le condizioni della struttura e il rispetto dei diritti delle persone detenute, nell’ambito di un più ampio lavoro di monitoraggio delle carceri italiane. “Nel vecchio padiglione della Casa circondariale di Pavia le docce sono verdi di muffa, l’aria è irrespirabile, i muri scrostati” racconta Salis ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Il sovraffollamento delle carceri italiane ha superato il 138% alla fine del 2025. Significa celle pensate per due persone che ne ospitano tre, sezioni comuni sature, tensione costante. Ma il problema non è solo lo spazio, infatti, in alcune strutture i medici coprono turni di 24 ore, arrivando anche a 72 per carenza di personale. Particolarmente critica è la situazione delle persone con dipendenze: centinaia sono in carico ai servizi per le tossicodipendenze, ma molte richieste di percorsi terapeutici esterni vengono respinte. Tra le motivazioni ricorre spesso l’assenza di documenti, nonostante il diritto alla salute. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Ilaria Salis, eurodeputata di AVS. Ascolta o scarica.
March 2, 2026
Radio Onda d`Urto