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SCUOLA: LA RETE DEGLI STUDENTI MEDI MOBILITATA PER CHIEDERE LA FINE DEI PERCORSI CHE UCCISERO LORENZO PARELLI
Una giornata di lotta studentesca quella di oggi, mercoledì 21 gennaio 2025, in occasione del quarto anniversario dell’uccisione di Lorenzo Parelli, 18enne di Udine schiacciato da una barra di 150 chilogrammi mentre si trovava in un percorso di ex alternanza scuola-lavoro. L’alternanza scuola lavoro, è stata sostituita dai PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) e, a partire dall’anno scolastico 2025/2026, dalla Formazione Scuola-Lavoro (FSL). La rete degli studenti medi chiede di “abolire una volta per tutte questi percorsi”. Dopo la morte di Parelli, come ha ricordato la Rete degli Studenti Medi del Lazio, ci sono state altre vittime: “Giuseppe Lenoci e Giuliano De seta sono stati uccisi durante le ore di pcto. Oltre a loro sono tanti altri gli studenti lesi durante le ore dell’alternanza tra cui, Samuele, studente a Rieti il cui braccio è stato frantumato da un Tornio mentre svolgeva le sue ore di Pcto”.  Soprattutto a Roma e nel Lazio c’è stata una forte partecipazione alle mobilitazioni, ma non solo. “La morte di Lorenzo Parelli non è un evento casuale, non è una vittima di un incidente sfortunato, bensì si tratta di un omicidio di un sistema malato che mira a sfruttare e capitalizzare sulla pelle degli studenti”, continua la Rete: “dobbiamo abolire i Pcto e ripensare una volta per tutte al rapporto tra scuola e mondo del lavoro”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi. Ascolta o scarica
DEFEND ROJAVA: A ROMA ASSEMBLEA PUBBLICA AL CENTRO SOCIO-CULTURALE ARARAT PER ORGANIZZARE LA SOLIDARIETÀ
Ufficio informazione del Kurdistan in Italia e Rete Kurdistan Italia hanno lanciato per oggi, mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 18 al Centro socio-culturale Ararat di Roma, un’assemblea pubblica dietro lo slogan “Defend Rojava” per organizzare la solidarietà internazionalista alla resistenza dei popoli dell’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est dal 6 gennaio sotto l’attacco totale delle milizie salafite al potere a Damasco. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Tiziano Saccucci, dell’Ufficio informazione del Kurdistan in Italia, per presentare l’assemblea e spiegare perché la partecipazione è urgente. Ascolta o scarica. Di seguito l’appello di Rete Kurdistan Italia e Uiki: Contro le guerre per procura in Medio Oriente, contro le operazioni di distorsione o censura delle notizie, per un vera informazione, per la rivoluzione dei popoli. Il genocidio in Palestina così come gli attacchi ai quartieri curdi di Aleppo o ai territori dell’Amministrazione Autonoma rientrano nella volontà di riscrivere dall’alto gli equilibri e la realtà del Medio Oriente per fini economici e di potere. In Iran dove il popolo scende da settimane in piazza sfidando la repressione che cerca di soffocare le loro lotte anche queste vengono strumentalizzate per mascherare accordi tra il regime di Damasco e le altre potenze internazionali interessate a inserire la Siria in una nuova fase. Mentre si agisce con la violenza brutale della guerra, mentre si fomentano guerre tra i popoli, vengono mescolate le notizie per fare sembrare più legittima l’oppressione e il genocidio oscurando la rivoluzione dei popoli. Serve più che mai fare chiarezza sui processi che si stanno sviluppando in Medio oriente e tessere legami di solidarietà con le popolazioni che resistono sotto le bombe e la repressione. Per tutti questi motivi vi invitiamo a riunirci in una assemblea pubblica mercoledì 21 Gennaio,ore 18, presso il Centro socioculturale Ararat per aggiornamenti sulla situazione attuale tramite collegamento live e a seguire discussione sui prossimi passi da costruire insieme. UIKI Onlus Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
ITALIA: QUASI IL 14% DEI BAMBINI IN POVERTÀ ASSOLUTA, “UNA REALTÀ SCIOCCANTE”
La visita del commissario per i diritti umani del consiglio europeo Michael O’Flaherty ha riacceso la luce su un tema importantissimo, ovvero la povertà infantile in Italia. “La realtà è scioccante”, ha dichiarato nella sua visita di quattro giorni, “In Italia quasi il 14% dei bambini sono in uno stato di povertà assoluta, questa è una percentuale altissima, e si può solo immaginare quanti sono in una condizione di povertà relativa”. O’ Flaherty nella sua visita ha visitato anche i progetti di Save The Children, l’organizzazione non governativa che alla fine dello scorso anno, poco prima di Natale, aveva presentato dei dati sulla povertà, in Italia e in Europa, e aveva anche evidenziato le cause (prezzi dei beni alimentari, del costo della casa e di quello dei servizi essenziali) che stanno peggiorando la situazione. Soprattutto, STC esorta i governi di tutto il mondo a investire urgentemente in misure concrete per eliminare la povertà minorile, con interventi che garantiscano a ogni bambino e bambina un livello di vita dignitoso, il soddisfacimento dei bisogni fondamentali e l’opportunità di sviluppare pienamente il proprio potenziale. Ne parliamo ai microfoni di Radio Onda d’Urto con Elena Gentili, head of advocacy, policy and campaign di Save The Children Ascolta o scarica
WORKING CLASS HEROES: LA VERTENZA DEI BACK OFFICE E FRONT OFFICE DI ENEL
Nella puntata di Working class heroes di questa settimana torniamo su una vertenza importante che ha visto il 9 gennaio scorso uno sciopero con punte di adesione altissime e che ha bloccato il numero verde di assistenza dei clienti di Enel. Negli scorsi mesi un serie di gare di appalto ha configurato un nuovo modo di lavorare all’interno delle aziende che si occupano del back office e del front office delle aziende che lavorano con contratti per l’assistenza clienti di Enel. I posti di lavoro più a rischio sono dislocati tra Puglia, Calabria, Basilicata e Campania, con “proposte indecenti” di essere spostati di postazione di lavoro anche di centinaia di chilometri. Il tutto mentre Enel sembra avvantaggiare nelle gare di appalto chi promette di ridurre i volumi, anche del 35%, grazie all’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale è destinata a stravolgere lavori come quelli dei call center “ma se non possiamo contare su società a controllo pubblico come Enel, Poste Italiane, Eni, per provare a fare quella transizione delle professionalità… se non riusciamo a fare con questi committenti dei ragionamenti socialmente sostenibili, immaginate come sia possibile pensarli con i privati”, sottolinea Riccardo Saccone, segretario generale della Slc Cgil, nel corso della trasmissione.  Nella puntata di oggi, oltre a Riccardo Saccone, sentirete le voci di Annarita Rosa, delegata Rsu della Fiom Cgil Basilicata in Smartpaper; Luigi Pucci, Rsa in una delle aziende coinvolte che prospetta di spostare i lavoratori e le lavoratrici da Reggio Calabria a Potenza; Andrea Lumino, coordinatore telecomunicazioni SLC CGIL della Puglia.  Working class heroes è la trasmissione quindicinale all’interno della Cassetta degli Attrezzi di Radio Onda d’Urto che tratta i temi del lavoro. Ascolta o scarica Ascolta o scarica
GENOVA: SCARCERATI TRE CITTADINI PALESTINESI, IN ATTESA DELLE MOTIVAZIONI MOHAMMED HANNOUN RESTA IN CARCERE
Si incrina il castello accusatorio che a fine dicembre ha portato in carcere nove cittadini palestinesi, accusati di finanziare Hamas, sulla base di “prove” fornite dai servizi segreti israeliani, raccolte durante il genocidio in corso a Gaza dall’ottobre 2023. Per gli avvocati “dal dispositivo emerge una chiara vittoria sul piano dei principi. Pare che il Tribunale abbia escluso l’utilizzabilità della cosiddetta ‘battlefield evidence’ israeliana. È un risultato importante: viene affermato che la giustizia non può essere usata come strumento di guerra. La lotta al terrorismo va combattuta con le regole, non con scorciatoie. Sul resto attendiamo le motivazioni, ricordando che vale per tutti la presunzione di innocenza”. La difesa continuerà “a vigilare con rigorosa attenzione critica su ogni tentativo di piegare il diritto a logiche militari, riservandosi ogni ulteriore valutazione dopo il deposito delle motivazioni”, tra 30 giorni: probabile che, poi, arrivi il ricorso anche in Cassazione. Al momento, comunque, 3 delle 7 misure carcerarie eseguite (altre due persone invece si trovano da tempo all’estero) sono state annullate. Resta invece in carcere – e in isolamento – Mohammad Hannoun, architetto di 64 anni – ben 42 dei quali trascorsi a Genova – fondatore e portavoce dell’Associazione Palestinesi d’Italia. Il commento di uno degli avvocati difensori, il penalista Nicola Canestrini. Ascolta o scarica Il commento del difensore di Mohammad Hannoun, l’avvocato Fabio Sommovigo. Ascolta o scarica
CURAMI – PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: “GUERRA O SALUTE”
La prima puntata del 2026 ospita Gavino Maciocco, direttore della rivista salute internazionale e Cecilia Strada, deputata al Parlamento Europeo.   Questa puntata è intitolata “Guerra o salute : Investire nel riarmo significa non solo costruire strumenti per ferire ed uccidere, ma togliere strumenti di cura per i cittadini e le cittadine dei paesi che fanno queste scelte”. Conduce Donatella Albini.  “Curami. Prima di tutto la salute” è una trasmissione di Radio Onda d’Urto in onda il sabato mattina su Radio Onda d’Urto, dalle 12.00 alle 12.30, di Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, e di Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la salute – di Brescia. La trasmissione viene replicata il mercoledì alle ore 12.30. La puntata di sabato 17 gennaio. Ascolta o scarica
MILANO E FIRENZE IN PIAZZA PER L’IRAN AL GRIDO “DONNA, VITA, LIBERTÀ”
“Una situazione pazzesca” quella che si sta vivendo in Iran, dove prosegue il blocco di internet e le notizie faticano ad uscire dal paese. Così le parole di Behrooz Sarabi, ai nostri microfoni questa mattina, per proporci l’analisi del collettivo Together for Iran e del Collettivo Rivoluzionario Jina, che questo pomeriggio saranno in presidio a Milano, in piazza Cordusio, dalle 15.30 alle 17.30. Numerose le realtà che hanno aderito all’appuntamento: dalla CGIL cittadina all’ARCI Milano, dall’ANPI Provinciale al Centro Sociale Cantiere e Non Una di Meno Milano. In piazza per il popolo iraniano anche i partiti Europa Verde e Sinistra Italiana. Sempre oggi pomeriggio appuntamento con un presidio anche a Firenze, in piazza della Signoria, lato via Gondi, a partire dalle ore 16. L’intervista a Behrooz Sarabi del collettivo Together for Iran e del Collettivo Rivoluzionario Jina. Ascolta o scarica Nel frattempo in Iran continua il blackout di Internet e secondo attivisti iraniani Teheran starebbe pianificando di abbandonare definitivamente l’internet globale, consentendo la connessione online solo a individui controllati dal governo. Lo scrive il Guardian. Difficile quindi capire cosa succeda davvero. Intanto il regime ha aggiornato a 3.000 il numero degli arrestati.
MILANO: ASSEMBLEA PUBBLICA SU SPAZI, CONFLITTI E MOVIMENTI, “CONTRO I PADRONI DELLA CITTÀ, IL GENOCIDIO E IL SUO MONDO”
È iniziata alle 11 a Milano nella ex scuola occupata di via Vallarsa 19 (metro gialla Lodi), l’Assemblea pubblica metropolitana su spazi, conflitti e movimenti. “Contro i padroni della città, il genocidio e il suo mondo. Blocchiamo tutto, liberiamo tutto” le parole d’ordine. L’azione, che sarà temporanea e durerà fino a questa sera, era stata annunciata già ieri. Dopo pranzo ci saranno altri tavoli di confronto e poi alle ore 15 si svolgerà un’assemblea plenaria finale. L’intento degli organizzatori è quello di aprire un confronto allargato con tutte le persone che si sono mobilitate lo scorso autunno e che hanno scosso la vita della città: dal corteo del 6 settembre in seguito allo sgombero del Leoncavallo, agli scioperi generali del 22 settembre e del 3 ottobre contro il genocidio in corso in Palestina. Una serie di mobilitazioni in “contrapposizione tra una marea popolare solidale e i padroni della città, responsabili dell’attacco economico, sociale e politico ai danni del territorio urbano, di chi lo abita, lo vive e lo attraversa”. L’assemblea di oggi intende fare in modo che non si chiuda la “passata finestra autunnale di conflitto” e capire assieme come continuare a partecipare. Tra le realtà promotrici, la Rete per l’autogestione, il CSA Lambretta, il Laboratorio Occupato Kasciavit e il Collettivo ZAM.  Il collegamento delle ore 11.55 con Francesco della nostra redazione che sta seguendo i lavori. Ascolta o scarica
TORINO: LA PROCURA CHIEDE IL CARCERE CONTRO GIORGIO ROSSETTO PER UN’INTERVISTA…A RADIO ONDA D’URTO.
Riprendiamo da Infoaut.org ed esprimiamo la nostra solidarietà al compagno torinese Giorgio Rossetto. Respingiamo inoltre ogni tentativo di intimidazione, sia a compagne e compagni che alla Radio stessa.  La Redazione di Radio Onda d’Urto. “Sembra assurdo, ma è la verità. La Procura di Torino ha chiesto al tribunale di Sorveglianza di revocare i domiciliari a Giorgio Rossetto per mandarlo in carcere. La motivazione? Un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Onda d’Urto (la puoi ascoltare qui) in cui esprime la sua opinione rispetto alla fase politica generale del paese, e alle condizioni che hanno portato allo sgombero del centro sociale torinese Askatasuna. La Procura basandosi su annotazioni dei dirigenti della Digos e dell’Antiterrorismo torinesi, trasforma quelle che sono semplici opinioni in un supposto mandato esecutivo dei cortei che hanno seguito lo sgombero di Aska. Come sempre si stravolgono le leggi e si forza il diritto pur di perseguire un’opinione scomoda. L’intervista per chi l’ha ascoltata non si presta in alcun modo alle interpretazioni che invece vuole veicolare la Procura. Evidentemente si trova inaccettabile che qualcuno dica che “il Re è nudo!” perché aldilà delle proprie personali opinioni e auspici, l’intervista centra il punto nel mettere in evidenza le “nudità” del potere. Ricordiamo che Giorgio è sottoposto per via di una condanna definitiva agli arresti domiciliari da diversi mesi e che prima di questi era gravato dal regime di Sorveglianza Speciale nel comune di Bussoleno. Come per l’operazione Sovrano, anche in questo caso, si cerca di trasformare un compagno e un militante in una specie di Padrino che tutto può e tutto dispone. Nulla di più falso e lontano dallo spirito militante e autonomo che contraddistingue la lunga militanza di Giorgio e di tanti e tante altre. Giorgio nell’intervista, dichiara di non partecipare alle riunioni del centro sociale dal 2018 perché continuamente gravato da misure restrittive. Su cosa si basano allora le accuse della Procura? Evidentemente non è bastata la sconfitta del teorema associativo nel processo “Sovrano”, si continuano a montare castelli di carta in assenza della minima prova, arrivando ai limiti del grottesco. Può un’intervista essere motivo per finire in carcere? Noi crediamo di no. Ad ogni modo, il Giudice ha disposto un udienza per discutere la proposta della Procura il 21 gennaio. Aspetteremo a vedere come andrà questa vicenda ma terremo alta l’attenzione su questo atto di repressione meschino e sproporzionato, auspicando che non si avalli l’ennesima forzatura della Procura Torinese, che in questi mesi sta dando prova di “pervicacia” (come direbbero loro!) nel continuare a costruire un laboratorio di repressione nella città e nella valle. Giorgio libero! Tutti e tutte libere!” Ascolta di seguito l’intervista di Radio Onda d’Urto al compagno Giorgio Rossetto del 18 dicembre 2025.  Ascolta o scarica
L’AQUILA: “LIBERTÀ PER ANAN, ALI E MANSOUR” VENERDÌ 16 GENNAIO LA SENTENZA IN PRIMO GRADO. PRESIDIO FUORI DAL TRIBUNALE
Verrà emessa venerdì 16 gennaio la sentenza di primo grado nei confronti di Anan, Ali e Mansur, i tre giovani palestinesi accusati di terrorismo internazionale. Secondo l’accusa, formulate dalle autorità israeliane, i tre avrebbero finanziato la Brigata di Tulkarem, attiva nella resistenza palestinese territori occupati. “Questo processo è il punto nevralgico di una macchina repressiva che sta prendendo piede in Italia e in Europa,” spiega ai microfodni di Radio Onda d’Urto Laila, dei Giovani Palestinesi d’Italia. “Non sono solo sotto accusa tre persone, ma il diritto stesso dei palestinesi a resistere con i mezzi che ritengono legittimi.” In occasione di questa udienza è stato organizzato un presidio al Tribunale de L’Aquila venerdì 15 novembre, ore 9.30, per esprimere solidarietà ad Anan, Ali e Mansour, e per ribadire che “la Resistenza non si arresta né si processa”. La repressione non si ferma all’Abruzzo. Un altro è il caso di Ahmed Salem: 24 anni, detenuto nel carcere di massima sicurezza di Rossano Calabro. Il suo processo inizierà il 20 gennaio a Campobasso. Le accuse? Aver partecipato a canali d’informazione su Telegram, scambiati dagli inquirenti per affiliazione terroristica. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Laila, dei Giovani Palestinesi d’Italia. Ascolta o scarica.