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Jean Ziegler è morto ma ci lascia tantissimo
Una breve nota di dibbì (aka Daniele Barbieri) e molti link con l’invito a rileggere i suoi libri tragicamente attuali. «Di che altro c’è bisogno?» chiede Karim a suo padre. E quello risponde: «Va cambiato l’ordine omicida del mondo». «Credo che i libri di Jean Ziegler siano fra le analisi più crude ma anche più documentate della situazione nella quale
Femministe musulmane, un saggio grafico di Ouazzani e Fasiki
(disegno di jamal ouazzani) Si presenta domani, venerdì 12 giugno 2026, alle ore 18 nella libreria Ubik di via Benedetto Croce, 28 a Napoli, il libro scritto da Jamal Ouazzani e illustrato da Zainab Fasiki, Femministe musulmane. 20 ritratti: voci e visioni, edizioni Astarte. Intervengono Ersilia Francesca, Valentina Marcella, Marta Tarantino e Marika Visconti. Pubblichiamo qui una delle due prefazioni all’edizione italiana del libro, quella di Renata Pepicelli. L’altra è di Asma Lamrabet. Cosa si intende con l’espressione “femministe musulmane”? In questo libro, con tale terminologia, si fa riferimento a venti studiose, teologhe, giuriste, attiviste e imam di diversi paesi, dal Marocco agli Stati Uniti, dalla Malesia alla Francia, che rivendicano uguaglianza e diritti da una prospettiva islamica, vale a dire sulla base di una rilettura dei testi religiosi volta a fare emergere il messaggio di giustizia di genere insito nell’islam. Tutte loro possono essere ricondotte a quell’ampio e diversificato movimento che è stato definito “femminismo islamico” o anche “gender jihad”, in virtù dello sforzo (jihād) ermeneutico portatore di istanze di libertà che contraddistingue quest’espressione del pensiero critico e attivismo in contesti musulmani. Si tratta di una corrente impegnata nella reinterpretazione del Corano, degli ḥadīth (detti e fatti attribuiti al Profeta) e della storia islamica volta a far emergere il vero messaggio portato dal profeta Muhammad all’umanità nel VII secolo: l’uguaglianza tra tutti gli esseri umani, senza alcuna gerarchia tra i generi. In questo saggio grafico, Jamal Ouazzani, saggista, attivista per i diritti umani e artista multidisciplinare franco-marocchino, e Zainab Fasiki, fumettista e femminista marocchina, tratteggiano, attraverso parole e immagini, i profili di venti figure di donne rinomate a livello internazionale. Asma Lamrabet, amina wadud, Zahra Ali, Zainah Anwar, Ziba Mir-Hosseini, Sherin Khankan, Asma Barlas, Malika Hamidi, Shereen El Feki, Olfa Youssef, Margot Badran, Linda Sarsour, Blair Imani, Kecia Ali, Samar Habib, Hanane Karimi, Nayla Tabbara, Hidayet Şefkatli Tuksal, Omaima Abou-Bakr, Ndella Paye sono diverse tra loro per storie e posizionamenti, ma sono allo stesso tempo connesse le une alle altre dal comune impegno per la giustizia di genere e da un approccio teorico-critico volto alla rilettura delle fonti islamiche. Alla fine del volume Ouazzani e Fasiki aggiungono anche un uomo, Ludovic-Mohamed Zahed, imam franco-algerino dichiaratamente omosessuale: la sua inclusione in questa antologia di ritratti mostra l’ampiezza, e anche la diversità che caratterizza quella galassia estremamente variegata al suo interno che viene definita “femminismo islamico”, ma che sarebbe forse più corretto chiamare “femminismi islamici”, al plurale, che include anche uomini e soggettività LGBTQIA+. Gli orientamenti di questo movimento sono plurali, non necessariamente coincidenti su tutto – per esempio, sull’imamato femminile o su questioni queer possono esserci opinioni divergenti – ma vi è sicuramente in comune la convinzione che il Corano non contenga alcuna traccia di misoginia o patriarcato. Anzi, il testo sacro è portatore di un messaggio di liberazione e di giustizia. Sono state interpretazioni misogine del Corano, consolidatesi nel corso dei secoli, a far emergere una giurisprudenza islamica e tradizioni che discriminano le donne rispetto agli uomini e che hanno costruito una gerarchia tra i generi. Tali letture tradiscono il messaggio dell’islam e nascondono quella che è stata la vera storia di giustizia di genere della prima comunità di fedeli, uomini e donne, riunitasi attorno al profeta Muhammad. Nei primi secoli dell’era islamica, infatti, le donne partecipavano a tutti gli ambiti della vita dell’umma (comunità) islamica e alla costruzione del sapere religioso. La loro progressiva esclusione dall’esegesi coranica, dall’insegnamento religioso, e dalla sfera pubblica ha portato all’emersione di un messaggio patriarcale, che oggi le femministe musulmane stanno mettendo in discussione attraverso nuove interpretazioni dei testi religiosi, a partire dal Corano. Il femminismo islamico inizia a emergere alla fine degli anni Ottanta, per poi svilupparsi negli anni Novanta del Novecento e affermarsi nei primi anni Duemila. Dopo quattro decenni di attività, si presenta come una realtà plurale e situata in molti paesi e contesti dell’umma transnazionale, dai paesi a maggioranza musulmana dell’Africa e dell’Asia a quelli caratterizzati dalla presenza di un islam diasporico in Europa e in Nord America. In questi anni il femminismo islamico si è diversificato e sviluppato lungo linee differenti, mostrando la specificità e la pluralità di un approccio che si muove nella cornice di un’ermeneutica femminista. Esso è una delle anime del movimento delle donne nei contesti musulmani: una realtà molto articolata e in costante evoluzione, come dimostrano i precedenti volumi pubblicati della collana Manifesta di Astarte Edizioni dedicati ai movimenti femministi e queer nella regione dell’Asia sud-occidentale e del Nord Africa. Non è sempre facile tracciare i confini delle diverse correnti dei movimenti delle donne nei contesti musulmani, poiché esistono zone di sovrapposizione e porosità. Inoltre, le terminologie utilizzate spesso non riescono a restituire la complessità e la fluidità dei posizionamenti, né le autodefinizioni. Se si accettano i limiti delle categorizzazioni, si può oggi parlare di tre grandi filoni che oggi compongono il movimento: femminismo secolare, femminismo islamico e attivismo di genere in una cornice islamista. Il femminismo secolare, che ha una lunga storia alle spalle, si fonda principalmente sul paradigma dei diritti umani e mira alla riforma delle norme giuridiche discriminanti. Esso si articola attraverso diverse voci e le nuove generazioni spesso si identificano nelle rivendicazioni dei transfemminismi globali. Il femminismo islamico, come si è detto, opera invece all’interno di una cornice religiosa attraverso la reinterpretazione delle fonti religiose in chiave di genere per poi arrivare a riformare codici della famiglia patriarcali. Differentemente, l’attivismo di genere in ambito islamista si sviluppa nell’alveo dell’islam politico, promuovendo rivendicazioni che privilegiano il principio di equità rispetto a quello di uguaglianza e concentrandosi maggiormente su una trasformazione nella sfera pubblica piuttosto che in quella privata. L’affermazione del femminismo islamico negli anni Novanta ha rappresentato un’importante discontinuità rispetto alle tensioni interne al campo dei movimenti delle donne, caratterizzato, nel corso del XX secolo, da una netta contrapposizione tra femministe secolari e attiviste islamiste. Questa nuova corrente ha infatti condiviso, da un lato, la radicalità del discorso femminista delle prime in termini di rivendicazioni di uguaglianza, dall’altro, la necessità di agire attraverso una reinterpretazione delle fonti religiose propria delle seconde. Il volume Femministe musulmane, con l’immediatezza e la potenza di un saggio grafico, riesce a restituire a un pubblico ampio la pluralità dei percorsi del femminismo islamico nel mondo, i principali temi affrontati e la metodologia seguita per proporre nuove interpretazioni dei testi religiosi. È un libro che sovverte da una prospettiva decoloniale pregiudizi e stereotipi orientalisti sulle donne e l’islam, offrendo strumenti di lettura preziosi per chi si interessa alle questioni di genere, ai femminismi, alle questioni queer e ai mondi musulmani. (renata pepicelli)
June 11, 2026
Napoli MONiTOR
Come vola Ichikawa: sarà perchè è Marte-dì
db (aka daniele Barbieri) legge un romanzo giapponese – tra il fantastico e il poliziesco – e poi svela che a luglio bisognerà piantonare “gaudiosamente” le edicole.     Regolate gli orologi, anzi i calendari. Lo saprete a pag 32 (dunque non è spoiler): «Quarantasei anni fa, nel 1937, l’esplosione di una grande nave passeggeri screditò i dirigibili… e questi
Giugno 2018, Gioia Tauro: l’assassinio di Soumaila Sacko
Riprendiamo un articolo di Barbara Paknazar (*) che racconta «La pacchia», il bel libro di Bianca Stancanelli. A seguire link da Usb, Wikiradio e “bottega”. Ucciso a bruciapelo in una fabbrica abbandonata mentre, insieme a due amici, cercava di recuperare delle lamiere con cui avrebbe costruito delle baracche per aiutare altri migranti ad avere un rifugio in cui dormire, al ritorno dalle
Jo Nesbø, Olivier Norek, Qiu Xiaolong con…
…Marco Aime e Federico Faloppa, Alessandro Martini e Maurizio Francesconi – recensioni di Valerio Calzolaio I guerrieri d’inverno – Olivier Norek Traduzione di Maurizio Ferrara Rizzoli Milano 2026 (Orig. Les guerriers de l’hiver, 2024, Premio Jean Giono 2024) Pag. 395 euro 19   Finlandia. 1939-1940. Simo Matinpoika Häyhä (Rautjärvi,17 dicembre 1905), contadino discreto e modesto, alto poco più di un
«Invece di armarci potremmo…»: 15 schede
dossier del Centro Nuovo Modello Sviluppo. Presentazione di Rocco Artifoni e link per scaricarlo. Ma chi l’ha detto che non ci sono alternative al riarmo? Anzi, le alternative – oltre che possibili – sono necessarie. È questa la conclusione a cui si giunge dopo aver letto il dossier “dal militare al sociale” realizzato dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo. Il
Lo “stato di salute” del libro di testo e i limiti di apprendimento dei nostri studenti
Come sta cambiando la scuola tra Intelligenza Artificiale e calo demografico? Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio AIE (Associazione Italiana Editori), per il 67% dei docenti i modi di apprendimento degli studenti sono peggiorati negli ultimi cinque anni. A pesare sono la riduzione dello studio individuale, la difficoltà con i testi complessi e l’uso dell’IA per fare i compiti a casa. Nonostante la rivoluzione digitale, il libro di testo (scelto dal 99% degli insegnanti) resta il cuore pulsante della didattica, mentre ben un terzo dei docenti utilizza già algoritmi e software per fare lezione. Di seguito pubblichiamo il testo integrale del comunicato con l’analisi completa e i dati della ricerca. ______ Lo “stato di salute” del libro di testo e  i limiti di apprendimento dei nostri studenti  L’offerta editoriale per il mondo della scuola è chiamata a fare i conti  con la prospettiva di un quarto di studenti in meno in vent’anni. E’ in gioco non solo la sostenibilità della dimensione industriale per un settore che vale 773milioni di euro, ma il valore della conoscenza. L’Ufficio studi AIE, sulla base dei dati ISTAT sulla dinamica demografica della popolazione, prevede che il calo si attesti intorno al 3% degli studenti della scuola primaria e secondaria anche quest’anno, portando la scuola italiana a perdere complessivamente un quarto dei suoi studenti in vent’anni. Parallelamente continua la crescita di alunni con disturbi specifici dell’apprendimento: si registrano circa 100mila studenti in più in sette anni e continua la crescita di alunni con disabilità: sono oltre 100mila in più rispetto a dieci anni fa e 85mila insegnanti di sostegno in più (+71,8%) in dieci anni. Meno studenti però abbandonano la scuola: l’obiettivo di ridurre la dispersione al 9% entro il 2030 è stato raggiunto. Cresce l’offerta editoriale, con 22.386 titoli (codici ISBN) e oltre 5 milioni di contenuti didattici digitali, l’ecosistema carta più digitale è riconosciuta come la modalità più funzionale per lo studio, coprendo la quasi totalità (il 96%);  l’e-book resta poco utilizzato dagli studenti, ma crescono i contenuti didattici digitali e, in coerenza con la maggior offerta, l’uso dei Qr Code presenti nei libri di testo; avanza lo sviluppo di software basati sull’intelligenza artificiale per docenti e studenti e cresce (ancora) l’impegno degli editori sul fronte della formazione dei docenti, con oltre 350mila docenti coinvolti: sono alcuni dei dati dell’Osservatorio AIE sul mondo della scuola e sull’offerta editoriale, che avanza anche quattro specifiche richieste per far fronte alle difficoltà significative che investono attualmente il settore e ai nuovi scenari (https://ilvaloredellaconoscenza.aie.it/wp-content/uploads/2026/05/Osservatorio-AIE-sul-mondo-della-scuola-e-sullofferta-editoriale.pdf).  Il libro di testo e i materiali digitali collegati sono il cuore dell’apprendimento, anche ai tempi dell’Intelligenza Artificiale, al punto che per i docenti questo risulta lo strumento più utilizzato durante le lezioni nel 99% delle risposte, con una valutazione molto alta (8,5 punti) nell’uso in classe e persino più alta (8,7) come strumento nello studio a casa. È quanto emerge dall’indagine “Il valore del libro di testo nella didattica d’aula e nello studio a casa. Quando l’IA entra in classe”, a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE), condotta nel mese di marzo di quest’anno sulla base delle risposte di un campione rappresentativo della popolazione docente della Scuola Primaria, Secondaria di primo (SS1) e secondo grado (SS2) composto da 3.400 insegnanti (per garantire un campione rappresentativo ex post della situazione italiana i questionari dai 5274 originari sono passati a 3.399, base effettiva della ricerca). Obiettivo dell’indagine – presentata di rec ente alla Camera dei deputati nell’ambito dell’evento “Il valore della conoscenza. Il libro di testo come bene essenziale del Paese. Investire nell’istruzione e supportare le famiglie” – è stato esaminare il valore che gli insegnanti attribuiscono al libro di testo (e ai materiali digitali ad esso collegati) nella quotidiana pratica didattica d’insegnamento in aula. E ancora il ruolo che il libro ha per lo studente nello studio a casa, a fronte dei cambiamenti che si stanno manifestando nei tempi e nei modi di apprendimento. Dall’indagine emerge nettamente la centralità del libro di testo nella didattica in aula, indicata dal 99% dei docenti, a cui seguono l’utilizzo dei quaderni operativi e, a pari merito, dei sussidiari disciplinari e dei materiali realizzati dalle case editrici da utilizzare sulla LIM (indicati dal 96% dei docenti). Seguono i webinar (95%), i materiali audiovideo e le mappe concettuali, le schede di autovalutazione e per il test di apprendimento, le piattaforme didattiche (94%). Il libro di testo, con tutti gli altri materiali didattici che lo corredano e integrano, ricopre un ruolo di assoluta centralità nelle quotidiane attività di didattica d’insegnamento in aula – tanto che ottiene una valutazione di 8,5 punti, rivestendo un ruolo ancor più importante nello studio a casa, dove (con 8,7 punti di apprezzamento) viene considerato dai docenti il punto di riferimento imprescindibile per lo studio e l’apprendimento dei propri studenti. I motivi? Un linguaggio semplice e chiaro in primis (43%), seguito dalla possibilità di collegamenti interdisciplinari, da contenuti realizzati da figure professionali esperte e da grafica e illustrazioni (41%). I materiali didattici più usati a casa sono i libri di testo (81% delle risposte), seguiti dagli appunti presi dagli studenti durante le lezioni (55%). Al terzo posto, dispense, esercizi o materiali testuali realizzati personalmente dai docenti (46%). Ma, come cambiano i tempi e le modalità di studio secondo i docenti?  Per quasi il 70% (67%, per la precisione) degli insegnanti negli ultimi cinque anni i tempi e modi di apprendimento degli studenti sono leggermente peggiorati (33%) o peggiorati (34%). I motivi indicati sono prima di tutto la riduzione del tempo dedicato allo studio individuale (segnalato nel 72% delle indicazioni), la difficoltà crescente nell’affrontare testi complessi (58%), ma anche l’utilizzo di strumenti di IA per svolgere i compiti assegnati a casa (36%). A fronte di questa trasformazione che investe tempi e modalità di studio e apprendimento il 90% degli insegnanti afferma che l’organizzazione dei contenuti nei libri di testo e nei materiali ad esso collegati è molto (36%) e abbastanza funzionale (54%) alle attuali modalità di apprendimento della materia da parte degli studenti. Un terzo degli insegnanti usa già strumenti di IA nell’attività didattica. Il 74% dei docenti dichiara di utilizzare già strumenti di IA per preparare materiali didattici, e il 28% lo fa tutti i giorni o qualche volta alla settimana.  Nel 69% si dichiara consapevole delle implicazioni che il suo uso può avere sul diritto d’autore, il 31% però non lo è. Gli strumenti di IA sviluppati dagli editori sono ritenuti utili dai docenti, in particolare quelli che consentono lo sviluppo di test, esercizi, ecc. (80%), che aiutano gli studenti in test di autoverifica (76%) o ancora (75%) i momenti di formazione erogata dagli editori.  Qui la ricerca: https://ilvaloredellaconoscenza.aie.it/wp-content/uploads/2026/05/Indagine_INSEGNANTI-LIBRI-DI-TESTO-IA.pdf Redazione Italia
June 7, 2026
Pressenza
Psichiatria e violenza istituzionale: «Pazzi da morire»
Chiara Gazzola (*) sul libro del Collettivo Antonin Artaud che raccoglie 106 storie di persone “invisibili” decedute negli ultimi 24 anni per trattamenti psichiatrici.   «PAZZI DA MORIRE» – UN’INCHIESTA SULLA VIOLENZA ATTUALE DELLA PSICHIATRIA Mi sento particolarmente fiera di poter segnalare la pubblicazione di questo libro («Pazzi da morire – Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti
«La ragazza dal pigiama rosso»
Dopo aver letto il romanzo di Alda Teodorani, db (aka Daniele Barbieri) è sconvolto. E prova a rendervi conto delle 5 W, senza “spoilerare” e “spiattellare”. Ci riuscirà? Chi leggerà forse saprà. In coda le indicazioni bibliografiche.   0 – Se siete proprio di fretta (bah) andate direttamente al punto 8. E ciao. Ma dove correte? 1 – In primo
Il diritto a difendere l’ambiente ai tempi dei decreti sicurezza
DIRITTO NON CRIMINE. Il diritto a difendere l’ambiente e i territori ai tempi dei decreti sicurezza a cura di Francesco Martone e Osservatorio Repressione Pubblicazione realizzata nell’ambito del progetto P.E.A.C.E. (Protect Eco Activism and Civil Engagement) Maggio 2026, 84 pp. Download     È liberamente scaricabile online la seconda edizione di “DIRITTO NON CRIMINE. Il diritto a difendere l’ambiente e i