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Bologna in piazza contro la devastazione del parco del Pilastro, il PD risponde con la repressione
Nel quartiere Pilastro, nella periferia nord-est di Bologna, cresce la mobilitazione degli abitanti contro il progetto MuBA, una nuova struttura museale dedicata all’infanzia che l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare all’interno di un’area verde del quartiere. I comitati locali, riuniti nella campagna “MuBasta”, contestano la scelta di costruire il museo all’interno del parco del Pilastro, il che significherebbe la devastazione e la cementificazione di uno spazio molto frequentato dagli abitanti e attraversato principalmente proprio dai bambini e bambine delle scuole. Secondo i residenti, il progetto rischia di ridurre uno dei principali spazi verdi del quartiere e di trasformare un luogo di incontro e socialità in un intervento urbanistico deciso dall’alto, quando il Pilastro avrebbe bisogno soprattutto di servizi di prossimità, manutenzione degli spazi pubblici e investimenti sociali, più che di nuove infrastrutture culturali pensate principalmente per attrarre visitatori dall’esterno. Alla mobilitazione che chiede di fermare il progetto e aprire un confronto reale con gli abitanti, rivendicando il diritto delle comunità a decidere sulle trasformazioni urbanistiche che riguardano il proprio territorio, il Partito Democratico ha risposto con una repressione violentissima, schierando la celere nel parco che nei giorni scorsi ha caricato duramente gli abitanti, arrestato tre attivisti/e e gasato indiscriminatamente un intero quartiere. Ma il Pilastro non si fa intimidire e convoca per domani, sabato 7 marzo, una manifestazione cittadina gioiosa ma determinata. Ne abbiamo parlato con Sergio, ex-insegnante e abitante del quartiere Pilastro:
March 6, 2026
Radio Blackout
Bologna: difendi un parco? Arresti e manganellate!
Il 2 marzo la polizia ha sgomberato violentemente il presidio permanente nato per impedire abbattimenti di alberi nel parco Mitilini Moneta Stefanini, al centro di un nuovo progetto di “riqualificazione” voluto dal Comune felsineo. Protagonisti della lotta acuni abitanti del quartiere Pilastro, che sin da fine dicembre, si sono dati il cambio per cercare di impedire lo scempio, subendo più volte attacchi della polizia. Quello del 2 marzo è stato il più violento: “Una decina di camionette ha invaso il parco e altrettante hanno militarizzato tutte le vie d’accesso. Al presidio c’erano una quarantina di persone, che sono state tirate fuori dalle tende. Lo stesso per le persone che dormivano sopra gli alberi”. Sei persone sono state portate in Questura – di cui 1 ammanettata – e un’altra persona ferita, tre in carcere. In giornata la protesta si è spostata al carcere e di fronte alla sede del comune blindata. In serata circa 200 persone hanno partecipato ad un’assemblea ed una protesta al parco cui la polizia ha reagito con lacrimogeni. L’area è stata chiusa con jersy ed un presidio di polizia permanente. Ne abbiamo parlato con Laura del Comitato Mu.Basta Ascolta la diretta:
March 6, 2026
Radio Blackout
GIRLS, DUB & OTHER STEPS… W/ BUCCI
✿ Una luuuunga puntata di cui vi condivido gli appunti preziosi così come li ho utilizzati per trasmettere; sono mezzi scritti in inglese, mezzi in italiano senza fonti e non completi ma potete trovarvi tanti link ed info per esplorare ancora, buon ascolto ✿ 1. Jane Binta Breeze – Mad Woman, dall album ENEA ME CORNER (2009) Jean was a Jamaican dub poet and storyteller, acknowledged as the first woman to write and perform dub poetry. She worked also as a theatre director, choreographer, actor, and teacher. In the 1970s and 80s, Breeze became a pioneering poetic voice in the radical black community of London, a traditionally male-dominated dub poetry scene. ‘dub poetry‘ was an emerging movement that fused reggae rhythms with spoken word, and addressed political subjects. In Britain, it became popular among black activists and communities. It also gained a following among the overwhelmingly white ‘ranting poetry’ movement. It was a similar crossover in spoken word to the link-up in music between punk and reggae. Her poems speak in the voices of women characters in different situations and contexts. ‘Wife of Bath Speaking in Brixton Market’ spoke in the voice of Chaucer’s woman who has lost five husbands, and in another poem, an old woman reflects on her appreciation of life’s ‘Simple Tings’, as she ‘rocked the rhythms in her chair // brushed a hand across her hair // miles of travel in her stare.’ Breeze experienced persistent and serious mental ill-health. She had a diagnosis of schizophrenia, and heard voices.  Jean wrote and spoke openly about her ‘madness’, but resisted simplistic views of it as solely either a creative inspiration or a debilitating curse. 2. Jean Binta Breeze – Aid Travels With a Bomb 3. PYNE ft GAVSBORG – Pum Pum Poetry PYNE is a multidimensional music artist and producer based in Toronto, Canada and Kingston, Jamaica.  Prodotta da Gavsborg, her first single ever published is Karma Police (Femmehall Version)>femmehall sound, a more feminine approach to dancehall production and performance. 4. PYNE – Karma Police (Femmehall Version) 5. Shanique Marie – Grow dall’album Gigi’s House (2021) Shanique Marie drops her debut long-player featuring collaborations and production from Gavsborg, Alanna Stuart, Michael Vincent Waller, Raging Fyah, Swing Ting & Exile Di Brave.  The first woman of Jamaica’s favourite forward-thinking Equiknoxx crew, Queen of the Eternal Children, Shanique previously combined her Reggae, Jazz, R&B & Hip Hop roots on her critically acclaimed Uno EP which included the breakout hit Coconut Jelly Man. A talented and versatile collaborator. 6. Shanique Marie – Quality Time Sound System Freestyle 7. Kiki Hitomi – Yellow Story dall’album Karma No Kusari (2016) Kiki Hitomi è una cantautrice giapponese già membro del gruppo bass che ha pubblicato sull’etichetta londinese Ninja Tune “King Midas Sound”. Questo disco è uscito per Jahtari, netlabel di Lepzig, Germania, attiva già dal 2004, che, come mixa il nome, JAH + ATARI (8BIT)…non a caso il logo è un mix con l’iconico logo Atari, sul sito si trova sctritto: “We are a small record label based in Leipzig/Germany and we produce a kind of music here which we call – for the lack of a better term – DIGITAL LAPTOP REGGAE (DLR).This means nothing else but that we produce first and above all REGGAE music (or DUB) in its classical sense, which in itself is nothing new, but since we’re having a background of mostly electronic music we’re doing this with the only tool that is obvious to use for that purpose – a COMPUTER, and a computer only.” 8. Daisy Ray – Onche in a while (2025, DEARDOGS, France ) Artista e live performer incredibile collocata a Bruxelles: dub, post punk e weird things con una grande energia 9. Daisy Ray – Buddies 4 Lide, dall’omonimo (2024 uscito per Heat Crimes, etichetta di Atene) Artista e live performer incredibile collocata a Bruxelles 10. Saeko Killi- NEXT TIME dall’ Album Dream in Dream (2024) 11. Maria Violenza – La ballade de l’indifférence (Scirocco, 2022, Sacred Hood) Originaria di Palermo (roccaforte dell’Inquisizione siciliana), Maria Violenza incarna la vendetta degli eretici. Traduce la sofferenza in melodie punk e synth, un viaggio in metropolitana nella direzione opposta da Medina alla Mecca. Ti inchioda al muro, intensifica le tue nevrosi e l’accelerazione fatale dei beat ti trascina negli inferi. Maria Violenza è un esorcismo moderno, che usa una drum machine, un sintetizzatore, un looper e riff folk arabi come strumenti. 12. Jo Squillo – Paranoia (Girl Senza Paura, 1981) Con questo disco conferma il suo talento ribelle e rivela un forte spirito anarchico, in linea con le avanguardie del periodo. L’artista ottiene un buon riscontro a livello commerciale sia in Italia che all’estero, soprattutto in Germania. In questo album confluiscono alcune incisioni precedenti, come il suo primo successo Skizzo skizzo, nel cui videoclip finge di rapire il cantante popolare Christian, a simboleggiare il rinnovamento radicale e violento che la sua musica propone. Fra i brani inclusi nell’album figurano Violentami e Orrore canzoni che in quel periodo suscitarono scalpore. 13. Jo Squillo – Tuo Cesare (Girl Senza Paura, 1981) 14. DJ HARAM Fishnets ft. BBymutha, SHA RAY & August Fanon (2025) DJ e produttrice nata e cresciuta in america di discendenza Siriana e Caucasica. Fa parte del duo 700 bliss con un’altra icona Moor Mother.  Questa traccia viene dal suo album d’esordio da solista Beside Myself,rilasciato nel 2025, ha precedentemente pubblicato altri 5 EP, di cui 2 con hyperdub,Hyperdub è etichetta discografica indipendente britannica con sede a Londra, considerata una delle più importanti della musica elettronica. Benché lo stile degli artisti della Hyperdub venga spesso classificato come dubstep, essi attingono anche ad altre espressioni sonore, che possono spaziare dall’hip hop, al chillout, alla dark garage, al grime, alla jungle, al dub e al breakbeat. 15. CARRE’- Hibiscus feat. Bbyafricka:   CARRE’ producer, DJ and co-founder of Fast At Work 16. CARRE’ – Girl bootleg autoprodotto della traccia: 17. The Internet – Girl                CARRE’producer, DJ and co-founder of Fast At Work 18. Beatrice M – Eurotrash dall’omonimo EP uscito nel 2025 19. Tarta Relena – Si Veriash a La Rana (dall’album Es Pregunta, 2025) 20. Tarta Relena – Mille Risposte Il duo, attivo dal 2016, è uno di quegli ibridi contemporanei frutto di una cultura musicale vastissima che mixa passato e presente, pop e folk, elettronica futuristica e suoni tradizionali. Le due cantanti esplorano la polifonia vocale, reinterpretando canti tradizionali del Mediterraneo e composizioni proprie, attraversando secoli e culture. L’armonizzazione delle loro voci (col vocoder) produce un suono vitreo, sempre sul punto di rompersi. Usano mille strumenti percussivi che amplificano la potenza dell’ensemble: drum machine, tamburi, tammorre 21. WOW – Le Montagne e Noi (dall’album Rosa di Luce, Maple Death Records, 2026)
March 5, 2026
Radio Blackout
Si riaccende il fronte tra Pakistan e Afghanistan
Tra il 26 febbraio e il 2 marzo sono avvenuti raid pakistani contro l’Afghanistan riaprendo il fronte tra i due Paesi, la guerra tra i due paesi è ancora in corso, e ancora non si hanno previsioni su una fine certa. Nonostante non sia slegato da ciò che sta accadendo nella regione e in Asia Occidentale, le ragioni del conflitto tra Pakistan e Afghanistan non sono sovrapponibili con la guerra in Iran, anche perchè quest’ultima è scoppiata dopo l’inizio degli attacchi pakistani a Kabul. Quasi immediatamente però, a seguito dell’attacco degli USA all’Iran, le proteste si sono accese in diversi territori dell’area. In particolare, le immagini dell’assalto da parte della popolazione pakistana al consolato americano a Karachi hanno fatto il giro del mondo. Le forze americane e quelle relative all’establishment pakistano hanno represso nel sangue la manifestazione. E’ significativo ricordare che il Pakistan ospita la seconda comunità sciita al mondo, dopo l’Iran e inoltre è in una faglia di interessi contrapposti che vedono la presenza cinese sul territorio come un elemento non indifferente per la linea Trump. Ne abbiamo parlato con Sara Tanveer, giornalista che scrive per diverse testate tra cui Altraeconomia e il Manifesto sul Pakistan.
March 5, 2026
Radio Blackout
Giornate di escalation in Messico
Insieme ad un compagno del Nodo Solidale, analizziamo quanto successo in Messico in questi ultimi giorni a seguito dell’uccisione del capo del cartello di Jalisco Nuova Generazione. L’ondata di violenza conseguita in tutto il paese ha portato il governo a schierare più di 10 000 soldati e dichiarare lo stato di massima allerta. Ma l’innalzamento del livello del conflitto non è altro che la punta dell’iceberg: la realtà è complessa ed è quella che vede una guerra interna continuativa, amplificata dalle pressioni degli Stati Uniti sul paese – e la regione tutta.
February 26, 2026
Radio Blackout
Novara: Mappare, denunciare e organizzare la resistenza alle fabbriche di guerra
Sabato 28 febbraio alle ore 14 si svolgerà a Novara un convegno-assemblea dal titolo Mappare, denunciare e organizzare la resistenza alle fabbriche di guerra organizzato dalla Rete Antimilitarista piemontese e dai comitati locali. Verranno accesi i riflettori su due fronti cruciali, quali la filiera delle armi nel Nord Italia e il greenwashing della guerra a partire dalle inchieste che le esperienze che si organizzano dal basso sui territori hanno svolto per individuare le infrastrutture belliche, i flussi e la logistica, oltre agli investimenti che provengono da aziende israeliane. Il lavoro sulle infrastrutture belliche sul territorio piemontese che verrà presentato è consultabile sul sito Mappature dal basso PROGRAMMA DELLA GIORNATA Ore 14.00 – Apertura lavori Saluti introduttivi della Rete Antimilitarista e Intervento di Antonio Mazzeo Interventi Assemblea Stop Riarmo: Mappatura delle infrastrutture belliche del Piemonte Confluenza: presentazione del dossier “Energie rinnovabili e capitale israeliano: le connessioni nascoste” Elio Pagani (Abbasso la Guerra ODV): co-autore del libro “Mappatura delle aziende belliche del Varesotto, co-autore di Varese. La provincia con le ali mette gli artigli. Mappatura dell’industria bellica varesina” di Abbasso la Guerra e Weapon Watch Assemblea Permanente Contro le Guerre: mappatura delle aziende belliche del Lecchese Connessioni e mobilitazioni con Luca Lo Buglio (NO-F35 Trapani) Ricordo con il Movimento NO-F35 Novara e altri interventi da Liguria, Piemonte e Lombardia
February 26, 2026
Radio Blackout
SIRIA: GLI U.S.A ESCONO DALLA PORTA MENTRE L’ISIS SI RIAFFACCIA
Nella Siria in cui Al Shaara ha stabilito il suo controllo anche nella regione del Nord-Est tornano ad agire le forze dell’Isis. L’organizzazione fondamentalista è infatti stata sconfitta territorialmente nel 2019, ma ha conservato cellule dormienti nel territorio, a cui si sono uniti i miliziani fuggiti nel mese scorso dal campo di prigionia di Al Hol, dopo che le forze curde (SDF) si sono ritirate e il controllo è passato alle autorità di Damasco. In un messaggio audio, diffuso sabato 21 Febbraio sera, il portavoce dell’Isis, Abu Hudhayfa al Ansari, ha annunciato l’avvio di una «nuova fase di operazioni» e ha definito Al Sharaa il leader di un «regime apostata» e un «cane da guardia» della coalizione globale, promettendo che il suo destino non sarà diverso da quello di Assad. Contestualmente è ormai ufficiale il ritiro degli Stati Uniti dalla Siria che prevedono la smobilitazione delle basi militari nel paese entro un mese: da lunedì i soldati americani si sono ritirati dalle basi di Qasrak, Al Shaddadi e Rmelan.  Dietro all’abbandono militare del paese da parte statunitense c’è la visita alla Casa Bianca di Al Shaara a Novembre 2025, data in cui quest’ultimo aveva promesso l’ingresso della Siria nella coalizione anti-Isis. Non dimentichiamo che l’attività di Ahmad al Shaara , prima di insediarsi al governo di Damasco, arrivava proprio dalle frange dello stato islamico: sotto il nome di Abu Muhammad Al-Jawlani, al Shaara fa ingresso nelle fila del network salafita-jihadista locale e dando vita a una formazione satellite, denominata “Fronte di soccorso del Levante” (Jabhat al-Nusra li-Ahli al-Shām, Jan), unificata poi da al-Baghdadi nel 2013 nello “Stato islamico dell’Iraq e del Levante”, mossa che portò al-Jawlani a riaffermare la propria fedeltà ad al-Qa‘ida, primo passo di un percorso che avrebbe condotto al-Nusra a trasformarsi in una formazione pienamente autonoma e indipendente. Resta di fatto che l’apparente uscita di scena statunitense lascia intravedere ancora una volta degli interessi più complessi sul Medio Oriente, di cui la Siria è uno nodo strategico. A fare da sfondo, che tanto sfondo non è, a questi giochi di potere c’è un sempre crescente malcontento da parte della popolazione che ha visto un aumento di mobilitazioni sul lavoro, sui servizi, sul caro vita, sulla terra e sui diritti sociali. Queste potranno sul tavolo rivendicazioni solo in superficie di carattere economico, ma che lasciano intravedere, come sottolinea Lorenzo Trombetta sul Manifesto, l’approfondirsi della politicizzazione delle condizioni materiali di vita. Ne parliamo con Marco Magnano, giornalista di base a Damasco:
February 26, 2026
Radio Blackout
I dazi di Trump, la bocciatura della corte, le minacce all’UE
Nonostante la Corte Suprema statunitense abbia bloccato i dazi voluti da Trump, il presidente USA intende tirare dritto, riproponendoli con motivazioni diverse da quelle di tipo emergenziale considerate incongrue dalla Corte. Nel frattempo minaccia ritorsioni verso i paesi che decidessero di ridiscutere gli accordi. Un caos in cui sono in ballo interessi enormi. Ne abbiamo parlato con Renato Strumia della Cub Ascolta la diretta:
February 24, 2026
Radio Blackout
Università contro guerra e precariato. Un commento sull’assemblea di Ateneo e sulle iniziative future a Torino.
Con una compagna dell’Assemblea Precaria Universitaria di Torino abbiamo parlato dell’assemblea di ateneo di giovedì 12 febbraio, della contestazione dell’inaugurazione dell’anno accademico al Politecnico di venerdì 13 e delle prossime iniziative politiche previste in ambito universitario. L’assemblea di Ateneo arriva a seguito di un periodo di forte pressione mediatica contro coordinamenti ed organizzazioni politiche presenti in università e solidali con i percorsi di lotta in città. Nei giorni successivi alla manifestazione del 31 gennaio, figure istituzionali e pezzi di governance dell’ateneo hanno cercato di far prendere posizione dipartimenti e organi centrali contro il corteo. Nel mentre, proseguono le lotte della componente precaria e le rivendicazioni a favore dell’autonomia critica e dell’antifascismo in Università. Ascolta la diretta
February 16, 2026
Radio Blackout
Dal lager di Caltanissetta a quello di Milano: la sincronia della macchina razzista tra torture e deportazioni.
Come più volte è stato ribadito ai microfoni di Harraga – trasmissione in onda ogni venerdì dalle 15 alle 16 su radio Blackout – la decina di CPR diffusi lungo tutta l’Italia (oltre a quello in Albania) funzionano in una cinica e agghiacciante sincronia. Coordinazione che mira a creare un monito ai liberi, un terrore su larga scala che – tra le altre cose – garantisce il perpetuarsi della possibilità di sfruttamento lavorativo continuo delle persone immigrate: sui campi, sui punti della logistica, tra le strade della città. In questa puntata mandiamo in onda audio, di analisi e racconti, che ci arrivano direttamente dai reclusi di Pian del Lago (lager ubicato nell’entroterra nisseno) che non solo ci parlano della sistematica violenza a cui sono sottoposti quotidianamente i reclusi, ma entrano anche nel dettaglio di una violenta perquisizione a scopo punitivo subita pochi giorni prima. Nel sottolineare la settimanale cadenza delle deportazioni verso i cosiddetti paesi di origine cogliamo la possibilità di fare una diretta con una compagna dell’assemblea NoCpr di Milano che ci precisa come oramai il lager di via Corelli sia divenuto l’hub deportativo degli egiziani e dei gambiani. Non a caso, ci contestualizza, per la prima volta dopo tanto tempo, il CPR di Milano è stato completamente ristrutturato portando la sua capienza alla totalità delle 4 aree e dunque al contenimento di circa un centinaio di reclusi, spesso solo di passaggio poiché destinati alla deportazione.
February 6, 2026
Radio Blackout
Musick To Play In The Dark – 20/01/2026
Musick To Play In The Dark – Puntata del 20/01/2026 Musick To Play In The Dark è la trasmissione condotta da Maurizio a.k.a. Gerstein, Noisebrigade, Dr. Cancer, etc. che va in onda su Radio Blackout 105.250 il martedì dalle 23 fino a mezzanotte. Per un’ora verrete condotti attraverso un percorso trasversale fatto da sonorità che non si fermano ad un genere: si può passare dall’industrial alla wave, facendo una fermata nel punk, nel death metal, nell’electro oppure anche nel math rock. Seguiremo le storie di chi ha fatto dei suoni non convenzionali l’espressione della propria persona con ascolti ed alle volte con interviste. Ci sarà uno spazio per le novità e per improvvisazioni varie. Spegnete la luce, la musica inizia… PLAYLIST 01 Dry Cleaning “Hit My Head All Day” da “Secret Love” 02 Soft Cell “Martin – The Hacker 2025 Remix” da “The Art Of Falling Apart – Deluxe” 03 Blastromen “Trauma” da “Øera” 04 The Cords “Rather Not Stay” da “The Cords” 05 Thompson Twins “Doctor! Doctor!” da “Into The Gap Live” 06 Tulpa “Let’s Make A Tulpa!” da “Monster Of The Week” 07 The Orielles “Three Halves” da “Only You Left” 08 Mandy, Indiana “Magazine” da “Urgh” 09 Nightbus “Angles Mortz” da “Passenger” 10 Dendrons “Never Getting What You Want” da “Indiana”
January 21, 2026
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