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Musick To Play In The Dark – 27 Ottobre 2026
Musick To Play In The Dark è la trasmissione condotta da Maurizio a.k.a. Gerstein, Noisebrigade, Dr. Cancer, etc. che va in onda su Radio Blackout 105.250 il martedì dalle 23 fino a mezzanotte. Per un’ora verrete condotti attraverso un percorso trasversale fatto da sonorità che non si fermano ad un genere: si può passare dall’industrial alla wave, facendo una fermata nel punk, nel death metal, nell’electro oppure anche nel math rock. Seguiremo le storie di chi ha fatto dei suoni non convenzionali l’espressione della propria persona con ascolti ed alle volte con interviste. Ci sarà uno spazio per le novità e per improvvisazioni varie. Spegnete la luce, la musica inizia… PLAYLIST 01 Psico Galera “Morte Apparente” da “Le Stanze Della Mente” 02 Claudio Fusai “Futuro Remoto” da “Futuro” 03 Front Line “Beach Impediment” da “Basic Training Ep” 04 Impalers “Return To Eden” da “Demo” 05 Vaaska “Donde Esta Tu Dios” da “Vaaska – Impalers – Split Ep” 06 Mercy Killings “Snuffed Out” da “Snuffed Out Ep” 07 Vaaska “Eskizofrenia” da “Todos Contra Todos” 08 Vaaska “Histeria” da “Futuro Primitivo Ep” 09 Vaaska “No A La Guerra” da “Inocentes Condenados Ep” 10 Condor “Condor” da “Singles 2017-2018” 11 Laffing Gas “On Your Own” da “It’s A Beautiful Day In The Gulch” 12 Graven Image “Uncomfortable Environment” da “Studio Sessions- 82-83” 13 Vidro “Allt Brinner” da “Upp Till Dans” 14 Invertebrates “Sterilized Decay” da “Sick To Survive” 15 Disarm “Evil” da “Existence Demo 1985” 16 Red Cross “Robot Girls” da “1981-1982 No Message” 17 Peace Decay “Hammer Strike” da “Peace Decay” 18 Peace Decay “Snake” da “Death Is Only…” 19 Public Acid “Psychedelic Depression” da “Deadly Struggle” 20 Public Acid “Electric Plague” da “Condemnation Ep” 21 Game “Medusa” da “No One Wins” 22 Strutter “Will To Learn” da “Strutter” 23 Impalers “Wrecking Ball” da “Impalers” 24 Monotonik “She Is Dead” da “Monotonik 1982-1985” 25 Sickness (Nick Carter) “Keep Your Eyes On The Fool” da “Hiccius Doccius”
October 28, 2026
Radio Blackout
Giovani come nemico interno: verso il “terrorismo di piazza”? – Heritage Foundation e rivoluzione reazionaria – Caso Marfin
Estratti dalla puntata del 26 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia GIOVANI COME NUOVO NEMICO INTERNO: VERSO IL “TERRORISMO DI PIAZZA”? La produzione normativa emergenziale successiva alle piazze del 17 e 18 ottobre 2026 si inserisce in un affastellarsi di Pacchetti Sicurezza e leggi costruite attorno a eventi di cronaca o “feticci sociologici”. L’utilizzo di categorie come “baby gang” (DL Caivano), o “maranza” (ultime disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile) distrae dello scopo che sottende al proliferare di nuovi attrezzi all’interno dell’arsenale repressivo: colpire la conflittualità sociale e comprimere tutte le pratiche che esulino dal lamento inerme. Parallelamente osserviamo l’applicazione dell’aggravante di terrorismo a comunicati online (Bari e Movimento 17 Ottobre) che incitavano al danneggiamento e all’insubordinazione durante i cortei: può rappresentare un terreno fertile per l’introduzione del reato di “terrorismo di piazza”, desiderato da anni da sindacati di polizia e partiti di estrema destra? Nel frattempo centinaia di persone, non appartenenti ai movimenti conflittuali convenzionali, sono state identificate in differita: è ipotizzabile l’utilizzo di tecnologie di riconoscimento biometrico? Ne parliamo con l’avvocata Silvia Tassotti di Bologna, membro di Stra.Li e della task force per il diritto alla protesta di Amnesty International: HERITAGE FOUNDATION: LINEE GUIDA PER LA RIVOLUZIONE REAZIONARIA Persone da inserire in strutture chiave, accentramento dei poteri, produzione di milizie fidelizzate e una rete di potere che si dipana dentro e fuori i confini statunitensi. Il think thank ultra-conservatore Heritage Foundation ha strutturato le linee guida per una rivoluzione reazionaria che tiene insieme il negazionismo climatico dei petrolieri, l’evangelismo messianico, l’apparato tecnomilitare filo-sionista e le organizzazioni per la disarticolazione dell’Unione Europea. Ne parliamo con Antonella Silipigni (di cui avevamo letto l’inchiesta sulla genesi di Futuro Nazionale): Per approfondire il suo lavoro su Heritage Foundation: HERITAGE FOUNDATION — LA FABBRICA DEL POTERE Project Esther: la rete cristiano-cattolica-sionista arrivata alla Casa Bianca ICE: da agenzia amministrativa a forza di coercizione interna GRECIA:LETTERA DI UN PRIGIONIERO DEL CASO MARFIN In conclusione ospitiamo la lettura di alcuni estratti da un comunicato di Thymio dal carcere, tornando a parlare del caso Marfin e della sua strumentalizzazione elettorale in Grecia. Lettera di Thymio [PDF]
October 27, 2026
Radio Blackout
Cerignola si ferma contro il carovita
Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento, continueranno a farlo. Non sono ritenute risposte sufficienti le promesse di Salvini di ieri a Milano, al tavolo di negoziazione con gli auto trasportatori. Si aspetta il prossimo incontro e intanto la mobilitazione continua. Anche perché sul piano agricolo, le risposte arrivate finora sono ancora meno. Proseguono i blocchi degli auto trasportatori in Puglia, Calabria e Campania, e da ieri si estendono al centro Italia, in particolare Lazio e Molise. Le conseguenze materiali si sentono già: supermercati senza prodotti freschi in diverse di queste regioni e più in generale perdite economiche non indifferenti per il sistema. Insomma emerge forte chiaro la voce ma anche il potere di alcune delle categorie che il sistema della GDO prova ad invisibilizzare.
October 21, 2026
Radio Blackout
Sulle proteste della Gen Z in India
Non si fermano le proteste contro i censimenti elettorali in India, che hanno superato la terza settimana consecutiva. Narendra Modi non è mai stato così in crisi come dopo le ultime, intense, settimane di mobilitazione che hanno attraversato l’India e soprattutto le strade della capitale, Nuova Delhi. Nei giorni scorsi, la polizia ha nuovamente arrestato il leader della protesta degli “scarafaggi”, dopo che era stato arrestato e rilasciato a ridosso della grande manifestazione convocata per sabato scorso. In occasione delle manifestazioni annunciate contro il governo, Nuova Delhi è stata trasformata in una fortezza, ed è stato impedito ai manifestanti di radunarsi. Nonostante questo, migliaia di manifestanti sono stati arrestati dalla polizia, mentre continuano le rivendicazioni contro Modi, contro l’operato della Commissione elettorale indiana (Eci). Abbiamo parlato di queste proteste, e di altre questioni che toccano la popolazione indiana, con Matteo Miavaldi, giornalista esperto del subcontinente indiano, autore del libro “Un’altra idea dell’India”.
October 19, 2026
Radio Blackout
Agricoltori piemontesi contro caro carburante e carovita
In continuità con le interviste fatte in questi giorni agli agricoltori in mobilitazione in tutta Italia, ci siamo collegate con Gabriele Ponzano, presidente del nodo di Agricoltori Autonomi Italiani di Alessandria, e membro di COAPI (Coordinamento Agricoltori Pescatori Italiani). Ponzano ci aggiorna sull’ultima, partecipata assemblea dell’associazione, la scorsa settimana. Da questo incontro è emersa chiaramente l’intenzione di muoversi insieme agli agricoltori del sud Italia, ma anche ad altri cittadini e cittadine per opporsi all’aumento dei costi di produzione, al caro energia e al carovita. Proprio in questa prospettiva, sono diversi gli agricoltori e le agricoltrici che sabato 17 ottobre parteciperanno alla piazza chiamata a Torino ore 15 in piazza Castello.
October 15, 2026
Radio Blackout
Sciopero dei barist* contro Sodexo ed EDISU – con COLPO
L’assemblea dei lavoratori e lavoratrici del bar Sodexo Student Zone è in sciopero da tre settimane per denunciare i maltrattamenti da parte della azienda verso i dipendenti. A scatenare la mobilitazione è stato il licenziamento improprio di Samuele, che è stato lincenziato a seguito di svariate richieste per recepire la remunerazione a lui dovuta per gli straodinari fatti e che non gli erano stati riconosciuti. Dopo i primi due scioperi l’azienda è disposta a trattare pagando gli straordinari dovuti a Samuele, ma non a tutti i/le dipendenti a cui sono dovuti. Tuttavia non sono ancora venuti incontro ad altre richieste riguardo le condizioni di lavoro e contrattuale che sono state denunciate dall’assemblea. Lo sciopero continua ogni venerdì davanti allo Student Zone ai Murazzi e sabato 17 ottobre è stato convocato un presidio alle 10. Ascolta la diretta in collegamento con COLPO (Coordinamento Lavoro Precario Organizzato) e con Samuele:
October 14, 2026
Radio Blackout
distruggere e travisare. Bagnarote e ‘ndranghita nella bassa calabria
Le Bagnarote, ovvero le donne di Bagnara Calabra, sono diventate leggenda grazie alla loro formidabile forza e perseveranza nel commercio a piedi nudi verso l’interno o verso la Sicilia, dei prodotti Bagnaresi: pesce spada, gli ortaggi delle rasole, i bachi da seta, la legna. Colture che per secoli sono state alla base della ricchezza di quel piccolo paese nascosto tra le montagne e il mare, ricchezze che hanno permesso di superare terremoti, cataclismi, guerre e prevaricazione dei potenti vicini e lontani. Aldilà del mito, le donne bagnaresi erano parte di un lavoro comunitario che riguardava tutti, una forma di sopravvivenza, quella del commercio minuto, che era profondamente legato al territorio in cui era insita. Dal dopoguerra la situazione è cambiata radicalmente: i mezzi di trasporto, l’agricoltura e la distribuzione di massa, ma soprattutto l’emigrazione forzata hanno distrutto le basi sociali della Bagnarota, costretta a diventare un prodotto folckloristico per i bagnanti in vacanza. Dall’unità d’Italia il termine ‘ndrangheta ha cambiato completamente significato. Termine apparso per la prima volta nel XVI secolo in una carta geografica che tratteggiava l’attuale Cilento come ‘Ndranghita Regio – LUCANI. Il termine, di origine greca, significava Valentia, riferito agli atteggiamenti e ai comportamenti di un uomo d’onore affiliato ad un’onorata società. Coloro che diffidavano dagli sbirri e dei poteri istituiti per risolvere problemi e controversie. Questo slittamento del significato della parola, oltre all’evoluzione delle cosche, è dovuto alla volontà centralista dello Stato di screditare forme sociali differenti e nemiche del potere centrale. per maggiori info: La Bagnarota – Tito Puntillo Per la storia della ‘ndranghita – Paolo Martino Horcynus Orca – Stefano D’arrigo Soggetti, spazi e istituzioni urbane nel contrabbando di sale tra Sicilia e Regno di Napoli – Ida Fazio
October 13, 2026
Radio Blackout
Cuba, tra bloqueo e nuove sanzioni
Da gennaio Washington ha imposto un blocco petrolifero che di fatto sta cercando di strangolare l’isola, lasciandola senza carburante: in nove mesi è arrivata una sola petroliera, russa, il cui carico è bastato per un mese. La rete elettrica è al collasso, con sei blackout nazionali nel 2026 e quartieri dell’Avana senza corrente anche per ventiquattro ore di fila. Il Paese è quasi fermo, gli ospedali vanno avanti a stento e mancano farmaci e beni essenziali. Dal 30 settembre pesano anche le nuove sanzioni: le banche USA non possono più gestire pagamenti in dollari legati a Cuba, nemmeno fuori dagli Stati Uniti, e devono congelare i conti anche di privati, con effetti a catena su rimesse e commercio. Ma la crisi non colpisce tutti allo stesso modo: c’è chi riesce ad accedere ai beni, a comprarli e rivenderli sul mercato nero, e chi no, in una situazione complessa e tutt’altro che omogenea. Intanto, a ridosso delle elezioni di metà mandato del 3 novembre e dopo le sconfitte in Medio Oriente, Trump prova a rivendere le decisioni prese su Cuba come terreno di successo. Ne abbiamo parlato con Andrea Cegna, giornalista freelance ed esperto di America Latina.
October 12, 2026
Radio Blackout
Per la Malaysia i Rohingya sono troppi,rimpatrio forzato verso il Myanmar
Dal 29 settembre è cominciato il piano di rimpatri dalla Malaysia di cittadini birmani nel Myanmar, in preda ad una guerra civile acuitasi dopo il golpe militare del 2021 e la brutale repressione che ne è seguita . Decine di autobus scortati dalla polizia hanno raggiunto il nord-ovest della Malesia. Da lì, 1476 persone sono sate portate in una base militare a sud di Yangon in attesa di essere trasportate in Myanmar dalla marina militare birmana. Tra loro, anche i Rohingya, i membri della comunità musulmana originaria dello Stato birmano del Rakhine (ex Arakan), perseguitati dal Tatmadaw, il potente esercito birmano, secondo quello che l’Onu considera una vera e propria campagna genocidaria. I Rohingya nel Rakhine sono stretti tra due fuochi: i raid aerei dell’esercito birmano che uccidono civili ma anche  arresti arbitrari, torture, violenze sessuali, sequestri, reclutamento, lavoro forzato, confische e distruzione di villaggi e luoghi religiosi di cui si sarebbe macchiata l’Arakan Army,(il più potenten esercito regionale che combatte da anni la giunta birmana)  che considera i Rohingya degli estranei quando non dei collaborazionisti . Il piano di rimpatrio, che prevede la deportazione di 5.000 persone in totale ,non garantisce per l’UNHCR (l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) le condizioni per un ritorno sicuro e sostenibile dei rifugiati in Birmania. Il governo malese parla di rimpatrio volontario ,ma la situazione del conflitto smentisce questa dichiarazione e i rifugiati sono stati finora trattenuti in centri di detenzione. I Rohingya nell’agosto del 2017 sono state vittime di una campagna di pulizia etnica e da allora 750.000 membri della comunità sono stati costretti a oltrepassare il fiume Naf, confine tra i due Paesi, per trovare rifugio nel sud-est del Bangladesh, dove oggi ne vivono almeno 1 milione e 300.000. Altri hanno cercato rifugio in Malaysia, a volte scappando proprio dai campi bangladesi dove le condizioni di vita peggiorano progressivamente, a causa della riduzione degli aiuti umanitari, della condizione di dipendenza imposta dal governo di Dacca, che nega il diritto al lavoro, all’istruzione e al movimento, e a causa della presenza sempre più ingombrate di gruppi armati e criminali. In Malaysia, dove i Rohingya costituiscono circa due terzi (126.000) dei 215.000 richiedenti asilo e rifugiati registrati dall’Unhcr, le condizioni non sono però migliori. Ma un altro aspetto rilevante è che il capo della giunta birmana ,ripulita con una operazione di cosmesi elettorale a gennaio è stato ricevuto ufficialmente in Malaysia cercando di accreditarsi come governo civile legittimo del Paese . Anche gli Stati Uniti hanno ripreso i colloqui diretti con la giunta birmana a proposito di un maggiore coordinamento per smantellare i centri per le truffe on line attivi in alcune aree del Myanmar, responsabili di frodi che hanno colpito più volte cittadini americani, e dell’accesso ai giacimenti di terre rare presenti nel Paese, risorse fondamentali per numerose tecnologie avanzate. La guerra intanto continua, non esiste un bilancio ufficiale delle vittime e le stime variano notevolmente, ma gli analisti considerano questo conflitto il più sanguinoso attualmente in corso in Asia. L’esercito ha posto fine a un esperimento democratico durato un decennio in questo Paese del Sud-est asiatico nel febbraio 2021, rovesciando il governo eletto di Aung San Suu Kyi . Le proteste contro il colpo di Stato sono state represse dalle forze di sicurezza, ma gli attivisti pro-democrazia hanno lasciato le città per combattere la giunta militare al fianco di gruppi armati appartenenti a minoranze etniche da tempo ostili al governo centrale. Le ingerenze della Cina e dell’India hanno alimentato il conflitto mentre sul campo la giunta ha perso il controllo di ampie parti del territorio. Ne parliamo con Emanuele Giordana giornalista profondo conoscitore della regione .
October 12, 2026
Radio Blackout
Lottare nell’Antropocene: tossicità, grandi opere e conflitti territoriali
Se la crisi ecologica è una crepa nel sistema, quali strumenti di pratica e d’analisi possiamo usare per forzare la breccia? Quali categorie ci permettono una lettura del presente che colga nella catastrofe reali possibilità di conflitto? In questo primo episodio di Cicorie, cominciamo ad affrontare il problema della periodizzazione e dei termini che usiamo per designare il nostro tempo inaugurando una delle rubriche che ci accompagnerà nelle varie puntate: “Indovina chi viene a Cene?”. 
Capitalocene, Plantagiocene,Tecnocene, Cthulucene, Proletariocene: tantissimi sono stati i neologismi che hanno caratterizzato il dibattito accademico dell’ecologia politica. Nonostante questa iper-produzione di termini specifici non ci convinca, vogliamo comunque partire da alcune riflessioni che questi stimolano per approfondire il punto di vista sulla realtà. Per iniziare ci inoltriamo nel dibattito più classico: quello tra Antropocene e Capitalocene. Un dibattito che caliamo nel contemporaneo e che facciamo interagire con ciò che è successo e succede al di fuori delle aule universitarie. Ne parliamo nella prima parte dell’episodio insieme a Emanuele Leonardi, Professore di sociologia all’Università di Bologna e compagno storico dei collettivi di Ecologia politica. 
 Segue un approfondimento sul volume “Tossicità. Voci, saperi e conflitti in una zona di sacrificio” (Orthotes, 2026), lavoro di ricerca di comunità incentrato su vita e lotta nei territori limitrofi al polo chimico di Spinetta Marengo in Alessandria, segnati dall’avvelenamento da PFAS. A chiaccherare con noi di conricerca e inquinanti eterni Eleonora Bechis, ricercatrice, compagna e curatrice del testo insieme a Vittorio Martone, Rosalba Altopiedi e Andrea Filippo Ravenda.
 Nell’ultima sezione del programma, ci rivolgiamo direttamente ai territori e alle forme di mobilitazione che continuano ad animarli, conquistando spazio e assumendo dimensioni sempre più conflittuali. Ripercorriamo la marcia in Bassa Val di Susa “Fermiamo insieme l’Avigliana-Orbassano” del 3 ottobre attraverso i contributi e le voci di chi vi ha preso parte per poi spostarci a Reggio Emilia, dove la mobilitazione cittadina di Bosco Ospizio si trova a un punto di svolta. A fare il punto della situazione in collegamento con noi da Reggio Alessio, dell’Assemblea Permanente per la difesa del Bosco. Concludiamo con una breve panoramica sull’attualità – tra ritorno all’atomo in Italia, crisi energetica e caro carburanti – mettendo in focus le recenti mobilitazioni degli agricoltori del Centro e Sud Italia, che tra nuovi blocchi stradali e vecchie rivendicazioni tornano a prendere la parola e a scendere in strada. Qui sotto l’audio integrale dell’episodio!
October 6, 2026
Radio Blackout
Avanzi musicali+No Good Records
RADIO KEBAB il richiamo dell’occulto e dell’indifferenziata solo il mercoledì sera dalle 20 alle 22 su Radio Blackout 105.250 in FM DAB e Streaming Punk;Noise;Garage;HC;Pelletteria;Carboidrati;Clickbait Music;Varie eD Eventuali GGGGRRRRRRRRR
October 5, 2026
Radio Blackout
DL 160/2026 e identificazione biometrica negli spazi pubblici
Dal 30 settembre è entrato in vigore il decreto legislativo 160/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre, che adegua l’ordinamento italiano all’AI Act europeo e disciplina l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia. Tra le innovazioni più delicate c’è la possibilità di utilizzare sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale negli spazi pubblici o aperti al pubblico. Non si tratta soltanto del riconoscimento facciale a posteriori, cioè del confronto tra il volto ripreso da una telecamera e immagini conservate in una banca dati dopo che un fatto è avvenuto. In determinate circostanze diventa possibile identificare e localizzare una persona mentre si muove nello spazio pubblico. Occorre precisare che il decreto non autorizza una sorveglianza biometrica indiscriminata della popolazione, ne stabilisce finalità, condizioni, procedure autorizzative, banche dati e valutazioni preventive e vieta esplicitamente lo scraping indiscriminato di immagini per costruire archivi biometrici. Ma, dentro questi limiti, viene superata una soglia altrettanto evidente: il riconoscimento biometrico attraverso intelligenza artificiale entra formalmente nell’arsenale ordinario degli strumenti utilizzabili dalle forze di polizia italiane, in tempo reale e a posteriori. Ne parliamo con Riccardo, di Privacy Network.
October 5, 2026
Radio Blackout