Source - Radio Blackout

Solidarietà contro il 41bis: ricorso contro il rinnovo del regime duro per Alfredo Cospito
Il 30 Aprile con un documento di circa 75 pagine redatto da ministero della giustizia, DNAA e altre forze di polizia, è stato rinnovato il regime di 41bis per il prigioniero anarchico Alfredo Cospito. A sostenere il rinnovo una serie di motivazioni che vanno dalle iniziative di solidarietà, anche internazionali, e per ultimo l’episodio dell’esplosione nel parco degli Acquedotti a Roma in cui hanno perso la vita Sara e Sandro: l’obiettivo è costruire strutture gerarchiche e ruoli apicali all’interno delle realtà anarchiche, mettendo al vertice la figura di Alfredo. Venerdì 12 Giugno è stata fissata, con tempistiche eccezionali, l’udienza per il ricorso della difesa contro questo nuovo atto di tortura che ambisce ad estendere i confini del carcere duro. Si tratta dell’ultima possibilità sul piano giuridico per contrastare il rinnovo del 41bis ad Alfredo. La decisione è rimessa al tribunale di sorveglianza di Roma, con udienza a porte chiuse. Numerose sono state le restrizioni, che andando ben oltre le esigenze imposte dal regime speciale hanno gravato sulla vita di Alfredo: censura, limitazioni agli acquisti e un bavaglio durato oltre un anno e mezzo. Il 18 Maggio, però, dal tribunale di Bologna è stato possibile attraverso una testimonianza risentire la voce di Alfredo che con una lunga dichiarazione ha avuto modo di ricostruire l’esperienza del 41bis, dello sciopero della fame e le condizioni a cui tante persone sottoposte al regime speciale vivono. Insieme ad un compagno della Cassa Anti Repressione delle Alpi occidentali rilanciamo l’iniziativa davanti alla sede del nuovo tribunale di sorveglianza di Torino e la necessità di continuare ad organizzarsi contro il 41bis e la tortura di Stato.
June 10, 2026
Radio Blackout
A inizio maggio 2026, il gruppo vicentino Acciaierie Beltrame ha presentato alla Città metropolitana di Torino un’istanza per avviare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) con un obiettivo preciso: rimettere in funzione il forno elettrico ad arco con colata continua dello stabilimento di San Didero. L’impianto, chiuso ormai da dodici anni, potrebbe tornare a produrre acciaio. Si parla di un investimento previsto di 40 milioni di euro, una capacità produttiva dichiarata di 800mila tonnellate all’anno e, secondo le prime comunicazioni aziendali, di 150 nuovi posti di lavoro in un territorio che negli ultimi dieci anni ha conosciuto soprattutto crisi, cassa integrazione e promesse tradite. https://www.notav.info/post/il-ritorno-del-forno-elettrico-ad-arco-a-colata-continua-il-sospetto-di-non-valere-nulla/ Con l’ex sindaca e cittadina di San Didero Loredana Bellone abbiamo parlato della storia dell’acciaieria ma anche del passato industriale della Val di Susa, tra mancate bonifiche, nocività e licenziamenti. Appuntamento venerdì 29 maggio alle 20:30 al Polivalente di San Didero per parlare dell’eventualità della riapertura, delle preoccupazioni e dell’opposizione che si sta creando al progetto.
May 21, 2026
Radio Blackout
Le deroghe alle normative ambientali per favorire il riarmo europeo
Con la consigliera scientifica dell’Osservatorio Permanente Armi Leggere e ricercatrice IRES toscana Chiara Bonaiuti abbiamo parlato delle deroghe alle normative ambientali previste dal Libro Bianco sul riarmo europeo “Defence Readiness Omnibus”. La deregolamentazione consentirà procedure accelerate e semplificate per le aziende che producono armamenti in tutta Europa. Riprendiamo anche il comunicato della Rete Pace e Disarmo che riporta la lettera sottoscritta da oltre 25 associazioni europee che chiede di fermare il pacchetto di direttive contenuto nel Libro Bianco che permette licenze semplificate per lo scambio di armamenti: “Il cuore della proposta sta nel rendere le Licenze di Trasferimento Generali (GTL) la prassi standard in molti casi di vendita di armamenti. Le GTL consentono trasferimenti ripetuti di beni militari senza autorizzazione caso per caso, per diversi anni consecutivi, facendo perdere agli Stati Membri la visibilità sulla destinazione finale delle armi; ciò avverrebbe in particolare per quanto riguarda i progetti di difesa finanziati dall’UE e le tecnologie emergenti come i droni e i sistemi d’arma autonomi.” Ascolta qui il contributo audio:
May 20, 2026
Radio Blackout
Il lavoro emotivo dietro all’IA
Secondo un’inchiesta pubblicata il 27 febbraio 2026 da Svenska Dagbladet e Göteborgs-Posten, i dati raccolti dagli occhiali smart Ray-Ban Meta — video, audio, immagini — vengono processati da lavoratorx umanx assuntx da Sama, subappaltatrice di Meta con sede in Kenya. Lx lavoratorx in questione descrivono di aver visto persone che si spogliano, che usano il bagno, che hanno rapporti sessuali. Persone ignare di essere riprese. Gli occhiali Ray-Ban Meta sono sul mercato europeo, Italia compresa, e vengono venduti come un assistente AI indossabile, capace di rispondere a domande, scattare foto e video, tradurre in tempo reale. Questa e altre storie ci arrivano dagli slums di Nairobi, ed è possibile conoscerne qualcuna grazie al lavoro della Data Workers Inquiry, un’iniziativa di ricerca collettiva rispetto al lavoro legato alla raccolta e elaborazione dati e all’AI. Mathare, slum di Nairobi, Kenya Leggiamo poi il testo “Il lavoro emotivo dietro all’intimità con l’AI“, scritto dal Michael Geoffrey Abuyabo Asia che ha lavorato per Meta e altre piattaforme di outsourcing globali, tramite la ditta kenyana Sama e ricoprendo ruoli presso CloudFactory, TELUS International, TransPerfect DataForce, Appen e NMS Philippines. Il suo background include l’esperienza di impersonare e addestrare assistenti virtuali basati sull’IA nelle chat, il che gli ha fornito una rara prospettiva su una delle forme di lavoro digitale più opache e in rapida espansione. Fa parte della Data Labelers Association (DLA), il cui lavoro si concentra sul lavoro emotivo, lo stress psicologico e le competenze umane nascoste che si celano dietro la moderazione delle chat e l’addestramento dell’IA. Citati nella puntata: I Ray-Ban di meta ti spiano:  momenti intimi finiscono sugli schermi in Kenya – Tom’s Hardware ‘AI Is African Intelligence’: The Workers Who Train AI Are Fighting Back – 404 Media The Data Labelers Association Asia, MG (2025). Il costo silenzioso del lavoro emotivo. In: M. Miceli, A. Dinika, K. Kauffman, C. Salim Wagner e L. Sachenbacher (a cura di). Data Workers’ Inquiry. ‘In the end, you feel blank’: India’s female workers watching hours of abusive content to train AI – The Guardian
May 20, 2026
Radio Blackout
Nerè a MalaFemme
Ospite negli studios di Blackout: Nerè Nata lo stesso giorno di Napoli, ne esporta l’essenza vulcanica in ogni dove. La LOBA canta la lingua del mare e unisce i popoli celebrando la diversità come ricchezza e fonde la cultura partenopea con sonorità d’oltremare. La sua discografia è un viaggio empirico. L’EP FuoriTempo è un dialogo tra passato e presente nel mito greco. Dal 2022 natura ed emozioni: TANA e LOBA la forza della propria terra, SALE il fluire dell’acqua, LAVA la rabbia e determinazione del fuoco, AMAR la libertà dell’aria, fino a EDEN (2025) per la sacralità del desiderio. Il nome Neré sta per nero è, luce, brillare nell’oscurità . Sul palco, sola con loop station o in branco (trio/band). Live dal sud al nord Italia, ai club di Berlino e BCN, dalla Costa Azzurra alla Feria di Córdoba. Radice profonda e nomade.
May 14, 2026
Radio Blackout
Overjoy 276
Martedì 12 Maggio 2026, Overjoy 276 w/ Rootsman Gulli Quest’oggi roots reggae vinyls selection da Rootsman Gulli, ma prima oltre la sigla ascoltiamo una nuova supercombination in una tune prodotta in Giappone con Luciano, Yellow Man, Dean Fraser, Little John, Carl Dawkins, Coco Tea, John Holt, Junior Reid, Josey Wales, Ken Boothe, Tubby Diamond, Marcia Griffiths Pinchers, Triston Palma U-Roy, Half Pint & Bunny Wailer, tutti in un solo brano! Poi qualche brano antisistemico da Linton Kwesi Johnson, Cimarons, Tena Stelin con Centry, e la nuova release di Mighty Millers. Dopo la pesantissima reggae music selezionata da Gulli chiudiamo il programma odienro con l’ultimo lavoro pubblicato da Fruits Records con the 18th Parallel. Rootsman come!
May 12, 2026
Radio Blackout
RIOT ON SUNSET STRIP – PUNTATA DEL 05 05 2026
RIOT ON SUNSET STRIP – PUNTATA DEL 05 05 2026 La macchina del tempo e dello spazio blackoutiana, a zonzo per gli anni ’60, in particolare il periodo 66-68; ma con uno sguardo anche al revival psichedelico degli anni ’80 e nuove proposte in tema, in viaggio con Paul Magoo, Maurizio e DJ Arpon
May 11, 2026
Radio Blackout
Libano,Israele non si ferma continuano bombardamenti e demolizioni
Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso ieri la giornalista libanese Amal Khalil del quotidiano Al Akhbar e ferito una fotografa che la accompagnava. È stata uccisa da un raid israeliano il 22 aprile, durante il cessate il fuoco, mentre era in servizio. Khalil e la fotografa Zeinab Faraj erano di ritorno da Bint Jbeil, quando la macchina davanti a loro è stata colpita da un drone israeliano. Le giornaliste sono scappate sotto il fuoco nemico e si sono nascoste in una casa per proteggersi dal raid. Da lì, Khalil ha chiesto aiuto, rimanendo in contatto con i colleghi e con l’esercito, raccontando tutto. Il corpo è stato recuperato sette ore dopo, sotto le macerie. L’ esercito israeliano ha sparato anche contro i soccorsi ,si è trattato di un omicidio mirato ancora contro chi cerca di raccontare quello che succede in Libano . Intanto I negoziati tra Israele e Libano si stanno rivelando come un tentativo di fratturare ulteriormente il paese , la violenza che Israele ha scatenato contro gli sciti del Libano rischia di far precipitare il paese in una guerra civile anche perchè Israele sta cercando di isolare gli sciiti libanesi dal resto della popolazione per conquistare il sud ,impedendo alla popolazione di ritornare demolendo le abitazioni ed infrastrutture. Parallelamente alle demolizioni terrestri, Israele ha esteso unilateralmente il proprio controllo operativo anche sulle acque antistanti a quella che ha autodichiarato come “Zona di Difesa Avanzata”. Quel tratto di mare include il giacimento di gas di Qana. in violazione degli accordi marittimi del 2022, mediati dagli Stati Uniti. Sebbene, secondo tali accordi, al Libano venissero riconosciuti i diritti su quella fonte di gas offshore stimato in circa 100 miliardi di metri cubi di gas naturale, con un valore economico che oscilla tra i 20 e i 40 miliardi di dollari, Israele non solo sta cercando di rendere invivibile la zona a sud del fiume Litani per impedire il ritorno della popolazione scita ,ma mira anche ad impossessarsi delle risorse idriche ed energetiche del Libano. Ne parliamo con Michele Giorgio
April 27, 2026
Radio Blackout
Parte2: decostruire il paradigma vittima/terrorista
La quinta di una serie puntate di Harraga, in cui proviamo a tracciare un fil rouge, che dalla Palestina riporti alle logiche e alle dinamiche coloniali occidentali nei nostri contesti, che sfruttano e opprimono, tanto in Palestina quanto in Italia, le persone razzializzate. Dopo aver approfondito il concetto di “vittima” costruito attorno alla figura del palestinese — e come questa narrazione sia stata funzionale tanto alla repressione quanto al controllo del popolo palestinese, con risonanze anche nei nostri contesti — nella seconda puntata spostiamo lo sguardo sull’altra faccia della medaglia: il palestinese come “nemico interno” e come “terrorista”. Insieme a Mjriam Abu Samra, ricercatrice presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, cofondatrice del Palestine Youth Movement e compagna impegnata da anni nella lotta per la liberazione del suo popolo, abbiamo provato a ripercorrere le tappe storiche e politiche che hanno contribuito alla costruzione del paradigma del “terrorista” applicato alla figura del palestinese. Un paradigma che tende a sovrapporsi a chiunque scelga di resistere e lottare, riappropriandosi l’uso della violenza in un contesto di oppressione e occupazione coloniale. Già nel passaggio tra la prima e la seconda intifada, nella percezione occidentale la rappresentazione del combattente palestinese cambia profondamente. Dalle figure celebrate, e talvolta anche romanticizzate, dei Fedayin, come Leila Khaled, Khalida Jarrar o Georges Abdallah, si passa a una narrazione radicalmente trasformata. Con la seconda intifada e, soprattutto, nel clima globale successivo al 2001, la figura del combattente viene progressivamente assimilata a quella del “terrorista” e del “nemico interno”.
April 24, 2026
Radio Blackout
Marrone e ATC: edilizia popolare, sgomberi e non assegnazioni
L’emergenza abitativa nella città di Torino è risaputo che sia un problema che non viene affrontato in maniera strutturale ma che ben si presta a passerelle elettorali, caso emblematico è quello di Maurizio Marrone. Il vicepresidente e assessore alla Casa della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, e il presidente di Atc Piemonte Centrale, Maurizio Pedrini non perdono occasione per dettare una linea ben precisa: sgomberi di case atc per liberare alloggi da famiglie che da anni ci vivono e hanno speso i loro risparmi per metterli in sicurezza e ristrutturarli. Senza poi assegnare le case a lunghissime liste d’attesa. Le modifiche normative sulla legge dell’edilizia popolare proposte da Marrone e, da poco, passate in Regione, impongono di subappaltare parte del patrimonio pubblico al privato in modo che ne gestisca le ristrutturazioni con l’obiettivo di restituirlo al pubblico dopo decine di anni. Nel frattempo si procede con sgomberi di intere famiglie che si sono riappropriate dal basso del loro diritto ad avere una casa. In queste settimane si avvicinano diversi appuntamenti di resistenza a sfratti e sgomberi, da Barriera a Vallette, dove due famiglie invitano a partecipare al picchetto di solidarietà per il prossimo giovedì 23 aprile. Ne parliamo con Prendocasa Torino
April 17, 2026
Radio Blackout