Tag - Genocidio e pulizia etnica a Gaza

Non dimentichiamo Gaza: Genocidio, giorno 883. Continua la guerra israeliana a bassa intensità
Gaza. Il bilancio delle vittime della guerra genocida israeliana nella Striscia di Gaza, iniziata il 7 ottobre 2023, è salito a 72.123 martiri, secondo quanto dichiarato sabato mattina dal ministero della Salute. Il Ministero ha aggiunto che anche il numero totale dei feriti è salito a 171.805. Nel suo rapporto quotidiano, il ministero della Salute ha affermato che gli ospedali hanno ricevuto tre salme civili e tre feriti nelle ultime 48 ore. Dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025, almeno 640 palestinesi sono stati uccisi e altri 1.707 sono rimasti feriti. (Fonti: PIC e Quds News). Per i precedenti aggiornamenti: Genocidio e pulizia etnica a Gaza
March 7, 2026
InfoPal
Genocidio nella Striscia di Gaza: giorno 878. Continua la guerra israeliana a bassa intensità, in violazione del cessate il fuoco
Gaza – InfoPal. La situazione nella Striscia di Gaza continua ad essere devastante, tra bombardamenti israeliani in un cessate il fuoco continuamente violato da parte del regime di Tel Aviv, i crolli delle poche strutture ancora in piedi, il maltempo e il freddo. Nel frattempo, con il Board of Peace, il processo di colonizzazione israelo-statunitense della Striscia prosegue impunemente. Domenica sera, due palestinesi sono stati uccisi e diversi altri feriti a seguito del bombardamento, da parte dell’artiglieria israeliana, delle aree nel nord della Striscia di Gaza, segnando il 141° giorno consecutivo di violazioni del cessate il fuoco. Fonti mediche hanno confermato che due persone sono state uccise e altre ferite a seguito di un attacco di artiglieria contro l’area di Al-Jarn, nella città di Jabalia, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Le violazioni israeliane del fragile cessate il fuoco, entrato in vigore l’11 ottobre 2025, sono continuate, con le autorità israeliane che hanno anche annunciato la chiusura di tutti i valichi di frontiera verso Gaza, incluso quello di Rafah. Sabato, le forze israeliane hanno effettuato attacchi in diverse aree della Striscia. Veicoli militari israeliani hanno aperto il fuoco pesantemente contro i quartieri nord-orientali del campo profughi di Al-Bureij, nella Striscia centrale. Sono stati segnalati bombardamenti di artiglieria anche nelle aree nord-occidentali della Striscia. Nel sud, l’artiglieria israeliana ha preso di mira i quartieri orientali di Khan Yunis. Dall’entrata in vigore dell’accordo, circa 618 palestinesi sono stati uccisi e 1.663 feriti a causa delle continue violazioni israeliane, tra cui bombardamenti e sparatorie. (Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori). Per i precedenti aggiornamenti: Genocidio e pulizia etnica a Gaza
March 2, 2026
InfoPal
Nel 2025, con 1000 proiettili, soldati israeliani hanno ucciso operatori umanitari a Gaza
Gaza – QudsNews. Soldati israeliani hanno sparato circa mille proiettili durante un massacro del 2025 che ha ucciso 15 operatori umanitari palestinesi nel sud della Striscia di Gaza, con almeno otto colpi sparati a bruciapelo in uccisioni “in stile esecuzione”, secondo un nuovo rapporto pubblicato lunedì. Un’indagine congiunta dei gruppi di ricerca indipendenti Earshot e Forensic Architecture mostra che diversi operatori umanitari sono stati assassinati e che almeno uno è stato colpito da una distanza di appena un metro. Il rapporto offre la ricostruzione più dettagliata, finora, del massacro a Tal as-Sultan, un quartiere a ovest di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, il 23 marzo 2025. Quindici operatori umanitari sono stati uccisi nell’attacco, tra cui paramedici della Palestine Red Crescent Society (PRCS), vigili del fuoco della Palestinian Civil Defence (PCD) e un membro del personale dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA). Gli operatori umanitari uccisi sono stati poi sepolti insieme ai loro veicoli. L’esercito israeliano ha inizialmente affermato che i veicoli erano “non coordinati” e in seguito ha ammesso un “errore professionale”. Tuttavia, l’analisi forense mostra un’imboscata coordinata, l’assenza di fuoco di risposta e una mossa calcolata per eliminare i sopravvissuti. L’indagine si basa in larga misura su una tecnica di “testimonianza situata” e su avanzate analisi balistiche acustiche per analizzare il suono degli spari al fine di determinare la distanza del tiratore, il tipo di arma e la direzione. Gli investigatori hanno analizzato filmati recuperati dal telefono del paramedico ucciso Rifaat Radwan, della PRCS, che ha iniziato a registrare alle 5:09 del mattino, quando è iniziata l’imboscata. In un video della durata di cinque minuti e mezzo, sono stati registrati almeno 844 spari. Combinati con altre registrazioni, il conteggio totale documentato ha raggiunto almeno 910 spari. Nel video, girato dall’interno di una delle ultime due ambulanze, si sente Radwan chiedere perdono a sua madre e recitare la dichiarazione di fede islamica, prima di morire. Secondo l’analisi di Earshot, il 93 per cento di questi colpi presentava una specifica firma acustica: un’“onda d’urto supersonica”, seguita dall’esplosione alla volata. Questa combinazione conferma che la telecamera – e gli operatori umanitari rannicchiati attorno ad essa – si trovavano direttamente sulla linea di tiro. “La densità del fuoco … supera frequentemente i 900 colpi al minuto”, mostra l’indagine, osservando che, a un certo punto, cinque colpi sono stati sparati in appena 67 millisecondi. Questo ritmo di fuoco conferma che almeno cinque tiratori, probabilmente molti di più, stavano sparando simultaneamente da un terrapieno sabbioso rialzato a circa 40 metri di distanza. “I soldati israeliani hanno teso un’imboscata e sottoposto gli operatori umanitari palestinesi a un assalto continuo a colpi d’arma da fuoco per oltre due ore”, tra le 5:09 e le 7:13 del mattino, afferma il rapporto. Gli operatori umanitari palestinesi stavano andando ad aiutare persone ferite negli attacchi israeliani. “Non vi è stato alcuno scambio di colpi nell’area, né alcuna minaccia tangibile alla sicurezza di quei soldati. Questi attacchi non sono avvenuti in ‘una zona di combattimento ostile e pericolosa’, come sostenuto dai portavoce israeliani”, afferma il rapporto. Analizzando il ritardo temporale tra il suono degli spari e i loro echi che rimbalzavano su un vicino muro di cemento, gli investigatori hanno tracciato i movimenti dei soldati. Per i primi quattro minuti, i soldati hanno mantenuto una posizione fissa su un terrapieno sabbioso. Poi, i dati audio mostrano l’aumento dell’intervallo dell’eco, indicando che i soldati stavano scendendo dalla collina, avanzando di circa 50 metri verso il convoglio mentre continuavano a sparare. Ciò corrobora la testimonianza del sopravvissuto Assaad al-Nassasra, un operatore della PRCS, che ha dichiarato agli investigatori: “Camminavano tra [gli operatori umanitari] e sparavano”. Le scoperte più agghiaccianti riguardano gli ultimi momenti dell’attacco. L’analisi di una successiva telefonata effettuata dal paramedico Ashraf Abu Libda ai centralinisti cattura l’arrivo dei soldati presso i veicoli. L’analisi audio identifica specifici spari in cui il distinto “crack supersonico” del proiettile scompare, lasciando solo l’esplosione alla volata. Dal punto di vista balistico, ciò indica che il tiratore si trovava a una distanza compresa tra 1 e 4 metri (da 3 a 13 piedi) dalla vittima. Questi colpi coincidono con gli ultimi suoni di movimento di Abu Libda, suggerendo che sia stato colpito mentre era disteso a terra. Un medico che in seguito ha esaminato i corpi ha confermato che le ferite erano coerenti con uccisioni “in stile esecuzione”. Il rapporto dettaglia inoltre un tentativo sistematico da parte delle forze israeliane di occultare il massacro nelle ore successive. Le immagini satellitari di quella mattina hanno rivelato che bulldozer sono stati dispiegati sul posto. I veicoli di emergenza sono stati schiacciati e sepolti, e terrapieni di terra sono stati costruiti sopra la scena per bloccare la visibilità. All’epoca, la Palestinian Civil Defence ha condannato l’atto come un “crimine di sterminio”, affermando che le forze israeliane hanno deliberatamente “alterato i punti di riferimento del luogo” e utilizzato macchinari pesanti per nascondere i corpi delle vittime. “Il personale militare israeliano ha agito intenzionalmente per occultare e compromettere le prove, seppellendo i corpi delle vittime [e] seppellendo i telefoni cellulari”, afferma il rapporto di Forensic Architecture. Il sopravvissuto al-Nassasra è stato imprigionato, portato nel famigerato campo di detenzione di Sde Teiman in Israele, e torturato per 37 giorni. Ha testimoniato che i soldati hanno confiscato e sepolto il suo telefono, probabilmente per nascondere prove. Uno dei due sopravvissuti della PRCS all’attacco è stato successivamente utilizzato come “strumento umano” in un posto di blocco militare israeliano vicino al luogo dell’incidente, afferma il rapporto. In un raro caso di identificazione, l’analisi audio è riuscita a isolare e amplificare le voci dei soldati israeliani che parlavano in ebraico durante l’attacco. L’indagine identifica tre soldati per nome – Elias (indicato come Lalas), Yotam e Amatzia – sulla base delle loro conversazioni mentre si muovevano tra i corpi. In una registrazione, si sente un soldato chiedere: “Lalas, hai finito?” prima di ricevere l’ordine di “mettere le armi su di loro”.
February 26, 2026
InfoPal
18.500 pazienti e feriti a Gaza attendono un’evacuazione medica urgente
Gaza. Il portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, ha avvertito che oltre 18.500 pazienti e feriti nella Striscia di Gaza, inclusi circa 4.000 bambini, hanno ancora urgente bisogno di un’evacuazione medica immediata per ricevere cure al di fuori del territorio, nel contesto del quasi totale collasso del sistema sanitario e delle continue restrizioni alla circolazione dei pazienti. Ha osservato che le restrizioni ai valichi, combinate con gravi ritardi nelle procedure di coordinamento medico, stanno mettendo a rischio migliaia di vite. Molti pazienti affrontano un rapido peggioramento delle proprie condizioni a causa della mancanza di adeguate capacità mediche a Gaza. Dujarric ha spiegato che l’elenco dei casi urgenti di evacuazione include persone ferite negli attacchi aerei e nelle operazioni militari; pazienti oncologici i cui protocolli terapeutici sono stati interrotti; e individui affetti da insufficienza renale e da condizioni mediche complesse che non possono essere trattate localmente a causa della carenza di attrezzature e forniture mediche. Ha aggiunto che gli ospedali ancora funzionanti stanno operando oltre la loro capacità e affrontano gravi carenze di medicinali e carburante, aggravando ulteriormente la crisi sanitaria, in particolare nelle unità di terapia intensiva e nei reparti di neonatologia. Ha chiesto di accelerare le procedure di evacuazione medica e di aprire corridoi sicuri per i casi critici al fine di garantire il diritto dei pazienti alle cure e salvare vite umane.
February 26, 2026
InfoPal
Genocidio nella Striscia di Gaza: giorno 873. Gli attacchi israeliani uccidono quattro civili
Gaza – InfoPal. La situazione nella Striscia di Gaza continua ad essere devastante, tra bombardamenti israeliani in un cessate il fuoco continuamente violato da parte del regime di Tel Aviv, i crolli delle poche strutture ancora in piedi, il maltempo e il freddo. Nel frattempo, con il Board of Peace, il processo di colonizzazione israelo-statunitense della Striscia prosegue impunemente. Martedì, quattro cittadini palestinesi sono stati uccisi, tra cui un anziano, e altri sono rimasti feriti in attacchi israeliani in diverse zone della Striscia di Gaza. Secondo fonti dei media palestinesi, un attacco israeliano nel sud di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, ha ucciso un cittadino e ne ha feriti altri, ieri sera. Il 67enne Ahmad al-Harrazin è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco israeliani nella città di Gaza, mentre attacchi israeliani nella zona di Tel al-Dhahab a Beit Lahia, a nord, hanno causato la morte di due civili. (Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori). Per i precedenti aggiornamenti: Genocidio e pulizia etnica a Gaza
February 25, 2026
InfoPal
Genocidio gazawi: giorno 872. Sale il bilancio delle vittime. Tendopoli allagate
Gaza – InfoPal. La situazione nella Striscia di Gaza continua ad essere devastante, tra bombardamenti israeliani in un cessate il fuoco continuamente violato da parte del regime di Tel Aviv, i crolli delle poche strutture ancora in piedi, il maltempo e il freddo. Nel frattempo, con il Board of Peace, il processo di colonizzazione israelo-statunitense della Striscia prosegue impunemente. Il bilancio delle vittime della guerra genocida israeliana nella Striscia di Gaza, iniziata il 7 ottobre 2023, è salito a 72.073 martiri, secondo quanto dichiarato lunedì mattina dal ministero della Salute. Il Ministero ha aggiunto che anche il numero totale dei feriti è salito a 171.749. Nel suo rapporto quotidiano, il ministero della Salute ha affermato che gli ospedali hanno ricevuto un corpo civile e otto feriti nelle ultime 24 ore. Dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025, almeno 615 palestinesi sono stati uccisi e altri 1.651 sono rimasti feriti. Tendopoli allagate. Ancora una volta, forti piogge stanno allagando le tende dei palestinesi sfollati a Khan Younis, aggravando ulteriormente le già disastrose condizioni di vita. Le squadre della Protezione Civile di Rafah hanno ricevuto numerose chiamate di emergenza questa notte, dopo che forti piogge hanno allagato le tende delle famiglie sfollate. Le squadre hanno salvato con successo diverse famiglie i cui rifugi erano sommersi, nell’area di Mawasi, nella città di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale. (Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori). Per i precedenti aggiornamenti: Genocidio e pulizia etnica a Gaza
February 24, 2026
InfoPal
I gruppi umanitari avviano il ritiro da Gaza dopo le nuove restrizioni israeliane
Gaza –MEMO. Diverse organizzazioni umanitarie internazionali, tra cui importanti enti di beneficenza britannici, hanno iniziato a prendere misure per ridurre gradualmente le loro operazioni nella Striscia di Gaza in vista della scadenza fissata dalle autorità israeliane per il 1° marzo 2026. La mossa segue una serie di misure introdotte da Israele all’inizio dell’anno. Secondo fonti umanitarie, 37 organizzazioni internazionali operanti a Gaza e in Cisgiordania sono state informate che la loro registrazione era scaduta, comprese filiali di gruppi britannici ed europei. Le agenzie umanitarie affermano che i nuovi requisiti includono la richiesta di presentare elenchi dettagliati dei membri del personale palestinese e dati completi sui finanziamenti. Le organizzazioni sostengono che tali richieste violano i principi umanitari, compromettono la sicurezza del personale e infrangono gli standard di protezione dei dati. Secondo quanto riportato, alle organizzazioni non governative sarebbe stato concesso un periodo di preavviso di 60 giorni, a partire da gennaio, per ritirare il personale internazionale e cessare le operazioni sul campo qualora non si conformassero alle nuove condizioni. Esperti umanitari hanno avvertito che la partenza di organizzazioni come Action Against Hunger, e dei partner britannici di Oxfam e Save the Children, potrebbe avere conseguenze gravi. Affermano che le catene di approvvigionamento per pacchi alimentari, kit igienici e distribuzione di acqua – da cui dipendono migliaia di famiglie – rischiano il collasso. Anche i programmi medici che affrontano la malnutrizione acuta, in particolare tra bambini e donne in gravidanza, potrebbero essere interrotti. Vi sono inoltre preoccupazioni per la perdita del monitoraggio internazionale sul terreno, poiché le organizzazioni spesso fungono da osservatori indipendenti che documentano le condizioni umanitarie e le violazioni.
February 20, 2026
InfoPal
Genocidio gazawi: giorno 867. Attacchi aerei israeliani e bombardamenti di artiglieria prendono di mira varie aree della Striscia di Gaza
Gaza – InfoPal. La situazione nella Striscia di Gaza continua ad essere devastante, tra bombardamenti israeliani in un cessate il fuoco continuamente violato da parte del regime di Tel Aviv, i crolli delle poche strutture ancora in piedi, il maltempo e il freddo. Nel frattempo, con il Board of Peace, il processo di colonizzazione israelo-statunitense della Striscia prosegue impunemente. Le forze israeliane continuano a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza per il 131° giorno consecutivo, attraverso ripetute aggressioni militari che hanno coinvolto bombardamenti di artiglieria, attacchi aerei e fuoco intensivo in diverse parti dell’enclave. Le violazioni israeliane hanno ulteriormente aumentato le vittime e rafforzato una fragile realtà di sicurezza in cui il cessate il fuoco ha di fatto perso il suo significato. All’alba di giovedì, le forze israeliane hanno lanciato una serie di attacchi aerei e di artiglieria contro diverse aree di Gaza. I bombardamenti di artiglieria hanno colpito Khan Yunis orientale, nella Striscia di Gaza meridionale, in aree in cui sono schierate le forze israeliane. Un attacco aereo israeliano ha colpito anche aree di presenza militare israeliana a Rafah, nel sud della Striscia, mentre un altro attacco ha colpito la parte orientale della città di Gaza. Una fonte del complesso medico Nasser ha riferito mercoledì che tre palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano vicino alla “linea gialla” nella città di Bani Suheila, a est di Khan Yunis. Le forze israeliane continuano a distruggere ciò che resta di case e infrastrutture nelle aree sotto il loro controllo in tutta la Striscia. Queste operazioni fanno parte delle continue violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025. Secondo il ministero della Salute di Gaza, le continue violazioni israeliane hanno provocato l’uccisione di 603 palestinesi e il ferimento di altri 1.618 fino a lunedì scorso. (Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori). Per i precedenti aggiornamenti: Genocidio e pulizia etnica a Gaza
February 19, 2026
InfoPal
The Lancet: nei primi 16 mesi, il bilancio delle vittime del genocidio israeliano a Gaza ha superato quota 75.000
Gaza-Quds News. Secondo uno studio pubblicato mercoledì sulla rivista medica Lancet, nei primi 16 mesi del genocidio israeliano a Gaza, durato due anni, sono stati uccisi più di 75.000 palestinesi, almeno 25.000 in più rispetto al bilancio delle vittime annunciato dalle autorità palestinesi all’epoca. La ricerca ha inoltre rilevato che i dati forniti dal ministero della Salute palestinese sulla percentuale di donne, bambini e anziani tra le vittime erano accurati. Un totale di 42.200 donne, bambini e anziani sono morti tra il 7 ottobre 2023, quando Israele ha lanciato la sua guerra genocida a Gaza, e il 5 gennaio 2025, secondo lo studio. Queste morti rappresentavano il 56% delle morti violente a Gaza. “Le prove combinate suggeriscono che, al 5 gennaio 2025, il 3-4% della popolazione della Striscia di Gaza è stato ucciso violentemente e che si è verificato un numero considerevole di morti non violente causate indirettamente dal conflitto”, hanno scritto su Lancet Global Health gli autori dello studio, un team composto da un economista, un demografo, un epidemiologo e specialisti in sondaggi. Il mese scorso, un alto funzionario della sicurezza israeliano ha dichiarato ai giornalisti israeliani che i dati raccolti dalle autorità sanitarie di Gaza erano sostanzialmente accurati, dopo aver ripetutamente messo in discussione i dati del ministero. L’ufficiale avrebbe affermato che circa 70.000 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi israeliani sul territorio dall’ottobre 2023, esclusi i dispersi. Le autorità sanitarie palestinesi affermano ora che il bilancio diretto delle vittime degli attacchi israeliani ha superato le 72.000 persone, di cui oltre 600 uccise dall’entrata in vigore del fragile cessate il fuoco nell’ottobre 2025. I ricercatori che hanno pubblicato uno studio su Lancet, lo scorso anno, hanno stimato che il bilancio delle vittime a Gaza durante i primi nove mesi di guerra, fornito dal ministero della Salute del Territorio palestinese, fosse inferiore di circa il 40% rispetto alle loro stime. La nuova ricerca suggerisce inoltre che il bilancio ufficiale delle vittime fosse sostanzialmente sottostimato, e con un margine pressoché simile. Si basava su un sondaggio condotto su 2.000 famiglie di Gaza, accuratamente selezionate per essere rappresentative della popolazione del territorio, a cui è stato chiesto di fornire dettagli sui decessi tra i loro membri. Il sondaggio è stato condotto da esperti sondaggisti palestinesi noti per il loro lavoro in Palestina e altrove nella regione. “Si tratta di un sondaggio molto delicato e potenzialmente molto sconvolgente [per gli intervistati], quindi era importante che fossero i palestinesi a porre e rispondere alle domande”, ha affermato Michael Spagat, professore di economia alla Royal Holloway University di Londra, uno degli autori dello studio sottoposto a revisione paritaria. Spagat, che lavora al calcolo delle vittime dei conflitti da oltre 20 anni, ha affermato che la nuova ricerca suggerisce che 8.200 morti a Gaza da ottobre 2023 a gennaio 2025 sono attribuibili a effetti indiretti, come malnutrizione o malattie non curate. “A Gaza, almeno inizialmente, c’erano risorse in termini di medici ben formati e un sistema sanitario… Inoltre, il territorio è molto piccolo, quindi quando gli aiuti arrivano è possibile raggiungere le persone”, ha affermato Spagat. “Respingerei l’idea che si tratti di un numero esiguo di decessi. Credo che stiamo sperimentando effetti di desensibilizzazione… Ma sì, è molto inferiore a quanto molti dicono e credono.”
February 19, 2026
InfoPal