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La Guardia di Finanza al Liceo “Siotto-Pintor” di Cagliari in assetto antispaccio. Quale ricaduta educativa?
La mattina di venerdì 27 ottobre la popolazione studentesca del liceo “Siotto” di Cagliari, ha trovato all’ingresso della scuola, orario di inizio lezioni, il reparto antiterrorismo della Guardia di Finanza, i “baschi verdi“, in assetto antispaccio: volevano pescare eventuali pusher presenti nel contesto scolastico e hanno sguinzagliato il cane antidroga al momento dell’entrata di ragazzi e ragazze. Uno studente è stato attenzionato in modo piuttosto insistente dal cane e ha chiamato altri compagni perché vedessero ciò che stava succedendo, insieme ha dichiarato di non avere niente. Come risposta delle forze dell’ordine si è preso un “non fare il fenomeno altrimenti ti sistemiamo noi”, ed è stato perquisito davanti a tutti senza che gli si trovasse nulla. Un suo compagno che osservava ad una certa distanza la scena della perquisizione per accertarsi che non facessero nulla a quel ragazzo, si sente dire perentoriamente di andarsene e che non poteva stare a guardare. Perché un compagno non poteva stare a guardare? E perché perquisire un ragazzo davanti a tutti e tutte? E perché apostrofarlo con una frase intimidatoria? Certo una circostanza ben diversa dall’incontro con i cani antidroga dei bambini del 6 circolo di Quartu presso il centro elicotteristi di Elmas dei carabinieri, o all’open day della polizia locale di Sassari. Vorremmo sapere la posizione del dirigente scolastico in questa vicenda, se sia stato informato preventivamente o no, ma questo non modifica la gravità del fatto. Sembra il DS non sia stato presente durante le ricerche e la perquisizione della GdF, eppure la sua presenza avrebbe aiutato la popolazione scolastica a sentirsi più tutelata in quel frangente. Come anche avrebbe giovato la presenza delle forze dell’ordine quando, alla fine dello scorso maggio, un gruppo di Blocco studentesco si è piazzato in prossimità dell’ingresso del Siotto in orario di inizio lezioni speakerando al megafono i loro contenuti fascisti e volantinando. Ma davanti al sospetto del consumo di stupefacenti, non sarebbe meglio che, piuttosto che chiamare la Guardia di finanza, la scuola si attivasse in una campagna informativa sugli effetti di vari tipi di droghe nella chimica del cervello e nel comportamento? Chiamando qualche tossicologo e/o neurologo a informare e interloquire con gli studenti e le studentesse? In tal modo la scuola cercherebbe di adempiere al suo impegno di formare cittadini consapevoli e informati anziché ricorrere a un metodo puramente repressivo, ottenendo sicuramente risultati educativi migliori. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Votare No al referendum!
articoli di Libertà e Giustizia, Italo Di Sabato, Mario Di Vito (ripresi da libertaegiustizia.it, comune-info.net, dinamopress.it) e video di Nicola Gratteri e Nino di MatteoLibertà e Giustizia. Dieci ragioni per votare NO al referendum sulla riforma Nordio Libertà e Giustizia è impegnata nello spiegare i motivi, di forma e di sostanza, per i quali la riforma Nordio è un attacco
Cagliari, 91 denunce: «Statevene a casa!»
Stato di polizia, dalla carta alla piazza:è reato manifestare per Gaza e contro il neofascismo “Durante un controllo di polizia non ha nessun diritto”. Questa frase si sente in un video girato dagli attivisti di Extinction Rebellion che, in occasione del Festival di Sanremo avevano organizzato una protesta contro alcuni degli sponsor della rassegna, non propriamente innocenti sulle questioni ecologiche.
February 26, 2026
La Bottega del Barbieri
CPR: Macomer per iniziare e poi…
… chiuderli tutti. Con articoli, comunicati e link. Il 20 febbraio scorso, sul sito sardo di Italia che cambia, è stata ripresa la denuncia fatta dall’Assemblea NO CPR Macomer delle proteste del 9 febbraio al CPR sardo, represse duramente dalla polizia. Nella rassegna stampa del sito, a cura di Lisa Ferreli e Alessandro Spedicati, sono state intervistate due attiviste da
February 26, 2026
La Bottega del Barbieri
CAGLIARI: 91 DENUNCE CONTRO LE MANIFESTAZIONI PER LA PALESTINA E ANTIFASCISTE DELL’AUTUNNO 2025
Sono ben 72 le persone indagate, in Sardegna, per i blocchi e le manifestazioni dell’autunno 2025 per la Palestina, quelle all’insegna della parola d’ordine “Blocchiamo tutto”. Le accuse nei confronti di compagne e compagni sono, a vario titolo, violazione dell’obbligo di preavviso di manifestazione, interruzione e turbamento del servizio di trasporto pubblico, blocco stradale e resistenza aggravata. Non solo. Altre 19 persone sono indagate per la mobilitazione antifascista, il 1 novembre 2025, sempre a Cagliari, contro i fascisti di Blocco Studentesco. Il commento, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, di Fawzi Ismail, dell’Associazione di amicizia Sardegna-Palestina e di Udap (Unione democratica Arabo-Palestinese). Ascolta o scarica.
February 24, 2026
Radio Onda d`Urto
Cagliari. 91 denunce per le manifestazioni sulla Palestina e antifasciste
La Procura di Cagliari ha decisamente tirato nel mucchio sottoponendo a indagini  preliminari ben 91 manifestanti, identificati dalla Digos dopo le mobilitazioni dello scorso autunno a Cagliari a sostegno della causa palestinese e contro il raduno neofascista di Blocco Studentesco.  Le ipotesi di reato contestate ai manifestanti indagati sono quelle di interruzione […] L'articolo Cagliari. 91 denunce per le manifestazioni sulla Palestina e antifasciste su Contropiano.
February 24, 2026
Contropiano
Caso RWM: le armi sono fuori controllo?
Lo scorso 17 febbraio il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE) ha approvato la valutazione d’impatto ambientale (VIA) presentata dall’azienda di armamenti RWM-Italia, per sanare gli abusi edilizi perpetrati a partire dal 2018. E’ utile ricordare che l’ampliamento, in seguito ai ricorsi dei comitati sardi e delle numerose associazioni pacifiste, ambientaliste ed antimilitariste che li sostengono, era già stato considerato illegittimo da una sentenza del Consiglio di Stato del 2020. Non risulta che nel frattempo siano state fatte modifiche nelle strutture. E’dunque lecito mettere in evidenza la contraddizione fra gli organi esecutivi e quelli di controllo dell’apparato statale italiano. Che ci sia qualcosa che sta andando fuori controllo? Credo sia molto probabile. Le armi, innanzitutto: dalle semplici pistole e fucili, fino ai proiettili d’artiglieria, alle bombe, ai missili, alle mine, ai droni-killer e alle “armi autonome”, sono oggi più che mai fuori controllo, in una corsa al riarmo sempre più sfrenata, che fomenta guerre, “pulizie etniche”, genocidi. Ci dicono da tempo che le armi nucleari siano adeguatamente controllate, allo scopo di evitare incidenti. Ma se per un attimo pensiamo ai volti dei leader mondiali che le controllano, non possiamo sentirci rassicurati. In un clima globale in cui le armi sembrano diventare il volano dello sviluppo, non c’è da stupirsi del via libera al raddoppio della fabbrica di Domusnovas-Iglesias, figlia della tedesca Rheinmetal, azienda leader a livello europeo ed internazionale. Da tempo doveva soddisfare commesse provenienti da numerosi Stati ed era indietro con le consegne: Europa per la guerra in Ucraina, Arabia Saudita per la guerra in Yemen, Emirati Arabi, per la guerra in Sudan, Turchia e Siria per la guerra ai curdi, Israele per la guerra ai palestinesi. Solo per citarne alcune, fra le guerre che tormentano il pianeta e che appaiono sempre più come pezzi di una guerra mondiale non dichiarata. Ma dietro le decisioni di un governo centrale capace solo di misure repressive e di ammiccamenti alle lobby delle armi, c’è una società sarda da sempre divisa. A livello politico, il PD e la CGIL sostengono l’industria e i posti di lavoro, chiudendo occhi e orecchie sulle conseguenze di certe produzioni, le destre governative che non aspettano altro che il clima di guerra si infuochi, e la cittadinanza attiva delle persone, i comitati, le associazioni, i sindacati di base, che contestano l’economia bellica che si va instaurando. L’atteggiamento della Regione Sardegna è stato emblematico: aveva la competenza per negare il VIA per l’ampliamento, ma davanti ad una decisione importante per la pace e i diritti umani, è rimasta immobile e molle, abdicando alla propria responsabilità, lavandosene le mani e lasciando l’ineluttabile decisione al governo. Una nuova dimostrazione che in tema di armamenti la politica istituzionale è unita, con poche, significative, ma marginali eccezioni. Ma anche un’ennesima conferma sull’atteggiamento di sudditanza che i governi regionali, l’attuale buon ultimo, hanno mostrato nel tempo. Il ministro Urso ha parlato di “una premessa per il rilancio produttivo e occupazionale del Sulcis-Iglesiente.” Naturalmente tacendo che la produzione sia di strumenti di morte e distruzione e che oltre metà delle maestranze impiegate lo sia con contratti a termine. Quel che non viene detto è che qualunque altra persona, od ente privato, che avesse fatto un abuso edilizio di tali proporzioni, sicuramente non l’avrebbe fatta franca. Mentre un’industria bellica sembra poterlo fare, quasi godesse di una corsia preferenziale. Nelle relazioni tecniche presentate dai comitati popolari alla Regione, non si parlava solo di violazioni paesaggistiche, ma anche relative alla sicurezza idrogeologica, per di più in relazione al tipo di produzioni. Se avvenisse un’esondazione del corso d’acqua che scorre a breve distanza dagli stabilimenti, metalli pesanti ed elementi chimici potrebbero avvelenare tutto il territorio. Perché il governo regionale non si è voluto impegnare su questo? Forse perché le armi sono un terreno minato per tutte, o quasi tutte, le forze politiche? In questo contesto è un gran bene che esista una società civile attenta e organizzata dal basso, che non si lascia deludere dagli inciampi sul cammino, perché convinta che per cancellare la guerra dalla Storia le armi debbano diventare un tabù. Una navigazione controcorrente, oggi l’unica possibile.   Carlo Bellisai Carlo Bellisai
February 22, 2026
Pressenza
Lo homeless tedesco nella foresta di Chentomines
“Contos” di Natalino Piras   Prima ancora dei giorni del G8 genovese, il nome di Istefane Dorveni lo rivendicava pure un marinaio pazzo che si aggirava errante a Chentomines. Gli faceva compagnia Franz, uno homeless, un tedesco. A periodi irregolari entrambi venivano ingaggiati da qualcuna delle compagnie teatrali che dentro la foresta mettevano in scena la leggenda della risalita del
February 19, 2026
La Bottega del Barbieri
Due film d’amore, ma non solo
(visti da Francesco Masala) Nicolangelo Gelormini, Chloé Zhao e Nella colonia penale al cinema (con Society online) La gioia – Nicolangelo Gelormini un film che non ti aspetti. un giovanotto “intercetta” una professoressa di francese della sua stessa scuola e la prende in “ostaggio”, l’amore Gioia lo conosceva dalle parole degli scrittori francesi, Alessio era molto avanti, in tutte le
February 16, 2026
La Bottega del Barbieri