Il futuro della città si decide insieme

Comune-info - Tuesday, October 27, 2026

Sabato 31 ottobre a Roma, associazioni, comitati e cittadini si incontrano per rimettere al centro del confronto pubblico il futuro di vive a Roma, tra crisi abitativa, rendita e disuguaglianze. Di fronte a una città attraversata da conflitti, questioni sociali e sfiducia nelle istituzioni, l’iniziativa “Per chi è Roma” vuole dare voce alle realtà civiche e costruire proposte condivise per una città più giusta, solidale e attenta all’interesse comune

Sabato 31 ottobre i promotori dell’appello “Per chi è Roma”, di cui faccio parte,  hanno organizzato una giornata di incontro con il sottotitolo “il futuro della città si decide insieme” invitando associazioni, comitati di quartiere e cittadine e cittadini impegnati nei territori,  per avviare una riflessione e lavorare a proposte in vista della campagna elettorale. Una campagna cominciata da tempo e che è ormai è nella fase finale, dato che le elezioni per il Campidoglio e i Municipi si terranno  tra pochi mesi.

Il Sindaco Gualtieri lancerà  ufficialmente la sua candidatura il 7 novembre prossimo, rinnovando il rito che si è tenuto ad ogni anniversario della sua elezione con una kermesse in cui raccontava dal palco tutte le conquiste della sua Amministrazione, già al centro di centinaia  di video diffusi sui social in questi anni, nei quali lo stesso Sindaco presentava le novità introdotte, dai nuovi autobus ai parchi giochi, dalle grandi opere giubilari ai cassonetti.  Un protagonismo inusuale nella tradizione della sua parte politica, sicuramente figlio dei tempi social, ma che riflette anche la postura del primo cittadino  e il rapporto di questa maggioranza di centro sinistra con i cittadini. 

Spostando lo sguardo sui cittadini, l’impressione è che in questi anni l’impegno della cittadinanza attiva sia andato attenuandosi, soprattutto per le difficoltà del vivere individuale, ma anche per la mancanza di fiducia nella possibilità di contare e di cambiare le cose. 

Il quadro – sicuramente limitato – che emerge dall’osservatorio di Carteinregola è quello di una città divisa. Una massa di persone che – per disinteresse o disillusione – non partecipa ai destini collettivi cittadini, ma che spesso esprime un generico dissenso con l’astensione dal voto, seguita da un grande numero  di persone che valuta l’operato dell’Amministrazione  sulla base di quanto può vedere sotto casa, come  la raccolta dei rifiuti, la manutenzione, le nuove opere  o le nuove aiuole.

Tra queste  l’attuale maggioranza  raccoglie  un discreto consenso negli strati sociali  benestanti dei quartieri più centrali, forse perché  più beneficiati dalle opere giubilari. Infine ci sono  le voci critiche, più o meno accentuate, dei gruppi di cittadini che sono inciampati in qualche trasformazione per loro insostenibile o delle realtà sociali che aspettavano un cambiamento che non è arrivato. 

E’ il mondo delle voci critiche che potrebbe – dovrebbe – essere il motore di una città migliore, il contraltare dialettico di un’Amministrazione dialogante.

Purtroppo questa Amministrazione ha dimostrato una scarsa disponibilità al dialogo con comitati e cittadini  per molte vertenze importanti, mentre si è troppo spesso dimostrata sensibile alle richieste di categorie imprenditoriali e commerciali.

Dalle “semplificazioni” urbanistiche alle occupazioni di suolo pubblico, dalle tutele paesaggistiche  all’ampiezza degli spazi commerciali financo nel centro storico, alla gestione dei beni indisponibili.

Con  l’ombrello dei poteri speciali al Sindaco per il Giubileo della Chiesa Cattolica, sono state varate anche opere che si sapeva fin dall’inizio che sarebbero state terminate  ben oltre la fine dell’evento,   senza alcun confronto democratico con la città.

Basti pensare all’inserimento nel progetto del Porto turistico di Fiumicino di un molo per grandi navi da crociera,  al termovalorizzatore, al mega parcheggio accanto a Castel Sant’Angelo.  

Un “modello Giubileo” che viene portato dal Sindaco a modello di buona amministrazione ed efficienza,  sulla stessa linea politica, in un certo senso speculare,  della riforma costituzionale di Roma Capitale – anche questa in assenza di  informazione e confronto con la cittadinanza – che intende  conferire a Roma i poteri legislativi di una Regione per 11 materie, tra le quali  urbanistica,  trasporto pubblico locale, commercio, turismo, servizi e politiche sociali. Materie di area vasta,  il cui  ambito è limitato al solo perimetro comunale,  con l’archiviazione di fatto della prospettiva della Città metropolitana, il cui territorio è parte integrante di Roma, così come  continuano ad essere romani  i cittadini che per necessità  si sono dovuti spostare più lontano a che continuano a lavorare e avere come riferimento principale la Capitale.

Il cahier de doleance di Carteinregola rispetto a questi 5 anni è piuttosto lungo, ma ancora più lungo e articolato è l’elenco delle vertenze e dei conflitti scoppiati in  città: oltre ai già citati inceneritore/termovalorizzatore di Santa Palomba e Porto turistico-crocieristico di Fiumicino, gli ex Mercati Generali, il deposito AMA a Piazza dei Caduti della  Montagnola, lo Stadio della Roma a Pietralata, lo Stadio della Lazio al Flaminio,  la tutela degli alberi, l’uso del patrimonio comunale e il rapporto con le realtà sociali che in questi anni sono stati presidio di socialità nei quartieri più dimenticati.

Il tema adesso è: come far sentire la voce dei comitati e dei cittadini in questa campagna elettorale e quali possibilità ci sono di incidere sui programmi che si stanno approntando? E soprattutto, come avere l’assicurazione che le eventuali concessioni programmatiche non siano per l’ennesima volta poi disattese in nome della realpolitik?

Diverse  sono le posizioni nel variegato mondo che abbiamo invitato:  alcuni ritengono che esistano ancora dei margini di confronto con l’attuale maggioranza per  “correggere la rotta”, altri lo ritengono un obiettivo irrealistico e non sono interessati a un’interlocuzione con la classe politica alla guida – ma nemmeno  all’opposizione – della città e si orientano verso proposte alternative o l’astensione. 

Quindi a cosa serve questa iniziativa? L’intento è innanzitutto ritrovarsi per  ridare voce a tutti quelli – realtà civiche, cittadine e cittadini – che, pur nelle reciproche diversità, si battono per una città più giusta, più uguale e solidale, più rispettosa dell’identità collettiva e della qualità della vita delle persone. 

Sappiamo che non sarà facile coniugare tante vertenze puntuali con una visione generale della città, e soprattutto le vertenze su scelte ancora in corso con quelle che sono in avanzato stato delle procedure o che  hanno già raggiunto il punto di non ritorno. 

Ma pensiamo che sia importante incontrarsi, confrontarsi e dare un segnale di responsabilità e impegno per chiedere, non solo alla maggioranza capitolina,  ma a tutta la politica romana e regionale, un cambio di passo, unica possibilità per ricostruire il  rapporto di fiducia che è andato perdendosi con molti cittadini e territori. 

Sabato 31 ottobre sarà un momento di confronto e di raccolta, ma vogliamo proseguire ulteriormente  il percorso,  per provare a costruire proposte il più possibile condivise, che rispecchino una visione della città che risponde all’interesse pubblico e a quello delle generazioni che verranno.

E’ una sfida difficile, ma dobbiamo provarci.

*Presidente di Carteinregola-ODV

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