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Roma. Assemblea in piazza per il NO sociale al referendum. Verso la manifestazione nazionale del 14 marzo
Venerdi si è tenuta una assemblea popolare del comitato per il NO sociale a Piazza Vittorio per rilanciare la manifestazione nazionale del 14 marzo per il no al referendum, al governo Meloni e alla guerra, in cui si sono confrontati forze sociali, politiche e giuristi per il no. Al microfono […] L'articolo Roma. Assemblea in piazza per il NO sociale al referendum. Verso la manifestazione nazionale del 14 marzo su Contropiano.
March 7, 2026
Contropiano
Latina. Contestato Salvini all’inaugurazione del Corridoio Roma-Latina
CONTESTATO SALVINI ALL’INAUGURAZIONE DELLA BRETELLA CISTERNA-VAL MONTONE VERSO IL 14 MARZO PER UN NO SOCIALE AL GOVERNO DELLE OPERE INUTILI Oggi come Ecoresistenze e Comitato No Corridoio Roma-Latina, insieme al Comitato No Bretella abbiamo contestato Salvini durante l’inaugurazione della Bretella Cisterna-Val Montone. Il Ministro delle Infrastrutture viene ad inaugurare un’opera […] L'articolo Latina. Contestato Salvini all’inaugurazione del Corridoio Roma-Latina su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
Roma, Manifestazione all’ambasciata USA. “No all’aggressione contro l’Iran e al servilismo del governo
Ieri pomeriggio si è svolto un presidio di protesta sotto l’ambasciata statunitense a Roma, in via Bissolati. Insieme agli attivisti italiani erano presenti anche cittadini iraniani che hanno denunciato i bombardamenti e l’accanimento contro il proprio paese da parte di Israele e USA. Per circa due ore si sono alternati […] L'articolo Roma, Manifestazione all’ambasciata USA. “No all’aggressione contro l’Iran e al servilismo del governo su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
No Sociale, verso la manifestazione del 14 marzo, si comincia venerdi a Roma
Il percorso del No Sociale al referendum del 22/23 marzo sulla controriforma costituzionale della giustizia varata dal governo Meloni sta entrando nel vivo del suo percorso, mentre le adesioni continuano ad aumentare. In molti hanno dunque colto la sfida, che è insieme politica e democratica, che troverà il suo momento […] L'articolo No Sociale, verso la manifestazione del 14 marzo, si comincia venerdi a Roma su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
Il No sociale diventa anche un no alla guerra. Ci si vede in piazza il 14 marzo
L’aggressione di Israele e Usa all’Iran è diventata immediatamente una guerra regionale di ampie e inquietanti proporzioni. Il piano inclinato sul quale le classi dominanti hanno trascinato il mondo in questi anni, ci presenta lo scenario peggiore possibile. La guerra è entrata con violenza nell’agenda politica quotidiana di tutti, svelando […] L'articolo Il No sociale diventa anche un no alla guerra. Ci si vede in piazza il 14 marzo su Contropiano.
March 3, 2026
Contropiano
NTA del PRG: quali regole per la città che cambia – Sandro Petrolati – capogruppo DEMOS
Pubblichiamo l’intervento di Sandro Petrolati – capogruppo DEMOS in Campidoglio, al convegno di Alleanza Verdi Sinistra del 18 febbraio 2026 “Norme tecniche per l’attuazione del PRG: quali regole per la città che cambia”[su gentile  concessione del consigliere e degli organizzatori ] Non sono un urbanista. Non sono un giurista esperto di pianificazione. Sono un medico che da sempre ama questa città. La amo non per mestiere, ma per radici. Mia madre era nata nel Rione Regola e Roma l’ho respirata nei racconti di casa, nelle piazze, nei cortili, nei palazzi che non sono solo muri, ma memoria. Non entro nei dettagli tecnici dell’articolo 16 come farebbe uno specialista. Però una cosa la capisco: quando si interviene sulle regole che governano la città storica, non si sta facendo un atto amministrativo qualunque. Si sta toccando l’identità di Roma. Capisco l’esigenza di semplificare. Roma ha bisogno di rigenerazione, di recuperare immobili abbandonati, di dare risposte abitative, di non essere paralizzata da procedure infinite. Ma semplificare non può voler dire perdere governo dei processi e quindi comprendo  le preoccupazioni di Soprintendenza e Sovrintendenza sul ruolo della Carta per la Qualità. La Carta non è un orpello burocratico: è la mappa dei valori della città. Se la indeboliamo, rischiamo di scoprire troppo tardi che abbiamo perso qualcosa che non si può ricostruire. Riguardo  all’articolo 45, questo aspetto mi coinvolge ancora di più perchè tocca la drammatica situazione abitativa della città per tutta la fascia sociale più fragile: la quota di housing sociale nelle grandi ristrutturazioni: quello non è un dettaglio tecnico, è un presidio di equità urbana. Se rigeneriamo senza garantire una percentuale reale di abitare accessibile, stiamo cambiando la composizione sociale della città. Avevamo chiesto di mantenere una quota al 20% come inizialmente previsto, ci si è fermata al 10% per ristrutturazioni oltre 8000mq; in discussione l’opposizione paventava  che una quota troppo elevata potesse disincentivare l’imprenditoria ad investire. Penso sia necessario uno sforzo maggiore e più coraggio nello stabilire regole sulla rigenerazione che contemplino anche un equilibrio sociale – sì alla semplificazione, ma non a scapito della tutela; – sì alla rigenerazione, ma con equilibrio sociale; – sì a regole più chiare, condivise con gli organi di tutela, per evitare conflitti e incertezze. Non dobbiamo scegliere tra sviluppo e conservazione. Dobbiamo scegliere qualità. Io non parlo da tecnico. Parlo da figlio di questa città. E credo che chi amministra Roma abbia un dovere in più: fare trasformazioni all’altezza della storia e delle persone che la abitano. Sandro Petrolati 1 marzo 2026 per osservazioni e precisazioni sulla pubblicazione scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 1, 2026
carteinregola
Quarticciolo non è un palcoscenico
Oggi il Quarticciolo diventa teatro di una nuova passerella istituzionale. L’assessore alle Periferie Pino Battaglia sarà presente alla visita di Papa Leone XIV alla Parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, in via Manfredonia. Un evento che si preannuncia carico di simboli, fotografie, dichiarazioni solenni. Ma la domanda resta semplice […] L'articolo Quarticciolo non è un palcoscenico su Contropiano.
March 1, 2026
Contropiano
Interruzione dei rapporti tra Roma Capitale e Israele. Già superate le firme necessarie sulla Delibera Popolare
Le firme sulla proposta di Delibera di Iniziativa Popolare che chiede l’interruzione dei rapporti tra il Comune di Roma e Israele, hanno già superato il numero necessario per approdare al voto in consiglio comunale. Lo scorso ottobre, in un’assemblea cittadina svolta a Villa Mirafiori è stata lanciata l’idea di una […] L'articolo Interruzione dei rapporti tra Roma Capitale e Israele. Già superate le firme necessarie sulla Delibera Popolare su Contropiano.
February 28, 2026
Contropiano
Oltre l’emergenza, oltre la paura: verso una primavera di lotta
Pubblichiamo questo documento di analisi scritto da l3 compagn3 di Acrobax, Casale Garibaldi, Communia, Esc e singol3. Un contributo sulla complessità della fase che stiamo attraversando nato da settimane di discussioni, assemblee e momenti di conflitto a partire dalla grande mobilitazione autunnale. C’è un’immagine disturbante che svela il cuore del nostro presente: il Board of Peace. Dietro questo nome rassicurante si nasconde il volto pubblico di quel meccanismo di potere che sta emergendo tramite il disvelamento dei file che riguardano il finanziere pedofilo Epstein: lo stesso blocco di potere, lo stesso razzismo e la stessa misoginia sistematica che si spostano dai ranch privati alle tavole della politica globale. È il riflesso di un sistema arrivato al suo stadio più avanzato: il capitalismo della finitudine. Un modello che, esaurite le terre da conquistare, cannibalizza l’interno, mercificando l’intimità, i corpi e la dignità stessa. In questo scenario, la devastazione non conosce confini di scala: lo spazio viene consumato fino all’osso e poi abbandonato. Succede a Gaza, dove intere aree urbane vengono rase al suolo per riaffermare un dominio coloniale; succede sui posti di lavoro, dove chi lavora è ridotto a mero strumento di valorizzazione; succede nelle città sottoposte a un esproprio sistematico da parte dei fondi immobiliari, spazzando via esperienze decennali di solidarietà, servizi, lotte. Succede nelle ville dei “potenti” o meglio dei tiranni (sebbene autonominatosi Re), dove l’Altro scompare per diventare puro oggetto d’uso. > Il caso Epstein svela proprio questo: un suprematismo bianco e patriarcale che > svuota di senso la vita, riducendola a materia prima in un rapporto reificato > e brutale. I balletti dei tecno-oligarchi al Board of Peace, sulle note di YMCA mentre si banchetta sulle macerie di Gaza, sono la normalizzazione dell’orrore portata al suo grado estremo. Non è solo cinismo, è una vera e propria ebbrezza per la distruzione. Ma questo sadismo non è isolato: esiste oggi un pezzo di società — una versione estesa del “popolo” di Capitol Hill — che sostiene, apprezza e desidera l’impunità dei potenti e si riconosce in essa. È un blocco sociale che identifica la difesa della propria libertà con il diritto di schiacciare l’Altro. La codificazione liberale finisce per generare ciò che invece dovrebbe arginare, trasformando in realtà quella guerra di tutti contro tutti che proiettava, a torto, sullo Stato di natura. In questa fase di ri-articolazione di gruppi di potere, interessi, aree di influenza e flussi economici, la guerra e la militarizzazione della società emergono come tentativi di mettere ordine al caos delle relazioni capitalistiche. Dal genocidio di Gaza al conflitto in Ucraina, in Sudan, nell’attacco al Rojava, la guerra non è più un’eccezione, ma il laboratorio di un ordine mondiale che risponde alla crisi economica con l’economia bellica e l’annientamento sistematico. La gerarchia militare diventa il modello di gestione sociale: un tentativo violento di stabilizzare un sistema che non ha più nient’altro da offrire se non il controllo totale e la spoliazione. di Luca Mangiacotti, 4 Ottobre, Roma In Italia, questa deriva si manifesta nel pericoloso scavalcamento della Carta Costituzionale. L’invio di Tajani da parte del governo sovranista come osservatore al Board of Peace rappresenta il definitivo servilismo politico verso i nuovi tecno-oligarchi. È un atto che aggira i principi democratici e costituzionali per stringere patti privati tra élite e banchettare sulle vite di milioni di persone. Questa sottomissione alle élite tecno-politiche non è un caso, ma una necessità di sopravvivenza per un governo che sa bene di non avere risposte economiche da offrire.  I soldi del PNRR stanno finendo, lasciando dietro di sé più cantieri aperti che cambiamenti strutturali. Il tessuto produttivo è logoro: migliaia di imprese sono in liquidazione, milioni di persone sono costrette a rinunciare alle cure perché la sanità pubblica è ormai un deserto di attese e carenze. > Di fronte al baratro politico, sociale ed economico il Governo si riorganizza > facendo della svolta autoritaria e della repressione il proprio programma > politico. Quando un governo non può più garantire il pane, inizia a brandire > il bastone, se non puoi dare risposte, devi togliere la parola. È qui che si inserisce la stretta autoritaria di cui il decreto legge Sicurezza è solo la punta dell’iceberg. Si criminalizza il dissenso, si punisce la resistenza passiva, si trasforma ogni forma di protesta sociale in un reato. È una manovra funzionale a una Restaurazione che non ammette intoppi: per imporre un modello di società basato sulla disuguaglianza e sul privilegio serve che nessuna e nessuno possa alzare la testa, e che si individuano i “nemici della nazione”: gli spazi sociali, le persone migranti, le donne, le soggettività LGBTQ+ e chiunque sia portatore/trice di una idea di società alternativa al cinismo machista, vittimista e predatorio. Inoltre, la partita sul referendum non è un dibattito tra giuristi sulla riforma della giustizia, ma rappresenta lo scontro frontale tra chi vuole fare della competizione all’ultimo sangue e alla vittoria del fittest, il criterio definitivo di selezione sociale, e chi resiste in nome della dignità, della solidarietà, della cooperazione umana. Nonostante le intimidazioni e i toni forcaioli da parte del governo, media complici e fascio-influencer, le mobilitazioni continuano: il 28 febbraio ci sarà il corteo contro il dl Bongiorno.  Pensiamo sia fondamentale attraversarle tutte, contribuendo e augurandoci che i momenti di piazza e assembleari siano davvero momenti di ricomposizione in grado di tenere insieme delle questioni programmatiche a partire dalla decisiva battaglia per il “NO” al referendum – su cui auspichiamo una mobilitazione dal basso unitaria e straordinaria – alla pretesa di salario degno, di un reddito universale, per l’autodeterminazione dei corpi contro la violenza di genere, contro il razzismo sistemico, per una sanità pubblica, per un diritto ad città solidale, difesa degli spazi sociali, contro la rendita immobiliare e la speculazione edilizia. Abbiamo bisogno di navigare e incamminarci di nuovo verso Gaza.  Lavoriamo affinché siano sempre più connesse le battaglie in difesa dei territori e contro la loro valorizzazione. Rendiamo visibile il modello alternativo di città che costruiamo quotidianamente con i nostri percorsi di autogestione – oggi pesantemente sotto attacco – e le battaglie per l’ambiente e contro il cambiamento climatico; quel terreno diviene fondamentale e terminale pratico della nostra critica alla finanziarizzaione dei processi economici e il conseguente estrattivismo. > Nella nostra città, assume un significato strategico la lotta contro il piano > speculativo che riguarda l’area degli ex-Mercati generali a Ostiense, che > vedrà una tappa fondamentale sabato 28 febbraio. Questa vicenda rappresenta un > esempio di scuola del corpo a corpo tra rendita e diritto alla città, tra > funzione sociale e interessi immobiliari, tra estrazione di valore e tutela di > un bene comune urbano e ambientale. Rimettiamo al centro lo sciopero – guardando all’Europa – e il blocco dei flussi e dei luoghi come atti di giustizia necessari per invertire la rotta. Facciamo di queste pratiche dei puntelli per “fare” organizzazione: attorno a queste si può definire un’infrastruttura viva, molteplice, ma non frammentata, in grado di costruire spazi di appartenenza pronti ad accogliere chi guarda alla piazza con speranza ma anche con smarrimento, rendendo il conflitto qualcosa di praticabile, organizzato e comprensibile, oltre la rabbia, con un orizzonte che rimetta in agenda la possibilità di conseguire risultati e non soltanto sopravvivere all’ondata reazionaria. Con queste premesse e con questa postura vogliamo attraversare la mobilitazione “No Kings” del 27 e 28 marzo, per dire no ai “Re”, alle loro guerre e alle loro politiche di guerra. Davanti all’offensiva delle destre neofasciste globali che vogliono costruire un nuovo ordine fondato sul potere assoluto del capitalismo bianco, maschio e occidentale, occorre qualificare socialmente l’opposizione antifascista, incarnarla nelle lotte contro l’economia di guerra, il genocidio palestinese, lo sfruttamento del lavoro vivo, il controllo dei corpi, la devastazione ambientale. Rimettersi in cammino per costruire forme di democrazia radicale contro i nuovi imperialismi, capace di andare oltre le macerie e le trappole delle sovranità nazionali. Da ultimo, nel momento in cui la legge diventa uno strumento di oppressione contro la popolazione, è necessario fare di quello stesso strumento un terreno di lotta. In questa critica fase politica, riteniamo opportuno interrogarsi sulla necessità che ciò che si produce nelle lotte venga assunto e sostenuto anche all’interno dei luoghi della rappresentanza. Insomma, pensiamo si debba discutere serenamente sull’opportunità di forzare le istituzioni affinché diventino una cassa di risonanza, trasformando la forza della piazza in una “arma legislativa”: per rendere universali e cogenti le rivendicazioni che vivono nelle lotte che attraversano il Paese.  Essere le pietre che danno forma e sostanza ai nostri sogni. Essere la possibilità che desideriamo. La copertina è di Marta D’Avanzo (Dinamopress) SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Oltre l’emergenza, oltre la paura: verso una primavera di lotta proviene da DINAMOpress.
February 27, 2026
DINAMOpress
Via libera allo stadio sul parco di Pietralata. Serve un consiglio comunale aperto!
Potere al popolo denuncia l’approvazione del progetto definitivo per la costruzione dello stadio della Roma a Pietralata. Un’opera inutile per le reali esigenze degli abitanti, ma che anzi andrà a peggiorare nettamente la qualità della vita nel quadrante, oltre che distruggere un intero bosco. Un progetto calato dall’alto, un regalo […] L'articolo Via libera allo stadio sul parco di Pietralata. Serve un consiglio comunale aperto! su Contropiano.
February 27, 2026
Contropiano