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Roma. Un 25 aprile per resistere all’imperialismo e opporsi al riarmo
“Da Cuba alla Palestina, dalla parte dei popoli che resistono”. Su questo contenuto per sabato 25 aprile è stato convocato un pre-concentramento ore 8:30 sotto la FAO (metro B Circo Massimo) per raggiungere la partenza del corteo a Porta San Paolo passando per un omaggio all’Ambasciata di Cuba e al […] L'articolo Roma. Un 25 aprile per resistere all’imperialismo e opporsi al riarmo su Contropiano.
April 23, 2026
Contropiano
25 aprile 1945 SEMPRE: Roma è partigiana e antifascista
Anche quest’anno il 25 aprile sarà una grande giornata di lotta e di festa in tutta la città di Roma. Decine di iniziative, cortei, manifestazioni, per lo più autorganizzate e autogestite, arricchiranno il programma della giornata. Quest’anno le realtà autogestite romane hanno deciso di costruire un manifesto comune proprio per segnalare la connessione profonda e la convergenza tra i quartieri e le iniziative. Questo è un fatto nuovo ma molto importante in un momento storico di avanzata violenta di legislazioni e operazioni politiche esplicitamente neofasciste che colpiscono in modo significativo le lotte sociali oltre che le basi su cui si fonda la nostra costituzione. > Convergere sui valori di fondo che il 25 aprile e la lotta partigiana > rappresentano diviene allora indispensabile e urgente. Nel manifesto, si è > deciso di fare emergere in modo netto che antifascismo e Resistenza oggi > vogliono dire resistere al regime di guerra in cui stiamo vivendo, inteso come > dispositivo di attacco ai territori e ai corpi, dentro e fuori il nostro > paese. L’attacco all’Iran e al Libano, il perpetuarsi del genocidio in Palestina saranno pertanto al centro dell’attenzione, così come i provvedimenti reazionari e coercitivi come il ddl Bongiorno e l’ennesimo aberrante decreto sicurezza imposto dal governo Meloni. Rispetto alla Palestina infine, il 25 aprile avrà luogo in prossimità della partenza della nuova Flotilla diretta a Gaza. I collegamenti e i ponti con la Sicilia saranno pertanto numerosi. I cortei mattutini saranno due. Il primo, a Roma Sud con partenza alle 10.30 da Piramide, è promosso dai comitati dell’ANPI ma vede la partecipazione attiva delle realtà sociali e autogestite di Roma Sud. Queste stesse realtà a partire dalle 13.30 organizzeranno un pic nic della Liberazione a Parco Schuster, con musica, parole, giochi, spettacoli di arte di strada e gran finale con il Samba della Liberazione. A Roma Est l’appuntamento è alle 9.30 da Piazza delle Camelie con il tradizionale fiore al partigiano e a seguire dalle 10.30 con il corteo che percorrerà le strade di Centocelle fino al parco Modesto di Veglia al Quarticciolo, dove a partire dalle 14.00 è prevista la Festa della Liberazione con artisti di ogni genere che si alterneranno fino a sera sul palco. A San Lorenzo l’appuntamento è alle 13.00 tra via dei Volsci, piazza dei Sanniti e via dei Sardi, con un lungo programma artistico e culturale che continuerà fino a tarda sera nelle vie del quartiere. Al Pigneto la festa tradizionale per il 25 aprile avrà come sempre il suo perno su piazza Nuccitelli Persiani, con iniziative dalle 12.00 per tutto il pomeriggio fino a sera tardi. Al parco degli Acquedotti dall’ora di pranzo sarà organizzato il tradizionale pic nic antifascista, con musica, spettacoli che continuerà per tutto il pomeriggio. Lungo il litorale è stato inoltre organizzato un corteo studentesco per venerdì 24 aprile, che percorrerà anche le strade di Ostia con appuntamento alle 9.00 da via capo Sperone fino al Parco Pietro Rosa, dove è prevista l’assemblea finale. Infine a Roma Ovest i collettivi antifascisti organizzano nella mattinata una passeggiata nei luoghi della memoria, un aperitivo musicale e un pranzo. A quasi quattro anni dall’elezione del governo Meloni il tessuto connettivo antifascista della città regge, fa rete, e costruisce opposizione sociale dal basso. Non sappiamo cosa aspetta il futuro ma sappiamo che gli anticorpi e la determinazione a resistere non sono venuti meno: ancora una volta, ieri partigian*, oggi antifascist*. La copertina è di Gaia Di Giacchino SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo 25 aprile <s>1945</s> SEMPRE: Roma è partigiana e antifascista proviene da DINAMOpress.
April 23, 2026
DINAMOpress
Roma sa da che parte stare
E' arrivata alla fine la raccolta di firme promossa da "Roma sa da che parte stare" per la delibera di iniziativa popolare, rivolta al consiglio comunale di Roma per l'interruzione dei rapporti con Israele. Verranno consegnate al Comune ben più di 16.000 firme, oltre il triplo delle firme necessarie. La campagna è stata un successo ed anche in altre città, come Milano e Torino, sono partite campagne analoghe a quella di Roma. Venerdì 24 aprile ci sarà la conferenza stampa in Campidoglio alle ore 12.00. La campagna quindi ufficialmente si chiuderà ma resterà ancora un gran lavoro da fare per garantire che la delibera venga discussa dall'Assemblea Capitolina. Per festeggiare i 3 mesi di lavoro intensissimo Domenica 26 aprile al circolo Arci "Concetto Marchesi", via del Frantoio 9/C, a partire dalle ore 17.30 si terrà un'assemblea/dibattito e a seguire cena e concerto con Titubanda, Musicanti di Brama, Luca e Tempesta di Assalti Frontali, Konspirators, e tanti altri artisti.
April 22, 2026
Radio Onda Rossa
“CONSENSO NEGATO”: PRESIDIO A ROMA CONTRO IL DDL VALDITARA. RINVIATO IL VOTO AL SENATO
Si è tenuto oggi, mercoledì 22 aprile, un presidio a Roma, in Piazza Vidoni (nei pressi del Senato), organizzato da varie associazioni e centri antiviolenza, per protestare contro l’approvazione del cosiddetto ddl Valditara sul “consenso informato” nelle scuole. Il disegno di legge mira a disciplinare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, introducendo l’obbligo del consenso preventivo dei genitori e ponendo divieti o limitazioni per alcune attività, in particolare nella scuola primaria e dell’infanzia. Proprio durante il presidio, denominato ‘Consenso negato’, che ha coinvolto diverse realtà della società civile, della scuola, della politica e del sindacato è arrivata la notizia del rinvio. “Il rinvio della seduta per il voto è un primo risultato, ma l’obiettivo è impedire la calendarizzione e l’approvazione di questa legge vergogna” hanno affermato le associazioni che hanno promosso il presidio Italy Needs Sex Education, Meglio a Colori, Educare alle Differenze. All’iniziativa – riferiscono i promotori – hanno aderito Pd, AvS, Radicali, Europa Verde, Cgil, Rete studenti medi, Unione degli Studenti, Casa Internazionale delle Donne, Lucha y Siesta, ActionAid, UDS, Fondazione Una Nessuna Centomila, Coordinamento Genitori Democratici Agedo, Circolo Mario Mieli, Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Ygrò, Gaynet, Libellula, Di’Gay Project, TGenus, Cest, Agapanto, Genderlens, Plus Roma, SCOSSE APS, Arcigay Roma, Cooperativa Be Free, Crea del Mezzogiorno, Spazio Libero APS, Sud Est Donne, Assist, One Billion Rising, D.i.Re Donne in rete contro la violenza. “Il ddl ostacola ulteriormente – spiegano – l’educazione sessuo-affettiva e alle differenze nelle scuole italiane sottoponendo qualunque iniziativa al ‘consenso’ dei genitori. In un Paese che già non garantisce l’educazione sessuo-affettiva a livello nazionale, questa legge rappresenta un passo indietro: aumenta le disuguaglianze, ostacola la prevenzione di violenza di genere e bullismo, limita la libertà di insegnamento”. Il testo dopo il passaggio alla Camera era atteso per l’approvazione definitiva in Senato, ora il rinvio, non calendarizzato del testo. Monica presidente della Rete educare alle differenze, tra le realta’ organizzatrici del presidio ci spiega i motivi della loro contrarieta’ al DDL Valditara Ascolta o scarica 
April 22, 2026
Radio Onda d`Urto
Salvare i Pini, proteggere la Città: quando la tecnologia sposa il verde urbano
I Pini del Giardino Serpico II Municipio oggetto dell’intervento Commentiamo un’iniziativa dell’Assessora Alfonsi che abbiamo scoperto un po’ tardivamente, ma ci fa piacere valorizzarla e dare merito all’Amministrazione quando si impegna nell’applicare – seppure in via sperimentale – buone pratiche, per la tutela del nostro patrimonio arboreo e anche per rispondere alle frequenti proteste sollevate da associazioni e cittadini. (AMBM) di Paola Loche Mentre la prassi della rimozione cautelativa continua a dominare la gestione del verde romano, sacrificando alberi storici e importanti paesaggisticamente, per eliminare ogni potenziale pericolo, l’intervento annunciato dall’Assessora Alfonsi su cinque pini di Corso Trieste, nel II Municipio, introduce uno spiraglio per un diverso approccio sperimentale. In questo caso specifico, il Dipartimento Tutela Ambientale, invece di arrendersi alla scorciatoia del taglio, investe in una soluzione lungimirante e positiva. L’uso dell’ancoraggio radicale rappresenta una valida alternativa scientifica che permette di mettere in sicurezza il territorio senza mutilare il paesaggio, segnando un’evoluzione necessaria nella cura della città. Il perno tecnico di questo intervento è l’Air-Spade, una tecnologia di scavo pneumatico che sfrutta un potente getto d’aria ad alta velocità. Questo sistema permette di separare il terreno dalle radici senza danneggiarne la corteccia o le fibre sensibili, un’operazione essenziale per esporre con precisione l’apparato radicale portante. Una volta messa a nudo la struttura, viene installato un ancoraggio ipogeo: si tratta di un sistema di tiranti ad alta resistenza collegati ad ancore meccaniche infisse negli strati più profondi e stabili del suolo. In questo modo, le sollecitazioni del vento vengono scaricate direttamente nel terreno, compensando le carenze statiche della pianta. Il risultato è un consolidamento strutturale invisibile esternamente, ma tecnicamente efficace per garantire la sicurezza pubblica e permettere la conservazione dell’albero. Tale scelta sposta l’asse gestionale da una funzione puramente amministrativa a una patrimoniale, basata sulla conservazione del valore esistente. Gli esemplari maturi garantiscono infatti prestazioni ecosistemiche, dalla termoregolazione al sequestro di CO2, nettamente superiori rispetto ai nuovi impianti, che impiegherebbero decenni per raggiungere la medesima efficacia ambientale. Sotto il profilo finanziario, la convenienza risiede nel trattare il pino storico come un’unità ecosistemica funzionale: un bene che genera annualmente benefici (ombra, filtraggio inquinanti, estetica) stimabili in migliaia di euro. Sostituire una pianta strutturalmente recuperabile con un giovane albero non è solo una perdita biologica, ma un’operazione economica inefficiente: si distrugge un capitale naturale maturo per avviare un nuovo ciclo di investimenti e cure che diventerà pienamente produttivo solo nel lunghissimo periodo. Inoltre, il tema della biodiversità riveste un ruolo cruciale, per quanto spesso trascurato nella gestione urbana. Un pino maturo non è un semplice elemento vegetale, ma un complesso micro-habitat stratificato: un vero polo biologico dove avifauna, piccoli mammiferi ed entomofauna trovano rifugio e nutrimento. Questa rete di organismi alimenta la connettività ecologica necessaria per mantenere l’ambiente cittadino vitale e resiliente. L’abbattimento di un intero filare non comporta solo la rimozione di alberi, ma determina una frammentazione dell’habitat, interrompendo quei corridoi biologici che contrastano la semplificazione ecosistemica delle aree urbanizzate. Optare per la stabilizzazione ipogea, anziché per la rimozione significa, dunque, preservare l’integrità dell’ecosistema supportato dalla pianta, garantendo la continuità della memoria biologica del territorio. Tuttavia, considerare questa tecnica una soluzione infallibile sarebbe un errore di superficialità. Ogni innovazione porta con sé sfide e criticità che vanno gestite con rigore scientifico. L’ancoraggio non è un intervento “installa e dimentica”: richiede un monitoraggio costante negli anni. Le radici continuano a crescere e i tiranti devono essere controllati periodicamente per evitare che diventino una morsa dannosa per i tessuti vivi della pianta. Bisogna però tenere presente che questa tecnica non può salvare tutto: ci saranno sempre casi in cui la salute dell’albero è troppo compromessa da funghi o carie interne, dove la sicurezza dovrà inevitabilmente prevalere sulla conservazione. In definitiva, il cambio di rotta del Dipartimento segna il tentativo di un passaggio a una gestione del verde finalmente più matura e consapevole. Sebbene l’intervento riguardi solo cinque pini, la scelta del Dipartimento è finalmente condivisibile: mettere in sicurezza il territorio senza mutilare il paesaggio, segnando un’evoluzione necessaria nella gestione della città. L’obiettivo, ora, è far sì che questa eccezione diventi la regola: una politica estesa su tutto il territorio capitolino che scelga la conservazione scientifica come alternativa prioritaria all’abbattimento selettivo. Paola Loche Vai al video sulla pagina FB di Alfonsi con l’illustrazione dell’Assessora e dei tecnici del procedimento di ancoraggio Per osservazioni e precisazioni scrivere a : laboratoriocarteinregola@gmail.com 18 aprile 2026
April 22, 2026
carteinregola
Roma. “Rigenerazione” e cementificazione. Il nuovo stadio rimane una forzatura
Quello che sta accadendo attorno al progetto del nuovo stadio della AS Roma non è “sviluppo”. È una forzatura. È una scelta politica precisa, che ha il sapore amaro della speculazione e l’odore pesante del cemento versato sopra ciò che resta di un equilibrio naturale già fragile. Le istituzioni parlano […] L'articolo Roma. “Rigenerazione” e cementificazione. Il nuovo stadio rimane una forzatura su Contropiano.
April 22, 2026
Contropiano
Consiglio Comunale Capitolino Popolare. Grande partecipazione per una Roma Città Pubblica
Si è svolto sabato 18 aprile il Consiglio Comunale Capitolino Popolare, presso Porto Fluviale a Roma. L’iniziativa è stata lanciata con un appello che ha raccolto decine di adesioni da soggetti politici, da sindacati degli inquilini come ASIA USB e dal movimento per il diritto all’abitare, da organizzazioni giovanili come […] L'articolo Consiglio Comunale Capitolino Popolare. Grande partecipazione per una Roma Città Pubblica su Contropiano.
April 20, 2026
Contropiano
Bullismo e Codice Rosso: a Fiumicino fa lezione la Polizia di Stato
La Polizia di Stato di stanza a Fiumicino, comune della Città Metropolitana di Roma, ha organizzato una conferenza, prolusione, incontro di formazione all’Istituto di Istruzione Superiore (liceo e tecnico agrario) “Leonardo da Vinci“, sabato 14 aprile (CI 232 del 31 marzo), di cui è arrivata segnalazione all’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e nelle università con testo della circolare citato, giacché ormai questa iniziative vengono nascoste al pubblico. L’argomento dell’incontro con i poliziotti rientra nella divulgazione del testo di legge 10 luglio 2019 denominata Codice Rosso. Fra le materie di interesse della legge rientrano le misure per affrontare le violenze di genere, soprattutto quelle domestiche ben note alle cronache. Sappiamo quante e quanto complesse siano le cause del disagio nelle famiglie di cui la parte più fragile, donne e bambini, sono vittima. Purtroppo, non tutto corre così veloce e in modo efficace quando una donna si rivolge a un commissariato o una caserma per denunciare la situazione di rischio o gli espliciti atti violenti a cui è esposta. Capita continuamente che la decisione – già di per sé difficile in alcune condizioni di fragilità culturale ed economica – di percorrere la via legale subisca ritardi o non venga messa in atto. Come mi riferisce un’operatrice di un’associazione che gestisce un Centro Anti Violenza (CAV), nato in seno alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, in assenza di testimonianze dirette o di segni di attacco fisico, succede che la denuncia venga rifiutata. È il CAV stesso allora che procede consigliando i passaggi da effettuare, in forza della legge citata che prevede la protezione immediata della donna e dei minori e il patrocinio gratuito per affrontare il percorso legale. Ma anche per ricorrere a un CAV una donna ha bisogno di conoscerne l’esistenza, di avere una rete intorno a sé che la sostenga, soprattutto quando si tratta di donne non italiane. Penso che sia stato a tema nell’incontro ancora il bullismo giovanile, visto che esistono team nelle caserme e nei commissariati dedicati al suo contrasto nelle scuole e sui canali social (uno di questi gruppi di lavoro è citato nella circolare). La gestione dei conflitti che nascono nelle classi, scontri verbali e fisici spesso legati all’appartenenza di genere, culturalmente imposta dai codici di comportamento appresi, è un problema educativo. Il bullismo, sempre di incerta definizione (ragazze e ragazzi cattivi?), il rifiuto verso differire  e la tendenza a immunizzarsi dal diverso, sono legati strettamente ai contesti relazionali in cui si manifestano,  dunque sono questione che interroga gli insegnanti, non le forze dell’ordine. La marginalizzazione della funzione docente, direi la sua umiliazione, passa anche attraverso la sottrazione del compito di in-segnare. Sia nel senso di lasciare il segno dei saperi disciplinari, sia soprattutto nella capacità di scambiarlo come effetto della responsabilità adulta verso i minori affidati. Il sito della scuola recita che tutto il personale è una “comunità educativa vibrante”, per cui proviamo a fidarci delle vibrazioni, anche quando delegate alle divise. Vengo a tre punti che dovremmo considerare, al di là del contenuto delle segnalazioni che arrivano all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, anche nell’ottica di sostenere coloro che ci informano. 1. Una circolare interna è un atto ammnistrativo di indirizzo che occupa l’ultimo gradino della gerarchia delle fonti giuridiche. Molti docenti spesso balbettano che, se l’ha scritta il dirigente, quella indicazione, quel suggerimento, sono norma a cui obbedire. Nello specifico questa di cui scrivo, pur nel suo impianto direttivo (chi, cosa, quando) invita i docenti “interessati” – “eventualmente” aggiungo io – a contattare i colleghi più in alto nell’organizzazione dei progetti, insomma lo staff (la corte del DS). Poiché si tratta di prestare ore di lezione, sacrificando le discipline, un insegnante può sottrarsi, l’aggettivo relativo all’interesse è lo spiraglio che un docente non interessato all’evento, può utilizzare. A tal proposito invito alla lettura di un testo sull’argomento della dignità legata all’esercizio della libertà di insegnamento e al tentativo ormai abituale di limitarla, anche quando si tratta di progetti legati alle nuove tecnologie, con i soldi del PNRR (Giovanni Scarafile, Il ventriloquo. Etica dell’insegnamento al tempo dell’algoritmo. Yod ed., 2025). A tutti i progetti dell’azienda verticalizzata, definiti nel Piano dell’Offerta Formativa ai clienti, si può dire di no. 2. Riflettendo sulle questioni di genere, non posso non notare che la dirigenza scolastica è soprattutto femminile (dati ISTAT). Maestre e professoresse rompono il tetto di cristallo a fanno carriera. Ma è davvero così? Se la giovane età di alcune dirigenti non ha più alcuna parentela con i diversi flussi storici del femminismo, sicuramente spesso hanno familiarità con una forma di emancipazione mimetica al maschile, al maschile deputato al comando così come storicamente declinato, anche nelle superiori democrazie occidentali. Il paradosso è che al paternalismo dei dirigenti-papà che accarezzano i bimbi all’ingresso a scuola, si interessano di tutto perché tutto gli viene comunicato e su tutto si chiede loro consiglio, si unisce un mieloso – e non meno prepotente – maternage femminile. Come se non si potesse immaginare un’autorevolezza fatta di distribuzione del potere, fuori da logiche binarie. Servirebbe nelle relazioni a scuola un cambiamento di paradigma orientato a una Parola che non viene né da padri, né da madri ma – come ho detto  – è sotto il segno della responsabilità del contrappeso dei poteri. Anche questo è parte di un clima culturale in cui il comportamento adulto è modello implicito per i minori che lo osservano, lo vivono, lo subiscono. 3. Fiumicino, è un contesto territoriale con una lunga storia che ne costituisce ancora la peculiarità, l’antico Portus, con il suo Tiber, la sua Isola Sacra. Oggi, saltando i secoli, Fiumicino ha il suo aeroporto (ancora Leonardo da Vinci, il titolare). Sono 84.000 circa gli abitanti, stipati in un’area fortemente gentrificata, dove le caratteristiche tipiche di un paese di mare sono inghiottite dall’anonimato di una grande periferia. Le case stanno a un passo dalle piste dell’aeroporto: inquinamento luminoso, sonoro e da scarichi si sommano fra loro. Concludo. I docenti capaci di disobbedire si potrebbero occupare con le loro classi di geostoria, decostruendo la disciplina di recente introduzione negli istituti tecnici. Potrebbero tornare al significato che, prima delle deforme delle indicazioni, dei programmi e del conformismo dei manuali, avevano la storia e la geografia. Potrebbero insegnare come il progresso ha devastato interi territori, privandoli perfino della loro identità storica. La pesantezza del sentirsi, in quanto giovani, sempre potenzialmente cattivi, sbagliati, potrebbe essere trasformata da una visione del futuro come frutto non banale della conoscenza del luogo dove si cresce, si vive, di cosa è accaduto sotto la mano pesante del progresso. La scuola potrebbe essere un luogo dove le creature giovani diventano consapevoli che anche lo squallore, la bruttezza, generano violenza, frustrazione, pensieri rancorosi. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Roma. Stop ai rapporti tra Comune e Israele. Oggi manifestazione-spettacolo
E’ arrivata alla fine la raccolta di firme promossa da “Roma sa da che parte stare” per la delibera di iniziativa popolare, rivolta al consiglio comunale di Roma per l’interruzione dei rapporti con Israele. Verranno consegnate al Comune ben 16.000 firme, oltre il triplo delle firme necessarie. Roma e’ chiamata […] L'articolo Roma. Stop ai rapporti tra Comune e Israele. Oggi manifestazione-spettacolo su Contropiano.
April 19, 2026
Contropiano