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Serve un campo politico indipendente. Sabato assemblea a Roma
Domenica 14 giugno Potere al Popolo ha chiamato una assemblea nazionale per confrontarsi sulla costruzione di quello che ha definito come “Un campo politico Indipendente”. La presa di distanza, di contenuto e di prospettiva dal cosiddetto “campo largo” del centro-sinistra la si capisce piuttosto chiaramente già da questa evocazione. Di […] L'articolo Serve un campo politico indipendente. Sabato assemblea a Roma su Contropiano.
June 9, 2026
Contropiano
A Roma il Festival della Nonviolenza Attiva: due giorni per costruire insieme una cultura di pace
Il 2 e 3 ottobre 2026, presso ExtraLibera in Via Stamira 5, panel, incontri, presentazioni di libri, laboratori, spettacoli ed eventi per celebrare la Giornata Internazionale della Nonviolenza. Guerre, militarizzazione, arretramento democratico, frammentazione sociale e normalizzazione della violenza stanno segnando sempre più profondamente la vita quotidiana in ogni parte del mondo. Di fronte a questo scenario, cresce la necessità di costruire spazi di incontro, confronto e azione collettiva capaci di generare alternative concrete. Nasce da questa esigenza il Festival della Nonviolenza Attiva, in programma il 2 e 3 ottobre 2026 a Roma, presso ExtraLibera, in Via Stamira 5, in occasione della Giornata Internazionale della Nonviolenza, celebrata ogni anno il 2 ottobre. Il Festival sarà uno spazio aperto di partecipazione, riflessione e proposta, rivolto a persone, associazioni, scuole, movimenti e realtà sociali che credono nella possibilità di trasformare i conflitti attraverso pratiche di dialogo, solidarietà, giustizia sociale e nonviolenza attiva. Nel corso delle due giornate avranno luogo quattro panel tematici dedicati ad alcune questioni centrali del nostro tempo: migrazioni, educazione alla pace, disarmo e ruolo delle donne come costruttrici di pace. Saranno momenti di approfondimento e dialogo con attivisti, studiosi, operatori sociali e rappresentanti del mondo associativo. All’interno del Festival troverà spazio anche Eirenefest, il Festival del libro per la pace e la nonviolenza, con presentazioni di libri, incontri con autori, autrici ed editori indipendenti impegnati nella diffusione di una cultura di pace e nonviolenza. Il Festival della Nonviolenza Attiva si collega inoltre alla 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, mobilitazione internazionale che, tra il 21 settembre e il 4 ottobre 2026, metterà in relazione città, gruppi e iniziative impegnate nella costruzione di una cultura di pace e nonviolenza. L’evento è promosso da Energia per i Diritti Umani APS, con il sostegno del fondo Otto per Mille della Chiesa Valdese e con il patrocinio del Comune di Roma. Informazioni utili Festival della Nonviolenza Attiva ExtraLibera – Via Stamira 5, Roma Orari 2 ottobre: dalle ore 16.00 alle ore 23.00 3 ottobre: dalle ore 10.00 alle ore 23.00 L’ingresso è libero e aperto a cittadine e cittadini, associazioni, scuole, movimenti e a tutte le persone interessate a contribuire alla costruzione di una società più giusta, solidale e nonviolenta. Per informazioni e aggiornamenti sul programma: festivalnonviolenza.it Per aderire: https://www.festivalnonviolenza.it/adesioni/ Email: info@festivalnonviolenza.it Telefono: +39 06 89479213   Adesioni al 6 giugno 2026: ABC Ass Beni Comuni S. Rodotà Amnesty International Ass Umanista Atlantide CESC Project CIPSI CISDA Diritti al Cuore ODV Emergency ENGIM Compagnia teatrale Il Cantastorie La Comunità per lo Sviluppo Umano Le Danze di Piazza Vittorio Associazione Multimage APS Pressenza Scout Resistenti RESQ . People saving people. Energia per i Diritti Umani
June 8, 2026
Pressenza
Roma, 17 giugno, seminario “La militarizzazione della scuola e dell’università”
La Commissione sulla Militarizzazione del sapere e della società della SIAA – Società Italiana di Antropologia Applicata propone il primo di diversi momenti di approfondimento sulla militarizzazione del mondo dell’istruzione e della società. Con questa espressione si intende la penetrazione del comparto militare-industriale all’interno delle istituzioni del sapere, andando a impattare sulla ricerca, sulla docenza e sui temi. Si intende altresì quel processo di normalizzazione ideologica delle guerra, attraverso la partecipazione degli studenti e delle studentesse a incontri, convegni e iniziative dove sono le forze armate a parlare, anche laddove non è pertinente il loro intervento. Da diversi mesi, a seguito delle politiche di riarmo denominate “rearm Europe plan/readiness 2030”, il processo appena descritto si è accelerato: nei documenti di attuazione viene nominato il settore istruzione come strategico per la riuscita del piano. In particolare la risoluzione del parlamento europeo del 2 aprile 2025, all’articolo 167 recita: «chiede, inoltre, di mettere a punto programmi di formazione dei formatori e di cooperazione tra le istituzioni di difesa e le università degli Stati membri dell’UE, quali corsi militari, esercitazioni e attività di formazione con giochi di ruolo per studenti civili». Successivamente è stato più volte confermato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, della necessità di strutturare un modello in cui industria, università, ricerca, difesa siano tutt’uno. I centri sperimentali di Esercito, Marina, Aeronautica devono stare insieme all’università. Gli esempi più significativi in questo senso sono le continue collaborazioni con l’industria delle armi e sicuramente l’eclatante esempio della cittadella DIANA (Defence Innovation Accelerator North Atlantic), in corso Marche a Torino: un rapporto intrecciato tra industrie belliche, NATO; università e difesa. Abbiamo invitato a parlarne: Michele Lancione, professore ordinario del politecnico di Torino, autore di “università e militarizzazione” e di una costante riflessione e denuncia sul tema; Roberta Leoni dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che da diversi anni ha anticipato l’importanza del tema e denuncia accordi, presenze militari nelle scuole (nei PCTO, nelle gite scolastiche, nei dibattiti); Leonardo Cusmai, dell’organizzazione giovanile “Cambiare Rotta”, molto impegnata sul tema da diversi anni e protagonista di un episodio a Tor Vergata arrivato alla stampa nazionale (il documento di inchiesta è visibile qui: https://cambiare-rotta.org/…/tor-vergata-gioca-alla…/). IL LINK PER SEGUIRE: HTTPS://US02WEB.ZOOM.US/J/81899838283 Seminario Roma -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Uniti per Cuba”. Dall’assemblea nazionale per la solidarietà con l’isola
Un Nuovo Cinema Aquila gremito ha ospitato ieri, domenica 7 giugno, l’assemblea nazionale della solidarietà con Cuba a Roma. “Cuba per la pace, contro le aggressioni militari e il bloqueo degli Stati Uniti” il titolo dell’assemblea, partecipata come i momenti di confronto che hanno caratterizzato l’autunno e la solidarietà con […] L'articolo “Uniti per Cuba”. Dall’assemblea nazionale per la solidarietà con l’isola su Contropiano.
June 8, 2026
Contropiano
L’influenza militare sull’infanzia in Italia. A partire da alcune segnalazioni giunte all’Osservatorio
Come si evince dalle innumerevoli segnalazioni che ogni giorno arrivano alla mail dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (osservatorionomili@gmail.com), la presenza delle forze armate è ormai una vera invasione di campo. Un campo che dovrebbe essere gestito dagli/dalle insegnanti, nella relazione asimmetrica per ruolo ed età, fra chi insegna e chi impara. Soprattutto i bambini e le bambine, le creature piccole e i giovani sono i più esposti alle insinuanti parole di chi veste una divisa. Ai loro occhi un corpo armato, vestito in armi, mostra vigore, determinazione nell’affrontare situazioni di rischio, capacità nell’uso di tecnologie sofisticate per affrontare il pericolo, sia esso il nemico classico o il delinquente e il marginale. Oggi a soldati e soldatesse viene lasciato un compito educativo che gli adulti di riferimento – docenti e genitori – riconoscono complementare, quando non sostitutivo, al loro. Soprattutto le armi sono oggetto della fascinazione. Dalla spada al moderno fucile d’assalto, gli oggetti della tecnica della morte sono un’espressione di aggressività precocemente appresa, che si mostra nel gioco infantile, nella predilezione per gli sport violenti, per le finzioni dei videogiochi e dei film di animazione. Qualcuno afferma che si tratti di un fascino derivante da pulsioni residuali, da istinti aggressivi di cui la cultura non ha mai davvero esonerato gli esseri umani. I bambini più piccoli imparano a coltivare quello spazio emotivo nella convinzione che discutere con l’Altro, chiunque esso sia, non vale le parole spese, ancora prima di provare a trovarle. Imparano che nell’Altro si nasconde il nemico, che la frontiera è una protezione, che la Patria è un luogo da difendere come Heimat, la casa, da chi la vuole occupare, chissà distruggere. Le segnalazioni che commento vengono da informazioni veicolate nel web e riguardano istituti scolastici della fascia del primo ciclo di istruzione (6/13 anni, dunque infanzia e preadolescenza). Tre tipi di iniziative apparentemente bonarie, la bellezza del volo, la vitalità della banda musicale, la simpatia per la mascotte, che però hanno un sottotesto, pescano nell’immaginario guerriero, tanto più invadente quanto schermato, sottile. Inizio da Viterbo, dove il 13 maggio sul sito dell’AVES (Aviazione Esercito Italiano) si commentava il successo dell’open day, percorso di orientamento e di informazione per le scuole della provincia sull’importanza del servizio prestato nelle forze armate. Motivo di orgoglio per gli organizzatori l’entusiasmo dei più piccoli per l’esibizione di armi e apparecchiature, soprattutto – si sottolinea – fra i membri del consiglio comunale dei bambini (una prova di educazione civica?). Nel sito si evidenzia anche la partecipazione di Poste Italiane che ha impresso un francobollo per commemorare i 75 anni di vita dell’AVES. Del resto, la compartecipata statale è sempre meno dedicata al servizio postale e sempre più rivolta all’attività di banca e finanziaria, presente sul mercato, dove è bene farsi una buona pubblicità. Tutti contenti, amministratori locali, aviatori, genitori e sicuramente dirigenti scolastici e insegnanti ormai, su quasi tutto il suolo patrio, fedelissimi alle divise (clicca qui per la notizia). Sempre nel Lazio, l’istituto comprensivo Santa Maria Delle Mole, nell’omonima frazione di Marino (Città Metropolitana di Roma), il 15 maggio ha partecipato con 6 classi all’evento musicale organizzato dalla banda dell’Esercito. Messa in musica la fiaba di Esopo “La cicala e la formica”, mostrati gli strumenti musicali, sponsorizzato un corso di pianoforte, anche online (?), offerte esibizioni di canti della tradizione popolare. Quale tradizione, mi chiedo. Ho diretto un anno l’istituto in questione e Santa Maria delle Mole, agro romano fortemente urbanizzato alle falde dei Castelli Romani, era allora ed è oggi un non luogo. Malgrado qualche aspirazione a diventare un comune autonomo grazie ad una vittoria referendaria che non ha avuto seguito, può vantare il ricordo di antichi insediamenti di coloni-reduci dell’esercito romano, i mulini a ridosso delle marane (torrenti) a cui deve forse il suo nome, oggi scomparsi. Sorvolano il paese (circa 13.000 abitanti) 180 voli giornalieri dal vicino aeroporto di Ciampino, un contributo all’inquinamento di gas e rumore: «Se un essere umano è condannato a svolgere la funzione limitata della formica non soltanto cesserà di essere uomo, ma non sarà neppure una buona formica» scriveva Norbert Wiener, il padre della cibernetica (Introduzione alla cibernetica, 1966/2001). Un semplice collegamento di idee dall’edificante Esopo alla tecnologia militare…Non ultimo: ma un laboratorio musicale curato da insegnanti dentro la scuola, no? Ci vuole la più performante banda dell’esercito (https://www.instagram.com/p/DYVGByHDFqx ). Mi sposto a Sesto Campano, piccolissimo paese della seconda più piccola regione italiana, il Molise. Come ci informa un foglio locale on line, i bambini dell’IC Don Giuliano Testahanno vinto il primo premio del concorso “WOrso Wojtek“, ideato dal giornalista Lello Castaldi, un buon amico e sponsor dell’esercito, come si evince dalle sue pagine Facebook. L’orso bruno in questione venne adottato dalla 22° Compagnia dell’esercito polacco in esilio in URSS, impegnato nella liberazione dell’Italia dai nazisti e, come nella pubblicistica destrorsa, anche queste celebrazioni tendono a oscurare il ruolo delle formazioni partigiane. Pure a Sesto tutti contenti, sindaco Eustachio Macchiari in testa (lista civica Noi Ci Siamo) (Clicca qui per la segnalazione). Conclusione, molto provvisoria. Nel gioco di riflessi fra adultità e infanzia, prima che il bambino specchi sé stesso e possa riconoscersi, l’adulto riverbera il suo desiderio del bambino e del suo futuro. Un doppio genitivo per dire l’incrocio delle attese reciproche, delle domande, delle risposte, degli inganni, delle scoperte scomode, urticanti. Anche oggi – nel dibattito tutt’altro che spento sui cascami del patriarcato e lo sfumare del padre, del maschio – l’adulto fornisce protesi per crescere. Anche la complicità degli adulti, degli educatori, che annulla il differire fra le generazioni lo è, prova a esserlo: ci si diverte insieme, si imparano insieme il conformismo e l’adattamento passivo, acritico, tutti, grandi e creature piccole nello stesso gioco mediatico. Oggi, le protesi sono anche un moschetto, una divisa, un inno: passaporti per entrare presto nel mondo adulto, pragmatico, dove la violenza va gestita, accompagnata, addestrata, più che evitata. Bambini-soldato in molte regioni del mondo, bambini futuri soldati, qui, ora, da noi, Italia, Europa. P.S. È NOSTRA CURA CELARE I VOLTI DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE PERCHÉ SIAMO EDUCATORI ED EDUCATRICI SENSIBILI E CI FA ORRORE ASSOCIARLI AGLI STRUMENTI DI MORTE, COSTRUIRTI CON IL SOLO SCOPO DI UCCIDERE ALTRE PERSONE, TUTTAVIA MARCA LA DIFFERENZA PEDAGOGICA IL FATTO CHE SU QUESTO SITO NON CI SIA ALCUN RIGUARDO RISPETTO ALL’ESPOSIZIONE DI MINORENNI ACCANTO AD ELICOTTERI E VELIVOLI DA GUERRA. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cittadinanza in uniforme: all’IIS Volta di Aversa (CE) l’Aeronautica è solo la punta dell’ice-berg
Dal 20 al 24 aprile e dal 4 al 8 maggio 2026 tre classi quinte dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Volta” di Aversa (CE) hanno partecipato ad un percorso di Formazione Scuola Lavoro/Orientamento in collaborazione con il 9° Stormo F. Baracca dell’Aeronautica Militare Italiana, inquadrato dal 2006 nella 1° Brigata aerea “operazioni speciali”, di stanza presso l’aeroporto Caserta-Grazzanise. Fonte: wikipedia La prima parte del percorso (aprile) è stata di tipo teorico e si è svolta all’interno della scuola condotta dal personale militare. Gli argomenti sono esplicitati nell’allegato A alla circolare del Dirigente scolastico e comprendono «manutenzione aeronautica, aerotecnica, avionica, propulsione, meteorologia aeronautica, sicurezza del volo e dei luoghi di lavoro.» Il percorso del mese di maggio si è invece tenuto presso la sede del 9° Stormo, ma i contenuti non sono esplicitati nella relativa circolare. L’assenza non è un dettaglio tecnico. In un’alternanza scuola-lavoro, la parte pratica è il cuore dell’esperienza formativa. Sapere cosa fanno concretamente gli studenti dentro una base militare per 5 giorni è una questione di trasparenza educativa elementare. Per quanto riguarda gli obiettivi pedagogici l’accordo di rete cita lo sviluppo di competenze tecnico-professionali, orientative e trasversali. Quali competenze trasversali (le così dette soft skills) non è dato sapere. Ma quanto sono presenti i militari in questo istituto? Dando un’occhiata agli altri accordi di rete della scuola troviamo i «Percorsi di legalità » descritti così nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) 2025-2028 – il documento programmatico che definisce l’identità formativa della scuola: > «La scuola in rete con l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la > Polizia di Stato, la polizia municipale, vigili del fuoco, ha programmato una > nutrita serie di eventi culturali, manifestazioni, nonché concerti, allo scopo > della conoscenza, della presa di coscienza e/o rafforzamento degli obiettivi > di cittadinanza attiva e di convivenza democratica. Gli alunni e le alunne > avranno modo di comprendere e fare propri i principi fondanti del rispetto del > sé, dell’altro e delle regole.» Il quadro si fa più chiaro: la presenza militare non si limita all’orientamento professionale, ma entra nel cuore della formazione civica. Vale la pena fermarsi sull’ultima parola: regole. Non si citano i diritti, la partecipazione, il dissenso, il pensiero critico. La parola regole non è casuale, ma rivela l’impostazione pedagogica sottostante: la cittadinanza come conformità all’ordine esistente e non come capacità di interrogarlo, modificarlo, contestarlo quando necessario. Cosa significa davvero cittadinanza attiva? > La cittadinanza attiva — nelle sue formulazioni teoriche più solide, da Dewey > a Freire, da Nussbaum a Bourdieu — non è la conoscenza delle istituzioni né il > rispetto delle norme. È la capacità di agire come soggetto politico: > partecipare, deliberare, dissentire, costruire dal basso spazi di vita comune. Include, necessariamente, la possibilità di contestare le istituzioni quando queste si rivelano ingiuste o inadeguate. Include il conflitto come risorsa democratica, non come patologia sociale da reprimere. Include la disobbedienza civile, che ha una storia teorica e pratica riconosciuta in ogni democrazia matura. La convivenza democratica, analogamente, non è la coesistenza pacifica sotto la tutela dell’autorità. È la capacità di gestire il pluralismo, il disaccordo, la differenza — senza affidarsi al monopolio della forza per tenerli sotto controllo. Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza non sono soggetti democratici nel loro funzionamento interno, ma sono organizzazioni gerarchiche, basate sull’obbedienza verticale, sulla disciplina, sull’esecuzione degli ordini. Svolgono funzioni legittime e necessarie in uno Stato di diritto, tuttavia il modello di convivenza che incarnano strutturalmente è quello dell’ordine garantito dall’autorità, non della partecipazione costruita dal basso. Quando sono loro a spiegare “come si vive insieme”, il messaggio implicito — indipendentemente dalla buona fede dei singoli operatori — è preciso: la convivenza è una questione di rispetto delle regole; lo Stato si presenta con la divisa; il cittadino è un soggetto da educare alla compliance. È l’opposto di ciò che la pedagogia critica ha elaborato in decenni di riflessione. È, per usare la categoria di Paulo Freire, un’educazione “bancaria” applicata alla democrazia: si depositano nei ragazzi i valori dell’ordine, senza mai attivare la loro capacità di pensiero autonomo e azione collettiva. Il caso del Volta di Aversa non è isolato. Rientra infatti in una tendenza documentabile a livello nazionale che come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università portiamo alla conoscenza di tutti: la progressiva occupazione degli spazi formativi da parte di soggetti militari e paramilitari, che si propongono come agenti educativi su temi — legalità, cittadinanza, convivenza, orientamento professionale — che richiederebbero invece competenze pedagogiche, autonomia critica, pluralismo di voci. Questa tendenza non passa da imposizioni esplicite. Passa da convenzioni, reti, PCTO, protocolli d’intesa, passa dal linguaggio rassicurante della legalità e dei valori condivisi. Passa, come in questo caso, dalla sostituzione silenziosa di una parola con un’altra: diritti con regole. È quella sostituzione che vale la pena insegnare ai ragazzi a riconoscere. Ma non sarà un carabiniere a fargliela notare. Purtroppo nel PTOF dell’Istituto Volta l’educazione alla cittadinanza attiva e alla convivenza democratica appare affidato solo alle divise. Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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A Roma la manifestazione nazionale di “10, 100, 1000 piazze di donne per la pace”
Il 21 giugno donne provenienti da tutta Italia si ritroveranno a Roma per una manifestazione nazionale contro la guerra, il riarmo e l’economia bellica, promossa da 10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace. Nato nella primavera del 2025 dall’incontro tra gruppi di donne di diverse città italiane, il percorso ha dato vita a uno spazio politico autonomo e condiviso, fondato sulla critica della guerra come dispositivo strutturale di potere, sul rifiuto della militarizzazione della società e sulla centralità dei corpi, delle relazioni e dell’esperienza delle donne. Dalla mobilitazione nazionale del giugno 2025 alla diffusione della Carta dell’impegno per un mondo disarmato, fino all’iniziativa “Tessere la pace – custodire il futuro“, che il 28 marzo scorso ha coinvolto contemporaneamente 160 piazze italiane, questo spazio politico è cresciuto e si è radicato nei territori attraverso pratiche di relazione, partecipazione e impegno per la pace. La manifestazione del 21 giugno vuole riaffermare il rifiuto della guerra e delle politiche di riarmo, denunciare l’espansione dell’economia bellica e la crescente militarizzazione delle società europee, rendere visibile la forza di un agire politico delle donne fondato sulla cura, sulla giustizia sociale e ambientale e sulla responsabilità verso il futuro. Numerose donne del mondo della cultura, dell’arte, dell’informazione, della politica e dell’impegno civile hanno sottoscritto un appello pubblico a sostegno della manifestazione. Pubblicato sulla piattaforma IoScelgo, continua a raccogliere adesioni https://www.ioscelgo.org/petizioni/tessere–la–pace–custodire–il–futuro–il–21giugno–in–piazza–per–interrompere–leconomia–di–guerra. Di fronte all’espansione delle guerre, all’aumento delle spese militari e alla normalizzazione della violenza come linguaggio politico, 10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace chiama a raccolta donne e cittadini per affermare che un futuro disarmato non solo è possibile, ma necessario. 21 giugno 2026 ore 12.00 – Roma, Piazza del Campidoglio Redazione Italia
June 4, 2026
Pressenza
GLOBAL SUMUD FLOTILLA: A UNA SETTIMANA DAL FERMO ANCORA DETENUTI IN LIBIA I 10 ATTIVISTI DEL GLOBAL SUMUD LAND CONVOY
A una settimana dal fermo dei dieci attivisti del Global Sumud Land Convoy in Libia orientale, tra cui i cittadini italiani Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia, arriva oggi l’informazione della continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. Non basta la richiesta formale presentata dal Console Generale a Bengasi per una visita consolare ai due italiani: non sono ancora arrivate informazioni ufficiali sulle loro condizioni, sulla garanzia di una tutela legale, sulle motivazioni del prolungamento della custodia cautelare e sui tempi di rilascio. Questa mattina, mercoledì 3 giugno, si è tenuto un presidio conferenza stampa davanti alla Farnesina per chiedere un intervento diplomatico urgente e concreto e per il rilascio immediato degli attivisti. L’intervento di Maria Elena Delia (portavoce Global Sumud Italia e Steering Committee GSF) e Legal Team Global Sumud Italia Ascolta o scarica      
June 3, 2026
Radio Onda d`Urto
Roma 12 giugno: Mostra fotografica di Sabrine Mukarker
Sabrine è una fotografa palestinese il cui lavoro racconta, attraverso lo sguardo del reportage, la vita quotidiana delle donne e delle comunità dell’Area C intorno alla città di Betlemme. Attraverso le sue fotografie, nell’ambito della collezione “She Remembers”, Sabrine restituisce frammenti di resistenza, cura e presenza in un territorio segnato dal regime di apartheid e da occupazione israeliana, patriarcato, frammentazione territoriale e politica. Attraverso immagini intime e documentarie, Sabrine porta al centro storie marginalizzate, dando visibilità a esperienze femminili e comunitarie profondamente radicate nella terra e nella memoria collettiva. Ragioneremo insieme a lei sulla situazione attuale in West Bank con la ricercatrice Micol Meghnagi e intrecceremo pratiche di resistenza artistiche con Bianca Hirata, fotografa e direttrice creativa di DonneXStrada. Ci vediamo il 12 giugno alle h18:30 alla Casa Internazionale delle Donne. L’evento è organizzato da AssoPace Palestina, DonnexStrada e Casa delle Donne.
June 3, 2026
Assopace Palestina