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Una casa per organizzare la speranza
-------------------------------------------------------------------------------- Rinnovo ancora la mia gratitudine per il prezioso lavoro che svolgete per dare “casa” a tutte le persone e le associazioni che stanno costruendo un mondo “altro” rispetto a quanto i “poteri” stanno (dis)facendo, tra devastazioni sociali e ambientali e guerra permanente. In questi tempi disperati, organizzare la speranza è ancor più necessario! Un abbraccio di pace. [Carmine Miccoli, prete – Lanciano (CH)] -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le adesioni alla campagna Un tetto Comune -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Una casa per organizzare la speranza proviene da Comune-info.
September 2, 2026
Comune-info
Il pensiero è come l’oceano non lo puoi recintare
-------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Aderisco con la piena consapevolezza che un tetto comune, in tempi oscuri, è assolutamente necessario. Il pensiero è come l’oceano, non lo puoi fermare, non lo puoi recintare. [Riccardo Taddei] -------------------------------------------------------------------------------- Le altre adesioni alla campagna Un tetto Comune -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il pensiero è come l’oceano non lo puoi recintare proviene da Comune-info.
September 2, 2026
Comune-info
In cerca di zattere a cui aggrapparsi
-------------------------------------------------------------------------------- Un tetto Comune è uno spazio importante, dove si può imparare e confrontarsi, senza urli e isterismi. In questi tempi bui, parlare, confrontarsi, capirsi, scendere in piazza, praticare il volontariato sono zattere cui aggrapparsi e farne base per rivendicare un mondo più equo. -------------------------------------------------------------------------------- [Marco Gatto] -------------------------------------------------------------------------------- Le altre adesioni alla campagna Un tetto Comune -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo In cerca di zattere a cui aggrapparsi proviene da Comune-info.
September 2, 2026
Comune-info
Quella ricchezza e varietà di temi
-------------------------------------------------------------------------------- Con gratitudine per il lavoro svolto da tutta la redazione, ho aderito alla campagna. Posso dire che la persona che sono diventata adesso, è anche merito di Comune, che seguo da moltissimi anni per la ricchezza e varietà di temi affini alla mia sensibilità e ricerca. [Giovanna Smiraglia] -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le adesioni alla campagna Un tetto Comune -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Quella ricchezza e varietà di temi proviene da Comune-info.
September 2, 2026
Comune-info
Non perdere la visione di ciò che è possibile fare
-------------------------------------------------------------------------------- È importante perché non bisogna perdere la visione di ciò che è possibile fare per un mondo più giusto, perché ci sono tante persone che hanno molto da dare e queste forze bisogna metterle insieme. Perché diffondere discorsi basati su un’etica del bene fa bene e porta frutti. Perché i pensieri che circolano e che annullano la bellezza della vita e delle relazioni, i pensieri che diffondono il “male” non devono prevalere ma devono essere scomposti per dileguarsi… [Laura Nanni] -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le adesioni alla campagna Un tetto Comune -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Non perdere la visione di ciò che è possibile fare proviene da Comune-info.
September 2, 2026
Comune-info
Una piccola ma importante comunità di resistenza
-------------------------------------------------------------------------------- Aderisco con entusiasmo alla campagna “Un tetto comune”. Comune rappresenta un punto di riferimento per la promozione di un pensiero critico; una piccola ma importante comunità di resistenza capace di affermare la centralità della persona umana. [Michele Sorice] -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le adesioni alla campagna Un tetto Comune -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Una piccola ma importante comunità di resistenza proviene da Comune-info.
September 1, 2026
Comune-info
Grazie per il lavoro che svolgete
-------------------------------------------------------------------------------- Aderisco alla campagna 2026/27. Comune è uno dei rari e preziosi spazi di pensiero critico e finestre di speranza sulla nostra cupa contemporaneità. Grazie per il lavoro che, coraggiosamente ed egregiamente, svolgete. [Angelo Gelmini] -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le adesioni alla campagna Un tetto Comune -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Grazie per il lavoro che svolgete proviene da Comune-info.
September 1, 2026
Comune-info
Con la speranza di un futuro migliore
-------------------------------------------------------------------------------- Aderisco con la speranza di un futuro migliore per la nostra madre terra e contro guerre e sopraffazioni di ogni genere. [Giancarlo Brunelli] -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le adesioni alla campagna Un tetto Comune -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Con la speranza di un futuro migliore proviene da Comune-info.
September 1, 2026
Comune-info
Poli civici: comunità educanti per il diritto alla città
LA VICENDA DI SPIN TIME RIPORTA AL CENTRO UNA QUESTIONE DECISIVA: SENZA COMUNITÀ I QUARTIERI RESTANO INDIFESI DI FRONTE ALLA SPECULAZIONE E ALLA DESERTIFICAZIONE SOCIALE. RIPENSARE I POLI CIVICI COME COMUNITÀ EDUCANTI SULL’EREDITÀ DEI CONSIGLI SCOLASTICI DISTRETTUALI SIGNIFICA RESTITUIRE ALLA SCUOLA E AI TERRITORI LUOGHI STABILI DI PARTECIPAZIONE, CURA E TRASFORMAZIONE DEMOCRATICA Foto tratte dal “Centro Estivo-Casa Esquilino alla Di Donato” -------------------------------------------------------------------------------- Una delle cose che sta emergendo in questo periodo in seguito allo sgombero di Spin Time è l’importanza della comunità, del quartiere, per dirlo in termini pedagogici, della “comunità educante” nelle nostre città. I fondi immobiliari, la speculazione urbanistica, i palazzinari hanno accumulato un potere enorme a Roma. Un potere che ha radici lontane perché da sempre, se pensiamo al legame tra scandali finanziari e bancari e lo sviluppo urbanistico della città che costò il governo a Giolitti, questo intreccio ha determinato lo sviluppo economico della città. Ma anche tornando a periodo più recenti, ci accorgeremmo facilmente di come il quadro non sia cambiato. Dopo più di un secolo di battaglie, occupazioni, lotte, infatti, ci ritroviamo a fronteggiare di fatto dinamiche molto simili. Dove però esiste un rapporto, un legame, una rete di realtà che tra loro dialogano costantemente, la possibilità di difendere un territorio da questi processi e dalla desertificazione che determinano, aumenta. La posizione dalla quale lo difendi, se stai in queste reti, rimane una posizione di svantaggio, una posizione di debolezza, data la correlazione di forze sbilanciata in modo schiacciante dal lato del potere economico, eppure, anche da questa posizione, l’ambizione di poter fermare e condizionare gli interessi speculativi non è del tutto utopistica. Ad accorgersi del valore di questo patrimonio di relazioni, dovremmo essere in particolare noi insegnanti, lavoratori della scuola, genitori: la possibilità di costruire “comunità educanti” forti costituisce un ostacolo alla realizzazione dei processi di gentrificazione e sussunzione di un territorio agli interessi dominanti e per questo conservatori e reazionari, negli anni, queste esperienze di resistenza le hanno combattute. Per questo si sono sempre impegnati per far diventare praticamente impossibile, quasi ovunque, lo scenario che i decreti delegati approvati nel 1974 pensavano di voler perseguire nel nostro paese. L’orizzonte nel quale si muovevano i movimenti per la democratizzazione della scuola faceva si che essi avessero chiaro quanto fosse necessario costruire degli spazi di incontro nei quartieri all’interno dei quali ci potessero essere tutti, dai negozianti alle associazioni ai partiti e certamente la scuola e tutte le agenzie educative che affianco ai partiti cominciavano ad affacciarsi sulla scena sociale. L’educazione non doveva quindi più essere intesa come un perimetro limitato alla scuola, ma una preoccupazione diffusa e il futuro delle nuove generazioni un orizzonte di cui avere cura insieme. Ciò era, secondo la convinzione di tutti, possibile solo creando contesti di discussione e incontro allargati, che fungessero come organi intermedi tra la politica istituzionale e la società. Quei movimenti, in quegli anni, vedevano nella costruzione del “distretto scolastico” la ricaduta di un’idea di società diversa, in cui dire “politica” significava dire “educazione” e dire “educazione” volesse dire automaticamente dire “politica”. Il “consiglio scolastico distrettuale” era il tassello che avrebbe completato il percorso di democratizzazione interno alla scuola e rimesso finalmente la scuola stessa al centro di una rete di relazioni di cui doveva fare parte, spingendola a stabilire una relazione dialettica con le altre forze sociali a essa esterne. Riducendo le distanze, eliminando steccati, stabilendo invece dei ponti. Il “consiglio scolastico distrettuale” doveva essere il parlamento del quartiere: doveva essere il luogo dove tutte le forze sociali, una volta messa la pedagogia al centro dell’azione politica, dovevano incontrarsi perché a partire dalle preoccupazioni educative i territori diventassero effettivamente luoghi di trasformazione democratica della società nella sua interezza. Democratica e progressista Questo disegno fallì per varie ragioni e venne definitivamente e non casualmente derubricato in un drammatico ciclo di aggressione ai diritti dei lavoratori portato avanti dal governo Berlusconi nei primi anni di questo millennio. Oggi sembra utopistico di fronte al deserto sociale che in molti quartieri è avanzato radendo al suolo esperienze fondamentali dai comitati ai centri sociali alle associazioni e certo anche ai partiti. Territori nei quali le scuole, spesso isolate, non possono svolgere il loro ruolo né all’interno dei loro edifici, tantomeno concependosi come spazi in interazione con i luoghi nei quali si trovano. Eppure, la si può rilanciare. In fondo, ci è stata una stagione di lotte e battaglie in cui questa idea di democrazia, di partecipazione, di democrazia partecipativa, si stava di nuovo facendo largo. Poi si è arrestata. Ma è importante ricordarlo, non parliamo di due secoli fa. È stato, infatti, il movimento contro la globalizzazione economica a riprendere attraverso l’esperienza dei “social forum” alcune di quelle istanze. Dando vita a una stagione di mobilitazioni forse tra le più ambiziose del recente passato, e tra le più vicine alla esperienza della democratizzazione della scuola negli anni ‘70. L’importanza dei poli civici Oggi ci dovremmo impegnare perché in tutte le città, in tutti i quartieri la cittadinanza possa contare su reti forti, su “comunità educanti” forti, non necessariamente omogenee, ma forti come hanno dimostrato di esserlo quelle all’Esquilino, dove, a facilitare la comunicazione e l’interazione esiste da anni il “Polo civico”, la cui preziosa funzione è emersa in maniera lampante e andrebbe rafforzata. Ogni territorio dovrebbe avere un Polo civico e in qualche modo, al suo interno bisognerebbe fare in modo che vi confluissero tutte le realtà che compongono il variegato tessuto di un quartiere perché possano esercitare quella funzione di scambio e co-costruzione dei processi di cura rivolti ai più giovani (ma anche ai meno giovani) per cui era stato pensato il “consiglio scolastico distrettuale”. Solo intendendo in questo modo, politico ed educativo, pedagogico e politico, la funzione della “comunità educante”, immaginando che essa si possa configurare come un vero e proprio “polo civico”, per il quale agire politicamente significhi agire pedagogicamente e mettere pedagogia e cura al primo posto delle proprie linee strategiche. Solo così potremo nutrire l’ambiziosa, utopistica ma concreta, convinzione di poter ancora giocare questa partita, contrastare la speculazione e la voracità dei grandi gruppi economici e difendere le nostre città. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Poli civici: comunità educanti per il diritto alla città proviene da Comune-info.
August 31, 2026
Comune-info
Costruire forme comunitarie nel cuore malato della società
-------------------------------------------------------------------------------- Aderiamo alla proposta per “Un tetto comune” che viene incontro alla nostra esperienza quotidiana. Come si coglie anche nei nostri libri, testi e immagini, l’intera attività che parte e giunge quotidianamente nella “Piazza del Mondo” di Trieste, ormai da quasi sette anni, è capillarmente volta al tentativo di costruire forme comunitarie nel cuore malato della società in cui ci troviamo a vivere. Noi traduciamo e diffondiamo il messaggio inciso nei corpi in cammino dei profughi della Rotta balcanica, che incontriamo ogni giorno in piazza: un grido di allarme sulla devastazione della vita che sta superando ogni limite. Ogni anno facciamo incontrare migliaia di profughi – profughi del mondo e della vita – con migliaia di cittadini, fra cui molti giovani, come in una scuola in cui i corpi in cammino sono i maestri. [Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi] -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le adesioni alla campagna Un tetto Comune -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Costruire forme comunitarie nel cuore malato della società proviene da Comune-info.
August 31, 2026
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