Campus Luigi Einaudi occupato: adesso tocca a tutta Italia

Pressenza - Monday, October 26, 2026

In seguito alla assemblea con più di 300 persone tenutasi all’interno del Campus Luigi Einaudi questa sera, come Assemblea universitaria di Torino si dichiara ufficialmente occupata l’intera area del Campus Luigi Einaudi.

¨Oggi lanciamo un appello nazionale a tutto il tessuto sociale del paese: siamo il Vento dei Venti,èora di farci sentire¨ dice Roberta (nome di fantasia) ¨Lottiamo insieme contro carovita, aumento del costo del carburante e contro un piano di riarmo folle e inutile¨

Marco (nome di fantasia) lo dice con entusiasmo durante l’assemblea ¨Come studenti e studentesse abbiamo ascoltato l’appello che ci arriva dalla Francia, dall’Albania, dalla Spagna e da moltissime altre nazioni di Europa dove sta crescendo il movimento sociale. Oggi con un’occupazione di scala storica per la Città di Torino, visto anche che il CLE con i suoi 45.000 metriquadrati nonèmai stato occupato dalla sua costruzione nel 2012, rilanciamo questo appello a tutta Italia a scendere in Piazza e riprendersi le sedi del confronto¨

¨La risposta del governo Meloni alle imponenti piazze del 17 ottobre e alle manifestazioni degli autotrasportari e degli agricoltori del Sud Italia nonèstata altro se non darci le briciole e aumentare la repressione mandando l’esercito in piazza¨dice Giulia (nome di fantasia) ¨La Meloni e il suo governo vogliono fermarci ma non hanno capito che siamo come il Vento, non saranno i loro decreti sicurezza, la loro repressione o i loro contentini a fermarci.¨

¨Mentre la nostra università cade a pezzi (basta pensare ai continui disagi a Palazzo Nuovo o alle molteplici infiltrazioni in Palazzina Einaudi e in Main Hall) la rettrice Prandi firma con Confindustria un accordo che prevede anche di sviluppare le tecnologie cosidette Dual Use. Insomma, non solo siamo costretti a studiare in una università con un buco di bilancio da 62 Milioni di Euro con continui tagli alla ricerca ma anzi, i pochi soldi per la ricerca vengono investiti per costruire le armi delle guerre che saremo costretti a combattere¨dice Rosanna (nome di fantasia)

Come assemblea degli occupanti   chiediamo:

Al Governo chiediamo:

  • La sottrazione dell’Italia dall’accordo firmato con la NATO nel quale si impegna a raggiungere un investimento pari al 5% del PIL nel comparto della difesa entro il 2035 e la sottrazione dal piano ReArm Europe.
  • Reinvestimento dei suddetti fondi destinati al bellico in istruzione, ricerca e sanità.
  • Il ripristino del taglio delle accise sui carburanti di 24,4 centesimi complessivi.
  • Il congelamento degli affitti, il blocco degli sfratti, l’impossibilità di commutare i contratti di

locazione da lungo a breve termine.

  • La modifica del sistema degli appalti, affinché ci sia una progressiva internalizzazione dell3

lavorator3, a partire dalle università.

  • Investire nel Fondo di Finanziamento Universitario. Al Ministero dell’Università e della Ricerca chiediamo:
  • Che il 96% dei 33mila studentati costruiti coi fondi PNRR, attualmente in mano ai privati, vengano posti sotto l’ente pubblico, uscendo dal circuito del mercato immobiliare. Chiediamo inoltre che vengano resi disponibili gli altri 27mila posti letto promessi dal PNRR e non ancora realizzati.
  • Di cambiare i criteri di premialità nella distribuzione dei finanziamenti all’università. Ad Edisu e alla Regione Piemonte chiediamo:
  • Che i criteri di vivibilità standard all’interno dei posti letto che Edisu prende in concessione dalle strutture private vengano rispettati.
  • Lo stanziamento di un fondo specifico per il premio di laurea, che non può venire ricavato da avanzi di altre erogazioni.
  • Che i rinunciatari al posto letto possano accedere alla borsa di studio da fuori sede caricando il contratto di locazione.

All’Università degli Studi di Torino chiediamo:

  • Che ci sia trasparenza nella vigilanza dell’accordo tra Confindustria e Unito affinché vengano rispettate le clausole di ORA
  • La rescissione di tutte le collaborazioni e accordi con le aziende belliche (Thales Alenia Space e Leonardo).
  • Di prendere posizione contro i tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, facendo pressione

su MUR e CRUI (Conferenza Rettori Universitari Italiani).

  • Parte dei fondi ottenuti vengano vincolati alla riduzione del precariato universitario, per l3 ricercator3 e tecnic3-amministrativ3.
  • Investimenti negli spazi affinché parte dei corsi non diventino a numero chiuso.
  • Rimborso spese per l3 tirocinanti curriculari.
  • Di investire i fondi nell’affitto delle aule.

Noi la guerra non la paghiamo.

Redazione Torino