
Naufragio di Cutro, processo d’appello rinviato all’11 novembre
Progetto Melting Pot Europa - Friday, October 16, 2026Doveva essere l’udienza conclusiva del processo d’appello per il naufragio del caicco Summer Love, avvenuto il 26 febbraio 2023 davanti alle coste di Steccato di Cutro. Il 14 ottobre, la Corte d’Appello di Catanzaro ha invece rinviato il procedimento all’11 novembre.
Davanti al tribunale, il Collettivo AltraMarea e il Comitato Oltre i Confini – Scafiste tutte hanno organizzato un presidio di solidarietà per i tre imputati, che si trovano in carcere da oltre tre anni.
Durante l’udienza, Sami Fuat ha ribadito la propria innocenza:
«Io sono arrivato in Italia come migrante, ma sono stato arrestato. Non ci sono prove contro di me: non ci sono fotografie, non ci sono video, non c’è nulla che mi colleghi a queste accuse».
La difesa ha contestato l’attendibilità delle testimonianze raccolte dopo il naufragio, richiamando le criticità legate all’impiego di interpreti improvvisati e le dichiarazioni di alcuni sopravvissuti che avrebbero denunciato pressioni da parte degli inquirenti.
Il procuratore generale ha chiesto 12 anni di reclusione per Khalid Arslan e 17 anni ciascuno per Sami Fuat e Hasab Hussain, oltre a pesanti sanzioni pecuniarie.
Nel comunicato diffuso dopo il presidio, AltraMarea e il Comitato Oltre i Confini contestano una narrazione che concentra l’attenzione sui presunti responsabili della traversata, lasciando sullo sfondo le politiche migratorie.
«Chi sopravvive a un naufragio non diventa per questo automaticamente colpevole. Essere migranti non è un reato. Sopravvivere non è una prova di responsabilità», scrivono le due realtà.
Per i promotori del presidio, la ricerca di giustizia per le 94 persone morte a Cutro deve accompagnarsi all’accertamento rigoroso delle responsabilità individuali, senza sacrificare le garanzie processuali.
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14 Ottobre 2026Il comunicato richiama anche le responsabilità politiche di un sistema che restringe le possibilità di raggiungere l’Europa attraverso percorsi sicuri e legali, mentre affida sempre più spesso la gestione della mobilità umana a strumenti di controllo e repressione.
La prossima udienza è fissata per l’11 novembre, quando il processo d’appello dovrebbe arrivare alla conclusione.