Perù: Una proposta dallo spirito umanista per trasformare l’istruzione superiore

Pressenza - Thursday, October 8, 2026

Qualsiasi progetto educativo che aspiri a essere serio e genuino deve essere necessariamente integrale se vuole trasformare la vita umana. È precisamente ciò che realizza Jadira del Rocío Jara Nunayalle, umanista e riconosciuta specialista in gestione curricolare e accreditamento universitario e docente di corsi post-laurea in diverse università del Paese, nella sua recente pubblicazione intitolata DAR: Direzione, Azione e Rinnovamento.

Richiamando la radice latina del verbo dare (offrire, donare), l’autrice sottolinea che educare è un atto di dedizione che trascende il meramente tecnico per raggiungere una sintesi equilibrata di scienza, tecnica e umanesimo. Questa prospettiva ci ricorda che la vera qualità universitaria non risiede nell’accumulo smisurato di esigenze burocratiche, bensì nell’articolazione fluida tra la progettazione curricolare, il lavoro docente e la trasformazione integrale dello studente.

Esistono numerose pubblicazioni sulla pianificazione per competenze nell’istruzione superiore dedicate all’elaborazione di programmi didattici, alla progettazione degli insegnamenti e alla predisposizione di rubriche di valutazione con notevole accuratezza tecnica. La proposta di Jara Nunayalle risulta molto più audace, poiché non si limita alla sola organizzazione operativa di contenuti o indicatori, ma subordina tutto questo procedimento tecnico a un’intenzionalità etica orientata alla crescita umana e piena dello studente. Il contributo del testo risiede nel far convergere la psicologia educativa istruzionale di John Biggs con l’Approccio Umanista Universalista ispirato a Silo. Dal primo, l’autrice riprende l’allineamento costruttivo e la precisione della tassonomia SOLO (dalle sue iniziali in inglese, Structure of Observed Learning Outcome, traducibile come struttura dei risultati di apprendimento osservati); dal secondo, recupera l’etica della nonviolenza attiva e della cura dell’altro che conferiscono alla progettazione curricolare, e, in definitiva, alla pratica pedagogica, un orizzonte veramente umano e trascendente.

Questa proposta metodologica si articola in tre processi interconnessi:

Direzione: Definisce l’orizzonte formativo mediante la pianificazione congiunta in équipe docenti (co-docenza), superando l’isolamento del professore e garantendo un allineamento sia orizzontale sia verticale degli apprendimenti.
Azione: Sviluppa la proposta in aula mediante dinamiche flessibili e partecipative che promuovono il lavoro collaborativo in équipe diverse, la riflessione critica e la costruzione attiva della conoscenza.
Rinnovamento: Promuove la trasformazione personale e relazionale attraverso una valutazione integrale (autovalutazione, valutazione tra pari ed eterovalutazione), la metacognizione e la trascendenza dell’apprendimento verso l’impegno comunitario.
DAR ha origine nella pratica stessa. Nella sezione introduttiva, l’autrice condivide la genesi della sua metodologia come apprendimento situato e testimoniale, maturato nelle aule di un’università pubblica già diversi anni fa. Lì, di fronte al logoramento e alla rigidità dei tradizionali processi di accreditamento, è emersa una risposta concreta e sperimentata per restituire vitalità e finalità pedagogica alla gestione accademica. È così che la metodologia DAR si erge infine non solo come guida tecnica, ma come autentico manifesto pedagogico che rivendica l’istruzione superiore come atto di impegno nei confronti degli studenti.

Recensione di «DAR: Direzione, Azione e Rinnovamento. Una metodologia per la gestione dell’apprendimento intenzionale nell’istruzione superiore», di Jadira del Rocío Jara Nunayalle (Lima: Corta Rama Editores / ACRECERTI, 2026).

Juan Carlos Díaz Lara

Docente dell’Università Antonio Ruiz de Montoya – Dipartimento di Filosofia e Teologia

Redacción Perú