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Che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?
I media embedded (quasi tutti)  hanno riportato solo le parole del pontefice contro i trafficanti, in linea con la politica governativa di criminalizzazione di ogni forma di soccorso e di sbarco, ma il discorso di papa Leone XIV diceva ben altro. Ecco le sue parole in versione integrale (dal sito del  Vaticano, Viaggio Apostolico in Spagna: Incontro con le Realtà di Accoglienza dei Migranti nel porto di Arguineguín (Las Palmas de Gran Canaria, 11 giugno 2026): Cari fratelli e sorelle, abbiamo appena ascoltato uno dei brani più impegnativi del Vangelo. Sappiamo che questo stesso capitolo contiene anche un monito che nessun credente può prendere alla leggera (Mt 25,41-45 “ero pellegrino e mi ospitaste”). Oggi, in riva al mare, la Parola diventa concreta: qui giungono tante vite ferite, spogliate di quasi tutto, ma mai, mai della loro dignità. Qui il Vangelo ci strappa dal posto comodo dello spettatore e ci pone di fronte al fratello che arriva. Ci chiede se abbiamo saputo riconoscere Cristo in coloro che sbarcano segnati dalla paura, dalla fame e dalla violenza, dopo il deserto, la notte e il mare. Come potete vedere, porto alla mano l’anello che si chiama “del Pescatore”. Il suo stesso nome ci conduce al lago di Galilea, dove Cristo chiamò Pietro e gli disse: «D’ora in poi sarai pescatore di uomini» (Lc 5,10). La Chiesa ha letto quel versetto come immagine della sua missione. Ma qui e in luoghi come El Hierro, quel mandato assume una forza letterale e dolorosa. Quell’isola, piccola per estensione, ma grande in umanità, ha visto arrivare migliaia di persone strappate dalla loro terra e affidate alla fragilità di un cayuco. Vi sono persone soccorse in mare e corpi senza vita recuperati dalle acque. Per questo il Successore di Pietro non può disinteressarsi di questi approdi. La Chiesa non può ignorare queste acque, né alcun luogo dove la fame, la sete, la violenza, la paura o l’esilio continuano a ferire la dignità umana. I discepoli di Gesù non possono considerare estraneo il clamore di chi grida dalla notte. Nel linguaggio biblico, il mare può essere immagine di minaccia, oscurità e caos. Lì compaiono il Leviatano, figura della forza che divora, e Rahab, nome che evoca la superbia dei poteri che si levano contro Dio e contro la vita (cfr Sal 74,13-14; 89,10-11; Is 27,1; 51,9; Gb 26,12). Anche oggi esistono mostri che si aggirano in questi mari: mafie che trafficano nella disperazione, trafficanti che riducono in schiavitù donne e bambini e l’indifferenza di molti che permette i poveri siano inghiottiti dallo sfruttamento o dall’oblio. Ma la fede non rimane paralizzata di fronte alla potenza del mare. Crediamo in un Dio che soggioga il caos, pone un limite al male e apre una via quando sembra prevalere la morte. Così ne ha fatto esperienza il popolo d’Israele, attraversando il Mar Rosso per uscire dalla schiavitù e camminare verso la libertà (cfr Es 14,21-31). E così lo contempliamo in Cristo, che cammina sulle acque e, di fronte alla tempesta, pronuncia una parola sovrana: «Taci, calmati!» (Mc 4,39; cfr Mt 14,25-27). Quella voce continua a risuonare contro le forze che divorano, schiavizzano e scartano tanti nostri fratelli e sorelle. Lì dove Cristo ordina al mare di tacere, la Chiesa non può rimanere muta di fronte a coloro che sono abbandonati alle sue acque. Grazie per le testimonianze; per averci ricordato che significa salvare vite. A María, grazie per averci ricordato ciò che la Caritas, le parrocchie e tante persone fanno ogni giorno. Le tue parole ci mostrano dove inizia la conversione dello sguardo: quando il migrante smette di essere “uno dei tanti”, smette di essere una categoria e una cifra. Solo allora comprendiamo che quella bambina potrebbe essere nostra figlia, quei volti parte della nostra famiglia; e allora, la coscienza non ha più scuse. La misericordia inizia con piccoli gesti: a volte con qualche biscotto e un po’ di latte; altre volte, con cinque pani e due pesci (cfr Mt 14,17-21). Non si tratta di risolvere tutto, ma di mettere tutto nelle mani di Dio e di essere presenti là dove l’essere umano soffre, dove le risorse non bastano e non c’è una lingua comune, ma dove ancora possono parlare i gesti. Grazie di cuore a tutti coloro che si uniscono ai soccorsi, all’accoglienza e all’accompagnamento, testimoniando che la misericordia concreta può salvare e può cambiare molte vite. Cara Blessing, anche se non sei qui oggi, la tua voce lo è. Grazie per aver condiviso con noi la tua storia. Il tuo nome significa “benedizione” e ci ricorda che ogni vita umana è una benedizione di Dio. Nessuno può comprarla, venderla, usarla o scartarla, perché in ogni persona risplende l’immagine e la somiglianza del Creatore (cfr Gen 1,27). Ci hai raccontato di aver lasciato il tuo Paese, non perché lo volessi, ma perché non c’era altra scelta. Nelle tue parole sentiamo il dramma di tante persone costrette a partire perché la povertà, la guerra, la minaccia o lo sfruttamento hanno chiuso loro ogni altra strada. Vorrei che questo messaggio arrivasse a te e a tante donne vittime della tratta e dello sfruttamento: se altri hanno dato un prezzo al tuo corpo, Dio non ha mai smesso di guardarti come una persona di valore inestimabile. Se hanno voluto rinchiuderti in un passato di dolore, Dio continua a pronunciare su di te una promessa di futuro. Se ti hanno trattata come una cosa, la Chiesa vuole dirti oggi: sei figlia, sei sorella, sei una benedizione. La tua vita non appartiene a chi ti ha fatto del male; il tuo corpo non appartiene a chi si è approfittato di te; i tuoi giorni non appartengono a chi ha voluto incatenarli alla paura! La tua vita appartiene a Dio e conserva una dignità che nessuno può strapparti. E noi vogliamo camminare con te, finché quella verità non tornerà a farsi sentire, più forte del dolore. Cari migranti, prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare. Ma voglio anche dirvi che la vostra vita deve essere protetta. Non consegnate la vostra esistenza a chi la mercanteggia. Non credete a chi promette paradisi facili, in cambio del vostro corpo, del denaro, del silenzio o della vostra libertà. Quelle false promesse sono “canti delle sirene”, sono industrie di morte. Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine, che devono creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo; per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali; per l’Europa, che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi; per la comunità internazionale, chiamata a una cooperazione efficace e perseverante. Anche la Chiesa deve lasciarsi interpellare. L’accoglienza del migrante non può essere qualcosa di secondario, né venire delegata solo ad alcuni volontari. Ci inginocchiamo davanti all’altare per adorare Cristo presente nell’Eucaristia, dal quale riceviamo la forza e la motivazione per vivere la carità: per questo non possiamo poi “passare oltre” davanti a cayucas e pateras, poiché dalla preghiera scaturisce ogni servizio e ad essa ritorna ogni impegno (cfr Lc 10,31-32). Da quest’isola, vorrei che la voce di coloro che hanno parlato oggi raggiungesse chi ha in mano responsabilità decisive – autorità civili, parlamenti, governi e organizzazioni internazionali – e anche le comunità cristiane, le altre tradizioni religiose e tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute. Ogni barca che arriva non porta solo migranti; porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita? La dignità umana esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione, e politiche che permettano a ogni persona di vivere con dignità nella propria terra. Se esiste il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata, esiste anche il diritto di non dover migrare: il diritto di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza violenza, senza che la terra diventi inabitabile, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri, senza che le armi distruggano il futuro dei bambini. Non possiamo abituarci a contare i morti. La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera. Il Dio che «al tramonto della vita ci giudicherà sull’amore» (cfr S. Giovanni della Croce, Avvisi e sentenze, 57) ci conceda di riconoscerlo oggi nei poveri e negli stranieri, e ci liberi dal guardare il dolore altrui come se non ci appartenesse. Che Nostra Signora del Carmelo accompagni coloro che sono arrivati, consoli chi ha perso i propri cari, sostenga quelli che li accolgono e risvegli in tutti noi il coraggio della misericordia. E che la storia non debba accusarci di aver trasformato il dolore di chi soffre in un paesaggio abituale delle nostre coste. Perché oggi, qui, in riva al mare, ogni vita che arriva ci chiede che cosa resta della nostra umanità. Prima o poi, si saprà se questa umanità abbiamo saputo custodirla o se abbiamo lasciato che l’indifferenza parlasse per noi. Grazie mille. Redazione Italia
June 13, 2026
Pressenza
108 nuovi Chortens, Stupa per la pace, in Buthan
Nel Regno del Bhutan verranno innalzati 108 sacri Chortens in un medesimo giorno, quale offerta collettiva in nome della Pace Gelephu, Bhutan, 13 giugno 2026 Il Bhutan ha ufficialmente annunciato che il giorno 1 novembre 2026, nella Gelephu Mindfulness City (GMC), verranno innalzati contemporaneamente 108 sacri Chortens. Si tratta di costruzioni che nel mondo buddhista rappresentano l’Illuminazione e la loro costruzione contemporanea vuole significare un grande impegno spirituale profuso in questo senso.  L’iniziativa, denominata Project 108, cioè Progetto 108, è stata resa pubblica nei mesi scorsi a Gelephu, da Sua Maestà Jigme, Re del Bhutan, in occasione dei festeggiamenti per il suo 46° compleanno. I 108 Chortens, ognuno alto 15 metri, saranno innalzati lungo un percorso di 12 chilometri che affianca il fiume Mao, a Gelephu, nella zona meridionale del Bhutan, posti ognuno a 108 metri di distanza dal precedente.  Per quanto straordinario, il Progetto 108 non intende essere una esibizione di capacità costruttive e non ha finalità di intrattenimento: è una semplice offerta spirituale per la Pace, la Compassione e la Memoria, in un mondo che sempre più sembra contrassegnato da conflitti ed incertezze.  “Nella tradizione Buddhista, l’elevazione di Chorten è considerata uno degli atti più meritori che una persona possa intraprendere”, spiega Dasho Tashi Dorji, capo della Spiritual Workstream dell’Autorità della GMC. “Il Progetto 108 vuole rappresentare un’offerta collettiva al mondo.” Un Jangchub Chorten, cioè uno Stupa dell’Illuminazione, è un monumento che commemora il raggiungimento dell’Illuminazione da parte del Buddha ed è considerato come il più significativo tra gli otto diversi tipi di Stupa buddhisti. Al suo interno, come da Tradizione, si trovano numerosissimi testi sacri, preghiere e benedizioni, noti come zungs: i Chortens divengono così strutture che irradiano benefici spirituali verso tutti coloro che li incontrano.  Il numero 108 riveste un profondo significato nelle tradizioni buddhiste, ma anche in Astronomia e Matematica. Nel Buddhismo viene associato alla purificazione dalle 108 afflizioni che si ritiene possano offuscare la compassione ed il retto pensiero.  Il team del Progetto 108 ha comunicato che per completare in un solo giorno l’erezione dei 108 Chortens saranno necessari 40.000 volontari, che opereranno simultaneamente in tutti e 108 i siti prescelti. Preliminarmente, saranno approntate le fondazioni e verranno effettuate le attività tecniche necessarie. L’elevazione delle strutture esterne avverrà in contemporanea il 1 Novembre 2026.  Al progetto stanno già lavorando migliaia di volontari addestrati, secondo la tradizione dello zhabto – lavoro comune condiviso – offerto come pratica spirituale. Volontari di ogni categoria, tra cui monaci, studenti, contadini e professionisti del luogo, insieme a cittadini Bhutanesi residenti all’estero, sono da mesi all’opera per preparare i terreni e per tutte le opere preliminari nei 108 cantieri.  Il Progetto 108 offre il benvenuto a quanti vorranno partecipare: chiunque è ben accetto, dai singoli, alle famiglie, alle comunità, alle Istituzioni ed alle organizzazioni Buddhiste, in tutto il mondo. Ogni Chorten può essere sostenuto da offerte individuali o di gruppo, considerando sponsorizzazioni di circa 200.000 USD per ogni singolo Chorten.  I sostenitori potranno anche donare attraverso la piattaforma di crowdfunding dedicata, ospitata dal Royal Securities Exchange of Bhutan Limited (RSEBL). Ulteriori informazioni circa la partecipazione, la sponsorship ed il volontariato sono disponibili presso: Gelephu Mindfulness City Redazione Italia
June 13, 2026
Pressenza
Alla scoperta dell’Anima Mundi: un viaggio tra le terre sacre della Mongolia
Nella suggestiva cornice della Colonia Elioterapica di Germignaga, abbiamo partecipato ad una serata dedicata alla scoperta e alla condivisione. si è tenuta la conferenza di presentazione di Anima Mundi, un progetto di viaggio documentaristico che ci invita a esplorare i territori affascinanti , Luoghi del pianeta ancora vergine ed ancestrali attraverso uno sguardo profondo, intimo e autentico. Durante la serata Luca Bordoli e Simona Picchi, promotori del progetto ci hanno condotto nel loro viaggio nelle terre sconfinate della Mongolia. In appena due ore, i partecipanti sono stati trasportati in un viaggio straordinario che unisce immagini, storie e spirito, offrendo uno sguardo senza precedenti su una terra ricca di mistero e spiritualità. Il primo documentario: una finestra sulla Mongolia Ancestrale Il centro dell’evento è stata la presentazione in anteprima del promo del documentario sul Viaggio in Mongolia, un lavoro visivo che racconta la Mongolia non solo come luogo geografico, ma come crocevia di anime, storie e culture millenarie. Il documentario oltre a catturare paesaggi mozzafiato – steppe infinite, montagne maestose, deserti silenziosi, ci conduce in un percorso narrativo che unisce la visione spirituale di questi luoghi alle più moderne scienze che indagano e si interrogano su questi fenomeni Nell’ambito delle neuro scienze , dell’antropologia e sociologia dando una visione nuova e unificata della realtà fenomenica e ricercando quell’unità che è insita nel concetto filosofico di Anima MUNDI . Durante la serata la presentazione delle foto dei paesaggi e dei volti hanno fatto da cornice con la loro forza e bellezza . ritratti intensi e sinceri che rivelano l’anima profonda degli abitanti di queste terre. Nomadi che custodiscono tradizioni antichissime, sciamani custodi di saperi ancestrali, lama tibetani e comunità che vivono in armonia con i ritmi della natura e con i luoghi energetici che considerano sacri. Racconti di viaggio e incontri con l’anima del mondo Durante la conferenza sono stati condivisi racconti di viaggio che vanno oltre il semplice turismo, invitando a una vera e propria esperienza di immersione spirituale. La narrazione ha saputo trasmettere l’essenza di un cammino alla scoperta dell’Anima Mundi – l’anima del mondo – che pulsa in ogni angolo di questa terra, nei silenzi, nei riti, nelle storie tramandate di generazione in generazione. Ogni incontro con nomadi, sciamani e lama è stato raccontato come un momento di scambio e crescita, un’opportunità per comprendere la profondità di culture che vedono nella natura non solo una risorsa, ma un’entità viva e sacra. I luoghi energetici visitati, carichi di significati spirituali e di antiche leggende, sono stati descritti come veri e propri punti di connessione tra l’umano e il divino. Diventare parte attiva del progetto: la campagna di crowdfunding A conclusione della presentazione, è stata illustrata la campagna di crowdfunding lanciata per sostenere Anima Mundi e permettere a chiunque di diventare parte attiva di questo viaggio straordinario. La campagna non è soltanto un invito a contribuire economicamente, ma una chiamata a partecipare, a condividere una visione e a supportare un progetto che valorizza la conoscenza, il rispetto e la relazione con culture e ambienti spesso poco conosciuti. Attraverso il crowdfunding, gli organizzatori offrono la possibilità di entrare a far parte di una comunità di viaggiatori consapevoli, di sostenitori del patrimonio spirituale e naturalistico della Mongolia, e dei nuovi e successivi paesi che saranno visitati e documentati , e di collaborare alla realizzazione di questi futuri documentari, eventi e iniziative culturali. Ogni contributo è un passo verso la realizzazione di un racconto corale che unisce arte, natura e spiritualità e visione scientifica . Un invito al viaggio interiore ed esteriore Anima Mundi si configura quindi non solo come un progetto audiovisivo, ma come un vero e proprio percorso di conoscenza e di trasformazione. In questo primo viaggio documentaristico , La Mongolia, con i suoi spazi infiniti e le sue tradizioni millenarie, diventa così la porta d’accesso a un viaggio che conduce all’interno di noi stessi, al contatto con ciò che è autentico e profondo. La conferenza di presentazione ha saputo trasmettere questa energia, invitando il pubblico a farsi parte attiva di un’esperienza collettiva che va oltre il semplice racconto per avvicinarsi a un sentire condiviso, a un’unione di animi che si riconoscono nella bellezza e nel mistero del mondo. Conclusioni Il progetto Anima Mundi ci ricorda quanto sia importante conservare e valorizzare le culture e i luoghi che custodiscono la memoria e l’anima della Terra, ossia l’Anima MUNDI ! Come diventare parte attiva del progetto Il progetto Anima MUNDI è attivo sulle piattaforme social da giugno 2026 , da qui si può seguire i viaggi ed entrare in contatto con Luca e Simona e interagire con loro e diventare parte attiva sostenendo il progetto tramite la piattaforma di crowdfunding.   Di seguito i link di riferimento https://www.gofundme.com/f/anima-mundi-world-viaggio-documentaristico?attribution_id=sl%3A6a82acfb-20c2-483c-b2d3-e3edeea77d63&lang=it_IT&ts=1780922685&utm_campaign=fp_sharesheet&utm_content=amp20_t1&utm_medium=customer&utm_source=copy_link   Simona Picchi Redazione Varese
June 11, 2026
Pressenza
Cagliari: attentato al Moschea Al-Hoda di via del Collegio. Presidio di solidarietà alle ore 18:00
Pubblichiamo il comunicato di Potere al Popolo! Cagliari sull’atto intimidatorio a una delle due moschee presenti in città. ATTENTATO SQUADRISTA ALLA MOSCHEA DI CAGLIARI: STASERA TUTTƏ IN PIAZZA! STASERA, 11 GIUGNO, ORE 18:00 – PRESIDIO DI SOLIDARIETÀ SOTTO LA MOSCHEA AL-HODA (Via del Collegio, Cagliari). Potere al Popolo – Sardegna e la Casa del Popolo Rosa Luxemburg esprimono la propria incondizionata solidarietà alla comunità musulmana di Cagliari, vittima di quello che, allo stato attuale, sembra essere un grave gesto intimidatorio. Durante la scorsa notte (tra il 10 e l’11 giugno), infatti, il portone della moschea di via del Collegio è stato dato alle fiamme. Un episodio infame e preoccupante, figlio di un clima d’odio che va diffondendosi, e non da oggi, in tutto il cosiddetto Occidente, con gli ultimi e più clamorosi esempi nell’Irlanda del Nord. Sappiamo chi sono i mandanti e gli agitatori che mirano a dare agibilità politica a narrazioni apertamente razziste e immaginari intrisi di xenofobia, e sono pertanto responsabili degli atti di violenza che ne conseguono: sono i rappresentanti delle destre populiste, gli imprenditori dell’odio che marciano sotto il vessillo della “remigrazione” con la sicurezza, d’altro canto, di poter contare sull’inerzia e la complicità delle cosiddette forze progressiste, le quali non hanno il coraggio, né la credibilità, né la reale volontà di opporsi – e lo hanno dimostrato a ogni livello della loro azione legislativa e amministrativa. Da parte nostra, vogliamo che sia chiara una cosa: continueremo a opporci con ogni mezzo necessario a ogni rigurgito razzista, fascista, segregazionista, sia contrastando quanti ambiscono a raccogliere consenso mediante l’istigazione all’odio, sia organizzando il dissenso contro istituzioni e organizzazioni sedicenti democratiche che, in momenti come questo, pensano di potersi chiamare fuori. Solidarietà alle sorelle e ai fratelli della Moschea Al-Hoda! Se toccano unƏ, toccano tuttƏ! CI VEDIAMO IN PIAZZA ALLE 18:00 Potere al Popolo! Casa del Popolo Rosa Luxemburg Redazione Cagliari
June 11, 2026
Pressenza
Suscitare il desiderio di comunità
La Cerimonia di Virgilio Sieni a Gibellina, capitale italiana dell’arte contemporanea 2026   In tempi di capitalismo estrattivo naturale e digitale, mentre gli avidi potenti della Terra sono intenti a devastare i fragili ecosistemi da cui dipendiamo per vivere, distruggendo territori, villaggi, città e i popoli che vi abitano, sottraendo a donne e uomini di tutte le età ogni forma di dignità, esautorando organismi e istituzioni a tutti i livelli, in molti luoghi del mondo noti e ignoti, estesi e ridotti, aperti e chiusi si scorgono spiragli di luce che concedono a chiunque sia alla ricerca di inedite vie di convivenza con sé stessi e con altre/altri la possibilità di non lasciarsi travolgere dall’ansia e dal senso d’impotenza e di riprendere fiato e respirare.  Fra questi luoghi si può annoverare Gibellina dove sabato 30 maggio ho preso parte da un angolo visuale ribassato in un ex spazio consacrato alla tappa conclusiva di Cerimonia, esito di un cammino coreografico di Svelamenti che ha coinvolto la stessa Gibellina, nonché Salemi,  Salaparuta, Santa Ninfa. Il maestro Virgilio Sieni – coadiuvato da Giulia Mureddu, Maria Vittoria Feltre, Beatrice Gatti, Vanessa Mattei Scarpaccini e Andrea Palumbo, figure eccellenti della sua compagnia dotate di saperi del corpo e dell’anima  – ha risvegliato questi paesi della Valle del Belice e coinvolto un centinaio di cittadine e cittadini nella realizzazione di comunità del gesto a partire dal toccare frammenti recuperati dalle macerie. Ogni volta che mi è capitato di assistere alle “azioni coreografiche” di Virgilio Sieni, in verità mi è stato impossibile assumere la postura di spettatrice, perché la dinamica gestuale delle/dei partecipanti in sintonia con lo scenario nel quale esse si svolgono e con il corredo sonoro, compreso il silenzio, mi ha sempre tirato a sé come la calamita attira il ferro. Anche nel caso di Cerimonia, nell’accompagnare il procedere del corteo di donne e uomini di diversa età e con diverse abilità, che dispiegatosi al suono del tamburo da piazza Beuys ha popolato la vastità del Sistema delle Piazze attraversandole sino a confluire nell’ex chiesa di Gesù e Maria, ho percepito la potenza dell’implicazione come partecipazione e rigenerazione  irradiata dall’arte del gesto di Sieni. E nel quadrato all’interno dell’opera evocativa della chiesa andata distrutta durante il terremoto del 1968, ricostruita da Nanda Vigo nel 1979/1980 e restituita alla comunità cittadina, il ritmo delle azioni coreografiche finali accompagnate da bande musicali e musicisti locali ha sprigionato un’energia benefica tale da sollecitare e catturare l’intelligenza del cuore.                             La ricerca pluridecennale di Virgilio Sieni, precursore della danza contemporanea italiana, vincitore di tre premi Ubu (2000, 2003, 2011), direttore della Biennale Danza di Venezia (2013-2016), Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres (giugno 2013), vincitore del Premio Danza&Danza alla carriera (2024), si rivolge sin dagli inizi non al traguardo dell’intrattenimento di chi partecipa o assiste ma alla realizzazione della danza come opera d’arte che ricupera, suscita e risuscita il desiderio di comunità in vista della creazione di rinnovate forme di convivenza.   Virgilio Sieni, che nel 1992 fonda la Compagnia che porta il suo nome e dal 2003 dirige Cango-Cantieri Goldoneta (Centro nazionale di produzione della Danza a Firenze),  ha  ideato nel 2007 uno «spazio di formazione, di studio e di creazione artistica inedita», ovvero l’Accademia sull’arte del gesto, un’arte che consiste nel «portare attenzione alla prima cosa che solo apparentemente ci appartiene: il corpo». Non si tratta di una concezione astratta o produttivistica della gestualità tradotta in uno spettacolo volto al consumo immediato, ma di azioni metodiche racchiuse in pratiche di tattilità e di prossimità e affinate secondo procedimenti che privilegiano la lentezza, sicché si possa acquisire gradualmente la consapevolezza che ogni gesto che compiamo è il risultato di un processo legato all’archeologia del nostro corpo e proprio perché collegato al patrimonio umano è altresì espressione di un’apertura al senso dell’infinito. Queste azioni metodiche daranno consistenza nel 2018 alla Scuola sul gesto e il paesaggio, che promuove e interroga la relazione tra corpo e territorio nella Palazzina Indiano Arte (PIA) situata nel Parco delle Cascine di Firenze, adibita a luogo di sosta e sperimentazione laboratoriale permanente. I laboratori condotti da Sieni accolgono da sempre tutte e tutti, dagli apprendisti e professionisti della danza alle persone comuni di ogni classe sociale e di ogni mestiere e, poiché l’accoglienza autentica è estranea all’inclusione di stampo giuridico o al compatimento dall’alto, sono veri e propri luoghi ricettivi di forme altre di percezione, varchi di accesso a mondi inesplorati, che possono esserci donati da ciechi e ipovedenti, da individui con abilità parziali e con disabilità, da chi gode del riconoscimento della cittadinanza e dai nuovi arrivati sul nostro territorio… L’ultimo progetto escogitato dall’estro di Virgilio Sieni è MIRANDO, la Scuola abitare il Museo (2025), che si prefigge di continuare a interrogare la relazione tra il corpo e le opere d’arte negli spazi museali, un’indagine che ha avuto inizio alcuni decenni fa. Le azioni metodiche itineranti guidate dal maestro Sieni e dalle sue collaboratrici e dai suoi collaboratori in musei, boschi, territori urbani perseverano nel dare vita a forme teatrali che suscitano nel singolo, nella singola partecipante il desiderio di superare gli individualismi egotici segnati dalla mancanza di equilibrio e dalle posture rigide mediante l’abbandonarsi a una tensione trasformativa che lentamente, nell’ascolto del corpo, nella condivisione degli spazi e dei gesti e nel silenzio viene meno. Via via che la tensione decade, nello spazio interiore avanza il vuoto e si è pronti ad accedere a una nuova condizione, ad accogliere qualcosa di inatteso, qualcosa che svela. Questo lavorìo sottrae agli affanni del presente e irradia equilibrio apportando il beneficio essenziale dell’attenzione al convivere. La danza corale offertaci da Cerimonia nello sconfinato territorio urbano di Gibellina, preceduta dagli Svelamenti nei paesi del circondario, evoca antichi rituali e provoca una sospensione che sorregge nel deserto emotivo che stiamo attraversando; nel contempo libera energie che confluiranno in un senso nuovo del vivere, dell’abitare, del convivere. La pratica coreografica teatrale di Virgilio Sieni consiste nell’accogliere-suscitare-comporre: parte da tracce residue presenti nel territorio – in questo caso frammenti di macerie –, e mentre disarticola il corpo riattiva la memoria; suscita il desiderio di rigenerare sé stessi nella condivisione della scoperta di saperi reconditi nella gestualità, nel tessuto del mondo e contribuisce a rinsaldare le relazioni e le interazioni delle comunità avviate; coinvolge negli attraversamenti degli spazi urbani e li ravviva, facendo sì che s’impregnino di nuove piste di significato. Redazione Palermo
June 10, 2026
Pressenza
“Quale Pace” in Cielo e in Terra?
Giovedì 4 – 8 giugno 2026: “Quale Pace” in Cielo e in Terra ? Nello scatto della foto della manifestazione «INSIEME – Operatori di Pace», svoltasi nella “scalinata di Bonaria” a Cagliari, si scorgono volteggiare in cielo un gabbiano e uno stormo di fenicotteri … La mattina dello stesso giorno erano previsti “altri voli”… tanto che gruppi di attiviste e attivisti si son dati appuntamento in aeroporto per far sentire la loro presenza intonando forte gli slogan inneggianti la libertà dall’oppressione: «Palestine will be free! From the river to the sea!» (la «Palestina sarà libera! Dal fiume al mare!»); cosiccome giovedì 28 maggio avevano esposto striscioni e cartelli sulla stessa linea d’onda dell’esposto presentato alla Corte Penale Internazionale dell’Aja giorni fa. Le denunce delle violenze in atto “in Terra Santa”, infatti, pervengono ormai da tempo da referenti di Organizzazioni Internazionali come l’ONU, e anche da movimenti religiosi come la Rete internazionale «Preti contro il genocidio» (composta da oltre 2.200 sacerdoti, 25 vescovi, 2 cardinali, in 58 paesi) risuonando con la frase di Papa Leone XIV per una «Pace disarmata e disarmante» (Camerun, 15 aprile 2026). Ed è alla presenza del vescovo della diocesi di Cagliari, Giuseppe Baturi, che si è svolta il pomeriggio la manifestazione dal titolo: «INSIEME – Operatori di Pace. Il mondo è distrutto da un manipolo di tiranni. (Papa Leone XIV) Fermiamoli» con la partecipazione di diverse centinaia di persone afferenti a una moltitudine di gruppi operanti sia in ambito laico che religioso (Movimento T’Essere Pace, Memoratu Arci, Associazione La Casa del Quartiere, Associazione Joyce Lussu scuola di cultura politica, ScienzaSocietàScienza, Giovedì Bianco, Auser Casteddu, Legambiente, CNGEI, Scuola di Cultura Politica Francesco Cocco, CGIL, CISL, UIL, CSS, ANPI, ANPPIA, UAPS, Assotziu Consumatori Sardegna, movimenti politici e loro espressioni giovanili, Arci, Associazione Aldo Moro, Centro Studi Paolo Dettori, Legacoop, Unione Cooperative, OPG Osservatorio per la Giustizia, Ordine dei Giornalisti della Sardegna, Associazione Stampa Sarda, Fondazione Berlinguer, Partecipazione e Solidarietà, Nurnet Aps,  Meic, Acli, Comunità Sant’Egidio, Movimento Focolari Umanità Nuova, AGESCI, ACI Azione Cattolica, Domo Mia Amici Sant’Egidio, Chiesa Battista, Associazione Ex Allievi Don Bosco, Associazione Suor Teresa Tambelli, Associazione Suor Giuseppina Nicoli, Caritas diocesana, Fondazione San Saturnino, Congregazione Mariana, Congregazione degli Artieri, Rete War Free, Confraternita San Vincenzo, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Associazione culturale Sicurezza Partecipata e Sviluppo, Sardegna 2050, Amnesty International). L’iniziativa ha inteso esprimere la preoccupazione per le minacce sempre più concrete e diffuse per la Pace nel mondo e le conseguenze sulla libertà e i diritti dell’umanità. «Ventidue anni fa, in occasione della guerra in Iraq, era stato piantato un ulivo ai piedi della gradinata di Bonaria e pubblicato un piccolo libro di pensieri, poesie e preghiere. Oggi, ci sembra opportuno rincontrarci vicino a quell’ulivo per un momento di riflessione, di unità e di letture di testi significativi sul tema della pace» hanno spiegato gli organizzatori. «INSIEME», quindi, per affermare e difendere i valori di libertà, democrazia, giustizia, rispetto reciproco, su cui è possibile edificare una reale e diffusa Pace Universale. Nel momento dell’incontro si sono succedute decine di persone, presentate dagli organizzatori, che hanno portato in dono la lettura di brani dedicati e ispirati alla Pace, alla democrazia e alla nonviolenza. Oltre gli omaggi con arte attoriale di Elio Turno Arthemalle e Laura Fortuna, come I have a dream di Martin Luther King e Stella spenta di Parniya Abbasi, chi presente ha potuto apprezzare letture come Lettera ai capellani militari di Don Lorenzo Milani; La Pace di Aldo Moro; Io non sono di Rumi; Poema della Pace di Daisaku Ikeda; Preghiera per la Pace di Papa Francesco; Preghiera per la Pace di Papa Giovanni Paolo II; Cristiani per la Palestina di Kairos Palestina; Offro rifugio di Hiba Abu Nada. A suggellare l’incontro la declamazione comunitaria proposta dal vescovo Giuseppe Baturi insieme a Stefano Meloni, Corrado La Cava, Genet Woldu, Omar Zaher, dell’ Inno alla carità di San Paolo (tradotto anche come Inno all’amore–agape). E poeticamente, affido a Dante una possibile risposta a domande d’umana inquietudine: “Dov’è finita l’Umanità? Quale Pace?”  “(Dov’è)” «L’amor che move il sole e l’altre stelle» (Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, XXXIII, v. 145). PressAbellu
June 8, 2026
Pressenza
Per una pace con la terra disarmata e disarmante
PER UNA PACE CON LA TERRA DISARMATA E DISARMANTE “Di che cosa ci siamo dimenticati?” chiede lo Young Pope di Sorrentino nel primo saluto che rivolge dopo la sua elezione alla folla dei fedeli accorsi in piazza San Pietro per acclamarlo. E di che cosa si è dimenticato Leone XIV nella sua prima enciclica? Di tutto. Non nel senso di ogni cosa – ne nomina molte – ma in quello di “il Tutto”: la sintonia tra l’essere umano e il creato, il vivente, il mondo che lo sostenta; quella sintonia che Francesco aveva messo al centro dell’enciclica Laudato sì come suo filo conduttore; nel bene come nel male, a partire da quel “grido della Terra” offesa dalle opere umane che risuona accanto a quello dei poveri e dei derelitti, che sono i primi a subire le conseguenze di quelle offese, ma anche i più interessati a un riscatto che non può essere che comune. “Non si può essere sani in un mondo malato” aveva sostenuto solennemente Francesco al tempo del covid: la più icastica delle sue affermazioni; quella in cui si riassume in poche parole il senso della sua principale enciclica e di tutto il suo operato negli anni del suo pontificato. Una rivisitazione del messaggio evangelico che ne disloca il focus dal primato dell’essere umano a quello del suo contesto creaturale; dal dominio rivendicato dall’uomo sul resto del mondo e sugli altri viventi alla missione della loro custodia fondata sulla reciprocità tra ciò che la Terra dona a uomini e donne e ciò che questi e queste le devono restituire. Nell’enciclica Laudato sì tutte le vite di cui è popolata la Terra e di cui l’umanità è nominata custode ci mostrano, nella loro interdipendenza ecosistemica, la strada da seguire per correggere la traiettoria della Storia attraverso il mutuo appoggio: dio si è incarnato nel mondo creaturale per farcene apprezzare la bellezza; non per prodursi in una predicazione meramente precettistica. Le opere umane che turbano e sconvolgono quell’equilibrio del creato, dalla guerra all’inquinamento, dall’uso distorto della technoscienza alle diseguaglianze sociali, dallo sfruttamento irresponsabile delle risorse della Terra a quello delle opportunità messe a disposizione dal progresso tecnico, devono ritrovare la strada di una consonanza con i cicli del vivente. L’orizzonte dell’enciclica Magnifica Humanitas è completamente differente. Fin dal suo inizio si presenta non in una prospettiva cosmica, ma dentro un panorama interamente costruito: la Terra è diventata suolo edificabile e le polarità che definiscono le alternative a disposizione dell’agire umano sono simboleggiate da due edifici: da un lato, la torre di Babele, opera paradigmatica dell’arroganza di un’umanità che voleva scalare il cielo senza l’aiuto di dio, e fallita non tanto per la moltiplicazione delle lingue dei suoi artefici, quanto per la loro incapacità di comprendersi e accordarsi reciprocamente; dall’altro, le mura di Gerusalemme, ricostruite dal popolo di Israele dopo l’esilio babilonese per impulso di Neemia, che li spingeva a lavorare insieme aiutandosi l’un l’altro. n mezzo, a far da ponte tra questi due estremi, non c’è il richiamo di una Terra ancora popolata da una molteplicità di esseri viventi ed essa stessa vita; né, sopra di essi, un cielo che minaccia a entrambi l’imminente catastrofe climatica. A cui infatti Leone dedica ben poca attenzione (ne dedica invece molta, e giustamente, alle guerre, alle armi e alle minacce che rappresentano per tutta l’umanità). Leone ammette sì l’importanza di “quello che Papa Francesco ha definito un «antropocentrismo situato», che riconosce l’essere umano come creatura inserita in una trama di relazioni con gli altri viventi e con l’intero creato”. Ma la sua ricerca e i suoi approfondimenti volgono decisamente in un’altra direzione: quella della magnificenza dell’umanità (compendiata nella magnificenza di Maria). he va però salvaguardata dai pericoli e dalle tentazioni a cui la espongono la potenza sviluppata dal progresso tecnico-scientifico e la concentrazione della ricchezza e del potere nelle mani di pochi individui: processi che trovano oggi la loro massima manifestazione negli sviluppi del l’intelligenza artificiale. Su questo punto le osservazioni di Leone, che invita a non dimenticare il mondo reale della vita quotidiana e a non confonderlo e con la sua duplicazione o moltiplicazione digitale, sono condivisibili e di assoluto buon senso, anche se tradiscono un po’ le aspettative che avevano accompagnato l’annuncio di una “enciclica sull’intelligenza artificiale”. Va comunque a merito di questo importante documento, in ciò coerente con tutta l’attività pastorale svolta finora da Leone, il pressante e insistente richiamo alla pace; a una pace “disarmata e disarmante”; un appello che non si ritrae dalla necessità di sostenerlo con la condanna della produzione e del commercio di armi. Anche se forse la chiave per sovvertire le pericolose tendenze e pulsioni belliciste in atto andrebbe cercata, come certamente aveva intuito Francesco, ben al di là della ineludibili condanna dei conflitti tra Stati, nazioni e popoli: nella lotta senza quartiere contro l’inimicizia e le guerre che oppongono ciascuno di essi, popoli, nazioni e Stati, e tutti quanti insieme, alla salute del pianeta Terra e a tutte le forme di vita che essa ospita e che la animano. Guido Viale
June 6, 2026
Pressenza
Intervento di Shri Mataji durante la 4a Conferenza Mondiale sulla Donna a Pechino del 1995
Ho proposto il discorso di Shri Mataji Nirmala Devi pronunciato il 13 settembre 1995 alla 4a Conferenza Mondiale su Donna a Pechino del 1995: una performance più attuale a maggio. Shri Mataji Nirmala Devi (Chhindwara 1923 – Genova 2011) è stata un’attivista indiana per l’indipendenza dell’India, sostenitrice del femminismo gandhiano e leader del movimento Quit India. Da allora, quest’anno è passato attraverso il tempo liberato dell’ashram di Mahatma Gandhi, partecipando a tutte le attività dell’ashram. In quale periodo Gandhi apprezzò la sua saggezza al punto di consultare le sue domande spirituali (1). Come mio padre, il cuore di Mataji cambierà completamente il destino per la liberazione dell’India dal colonialismo inglese e finirà presto per pregare di partecipare al movimento pacifico degli studenti e persino dei banditi nel loro corso di studi. La Satguru di Sahaja Yoga, Shri Mataji Nirmala Devi, è una guida spirituale capace di trasformare anche la persona più piccola. Da oltre 40 anni, viaggiando in tutto il mondo, offre gratuitamente la conoscenza e l’esperienza della realtà di ogni cosa, indipendentemente da religione, credo o condizione sociale. Non solo permette a chiunque di comunicare con altre persone che hanno già avuto un’esperienza simile, ma insegna anche la tecnica di meditazione necessaria per mantenerla, nota come Sahaja Yoga. Il nostro Sahaja Yoga è praticato in oltre cento Paesi. Shri Mataji ha anche fondato un’organizzazione non governativa per bambini bisognosi, diverse scuole internazionali che insegnano un curriculum olistico, cliniche che offrono trattamenti attraverso la tecnica di meditazione da loro insegnata e un’accademia d’arte per rivitalizzare le abilità classiche di danza, musica e pittura. Fratelli e sorelle del mondo! È un grande onore per me poter parlare del problema mondiale della donna che affronta questo racconto auto-rivelato. Innanzitutto, desidero esprimere la mia profonda gratitudine al governo e al popolo del Paese che è lì, alla Repubblica Cinematografica Popolare. È dunque un privilegio poter visitare il Cinema a tempo debito ed essere un grande ammiratore della saggezza e della cultura di questa illustre nazione. Questo è – un’altra mia immaginazione – è il momento più glorioso della storia dell’umanità, in quest’epoca, siamo fortemente consapevoli del problema di questo dato. I dati, nel loro insieme, hanno certamente offerto in ogni epoca, poiché non é stata riconosciuta la loro importanza ed il loro giusto ruolo nella società. L’azienda Stessa, che fu la sua creazione, cercò di mantenere il suo proprietario o la sua proprietaria. In Oriente possiamo dire che, a causa dell’influenza fondamentalista, le donne il suo stato oggetto di forte oppressione e la loro moralità sia basata sulla paura piuttosto che sulla libertà. Nell’Occidente, esse hanno lottato per la propria libertà, tuttavia ciò che hanno ottenuto è una falsa libertà: le donne in Occidente hanno la libertà di rinunciare a tutti i valori sociali e morali. Pertanto, se si può dire che, in Oriente, la grande parte di esso dà il suo timoroso, oppresso e incapace di esprimersi, anche in Occidente se è in contrasto con la grande parte di esso dà il suo suono abbassa un simbolo sessuale. È il desiderio del proprietario del corpo di essere vero: è trasparente nella pubblicità della moda e nella popolarità della vita bassa. Questo accettano tale posizione poiché non potrebbe sopravvivere altrimenti nel caotico como western. Qui è, in Oriente, si sente come se fosse umiliante e degradante, è considerato in Occidente come una prova glorificante. Abbiamo visto questa azienda in modo profondo e completo, e abbiamo imparato a non formare una nuova cultura nel mondo orientale e occidentale, abbiamo tutto a che fare con essa e vogliamo esprimerci nel modo in cui creiamo valori morali da parte dei proprietari dell’azienda, nasce, non nasce. dell’Ovest, potrete elevarsi nella loro piena statura di dignità femminile. Devo ammettere che non é difficile raccogliere denaro per le donne povere dei Paesi in Via di Sviluppo ed aiutarle ad uscire dallo stato di povertà ma, sfortunatamente, mi risulta che il denaro che viene raccolto possa non raggiungere le donne povere ma fine nelle tasche di ministri corrotti, di burocrati e altra persona responsabile per confluire, in ultimo, la banca svizzere. No, in India, a causa delle statistiche generali, in Uttar Pradesh e Bihar, è in modo significativo da Unicef e anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Unicef ha un programma per cambiare Angan – che significa “cortile” – in secondo luogo significa che i bambini devono essere educati e creati in un formato appropriato. Questo programma non funziona per il tempo necessario al mio bambino e tutti i bambini sono occupati, invettive, la borsa della persona è danneggiata dalla responsabilità del bambino per il programma del bambino e non richiede il 2% del bambino per riceverlo. Lo stesso accade con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che invia medicinali e attrezzature all’India. Questo prodotto medicinale è venduto sul mercato ed è utilizzato interamente nel colore per cui è usato dai suoi proprietari. La ragione principale per questo è proteggere la salute dell’OMS. Poiché le persone non ricevono alcun beneficio, possono continuare a essere private. Tutto questo denaro è chiamato “denaro sporco”, la mia ricchezza nel paese svizzere. Una larga parte dei prestiti che la Banca Mondiale dà ai Paesi in Via di Sviluppo viene entresì riversata nei conti personali di funzionari corrotti, maintenuti presso le banche svizzere. Tuttavia, tutte le transazioni in Via di Sviluppo sono debitorie nei confronti della Banca Mondiale ma non sono soggette a pagamento. Risulta essere una banca svizzere. Se hai problemi con il proprietario del veicolo, hai problemi con la banca che è svizzere e più ricca quando viene restaurata per tutto il tempo che vivi lì versato da questa persona che l’ha corrosa e puoi usarla per ora per l’utenza nazista. distribuire a tutte le persone con effetto vigile. Se risulta essere una rete assai bene articolata di persone che sino corresponsabili, che siano oneste e che desiderino trarre il massimo da questo denaro autando la gente. Immoralità e corruzione sono la causa più comune di divorzio dalla nostra società. Darei la colpa alle madri di queste persone corrotte ed immorali, poiché esse hanno fallito nei loro doveri di madre. L’insegnamento amorevole della madre è la prima e più efficace influenza nel forgiare i figli in buoni cittadini. Madrid non vuole guidarvi con grande cura e amore, dove il mogli o il bambino è nel paese del paese del popolo o della cultura distruttiva, costandovi non il proprietario della vostra famiglia – nella qualità dei miei membri familiari – per rafforzare la fibra morale della vostra famiglia. È un’altra cosa importante da dire quando si tratta della cultura dei bambini in Oriente e Oriente. Se scoprite che è figli, non è sotto l’influenza della cultura fondamentalista, è sicuro dire che è vero. Questa cultura relega la donna alla vita del suo corpo inferiore, messa nelle condizioni in cui domina e dai figli. Eppure l’Occidente impara la stessa cosa. Non ho creduto a mia madre, nata su danno ascolto. Sento che, in generale, ciò avviene perché i dati occidentali spendono più tempo nel prisersi cura del proprio corpo e del proprio aspetto fisico piuttosto che nel prisersi cura dei propri figli e nell’amarli. Il legame tra madre e figlio cosi si affievolisce e si spezza. Per tale ragione multi bambini diventano ragazzi di strada. Fortunatamente, queste sono ancora numerose famiglie nell’Est ed alcune nell’Ovest che resistono tenacemente alle tendenze corruttrici di oggi e si jailo cura dei propri figli e li educano adeguatamente. Devi dire che il tuo bambino in Oriente non è lo stesso che in Occidente. Il motivo, nell’altro caso, è che in Oriente ci sono molte persone – c’è un certo numero di persone in questo paese – non c’è motivo per una cultura fondamentalista o per una cultura occidentale e forma una comunità sociale che è ricettiva e tollerante in quanto crescendo che sono straordinariamente buoni e sensibili. Tutta questa cultura ha da lungo tempo, per tradizione, ereditato, questa é profondamente irradiata nel loro animo ed essi prendono il sistema dei valori morali la cosa più elevata, più del denaro o del potere. L’Occidente è ora carico di problemi. Sebbene possieda il denaro, non possiede tuttavia la pace, nata dentro nata fuori. La verità è che è il potere della società civile e della pace. È ovvio che dà al suo creatore e preserva l’intera razza umana: che è ruolo che Dio Onnipotente ha loro assegnato. I semi non posseduti non creano nulla di proprio. E’ la Madre Terra che protegge ai fiori, ai frutti ed ad altri doni. Similmente al fatto che il bambino nasce, il bambino viene ben educato per prepararsi alla città del bambino. I dati sono quindi necessari per assumere la posizione di Madre Terra nell’opera della costruzione dell’umanità. Si prega di notare che dovresti usare il vaso muscolare per acquisire una posizione dominante sul tuo corpo dato. Non hanno riconosciuto che le donne sono compagne, complementari ed uguali, tuttavia non simili, nell’avventura umana. La società è una verità fondamentale e vera, non è un’assegnazione che le dà il suo status legale e non è una società civilizzata. Nel mio paese, è un verso sanscrito, “Yatra narya pujyante tatra ramante devata”, che significa “laddove le donne sono rispettate e rispettabili, là risiedono gli Dei del benessere”. Ci è stato dato il momento di comprendere il valore di questa grande ceramica che il Creatore ci ha donato. My che cosa si comporta? Sia in Oriente che in Occidente, non suona come se fosse in grado di dare pieno espresso della propria grandezza. Non affermiamo che questa sia l’unica ragione della nostra società se è la madre, la procreatrice e la custode dei fichi, l’altra della moglie o dell’acetosella. Il dato ha egli dirige la sua partecipazione come pari ad ogni aspetto della vita sociale, culturale, educativa, politica, economica, amministrativa e tutto il resto. Allo scopo di prepararsi sesse à questo ruolo pervasivo, esso deve avere il diretto all’educazione en tutte le branche del sapere. La mia ragione è che hai una grande responsabilità verso l’azienda. L’uomo è responsabile della politica e dell’economia del paese, la mia responsabilità per la società è data. Nella sua competizione, la donna può anche sostenere la persona e può assumere la sua competizione automaticamente, naturalmente nella sua posizione. La mia prova importante è che non è difficile per le donne manifestare un amore profondo e un amore profondo per la loro madre. Ma si trattava di un’attività virile e aggressiva, per cui la società non riusciva a preservare il proprio equilibrio. Allo tempo devo far presente che, mentre chiediamo il riconoscimento dei diritti della Donna, dobbiamo ache porre la accento sui suoi doveri fundamentali verso l’umana society. The given in the Occidente, where the color of its state education in the Occidente, its passate all’estremo opposite to assumption of reagire politici, economici or press. To compete with a man he is too ind to be selfish, egocentric and ambiziose. Is not possible to increase the quality and quality that preserves the balance. Conversely, its dominant behavior, its individual behavior is the enduring influence of the room. It’s more a concern than the owner’s physical attraction if it has a noble, sweet and dignified personality. Therefore, consciously or inconsistently, the more bass it’s, the more quickly it’s installed. All this leads to a company that is active and is figli, therefore, piange come ragazzi di strada, ladri e assassini – come si legge ogni giorno sur sul giornale. This means that the balance is due to its extreme effects. Abbiamo bisogno di donne companion uguale ma non simili all’uomo; It gives us a deep understanding of natural nature and gently helps us to achieve inner balance. Abbiamo bisogno di donne equilibrate al fine di avere una razza umana equilibrata, dotata, al proprio interno, di pace . Can you confirm that everything is excellent from the point of the theory, so what is the state of balance? How do you arrest the marea of illness, corruption, immorality and immaturity? What is current state of conflict and confusion? How to carry the pace in your body or in your heart? Assai umilmente faccio presente che esiste una risposta a questi interrogativi. Questo è un modo nuovo. Anche se questo è ancora il caso, non è necessario farlo in anticipo. Naturalmente, dovresti tenere la mente aperta su ciò che è una scienza e trattarla come un’ipotesi. Se dici a te stesso che Ipotesi può essere provata, devi accettarlo, dalla persona in cui ti trovi, poiché la vera verità è cercare di essere la tua persona benevola. E’ per la benevolenza della vostra famiglia. E’ per la benevolenza del vostro Paese e per la benevolenza del mondo intero. Sono qui parlarvi dell’ultimo passaggio della nostra evoluzione. Questo passaggio della nostra evoluzione deve avvenire con la nostra consapevolezza, in questo tempo moderno è essenziale continuare, inchiodati dagli scritti di tante professioni. Questo è il periodo chiamato “Tempo della decadenza”, menzionato per ultimo dal grande saint Vyasa -colui che crisse il Gita – ed é infatti la decadenza dell’umanità ciò che vediamo intorno a noi, in ogni forma possibile. Ora vi vorrei svelare la conoscenza segreta del nostro essere interiore, conoscenza che era già nota in India migliaia di anni fa. Per la nostra evoluzione spirituale c’è un residuo di ceramica al centro del nostro corpo, che si trova sull’osso triangolare alla base della spina dorsale. La storia del residuo è conosciuta come “Kundalini”. Sebbene la conoscenza di questo potere fou già accessibile in India migliaia di anni fa, il suo risveglio era tradizionalmente compiuto soltanto su base individuale: un guru risvegliava tale potere in un solo discepolo. Il risultato di questo risultato è che la tua Realizzazione del Seme, che conferisce laurea nel campo spirituale. In secondo luogo – quando la storia inizia a sorgere – la Kundalini vende e passa attraverso i suoi centri energetici all’interno del tuo corpo, nutrienti e integrazione. Infine, questo potere se questa linea attraversa l’area dell’osso della fontanella, chiamata Talu o Brahmarandra, e vedo la ceramica onnipervadente dell’Amore Divino, che viene anche descritta anche nella Bibbia come la “brezza fresca dello Spirito Santo”, nel Corano come “Ruh” e nella scrittura indiana come “Paramchaitanya”. Patanjali lo chiamò “Ritambara Pragya”. Quindi, qualcuno sa che è il suo nome, che è così, che tutto è pervasivo, che riguarda tutto la vita del processo vivente, dello sviluppo evolutivo. L’esistenza di questa energia non permanente non si manifesta all’inizio dell’operazione. Tuttavia, dopo la Realizzazione del Sé, si possono percepire i polpastrelli delle dita o il centro del palmo della mano o la parte superiore dell’osso della fontanella. Il processo deve essere spontaneo, “sahaja”. “Saha” significa “con” e “ja” significa “nato”. Ciò che si può dire è che è la direzione dell’unione con cui è capace di pervadere l’Amore Divino ed è la direzione della nascita di Dio che è umano. La nostra energia mentale è limitata. Il nostro limite di energia mentale – è lineare nel suo movimento e non esiste nella realtà – ha un punto, lì, se chiuso. Da quel punto ritorna, poi, a dove era partita et tutto questo movimento lineare della mente ricade su di noi, talvolta comme una punizione. Ora tuttavia abbiamo bisogno di maggior energia, di una più highta energia, di una più deepa energia e, a tal fine, la Realizzazione del Sé deve avere luogo. Bisogna dire che in Occidente, al contrario dello stesso autore della verità, sono stanchi dell’artificialità della vita Occidente. Ma non è così quando si tratta del potere della verità e vedete tanti errori quanti ne vedete: avete un falso guru che è vicino a un sacco di soldi, dovete essere in banca e siete ancora in ottime condizioni di inferiorità fisica e mentale. La cosa che dobbiamo rilevare è che il risveglio della Kundalini e, il conseguimento della Realizzazione del Sé sono processi viei dell’evoluzione, per i quali non occorre pagare alcunché. E’ come porre un seme nella Madre Terra. Germoglia poiché la Madre Terra ha il potere di farlo germogliare ed il seme ha, dentro di sé, la qualità innata di germinare. Allo stesso modo, noi deteniamo – nell’osso triangolare che i Greci chiamavano ‘sacro’ – questo vaso di germinazione. Se hai un’energia avvolta nella tua spirale e soppalco. Qui si dice che i greci sapevano che quest’osso era santo e moriva ancora con il nome di ‘sacro’. Infatti in qualsiasi persona l’osso sacro pulsa e la Kundalini si avvicina lentamente lentamente, senza sono ostruzioni e la persona è un individuo equilibrato, la Kundalini esce dall’osso sacro come uno zampillo e attraversa la zona dell’osso fontanella per immergersi. una con il potere onnipervadente. Questa Kundalini è la Madre spirituale di ogni individuo e conosce, o ha registrato, tutte le aspirazioni passate del figlio. Ha potuto partorire la seconda volta e, durante l’improvvisa ascesa, è stata nutrita dal suo centro energetico. Quando una persona non è consapevole della propria conoscenza, essa è uno strumento che non appartiene alla forza principale e non ha identità, non ha significato, non ha scopo. Se lo strumento non si unisce, deve essere incluso nello strumento originale e lo strumento deve essere avviato e premuto. Allocato il Kundalini dirty vi connette al potere onnipervadente, che é vitale, che é an oceano di beatitudine e di conoscenza. Dopo il risveglio della Kundalini, potete sperimentare numerose coincidenze che sono miracolose e contributore di grande gioia. La Kundalini è, soprattutto, oceano di perdono. Anche se c’è un errore nel passato, esso è perso e perso, come una benedizione, la Realizzazione del Sé. Il risultato della creazione della Kundalini e il risultato della Realizzazione del numero sonoro Sé. Ignora una persona che è sicuramente in contatto – non ti immergi effettivamente dall’altra parte – con il potenziale Divino Onnipervadente. Ricerca la Verità attraverso l’utilizzo della una nuova consapevolezza e, poiché la verità è una sola, tout le persone realizzate possono accertare la stessa verità. Sono entrato in conflitto, è successo, è successo. L’attività puramente mentale della Realizzazione del Se, porta a idee conflittuali e personali in guerra: tutto questo, grazie alla Realizzazione del Se, può essere evitato. Ora, vediamo se ti è successo qualcos’altro. Prima di tutto, inizia a percepire la fresca brezza dello Spirito di Santo sui polpastrelli delle dita, questi rappresentano i centri deboli di energia. In questo modo, comprendiamo la verità nel punto detto. Trascendi tutti i limiti del prezzo, della religione e delle altre idee che hai e comprendi ciò che stai facendo. Il pulsante entra successivamente in uno stato di “consapevolezza senza pensieri”. Quando guardi i tuoi pensieri, puoi vedere il futuro e il passato. Penso che questo derivi da questa domanda a causa dell’area del tempo e non credo nel grado della mia vita presente: penso sorgono e cadono, non saltiamo sulla loro cuspide. Mio, alludendo alla sporca Kundalini, essa allunga tali pensieri ed in tal modo a po’ di spazio tra questi: tale spazio è il presente, è la Realtà. Tuttavia, il passato è superato e il futuro non esiste. In quale lazo di tempo non devi pensare. In sostanza, ricordo i miei pensieri e ho cambiato il mio stato mentale in un nuovo stato, basandomi anche su ciò che ha scritto Jung. In quale momento, quando qualcosa accade, penetra profondamente nella tua memoria dove vedi ciò che è reale. Quando entri nello stato di “consapevolezza dei tuoi pensieri”, ti immergi in essi, sei lì, completamente in ritmo. Questo è ciò che segue il ritmo, emette ritmo e crea allo stesso tempo un’atmosfera di pace. Questa condizione è molto importante. Infine, non è possibile seguire il ritmo interiore, ma è vero che è una nostra idea, universale o limitata. Puoi sentire i tuoi chakra sui polpastrelli delle dita. Potete anche sentire i centri degli altri poiché sviluppate una nuova dimensione di consapevolezza chiamata “consapevolezza collettiva”. Quando il nuovo elemento rimane stabile all’interno del veicolo, ricomincia a sentirlo al centro dell’altro. Devo dirvi che questi centri sono responsabili del nostro benessere fisico, mentale, emozionale e spirituale ed, allorché sono affetti da negatività o sono in pericolo, le persone soffrono a causa di varie malattie. Poiché il grasso della Kundalini e i suoi nutrienti sono al centro, l’importante è che mostri uno stato di equilibrio interno e di buona salute. Molte malattie, persino alcune di quelle incurabili, sono state curate dal risveglio della Kundalini. Tuttavia, la base della creazione originale può essere creata dalla Realizzazione del Sé, che è il risultato della Kundalini. Di conseguenza, la persona identificata ha determinato una tendenza criminale e può allontanarsi definitivamente. Inoltre, prestate attenzione alle nostre pure immersioni. Alla luce dello Spirito, possiamo vedere le cose assai più chiaramente di quando eravamo ciechi. Per esempio, pensate a una persona che vaga con gli occhi e le orecchie di un elefante, non dimenticate un altro o un altro ancora: dovete avere un’idea diversa sull’elefante, in secondo luogo quale parte dell’animale hanno toccato è. Ma vi ho chiesto di vedere cosa state facendo, potete vedere tutta la verità – la Realtà – e non è il contrasto con cui sono nato. Una persona realizzata può percepire la conoscenza assoluta surlle pointa delle dita. Supponendo che qualcuno non creda in Dio, una persona realizzata potrebbe suggerire al non credente di porre la commanda: “Dio esiste?”. Quindi quello che ho ordinato di fare è – lo vedo – che una breve brezza è stata provata e lo pervaderà tutto ciò di cui ha bisogno. Egli può non credere in Dio, ma Dio esiste. Fortunatamente, il colore del credo in Dio è sicuro, ipocrita, rozzo, bizzarro e immorale nelle persone che hanno perso la fede in Lui. Ma, mentre coloro che rappresentano Dio possono essere immorali, Dio esiste ed esiste anche il suo potere, che noi chiamiamo il Potere Onnipervadente dell’Amore Divino. Questo è ciò che riguarda l’amore, la compassione, la non aggressione e la distruzione. Questo potere di amore e compassione, mi ha attratto da uno yogi o da una persona reale, amata in modo diverso, come un angelo. Non esiste nessuno che possa curare gli altri e curare se stesso. Queste sono ancora alcune delle malattie mentali che possono verificarsi. Nessun problema cosa. Anche coloro che sono avere, nella loro ricerca della verità, da guru disonesti hanno potuto raggiungere la stabilità spirituale dopo avere abbandonato il false maestro ed essere confluiti surul trailo della Realizzazione del Sé. Nella fase successiva – la Kundalini è stabilizzata – acquisisce lo stato d’animo e di pensiero nel suo stato originale, sebbene sia già stato utilizzato da molto tempo. Divenite assai potenti poiché potete alzare la Kundalini degli altri. Diventate molto attivi e non vi stancate facilmente. Ad esempio, Io ho settantatré anni d’età e viaggio ogni tre giorni circa, tuttavia sto perfettamente bene. Quale energia fluisce nella tua vitalità. Diventate estremamente dinamici e allo stesso tempo estremamente compassionevoli, gentili e misericordiosi. Sentite di essere protetti e pertanto siete fiduciosi ma non egoistici. La personalità intera cambia. Questa è la natura della trasformazione globale che si è verificata finora e ha una storia di rapidità che non sorprende. In effetti questa conoscenza è presente allo stesso tempo del mio contributo, se è avvenuto in qualsiasi momento, è possibile raggiungere la realizzazione della massa. E una delle ragioni di questo ritmo, la qualità della quale è stata preparata per questa trasformazione globale ha già avuto luogo. In 65 Paesi, migliaia di persone hanno ttenuto la Realizzazione del Sé atraverso Sahaja Yoga. È il potere della Kundalini ed è il potere del desiderio di guidare la tua incoronazione spirituale. Se non vuoi niente del genere, non puoi rinunciare alla libertà divina per la libertà personale. Se uno vede ed è in Paradiso, allora accadrà, la mia volontà sarà nell’Inferno, allora sarà nell’Inferno. La Realizzazione della Proprietà può essere fatta facilmente se la persona la possiede e desidera sinceramente possedere la Realizzazione. Ma è rimasto fedele ad alcune delle nostre idee, che sono statiche, la Kundalini non salirà. Non puoi aiutare qualcuno che è stupido o immaturo. Lascia che la persona che ha il suo suono saggio, il suo suono è splendidamente equilibrato, e lo mangi velocemente. Non dovresti essere informato se hai qualcuno che ha consumato alcol o qualcuno che ha commesso immoralità. Tutti i costi hanno a che fare con tutto ciò di cui hai bisogno per una pura intensità e l’intensità per farlo è costante, per raggiungere la Realizzazione del Sé. Così tante di queste persone hanno raggiunto il loro obiettivo, la Realizzazione del Sé! In un caso, ho risciacquato via tutti i farmaci e tutto l’alcol. Se sei una persona molto forte e al momento giusto, capisci che è glorificato: se inizi a comportarti in modo dignitoso e appropriato. Ecco come nasce una nuova cultura e questa nuova cultura vive, in un certo senso, con un nuovo stile di vita in cui vivi naturalmente, diciamo naturalmente, giusto. Nessuno deve dire: “Non fare questo”! e “Non fare quello”. Tutto questo è dovuto all’attenzione illuminante. Nota bene che l’illuminazione è diversa da quella della ceramica. Se hai la tua attenzione, prova a lavarla, crea spazio, crea armonia e crea anche una nuova dimensione per raccoglierla. Tuttavia, non è possibile operare in modo più indiscriminato di quanto uno qualsiasi dei tuoi errori personali possa essere stato modificato nella base dati e può essere trasferito alla vita di una personalità come è con un angelo. Con l’ascesa della Kundalini, l’ego è creato dalle condizioni dell’individuo se si dissolve e diventa una persona liberata. La libertà concessa se la vita reale è influenzata dal comportamento di tale persona cambia nel modo ordinario e acquisisce una grande fiducia in sé stessa. Diventa testimonia nell’intera rappresentazione della vita. Se ti siedi sull’acqua, puoi tenerla al sicuro, se permetti che si sporchi su una barca, puoi tenerla asciutta con l’acqua. Se perdi più sale nell’acqua e lo conservi altrove, se hai una condizione più elevata, in cucina se hai un consumo maggiore allora il consumo durerà più a lungo. Quando viene consumato, si dissolve nell’oceano dell’oceano. La gioia è assoluta. Non possiede dualità. Non é comme la felicità o l’infelicità, la gioia è una cosa singolare. Ed allorché balzate in essa, apprendista con facilità com godere di ogni cosa, sia piacevole che ridicola. Il primo caso non scorgere la bellezza, il secondo viene presentato con umorismo come la persona ridicola. La cosa significativa è che il Sahaja Yogi è un grande musicista, un grande scrittore, un grande oratore, un grande oratore. In ogni caso, si crea lentamente in questo modo, soprattutto quando si tratta dell’altro lato. Ogni persona e ogni persona è colui che è in possesso: puoi facilmente evolvere e goderti una vita vera. E’ come una candela che accende un’altra candela. La storia attraversa il processo di vedere il mondo e vivere una vita forte che può ancora essere fatto intrapersonalmente nel cinema. Prima di tutto, in qualche modo, non so come credere che la mia vita allo stesso tempo Dio mi abbia offerto l’opportunità di parlare al popolo cinese, ma l’ho trovato preciso e sensibile al grande spirito di spiritualità. No, è una coincidenza. È inevitabile che questo determinerà ciò che accade. Inoltre, la tua vita è stata notata dal numero che coincide con me, ma non so cosa sia Dio, non sono sicuro di sapere cosa Dio stia dicendo. Confucio insegnò all’umanità come migliorare le relazioni tra gli esseri umani. Tuttavia, in Cina, Lao Tze ha descritto magnificamente il Tao, che significa la Kundalini. Ed Io ho compiuto la traversata del fiume Yangtze, atraverso il quale Lao Tze é pasto molte volte. Pertanto, quando la Chiesa cerca di mostrare questo fiume, quando si tratta della Kundalini, essa scorre dall’altra parte e non bisogna lasciarsi tentare dalla natura di ciò che è. La natura intorno al fiume Yangtze è senza alcun dubbio, assai, assai meravigliosa ma si deve seguire il fiume. Se però non avete correnti, potreste aver provato pericoloses, dovete però informarvi di un buon navigatore che sappia trasportarlo attraverso la corrente, nel punto più vicino al mare. A quel punto corre come se fosse silenzioso ed estremamente lento quando scorre. Questo è lo stato dei benefici del mio crescere filosofico: dire che Lao Tze è il più grande, è allora che Lao Tze ha parlato. Tuttavia, poiché l’argomento era sottile, essa non fu tratta nella maniera così netta et precisa comme ora ve la sto illustrando. È una sciocchezza dirmi che, prima di questa augusta assemblea. Dopo aver viaggiato attraverso tutto il mondo, il mio ritorno al Cinema è uno dei miei Paesi migliori per quanto tutela la spiritualità. Che il Divino benedica voi tutti!   (1) HP Salve, Le mie memorie, Nuova Delhi, LET Books, 2000.   Discorso di Shri Mataji Nirmala Devi alla “Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne”. Pechino (Cina), 13 settembre 1995. Redazione Italia
June 6, 2026
Pressenza
Essere comunità. Perché in questo mondo frantumato ci salviamo insieme
Non camminiamo mai da soli, anche quando i passi sembrano pesanti e viviamo un presente incerto. Siamo una rete di rapporti e di presenze che si tende tra le mani di chi cura, di chi manifesta per la pace e la nostra terra, di chi accoglie chi fugge, di chi sceglie il paradosso di un naso rosso per rompere il freddo del dolore. Essere comunità non è un coacervo di regole imposte, ma di rapporti basati sul rispetto. Non è un punto di arrivo, è un esercizio quotidiano di resistenza all’indifferenza. È lo spazio che si crea quando, invece di erigere muri, decidiamo di chinarci per raccogliere un pezzo di umanità caduta. Che sia in un campo profughi, tra le strade di un quartiere che vuole restare viva città, impegnandosi per il bene comune, camminando o pedalando assieme, nel silenzio di una corsia, o nella quotidianità familiare, noi riconosciamo che la nostra identità non si definisce in ciò che possediamo, ma in ciò che riusciamo a fare e condividere. Siamo il sorriso o un abbraccio che irrompe improvviso per scardinare la logica della rassegnazione, ma siamo anche la schiena dritta di chi marcia per la libertà propria a partire dalla libertà degli altri, la voce che grida per un pianeta che brucia, il gesto di chi pianta un seme dove niente sembra fertile. Ci accorgiamo, ogni volta che la sfida si fa alta, che la solitudine è una trappola: il posto dove il cinismo trova il suo nutrimento. Non si vince da soli, non perché manchi la forza, ma perché la vittoria del singolo è un’illusione che non lenisce e risolve le ferite del mondo. La nostra forza sta nell’interdipendenza, nella capacità di relazione nonostante le difficoltà e i torti subiti, in quel filo invisibile che lega le lotte ambientali alla dignità e alla cura di ogni persona, alla ricerca della giustizia. Non siamo eroi e non siamo spettatori. Siamo “viandanti” che hanno scelto di non voltare lo sguardo, che sanno bene come ogni gesto di cura – un sorriso offerto, un aiuto disinteressato, un seme piantato, l’impegno in un presidio, una manifestazione o un evento organizzato – sia un atto politico o anche solo sociale basato sulla difesa “delle umanità” capace di modificare la realtà. Siamo convinti che ogni volta che una persona si riconosce nell’altra, si rapporta e si lega emotivamente all’altro da sé, la struttura del mondo cambia, millimetro dopo millimetro. La pace, allora, non è soltanto assenza della guerra o del rumore delle armi, ma la presenza ostinata di una volontà che non accetta la logica della creazione di un nemico, dell’istigazione alla paura, del sopruso e dell’indifferenza. Diventiamo una piccola luce che penetra e si insinua dalle fessure, che continua a credere nella bellezza nonostante le macerie, nel “nel “noi” rispetto all'”io”. Non vogliamo aspettare un futuro migliore, lo vogliamo costruire ogni volta che decidiamo che la felicità, la giustizia e la cura non sono una questione privata, ma un bene comune da proteggere, anche se questo si manifesta semplicemente in un abbraccio sincero e sentito. Diceva padre Ernesto Balducci che l’uomo che deve nascere «al di là delle frontiere, delle razze, delle culture e delle ideologie, è l’uomo planetario», che «il destino di ciascuno è legato al destino di tutti» e «siamo tutti sulla stessa barca»: «la pace esige il tramonto della figura del nemico.» Perché, in questo mondo frantumato, o ci salviamo insieme, o non ci salva nessuno.   Paolo Mazzinghi
June 4, 2026
Pressenza
La campagna “The Real Economy” di Helena Norberg Hodge
“La terra vivente è la vera economia, tutto ciò di cui abbiamo bisogno proviene dalla terra.” Helena Norberg-Hodge — cofondatrice   L’ecologista svedese Helena Norberg-Hodge, nata il 10 gennaio 1946, è uno dei volti più importanti dell’antropologia economica contemporanea, nonchè tra le voci più critiche della società industriale di massa, della globalizzazione economica, del neoliberismo e del capitalismo finanziario. Scrittrice, documentarista, regista e attivista per la difesa dell’ambiente e delle culture locali, è tra le principali esponenti contemporanee dell’ecologia profonda, della decrescita e del movimento per la localizzazione dell’economia e dell’agricoltura. Famosa per le sue esperienze, dal 1975, con la popolazione nella regione himalayana del Ladakh (1), è fondatrice e direttrice di Local Futures, un’organizzazione senza scopo di lucro “dedicata alla rivitalizzazione della diversità culturale e biologica e al rafforzamento delle comunità e delle economie locali in tutto il mondo”. Nel 1991 è fondatrice del Global Ecovillage Network, la Rete Globale degli Ecovillaggi (GEN) e nel 1994 è co-fondatrice – insieme a Jerry Mander, Doug Tompkins, Vandana Shiva, Martin Khor e altri importanti volti dell’ecologismo – l’International Forum on Globalization (IFG). Molte sarebbero le cose da dire sulla Norberg Hodge, ma ciò che risulta più rilevante in tutti questi anni di attivismo – e che sta riscuotendo anche grande successo nel mondo – è la campagna The Real Economy avviata tra il 2024 e il 2025 insieme a Fatima Osman Abdalla e all’attore Gustav Skarsgård, in collaborazione con Local Futures e Fund Your Mother e We Don’t Have Time. L’iniziativa è nata per promuovere il passaggio da un’economia globalizzata a economie a misura d’uomo (localizzazione), spostando il potere dai grandi monopoli transnazionali alle comunità locali (economia reale). La campagna sostiene una “strategia di distacco” (breakaway strategy) per liberare le politiche pubbliche dalla dipendenza dal libero scambio e favorire la tutela dell’ambiente e il benessere sociale. Un progetto lungimirante e determinato a cambiare il mondo in nome della localizzazione con un programma politico-etico estremamente affascinante in nome dell’ecopacifismo, dell’agroecologia, dell’ecologia profonda e dell’opposizione alla perversione della società della crescita economica. “Questo sistema – basato su una crescita economica in continua espansione e sul commercio globale – concentra la ricchezza nelle mani di grandi imprese e banche, impoverendo la maggioranza della popolazione; inquina l’aria, il suolo e l’acqua; danneggia i nostri figli; e alimenta i conflitti sia all’interno che tra le nazioni.” – si legge sul sito della campagna. La campagna critica fortemente “l’ingiustizia di una burocrazia eccessiva e di tasse elevate a livello locale e regionale” che stritolano le comunità locali: “È urgente un cambiamento di politica: dobbiamo modificare i sussidi, le tasse e le normative che attualmente sostengono le multinazionali, in modo da rafforzare invece le piccole imprese locali e nazionali. Le decisioni su terra, denaro e risorse dovrebbero spettare alle comunità interessate, non a lontani consigli di amministrazione e multinazionali.” Per questo, secondo la campagna, “dobbiamo tornare all’economia reale. Un modo per farlo è rafforzare le economie locali. Localizzazione significa maggiore occupazione, riduzione degli sprechi e dell’inquinamento, comunità più forti e sane e istituzioni più responsabili. La buona notizia è che un cambiamento verso il locale è già in atto, guidato da migliaia di mercati contadini, alleanze di imprese locali e banche di comunità.” L’economia reale si deve basare su tre punti importanti: * Relazione, Considerarci parte di una rete vitale, non separati da essa. * Responsabilità, Rendere visibile il nostro impatto sulle persone e sul territorio, e assumerci la responsabilità di esso. * Localizzazione, Trasferire il potere dalle sale riunioni lontane alle comunità locali, dove le decisioni su terra, denaro e risorse appartengono alle comunità interessate. Punti centrali che anticipano un programma di azione politica radicale: * Disinvestire dalle industrie distruttive. In tutto il mondo, le istituzioni sono alla ricerca del massimo rendimento possibile su trilioni di dollari di investimenti. Ciò significa che banche, fondi pensione, patrimoni universitari e portafogli di enti governativi statali e locali investono massicciamente nei settori dei combustibili fossili, del nucleare e della difesa, nonché nella deforestazione, nell’accaparramento di terre, nei prestiti predatori e in altre attività distruttive. Fare tutto il possibile per convincere governi e istituzioni a smettere di finanziare la distruzione del pianeta è un importante atto di resistenza. * Spostare i sussidi dal livello globale a quello locale. I sussidi – ovvero le spese pubbliche a sostegno di particolari settori o imprese – svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare il nostro mondo, a livello economico, politico e ambientale. Purtroppo, la stragrande maggioranza dei sussidi odierni serve ad accrescere il potere delle grandi aziende, a scapito delle economie locali, all’omogeneizzazione delle culture e al degrado ambientale. Modificare l’attuale sistema di sussidi – privilegiando le piccole imprese locali rispetto alle grandi multinazionali – contribuirebbe in modo significativo a risolvere le nostre molteplici crisi. * Resistere al potere delle multinazionali. Le grandi multinazionali continuano ad accumulare potere e ricchezza, minando ulteriormente la sovranità e l’identità delle comunità, sfruttando i lavoratori e l’ambiente e portando la disuguaglianza a livelli osceni. Per costruire economie locali sostenibili, eque e giuste, dobbiamo affrontare di petto il potere delle multinazionali. * Opporsi agli accordi di “libero scambio”. Il libero scambio è un’espressione sintetica per indicare il processo di rimozione delle regolamentazioni governative sul commercio e sugli investimenti delle imprese, “liberando” così le multinazionali e le banche globali, consentendo loro di operare e realizzare profitti oltre confine. Il libero scambio è alimentato da trattati commerciali e di investimento, istituzioni come l’Organizzazione Mondiale del Commercio e un sistema di tribunali arbitrali che, di fatto, concedono più diritti alle imprese che ai cittadini o ai loro governi. Il libero scambio è uno dei principali motori della globalizzazione aziendale e della concentrazione del potere, nonché una delle minacce più gravi per la democrazia e le economie locali. Per raggiungere una localizzazione resiliente ed equa, dobbiamo impegnarci per smantellare il regime del libero scambio e riscrivere le regole internazionali al fine di proteggere le economie, le culture e l’ambiente locali. * Opporsi agli accordi ISDS. I meccanismi di risoluzione delle controversie tra investitori e stati (ISDS) rappresentano un sistema giudiziario privato globale in cui le aziende possono citare in giudizio i governi per leggi o regolamenti che potrebbero ridurre i loro profitti. Le sentenze ISDS possono obbligare i governi a pagare ingenti sanzioni e risarcimenti alle aziende semplicemente per aver emanato leggi volte a proteggere i cittadini o l’ambiente. Questo non solo concede di fatto alle aziende più diritti dei governi, ma rappresenta anche un attacco ai processi decisionali e normativi democratici a livello locale e ha già avuto un effetto dissuasivo sull’emanazione di leggi di interesse pubblico. * Impedire alle grandi banche di finanziare la distruzione ambientale. Le banche sono fin troppo disposte a finanziare progetti che causano danni irreparabili all’ambiente e alle comunità umane, purché il ritorno finanziario sia sufficientemente elevato. È importante far luce su questi legami e opporsi ai prestiti bancari distruttivi. * Promuovere alternative al PIL. I paesi di tutto il mondo sono ossessionati dalla crescita economica misurata dal Prodotto Interno Lordo (PIL), ma questo indicatore considera la distruzione e il collasso come elementi positivi, purché generino scambi economici, e ignora le qualità ecologiche e sociali fondamentali che rendono la vita possibile e significativa. Con il mondo afflitto da molteplici crisi interconnesse, è evidente che l’ossessione per la crescita misurata dal PIL rasenta la follia. È tempo di abbandonare la crescita fine a se stessa e di passare a modelli che riflettano e promuovano meglio il benessere umano ed ecologico. Molti potrebbero definire utopico, rivoluzionario, fantasioso il programma della Campagna The Real Economy, ma in realtà si tratta del tentativo di riportare la politica al centro delle azioni umane come arte dell’immaginazione di un futuro migliore e non come riduzione a mera governance. Localizzare l’economia e renderla “reale”, rispetto alle logiche “astratte” della finanza internazionale delle corporations, non è fantasia: “se i milioni di persone che lavorano per creare un mondo migliore – dalla protezione delle foreste pluviali al sostentamento dei senzatetto – affrontassero anche le cause economiche profonde di questi problemi, allora il movimento per il cambiamento economico crescerebbe rapidamente e un futuro migliore sarebbe a portata di mano.” Il tutto accompagnato dalla concretezza di questa proposta in quanto è stata appositamente redatta una guida sul come attivarsi per mettere in atto ogni punto della campagna (leggere “Actions” sul sito della campagna). Come ricorda però l’incipit della campagna, per attuare l’economia reale ritornando alla Terra dobbiamo smantellare le narrazioni obsolete che sono alla base del nostro sistema economico globale: “Crediamo che uno degli aspetti più rilevanti della società che ci separa da un mondo più pacifico e giusto siano le idee che sono alla base del nostro sistema economico globale.” Come ha scritto Helena Norberg Hodge: «Dai mercati contadini alle cooperative di produttori e consumatori, dalle alleanze tra imprese locali ai sistemi di finanziamento comunitario, le persone stanno ricostruendo dalle fondamenta il tessuto dell’interdipendenza locale. Spinte dal buon senso e da un’intuizione sincera, stanno trovando modi innovativi per uscire dalla frenesia del consumismo e vivere una vita locale a misura d’uomo.»   (1) Ladakh (chiamato il “Piccolo Tibet”), una regione remota sull’altopiano tibetano a confine tra Tibet, India, Cina e Pakistan che, sebbene sia parte dell’India, ha più in comune culturalmente con il Tibet.   Per informazioni: https://www.helenanorberghodge.com/ https://www.localfutures.org/wp-content/uploads/NY-Times-Helena-Norberg-Hodge-Profile-1.pdf https://www.therealeconomy.earth/ https://www.localfutures.org/wp-content/uploads/We-Believe-in-the-Real-Economy-22-April-2026.pdf https://actionguide.localfutures.org/actions/promote-alternatives-to-gdp https://re-generation.cc/en/longread/helena-norberg-hodge/ Lorenzo Poli
June 3, 2026
Pressenza