UE, il nuovo Regolamento Rimpatri rafforza il sistema delle deportazioni

Progetto Melting Pot Europa - Tuesday, October 6, 2026

Il 1° ottobre 2026, il Consiglio dell’Unione Europea ha definitivamente approvato il Regolamento Rimpatri, ribattezzato da numerose ONG “Regolamento Deportazioni” per via del maggiore ricorso alla forza e a misure coercitive previsto dal testo.

Il Regolamento andrà a sostituire la Direttiva Rimpatri del 2008 (Direttiva 2008/115/CE 1) e a integrare il nuovo Patto europeo sulla Migrazione e l’Asilo. Uno dei pilastri centrali di quest’ultimo è infatti la creazione di un sistema europeo comune per i rimpatri.

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Il nuovo strumento legislativo è dunque il risultato del medesimo contesto politico e ideologico che ha portato alla ratifica del Patto europeo: un quadro caratterizzato da sorveglianza e controllo stringenti, orientato a una securitizzazione dei confini crescente e a una gestione sempre più restrittiva e criminalizzante delle persone migranti.

In particolare, il Regolamento Rimpatri inasprisce un approccio punitivo verso i cittadini di Paesi terzi presenti illegalmente sul territorio dell’Unione, dando vita a quella che è stata definita una vera e propria caccia alle streghe e identificando nei rimpatri l’unico mezzo per la gestione di chi risiede irregolarmente negli Stati Membri 2.

Stretta su detenzione e rimpatri: il Regolamento UE e i return hubs

Tra le misure più preoccupanti troviamo anzitutto un’espansione dei casi di espulsione, la quale contribuisce a rafforzare l’associazione tra persone escluse dal diritto d’asilo e la necessità di una loro rimozione immediata, criminalizzando così un numero sempre più alto di cittadini di Paesi Terzi.

Vengono inoltre estesi i periodi di detenzione da sei mesi a ventiquattro, con un ampliamento dei presupposti per il trattenimento che include anche motivi di sicurezza pubblica o nazionale.

Per i soggetti considerati una minaccia in questo senso è persino prevista la possibilità di prolungare la detenzione oltre la soglia dei ventiquattro mesi. 

A destare particolare preoccupazione è la possibilità di trattenere minori non accompagnati e famiglie con minori, sia pure in circostanze eccezionali e come estrema ratio.

Si tratta infatti di una pratica che rischia di violare gli standard internazionali relativi al principio secondo cui la detenzione non può mai tutelare l’interesse del bambino. 

Non meno controversa è la misura sui cosiddetti “return hubs”: centri di rimpatrio situati al di fuori dell’Unione Europea verso cui trasferire chi è soggetto a un ordine di espulsione, prescindendo dalla presenza di un legame effettivo della persona con tali Paesi.

Si tratta di un approccio che, oltre a rendere le procedure di rimpatrio fortemente dipendenti da accordi bilaterali con Stati extra-UE, rischia di eludere il principio di non-refoulement: laddove il rientro diretto nel Paese d’origine risulti inattuabile, la persona viene trasferita in un Paese terzo ritenuto sicuro 3.

L’insieme delle modifiche sopra elencate, non fa che confermare l’obiettivo politico del Regolamento di massimizzare i rimpatri, nonostante le critiche e i moniti da parte della società civile e delle stesse Nazioni Unite. 

Sorveglianza di massa e misure investigative in stile ICE 

Nel quadro repressivo e coercitivo delineato dal nuovo strumento legislativo, un ruolo chiave è occupato dalle tecnologie di sorveglianza, che ne facilitano l’applicazione 4.

Ciò è dimostrato anzitutto dall’introduzione dello “Ordine Europeo di Rimpatrio”, ossia una decisione di rimpatrio comune a livello europeo che riassume gli elementi chiave del provvedimento emesso da un singolo Stato membro e che risulta accessibile a tutti i Paesi dell’UE tramite lo Schengen Information System.

In questo modo non sarà più necessario che ogni Stato emetta la propria decisione di rimpatrio se ne esiste già una predisposta da un altro Stato membro: basterà infatti il provvedimento di un solo Paese per renderlo comune a livello europeo. Ciò dovrebbe garantire maggiore rapidità ed efficienza.

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Tuttavia, la condivisione della decisione di rimpatrio nei database fa sì che i dati personali dei cittadini di Paesi terzi diventino accessibili a migliaia di agenti di polizia in tutta l’UE, esponendoli al rischio di violazioni e fughe di dati. 

Le tecnologie di sorveglianza risultano inoltre fondamentali per l’attuazione delle cosiddette “misure investigative” volte all’intercettazione e all’identificazione delle persone migranti irregolari presenti sul territorio di uno Stato Membro.

Il Regolamento rende infatti possibile l’applicazione, anche all’interno dei confini nazionali, della procedura di screening prevista dal Patto europeo per le frontiere.

Lo screening si basa su un’intensa raccolta di dati biografici e biometrici e fa affidamento sull’incrocio (cross-checking) di tali informazioni con quelle presenti negli altri database europei interoperabili, al fine di identificare la persona.

Questa prassi comporta un elevato rischio di facilitare la profilazione razziale, dal momento che i tratti somatici e il colore della pelle potrebbero potenzialmente essere utilizzati per dedurre la nazionalità di un individuo o il suo status migratorio.

Tra le misure investigative figura poi la possibilità di effettuare perquisizioni in abitazioni private – senza necessità di un mandato – e in “altri luoghi rilevanti”.

Questi ultimi potrebbero includere i locali in cui le persone migranti ricevono supporto e/o accoglienza, estendendosi potenzialmente anche gli uffici di organizzazioni umanitarie e le case dei cittadini che offrono ospitalità. È chiaro che la sorveglianza svolgerà un ruolo chiave nel localizzare abitazioni, uffici e le persone coinvolte, attraverso la raccolta di una mole enorme di dati 5. 

È inoltre prevista la facoltà di ispezionare e sequestrare oggetti personali e dispositivi elettronici, con il concreto rischio di violare il diritto alla privacy e alla protezione dei dati. 

Tali misure richiamano i metodi coercitivi impiegati dall’Immigration and Customs Enforcement (ICE) statunitense, prendendo di mira le persone all’interno degli Stati membri, compreso chiunque offra supporto ai residenti non documentati.

Metodi che, come si è già osservato negli Stati Uniti, rischiano di generare un clima di sospetto e paura, dissuadendo le persone dall’accedere ai servizi pubblici essenziali per il timore di essere scoperte o denunciate.

Senza contare il notevole carico posto sulle spalle degli operatori del settore pubblico (personale sanitario, insegnanti, assistenti sociali, ecc.), obbligati a segnalare la presenza di individui senza documenti o irregolari.

Ciò alimenta un’atmosfera di persecuzione – ben esemplificata dalle recenti vicende italiane che hanno visto il coinvolgimento di medici indagati – e finisce per discriminare ulteriormente comunità già marginalizzate.

Dall’esame del nuovo Regolamento emerge chiaramente come l’apparato di sorveglianza dei confini previsto dal Patto sulla Migrazione e l’Asilo tenda a estendersi e a proiettarsi anche all’interno degli Stati membri, mirando ai cittadini di Paesi terzi in situazione irregolare.

Il Regolamento Rimpatri adotta infatti meccanismi di sorveglianza di frontiera entro i confini nazionali, confermando la natura oramai ubiqua e mobile di un confine sempre più digitale e invisibile.

Fonti

Boccitto, Marco. “Rimandiamoli non a casa loro“. Il Manifesto, 2 ottobre 2026

CILD. “Regolamento UE rimpatri: stretta sulle deportazioni e detenzione migranti“. Coalizione Italiana Libertà e Diritti (CILD), 8 aprile, 2026. 

Council of the European Union. “Council Adopts New Rules on Return for Those with No Right to Stay in the EU“. Press release, October 1, 2026.

EDRi (European Digital Rights). “The EU Must Stop the Digitalisation of the Deportation Regime and Withdraw the New Return Regulation“. June 23, 2025.

European Commission. Proposal for a Regulation of the European Parliament and of the  Council establishing a common system for the return of third-country nationals staying illegally in the Union (Return Regulation). COM(2025) 101 final. March 11, 2025. Interinstitutional Procedure 2025/0059(COD).

European Parliament and Council of European Union. “Regulation of the European Parliament and Council of European Union establishing a common system for the return of third-country nationals staying illegally in the Union, and repealing Directive 2008/115/EC of the European Parliament and of the Council, Council Directive 2001/40/EC and Council Decision 2004/191/EC.” Document PE-40-2026-INIT, 2026.

Ferraris, Valeria. “Entangled in the technology driven borderscape: Border crossers rendered to their digital self.” European Journal of Criminology 20, No. 5 (2023): 1740-1758. 

Médecins du Monde. “EU Return Regulation Adopted: Implementation Must Not Come at the Expense of Health“. 1 ottobre 2026.

Pahladsingh, Aniel. “Proposal of the European Commission for a Return Regulation: Balancing Effective Return Policy and Fundamental Rights Protection of the Migrant.” ERA Forum 26 (2025): 487–508. 

PICUM (Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants). “No to EU Law Enabling Home Raids, Policing of Public Services and Racial Profiling.” PICUM Blog.

February 11, 2026. No to EU law enabling home raids, policing of public services and racial profiling (febbraio 2026)

PICUM (Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants). “The Proposed Deportation (‘Return’) Regulation“. PICUM Blog. February 25, 2026.

PICUM (Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants). “EU Migration Policies.” PICUM Blog.

Sundberg Diez, Olivia. “The European Parliament’s Vote on Deportation Rules: Rushed Negotiations Make Dangerous Policies“. Border Criminologies (blog), Oxford Law Blogs, March 20, 2026.

UN Special Procedures Mandate Holders. “Joint Communication to the Permanent Delegation of the European Union to the United Nations Office and other international organizations in Geneva“. Ref. OL OTH 166/2025. January 26, 2026. Office of the High Commissioner for Human Rights (OHCHR). . 

Valdambrini, Andrea. “Sì al regolamento rimpatri: avanza il progetto return hub“. Il Manifesto, 2 ottobre 2026.

  1. Consulta la Direttiva ↩︎
  2. Andrea Valdambrini, “Sì al regolamento rimpatri: avanza il progetto return hub,” Il Manifesto, 2 ottobre 2026; PICUM (Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants), “The Proposed Deportation (‘Return’) Regulation,” PICUM Blog, February 25, 2026. ↩︎
  3. Council of the European Union, “Council Adopts New Rules on Return for Those with No Right to Stay in the EU,” Press release, 1 ottobre, 2026; European Parliament and Council of European Union, “Regulation of the European Parliament and Council of European Union establishing a common system for the return of third-country nationals staying illegally in the Union, and repealing Directive 2008/115/EC of the European Parliament and of the Council, Council Directive 2001/40/EC and Council Decision 2004/191/EC,” Document PE-40-2026-INIT, 2026; European Commission, Proposal for a Regulation of the European Parliament and of the  Council establishing a common system for the return of third-country nationals staying illegally in the Union (Return Regulation), COM(2025) 101 final, March 11, 2025, Interinstitutional Procedure 2025/0059 (COD) ↩︎
  4. EDRi (European Digital Rights), “The EU Must Stop the Digitalisation of the Deportation Regime and Withdraw the New Return Regulation,” June 23, 2025. ↩︎
  5. Council of the European Union, “Council Adopts New Rules on Return for Those with No Right to Stay in the EU,” Press release, 1 ottobre, 2026; European Parliament and Council of European Union, “Regulation of the European Parliament and Council of European Union establishing a common system for the return of third-country nationals staying illegally in the Union, and repealing Directive 2008/115/EC of the European Parliament and of the Council, Council Directive 2001/40/EC and Council Decision 2004/191/EC,” Document PE-40-2026-INIT, 2026; PICUM (Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants), “No to EU Law Enabling Home Raids, Policing of Public Services and Racial Profiling,” PICUM Blog, February 11, 2026.  ↩︎