AUTISTICI/INVENTATI FA RICORSO CONTRO IL CONGELAMENTO DEI FONDI IN BANCA ETICA. INTERVISTA ALL’AVVOCATO DEL COLLETTIVO INFORMATICO, FAUSTO GIANELLI

Radio Onda d`Urto - Wednesday, September 9, 2026

Il collettivo informatico Autistici/Inventati, nei giorni scorsi, ha dichiarato chiusa la propria esperienza dopo 25 anni di servizi digitali liberi, a causa dell’editto Trump /Rubio del 26 agosto 2026, con cui gli Usa hanno bollato la stessa A/I come un’organizzazione “terroristica”, all’interno della caccia alle streghe della Casa Bianca contro il (presunto) “movimento Antifa“.

Ora sempre A/I ha depositato un ricorso al Tribunale di Pisa contro la decisione di Banca Etica di chiudere il conto di A/I Odv e congelarne i fondi, impedendo di trasferirli altrove.

Una mossa arrivata prima del termine fissato in maniera unilaterale dagli Usa, il 25 settembre, stando a quanto deciso prima dal Dipartimento di Stato e poi dall’Ofac (Office of foreign assets control), il braccio finanziario del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, per conto del quale applica sanzioni economiche e commerciali in giro per il mondo.

Con il ricorso, A/I chiede in primo luogo al Tribunale toscano “il ripristino della piena operatività” del conto corrente al momento ancora congelato o, “in subordine, il trasferimento del saldo su un conto di nostra indicazione”.

Su Radio Onda d’Urto l’intervista all’avvocato Fausto Gianelli, legale del collettivo informatico Autistici/Inventati.  Ascolta o scarica

Di seguito, il comunicato di A/I:

“Autistici/Inventati presenta ricorso contro Banca Etica e risponde alle informazioni che ha fatto circolare in questi giorni, a quanto pare non corrette.

AI ODV PRESENTA RICORSO CONTRO BANCA ETICA

Sep 8, 2026

Comunicato stampa AI ODV, 8 settembre 2026
Abbiamo depositato davanti al Tribunale di Pisa un ricorso in via d’urgenza ex art. 700 c.p.c. contro Banca Popolare Etica, per ottenere il ripristino immediato dell’operatività del nostro conto corrente.

Il 26 agosto l’OFAC statunitense ha inserito Autistici/Inventati nella lista SDN di soggetti sanzionati, ai sensi dell’Executive Order 13224. Il 1° settembre la banca, con incredibile solerzia, ha disposto una “limitazione temporanea dell’operatività” del conto, sospendendone ogni tipo di possibile operazione, senza indicare alcuna norma a fondamento, senza fissare un termine, senza chiederci un solo documento. Non siamo sottoposti ad alcun procedimento in Italia, non figuriamo in alcuna lista ONU o dell’Unione europea, non abbiamo ricevuto alcuna specifica contestazione. Siamo stati inclusi in un regime sanzionatorio da parte del governo degli Stati Uniti in mancanza di alcun contraddittorio, senza nessuna possibilità di difesa e senza che sia mai stato richiesto di intervenire per la rimozione di particolari contenuti o per adeguarci a previsioni di legge presuntamente violate.

Nessuna norma che abbia efficacia all’interno dell’ordinamento italiano impone di congelare fondi sulla base di una designazione statunitense.

A noi la banca ha scritto di star facendo non meglio specificati «approfondimenti istruttori». Al pubblico, lo stesso giorno, ha dichiarato che il conto aveva fino alla designazione un’operatività regolare e un profilo antiriciclaggio medio, indicando come ragione vera il timore di sanzioni secondarie americane.

In verità, non c’era nulla da approfondire. Una banca che ha fatto dell’etica la propria ragione sociale non solo ha compiaciuto spontaneamente e senza esservi tenuta un ordine esecutivo proveniente da uno stato straniero, che nessuna legge italiana o europea le impone di applicare, ma è addirittura andata oltre i desiderata di chi si crede padrone del mondo, anticipando perfino il termine del 25 settembre concesso dalla licenza generale OFAC n. 36 per la definizione dei rapporti in corso.

Chiediamo al Tribunale il ripristino della piena operatività del rapporto; in subordine, il trasferimento del saldo su un conto di nostra indicazione.

Se l’iscrizione in una lista amministrativa straniera, decisa senza contraddittorio e senza controllo giurisdizionale, basta a privare un’associazione europea dell’accesso ai propri fondi, diviene evidente che il perimetro delle libertà associative in Italia cessa di essere garantito come la Costituzione impone e viene a essere sottratto al controllo sia del legislatore che dei giudici italiani.

A fronte di tutto questo, l’unica esigenza etica che vediamo è resistere a questa plateale violazione dello stato di diritto.

AI ODV”