2 AGOSTO 1980: 46 ANNI DALLA STRAGE FASCISTA E DI STATO DELLA STAZIONE DI BOLOGNA, CON 85 MORTI E 200 FERITI2 agosto 1980 – 2 agosto 2026: 46 anni dalla strage fascista e di Stato alla
stazione ferroviaria di Bologna.
Alle 10.25 di sabato 2 agosto 1980, il giorno delle partenze per le vacanze di
migliaia di persone, una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe.
L’ordigno è appoggiato al muro portante dell’ala Ovest, con l’effetto deliberato
di aumentare la potenza dell’ordigno stesso: 23 chilogrammi di esplosivo, con 5
chilogrammi di tritolo e T4, potenziati da 18 chilogrammi di nitroglicerina.
L’esplosione fa letteralmente crollare l’ala Ovest della stazione, investendo in
pieno il treno in attesa sul primo binario, l’Adria Express Ancona – Basilea,
oltre alla pensilina e all’antistante parcheggio dei taxi.
Una strage vera e propria, deliberata, contro i civili: 85 i morti, oltre 200 i
feriti.
La mano fascista e di Stato fu subito lampante, come scandita dalle migliaia di
persone scese in piazza nel capoluogo emiliano nelle ore immediatamente
successive.
Le indagini dell’ultimo (quasi) mezzo secolo, nonostante decenni di depistaggi a
tutti i livelli, hanno – seppur parzialmente – confermato la matrice fascista
della strage, con legami espliciti e conclamati con pezzi interi dello Stato
Italiano e delle strutture Usa presenti nel nostro Paese.
I primi ad essere condannati come esecutori materiali sono stati Valerio
Fioravanti e Francesca Mambro, neofascisti dei Nar, in via definitiva dal 1995.
Poi il loro sodale, Luigi Ciavardini, condannato definitivamente nel 2007. Del
2025 invece le condanne a Gilberto Cavallini, anche lui dei Nar, e Paolo
Bellini, di Avanguardia Nazionale (altro movimento neofascista), legato a doppio
filo ai servizi italiani e Usa.
Sul fronte depistaggi invece condannati in definitivo Licio Gelli, a capo della
loggia massonica segreta P2; Francesco Pazienza, collaboratore del Sismi, il
servizio segreto militare italiano dell’epoca, oltre a Pietro Musumeci e
Giuseppe Belmonte, generale e colonnello dello stesso servizio segreto militare.
Infine i mandanti: le inchieste hanno individuato come finanziatori e
organizzatori lo stesso Licio Gelli, il banchiere e faccendiere (tra P2,
Vaticano e dintorni) Umberto Ortolani, l’ex prefetto Federico Umberto D’Amato e
il senatore dell’Msi e giornalista Mario Tedeschi, tutti però morti prima di
poter essere portati a processo. Condannato, come esecutore e organizzatore,
solo Bellini.
Su Radio Onda d’Urto la puntata speciale dell’Archivio del Gatto Nero del 29
luglio 2026, dedicata proprio alla strage di Bologna del 2 agosto 1980, con
audio storici di Radio Onda d’Urto raccolti negli anni, da Primo Moroni –
sull’inquadramento storico e politico degli anni della strage – e del politologo
Marco Revelli, sulle inchieste e i legami tra neofascisti e Stato.. Ascolta o
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