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PERQUISIZIONI CONTRO MILITANTI DEI CARC TRA NAPOLI E FIRENZE. IPOTESI DI REATO: TERRORISMO E APOLOGIA
Perquisizioni, all’alba di martedì 21 aprile 2026, nei confronti di sei compagni dei Carc, il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, tra Napoli e Firenze. Tra loro alcuni dirigenti, esponenti della direzione nazionale del partito. Le ipotesi di reato avanzate dalla Procura di Napoli sono la costituzione di un’organizzazione terroristica e l’apologia al terrorismo, in particolare alle Brigate Rosse e alle Nuove Brigate Rosse. La prima delle due ipotesi di reato messe nero su bianco dalla Procura di Napoli si riferisce all’articolo 270-bis del codice penale e accusa i compagni di “aver promosso, costituito, organizzato, diretto o finanziato – si legge sul mandato di perquisizione – un’assocazione che si propone di commettere atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione che si richiama all’operatività delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate rosse (con l’aggravante di aver indotto a commettere il crimine anche un minorenne)”. La seconda ipotesi di reato della Procura partenopea, che chiama in causa gli articoli 110 e 414, è di “aver fatto pubblicamente apologia dei delitti di terrorismo con richiami espliciti all’operatività delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate Rosse”. “Quest’operazione va inquadrata nel contesto di repressione dilagante promossa in particolare dal governo Meloni, che si trova ad affrontare una situazione nella quale il movimento popolare si sta estendendo e rafforzando”, commenta Silvia Fruzzetti, compagna del Partito dei Carc, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “Il governo – aggiunge Fruzzetti – ha paura della mobilitazione popolare e di chi può guadagnare autorevolezza e organizzare la lotta”. “La risposta, quindi, è quella di provare a reprimere e isolare chiunque possa mettersi alla testa della mobilitazione”, conclude la compagna nell’intervista rilasciata alla nostra emittente. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Silvia Fruzzetti, compagna del Partito dei Carc in collegamento da Firenze. Ascolta o scarica.
April 21, 2026
Radio Onda d`Urto
Per Calenda, se a fare terrorismo contro la UE è l’Ucraina, va tutto bene…
Un recente post domenicale di Calenda su X ha rivelato con chiarezza la visione di politica estera del politico italiano. Lasciamo da parte tutte le sottigliezze e le necessarie specifiche del caso e seguiamo la logica del leader di Azione. La Russia di Putin “attacca” i paesi UE, e dunque […] L'articolo Per Calenda, se a fare terrorismo contro la UE è l’Ucraina, va tutto bene… su Contropiano.
April 20, 2026
Contropiano
Chi lotta per la libertà, lotta per la Palestina: decostruire il paradigma vittima/terrorista – parte1@0
La quarta di una serie puntate di Harraga  (trasmissione in onda su Radio Blackout ogni venerdì dalle 15 alle 16), in cui proviamo a tracciare un fil rouge, che dalla Palestina riporti alle logiche e alle dinamiche coloniali occidentali nei nostri contesti, che sfruttano e opprimono, tanto in Palestina quanto in Italia, le persone razzializzate. Proviamo a ragionare sulla dicotomia vittima-terrorista, un paradigma che sempre di più il potere capitalista e coloniale impone sulla pelle delle persone razzializzate che vivono e lottano nei nostri territori, e che in generale riflette una visione eurocentrica, razzista e coloniale che l’occidente ha da sempre imposto. Comprendere la costruzione di questo paradigma, ci permette di provare a smantellare una retorica che da un lato contribuisce a costruire la figura del nemico interno, il terrorista e la persona da reprimere; dall’altro vede le persone razzializzate bisognose di un salvatore/salvatrice bianca e incapaci di autodeterminarsi e lottare. Una dicotomia estremamente interiorizzata che diventa la base di una narrazione “antirazzista” neoliberale, assistenzialista e profondamente coloniale.   Per fare ciò, partiamo dal racconto di come questo paradigma di vittima-terrorista si è creato attorno alla lotta del popolo palestinese. Da un lato il palestinese “buono” che subisce le angherie degli israeliani rispondendo con la non-violenza e pertanto meritevole della solidarietà occidentale, dall’altro la rappresentazione del “cattivo”, chiunque resista e reagisca con gli strumenti di cui sceglie di dotarsi, a cui bollare l’etichetta del “terrorista” con tutto il portato repressivo che ne comporta. Le conseguenze di questa narrazione si materializzano nella depoliticizzazione della causa palestinese a mera questione umanitaria e nella debole attivazione all’indomani del 7 ottobre che poi solo progressivamente è sfociata nelle mobilitazioni di massa di questo autunno. Ne abbiamo parlato con Mjriam Abu Samra, ricercatrice all’Università Ca Foscari di Venezia, tra le fondatrici di Palestine Youth Movement (PYM) e compagna che da sempre si spende per la liberazione del suo popolo. Lo stesso paradigma si manifesta anche nei nostri territori con la completa subordinazione delle persone migranti a ruolo di vittima, tra la spettacolarizzazione della violenza subita, ad esempio dentro i CPR, e l’invisibilizzazione delle pratiche e delle istanze di lotta.
April 17, 2026
Radio Blackout - Info
Chi lotta per la libertà, lotta per la Palestina: decostruire il paradigma vittima/terrorista – parte1@1
La quarta di una serie puntate di Harraga  (trasmissione in onda su Radio Blackout ogni venerdì dalle 15 alle 16), in cui proviamo a tracciare un fil rouge, che dalla Palestina riporti alle logiche e alle dinamiche coloniali occidentali nei nostri contesti, che sfruttano e opprimono, tanto in Palestina quanto in Italia, le persone razzializzate. Proviamo a ragionare sulla dicotomia vittima-terrorista, un paradigma che sempre di più il potere capitalista e coloniale impone sulla pelle delle persone razzializzate che vivono e lottano nei nostri territori, e che in generale riflette una visione eurocentrica, razzista e coloniale che l’occidente ha da sempre imposto. Comprendere la costruzione di questo paradigma, ci permette di provare a smantellare una retorica che da un lato contribuisce a costruire la figura del nemico interno, il terrorista e la persona da reprimere; dall’altro vede le persone razzializzate bisognose di un salvatore/salvatrice bianca e incapaci di autodeterminarsi e lottare. Una dicotomia estremamente interiorizzata che diventa la base di una narrazione “antirazzista” neoliberale, assistenzialista e profondamente coloniale.   Per fare ciò, partiamo dal racconto di come questo paradigma di vittima-terrorista si è creato attorno alla lotta del popolo palestinese. Da un lato il palestinese “buono” che subisce le angherie degli israeliani rispondendo con la non-violenza e pertanto meritevole della solidarietà occidentale, dall’altro la rappresentazione del “cattivo”, chiunque resista e reagisca con gli strumenti di cui sceglie di dotarsi, a cui bollare l’etichetta del “terrorista” con tutto il portato repressivo che ne comporta. Le conseguenze di questa narrazione si materializzano nella depoliticizzazione della causa palestinese a mera questione umanitaria e nella debole attivazione all’indomani del 7 ottobre che poi solo progressivamente è sfociata nelle mobilitazioni di massa di questo autunno. Ne abbiamo parlato con Mjriam Abu Samra, ricercatrice all’Università Ca Foscari di Venezia, tra le fondatrici di Palestine Youth Movement (PYM) e compagna che da sempre si spende per la liberazione del suo popolo. Lo stesso paradigma si manifesta anche nei nostri territori con la completa subordinazione delle persone migranti a ruolo di vittima, tra la spettacolarizzazione della violenza subita, ad esempio dentro i CPR, e l’invisibilizzazione delle pratiche e delle istanze di lotta.
April 17, 2026
Radio Blackout - Info
Gli insulti al Papa smascherano l’Unipolarismo dell’Occidente
C’è un passaggio storico in cui le parole non sono  più solo parole. Diventano strumenti di potere, dispositivi di esclusione, armi politiche. È quello che stiamo vivendo oggi, in un mondo segnato dall’escalation dei conflitti e dalla progressiva radicalizzazione dello scontro ideologico. Le recenti posizioni di Donald Trump, accompagnate da attacchi […] L'articolo Gli insulti al Papa smascherano l’Unipolarismo dell’Occidente su Contropiano.
April 16, 2026
Contropiano
Israele approva la pena di morte per chi lotta contro l’occupazione e il genocidio
Ieri il parlamento israeliano ha approvato una legge che ha suscitato un acceso dibattito, anche all’estero: la pena di morte per coloro che Tel Aviv considera “terroristi”. Ma il testo è pensato per portare sul patibolo solo i palestinesi, accusati in sostanza di aver combattuto contro l’occupazione sionista. Il provvedimento, […] L'articolo Israele approva la pena di morte per chi lotta contro l’occupazione e il genocidio su Contropiano.
March 31, 2026
Contropiano