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A/I Chiude, Restare Umani – A/I Shuts Down, Stay Human
Non appena abbiamo scoperto di essere finite sulla lista delle organizzazioni terroristiche globali, abbiamo scritto, dichiarato e promesso che avremmo cercato di resistere fino a che fosse stato possibile, che non ci saremmo arrese finché avessimo intravisto delle possibilità legali. Abbiamo mantenuto e difeso con orgoglio un’infrastruttura libera, riservata, autonoma e soprattutto partigiana. Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate. Non possiamo accettare uno scontro o prestarci a strumentalizzazioni che mettano in pericolo le loro vite, le vite dei loro cari, lasciandole alla mercé di autocrati, fascisti e agenzie che agiscono per vie extra-legali.La concreta possibilità di poter essere la causa di conseguenze penali o finanziarie per qualcuno che ci è vicino, o che anche solo interagisce con noi non ci permette altre scelte. A/I chiude. Il collettivo Autistici/Inventati chiude e sospenderà tutti i servizi a breve termine. Non c’è un modo facile per dirlo o per spiegarlo. Ogni giorno in cui siamo rimaste online a partire dal 26 agosto è stata una vittoria, ma noi dobbiamo fermarci oggi. Nessuna di noi ha simpatia per i gesti eroici e men che meno per i martiri, quindi non ne faremo e non ne chiederemo. In questo clima continuare a offrire i nostri servizi è solo un pericolo in più per le nostre utenti, e per tutte le persone che fanno parte delle nostre comunità. In un mondo di accuse slegate dai fatti non possiamo che aspettarci un’ulteriore repressione sproporzionata. Questo ci mette di fronte all’impossibilità di mantenere il nostro progetto originario: offrire strumenti sicuri e non mercificati. Sono stati 25 anni bellissimi. Sono stati una “bella storia”. Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso. Perché noi ci fermiamo. Ma la resistenza e le idee no. Restiamo umani. A brevissimo spiegheremo come salvare il contenuto dei blog, mail, siti e altri suggerimenti di tipo tecnico. Tenete comunque sempre presente che, così come è stato chiuso senza alcun preavviso il dominio autistici.org, nel frattempo potrebbero esserci altri problemi del genere che non siamo in grado di prevedere. Collettivo Autistici/Inventati Redazione Italia
September 7, 2026
Pressenza
SolidarietA\I http://storieinmovimento.org/2026/09/02/solidarietai/?pk_campaign=feed&pk_kwd=solidarietai #autistici/inventati #HacktheSystem #solidarietà #hacktivism #Statiuniti #terrorismo #Blog #SIM
SolidarietA\I
Il 26 agosto abbiamo appreso della designazione da parte dell’amministrazione Trump del collettivo Autistici/Inventati come soggetto fiancheggiatore del “terrorismo”. Solidarietà a A/I. L'articolo SolidarietA\I sembra essere il primo su StorieInMovimento.org.
September 2, 2026
StorieInMovimento.org
Un ordine esecutivo americano, un collettivo italiano spento in una notte
Autistici/Inventati è un collettivo italiano che da venticinque anni offre servizi digitali – posta elettronica, blog, mailing list, server e strumenti di anonimato – a movimenti e associazioni. Il 26 agosto gli Stati Uniti lo hanno inserito in una lista legata al terrorismo globale. Il caso pone una questione più ampia: quanto è sovrana l’Italia nel mondo digitale, se un provvedimento americano può bloccare un’infrastruttura italiana senza passare da un tribunale italiano o europeo. Il 26 agosto il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito Autistici/Inventati nella stessa lista di designazione usata per Al-Qaeda. Lo strumento è l’Ordine Esecutivo 13224, un atto amministrativo dell’esecutivo americano, non una sentenza. Nel documento compaiono numeri imponenti: sedicimila caselle di posta elettronica, diecimila blog, cinquemilacinquecento mailing list, millecinquecento siti. Ma quante di quelle caselle appartengono davvero a qualcuno che ha commesso un reato? La domanda è centrale, perché il caso non riguarda soltanto un collettivo di attivisti digitali che fornisce infrastrutture di rete a movimenti sociali, centri sociali, parrocchie, studenti. Riguarda il potere di un governo straniero di spegnere, con la firma di un funzionario, pezzi di infrastruttura utilizzata in Italia senza passare da un giudice italiano o europeo. Autistici/Inventati nasce nel 2001 dall’incontro tra persone e gruppi dell’area antagonista e anticapitalista interessati alla tecnologia e ai diritti digitali. Le sue origini si intrecciano con Indymedia Italia, la rete di informazione indipendente che raccontò dall’interno le proteste del G8 di Genova. Da allora offre caselle di posta non commerciali, mailing list, blog ospitati su Noblogs e altri servizi, gestiti in gran parte da volontari. Nella designazione americana il collettivo è descritto come fornitore dell’infrastruttura digitale di cellule antifasciste internazionali: posta, chat cifrate, server, videoconferenze e strumenti di anonimato. Il documento cita un gruppo di Portland che avrebbe usato quei servizi per organizzare un attacco agli elicotteri della polizia di frontiera, con un’incriminazione federale in corso. Il Tesoro cita inoltre, tra i beneficiari dei servizi, il PKK, Partito dei Lavoratori del Kurdistan, organizzazione designata come terroristica da Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea. La questione di fondo è dunque questa: fornire strumenti di comunicazione e cifratura a chiunque li richieda, senza controllare chi li usa e per quale scopo, equivale a sostenerne le finalità? C’è poi un aspetto giuridico importante. La designazione del Tesoro tramite l’OFAC attribuisce lo status di Specially Designated Global Terrorist (SDGT), diverso dall’inserimento nella lista delle Foreign Terrorist Organizations (FTO), che compete al Dipartimento di Stato con una procedura distinta. La differenza non è soltanto tecnica: uno status meno formalizzato e deciso con minori garanzie può produrre comunque un blocco totale dei rapporti economici. Da quel momento nessun soggetto americano può più fornire servizi al collettivo, dai server ai domini fino ai pagamenti. Il Tesoro ha dovuto emettere una licenza, la numero 36, per permettere a chi aveva rapporti commerciali con Autistici/Inventati di chiuderli senza rischiare sanzioni. Il punto debole dell’impianto non sta necessariamente nel sospetto su Portland, che può anche essere fondato, ma nel criterio che non distingue tra chi avrebbe commesso un reato e tutti gli altri utenti. La sociologa Susan Leigh Star osservava che un’infrastruttura tende a diventare visibile quando smette di funzionare. È come il montante dell’acqua di un condominio: se viene chiuso per punire l’inquilino del terzo piano, resta a secco l’intero palazzo, compresi quelli che con quell’inquilino non hanno nulla a che fare. Le conseguenze si sono viste subito. Il Public Interest Registry, l’ente statunitense che amministra i domini .org, ha applicato ad autistici.org un blocco tecnico chiamato serverHold: il dominio esiste, ma i browser non riescono più a raggiungerlo. Il collettivo ha dichiarato di aver appreso della designazione non da una notifica ufficiale, ma da un tweet del Segretario di Stato Marco Rubio, e di non aver ottenuto risposte dal registrar europeo, che a sua volta risponde a un registro americano. Nella notte tra il 27 e il 28 agosto, alle 3:57, il dominio è sparito dalla rubrica pubblica di internet. Autistici/Inventati ha respinto ogni accusa, definendo il provvedimento il frutto di un’amministrazione politicamente in affanno e ribadendo l’intenzione di continuare a fornire strumenti di autodifesa digitale a chiunque ne abbia bisogno. Sul fronte economico la vicenda è ancora più istruttiva. Le donazioni tramite bonifico passavano su un conto Banca Etica, l’istituto italiano della finanza sociale. Non è la prima volta che quel “no” viene pronunciato: era già successo con Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU sui territori palestinesi, anch’essa finita nella lista sanzionatoria americana, a cui Banca Etica non era riuscita ad aprire un conto. La spiegazione resa pubblica all’epoca è tecnica quanto inquietante: un bonifico in dollari tra Milano e Roma transita comunque per New York attraverso il sistema SWIFT, e se tra i soggetti coinvolti compare qualcuno inserito nella lista sanzionatoria, quello scalo può negare l’imbarco, con il rischio di compromettere l’operatività dell’intero istituto. Il timbro americano, in altre parole, non colpisce solo il dollaro: arriva anche al bonifico in euro tra due conti italiani. Il 27 agosto anche il conto PayPal di Autistici/Inventati, l’altro canale di raccolta fondi, è stato bloccato. C’è un dettaglio quasi paradossale: il collettivo non ha mai accettato Bitcoin, un canale esterno ai tradizionali circuiti finanziari. È una scelta politica coerente con la sua critica alla speculazione finanziaria, ma oggi rappresenta l’unica porta che aveva scelto di tenere chiusa mentre le altre venivano sprangate dall’esterno. Il precedente più significativo non riguarda però un collettivo di attivisti, ma un magistrato internazionale. A febbraio lo stesso Ordine Esecutivo 13224 aveva colpito Karim Khan, procuratore capo della Corte Penale Internazionale, che aveva emesso un mandato d’arresto per Benjamin Netanyahu. I conti di Khan sono stati congelati e la sua casella di posta professionale, ospitata su Microsoft, è svanita, costringendo la Corte a migrare l’infrastruttura. Lo stesso strumento amministrativo che ieri ha rallentato il lavoro del tribunale internazionale sui crimini di guerra, oggi prova a spegnere un collettivo antifascista italiano. È il criterio che lega i due casi a dover preoccupare, al di là delle simpatie o antipatie per Autistici/Inventati: se offri un servizio a chi commette reati e non conservi i registri, per l’amministrazione americana puoi diventare complice. Non per una sentenza di un tribunale, ma per una decisione amministrativa. Applicato alla lettera, il criterio coinvolge chiunque offra una cifratura efficace, perché l’anonimato è parte essenziale del servizio. È come considerare un fabbro che vende serrature inviolabili complice di qualunque reato venga commesso dietro una porta che quelle serrature proteggono. Sul fronte politico italiano è calato un silenzio quasi totale. Nei giorni successivi alla designazione l’unica voce istituzionale registrata è stata quella di Rifondazione Comunista, che ha chiesto al ministro degli Esteri Antonio Tajani di chiarire la posizione del governo su un provvedimento americano che colpisce un soggetto italiano, la sua infrastruttura e i suoi conti. Nell’immediato non è arrivata alcuna presa di posizione ufficiale dell’esecutivo. È qui che emerge il problema della sovranità. Chi debba essere considerato terrorista non dovrebbe dipendere, per un soggetto italiano, dalla sola firma di un funzionario dall’altra parte dell’oceano, ma da un procedimento in cui l’accusato possa difendersi secondo le garanzie del proprio ordinamento. È questo il perimetro della sovranità che rischia di consumarsi, un dominio alla volta, un conto corrente alla volta: quando un’infrastruttura italiana dipende da un rubinetto americano, una parte della sua autonomia diventa esposta a una decisione amministrativa statunitense. La domanda, allora, non riguarda più soltanto Autistici/Inventati. Riguarda chiunque, in Italia, dipenda da un’infrastruttura che non controlla. FONTI ● Foto di copertina: David Pupăză (@davidpupaza) su Unsplash — licenza Unsplash, uso libero — https://unsplash.com/photos/heNwUmEtZzo ● U.S. Department of the Treasury, “Treasury Takes Action Against Violent Far-Left Terrorist Networks”, 26 agosto 2026 — https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0616 ● U.S. Department of State, “Designation of Autistici/Inventati as a Specially Designated Global Terrorist”, 26 agosto 2026 — https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2026/08/designation-of-autistici-inventati-as-a-specially-designated-global-terrorist ● U.S. Department of State, “Imposing Sanctions on Violent Far-Left Terrorist Groups”, 26 agosto 2026 — https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2026/08/imposing-sanctions-on-violent-far-left-terrorist-groups/ ● U.S. Department of State, Executive Order 13224 — pagina descrittiva — https://www.state.gov/executive-order-13224 ● JURIST, “US Treasury sanctions Palestine Action and two other groups over alleged far-left terrorism ties” — https://www.jurist.org/news/2026/08/us-treasury-sanctions-palestine-action-and-two-other-groups-over-alleged-far-left-terrorism-ties/ ● Decode39, “Autistici/Inventati case sets a new counterterrorism precedent, Irdi says” — https://decode39.com/16319/autistici-inventati-case-sets-a-new-counterterrorism-precedent-irdi-says/ ● Open, “Autistici/Inventati, che cos’è il gruppo italiano antifascista dichiarato «terrorista» dagli Usa”, 27 agosto 2026 — https://www.open.online/2026/08/27/autistici-inventati-sanzioni-usa-terrorismo-cosa-e/ ● Radio Onda d’Urto, intervista al collettivo Autistici/Inventati, 27 agosto 2026 — https://www.radiondadurto.org/2026/08/27/autistici-inventati-nella-lista-statunitense-dei-terroristi-globali-se-non-fosse-grave-e-seria-la-situazione-si-potrebbe-fare-una-bella-risata-intervista-al-collettivo-digitale/ ● Sito ufficiale Autistici/Inventati — comunicato di replica alla designazione USA — https://www.autistici.org Francesco Russo
August 31, 2026
Pressenza
La caccia alle streghe contro gli Antifa
Dagli Stati Uniti all’Europa, l’antiterrorismo si allarga fino a colpire antifascisti, movimenti, solidarietà palestinese e infrastrutture indipendenti. C’è qualcosa di molto più grande del caso Autistici/Inventati nella decisione dell’amministrazione statunitense …
Gli USA dichiarano entità terrorista un collettivo italiano che si oppone alle Big Tech
Continua negli USA la moderna caccia alle streghe dell’amministrazione Trump. Il Dipartimento di Stato ha infatti aggiornato la lista delle entità terroristiche, inserendo al suo interno anche il collettivo italiano Autistici Inventati (A/I), da anni impegnato nel garantire una comunicazione più libera contro l’oligopolio delle Big Tech. Accusato di fornire supporto digitale ai gruppi Antifa e ad altre sigle dell’estrema sinistra sparse nel mondo, Autistici Inventati (A/I) è stato bollato come “terrorista globale appositamente designato”. La decisione comporta il congelamento di tutti i beni dell’organizzazione soggetti alla giurisdizione USA e il divieto, per cittadini e soggetti giuridici statunitensi, di effettuare transazioni verso di essa, sul modello delle sanzioni comminate di recente alla Relatrice Speciale dell’ONU Francesca Albanese. Pochi giorni dopo l’attentato dell’11 settembre, l’allora presidente americano George W. Bush firmò il decreto esecutivo n. 13224, dotando il governo di un nuovo strumento «per impedire il finanziamento del terrorismo». In base a quel decreto, le varie amministrazioni che si sono succedute alla Casa Bianca dal 2001 hanno aggiornato la lista delle organizzazioni ritenute terroristiche, prevedendo blocchi e sanzioni, oltre a un’importante espansione dei poteri di sorveglianza. Soltanto nel febbraio dello scorso anno, a pochi giorni dall’inizio del suo secondo mandato, il presidente Donald Trump ha inserito otto nuove organizzazioni all’interno dell’elenco. A novembre è toccato anche a una delle sigle della galassia internazionalista Antifa, la Antifa Ost, attiva in Germania. Preludio della nuova Strategia Nazionale di Controterrorismo, dove movimenti definiti “anti-americani”, “anarchici”, “anti-fascisti” e “radicalmente pro-transgender” sono stati formalmente inseriti nell’elenco delle minacce terroristiche. È in questo contesto che si inserisce l’aggiunta del collettivo italiano Autistici Inventati (A/I) nella lista delle entità terroristiche, per il presunto supporto a organizzazioni bollate come nemiche dalla Casa Bianca, anche se espressione di mero dissenso interno, sale di quella democrazia di cui gli USA si dicono essere massima espressione. Secondo il Dipartimento di Stato, il collettivo fornirebbe strumenti digitali — come chat, email e blog — per comunicare in anonimato. Un intento di cui non fa mistero la stessa organizzazione, nata nel 2001 durante le proteste no global «dall’incontro di individualità e collettivi provenienti dal mondo antagonista e anticapitalista, impegnati a lavorare con le tecnologie e attivi nella lotta per i diritti digitali. Crediamo che questo non sia affatto il migliore dei mondi possibili. La nostra risposta è offrire ad attivisti, gruppi e collettivi piattaforme per una comunicazione più libera», sfidando dunque il cartello delle Big Tech. Secondo Washington, questi servizi sarebbero «specificamente progettati per sostenere le operazioni delle reti terroristiche di estrema sinistra». Contro questa presunta minaccia, gli Stati Uniti, su iniziativa del Segretario di Stato Marco Rubio, hanno addirittura organizzato un vertice internazionale, a cui anche l’Italia ha partecipato con una delegazione. Il taglio politico dell’evento punta a mettere Washington, alle prese con una congiuntura storica non proprio favorevole, a guida di un neo-maccartismo capace di neutralizzare il dissenso, equiparando proteste ambientaliste o contro la violenza della polizia al terrorismo internazionale, sinonimo, fino a qualche anno fa, di jihadismo. A suggellare questo cambio di rotta storico è un’altra decisione proveniente in queste ore dalla Casa Bianca, che dopo 47 anni ha rimosso dai Paesi sponsor del terrorismo la Siria dell’ex tagliagole al-Jolani. The post Gli USA dichiarano entità terrorista un collettivo italiano che si oppone alle Big Tech appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 27, 2026
L'INDIPENDENTE