
Guardia Costiera libica, ancora spari contro le navi delle ONG e respingimenti illegali
Pressenza - Thursday, August 27, 2026Da quando sabato scorso il Ministro Piantedosi ha ribadito che le milizie libiche sono “autorità competenti”, queste si sono impegnate per mostrare la loro vera natura. L’ultimo episodio è di ieri, quando una motovedetta libica ha di nuovo aperto il fuoco in acque internazionali.
Ieri il nostro aereo Seabird 3 ha sorvolato un gommone con circa 40 persone senza salvagente. Mentre l’ONG MVLouiseMichel arrivava per offrire aiuto, la cosiddetta Guardia Costiera libica era in procinto di effettuare un respingimento illegale. Due persone sono cadute in mare.
Invece di recuperarle, la motovedetta libica classe Bigliani donata dall’Italia nel 2017, si è avvicinata alla Louise Michel e ha sparato due colpi d’arma da fuoco. L’equipaggio della ONG non è rimasto ferito, ma le due persone erano ancora in acqua, al buio, a un passo dall’annegamento.
Seabird 3 ha dovuto ripetere più volte via radio la richiesta di non ignorare le due persone in mare, ma solo al calare della notte sono state recuperate. Per loro e altre 38 persone, però, il destino è stato il respingimento illegale nei lager dei trafficanti libici.
Dal 2023, a 275mila persone è stato impedito di raggiungere le coste italiane. Per il governo Meloni questo è il “successo” della partnership con le autorità libiche, ma la realtà è quella che abbiamo visto ieri. Questo è il vero prezzo della propaganda sui confini chiusi.