La morte di L.D. non è un “evento critico”. È una morte di CPR

Progetto Melting Pot Europa - Tuesday, August 11, 2026

Nel linguaggio burocratico dei CPR, quanto accaduto ieri pomeriggio a Palazzo San Gervasio viene definito un “evento critico”. Nella realtà, è morto un ragazzo di trent’anni, nato in Tunisia nel 1996, probabilmente entrato nel Centro della provincia di Potenza nonostante una storia di fragilità alle spalle. La sua morte, nel gergo del CPR, rischia così di diventare soltanto un altro “evento critico”.

Ma il passato e il presente del CPR di Palazzo San Gervasio sono pieni di eventi critici che sembrano essere ormai una costante drammatica di questa struttura.

Solamente tra gennaio 2026 e luglio 2026 i c.d. eventi critici registrati dall’ente gestore della struttura sono stati 67 (atti di autolesionismo, tentativi di suicidio, ecc). Numeri impressionanti che danno il senso della drammaticità della condizione del CPR di Palazzo San Gervasio e che rappresentano una condizione di criticità cronica nella gestione del Centro da parte di tutti i soggetti coinvolti (pubblici e privati).

Purtroppo, nonostante le numerose segnalazioni, le denunce, i procedimenti in corso, i pronunciamenti del Consiglio di Stato e della Corte costituzionale, il sistema CPR in Basilicata continua a funzionare così. Certificazioni di idoneità superficiali e rilasciate sotto pressioni delle Questure di turno.

Verifiche in sede di udienza di convalida sulla documentazione medica inesistenti. Screening sanitari nelle strutture del tutto assenti e perdurante stato di abbandono di soggetti fragili all’interno di una struttura che non è in grado di assicurare i minimi standard di assistenza sanitaria richiesti dalla legge.

D’altra parte è la stessa Prefettura di Potenza a confermare che “… ad oggi non sono stati sottoscritti protocolli di prevenzione del rischio suicidario e autolesionismo, né convenzioni con il Ser.D territorialmente competente, e non risultano intervenute modifiche al contratto di gestione del CPR in essere per adeguamenti a sentenze della giustizia amministrativa o in attuazione della Circolare del Ministero dell’Interno n. 14100/166” (riscontro del 29.07.2026).

In questo quadro si inserisce quanto accaduto ieri pomeriggio nel CPR di Palazzo San Gervasio.

PH: Assemblea lucana NO CPR

Non un semplice evento critico ma il decesso di un trentenne per cause che sono tutte da accertare. Sbrigativamente si è parlato di incidente e di suicidio ma il quadro che emerge dalle testimonianze raccolte dalla viva voce di chi era presente al momento dei fatti è più complesso e merita i dovuti approfondimenti. Le indagini dovranno fare il loro corso e siamo sicuri che verranno eseguite a 360 gradi per verificare tutto quanto accaduto prima, durante e dopo il tragico evento.

Il quadro generale rappresentato dai numeri sopra citati e dalle mancanze gestionali e organizzative del CPR di Palazzo San Gervasio non può portare a rubricare quanto accaduto come un semplice incidente e speriamo che la Procura della Repubblica tenga in debita considerazione tutti questi dati, tutti questi elementi e anche molti altri.

Infatti, la morte del giovane L.D. non è un accadimento isolato ma si inserisce in un clima di forte tensione presente da settimane e nel contesto più generale di un sistema di detenzione amministrativa che determina solamente sofferenza e morte.

Tensioni e sofferenze che sono sfociate, dopo la morte di L.D., in una comprensibile protesta da parte degli altri trattenuti. Proteste che sono durante per diverse ore e che sono state vissute in diretta da chi fuori dal cancello del CPR portava solidarietà ai trattenuti. Proteste che hanno portato all’arresto di diversi ragazzi, le vittime che diventano i colpevoli.

Nel ricordare quanto accaduto ieri non possiamo non evidenziare un dato importante. L.D. è morto il 10 agosto del 2026, esattamente due anni fa, nella stessa struttura moriva Oussama Darkaoui. Non sono soltanto coincidenze, non si tratta di tragiche fatalità.

Approfondimenti/CPR, Hotspot, CPA

Per non dimenticare Oussama Darkaoui, morto di CPR

Quanto accaduto al giovane svela tutta l’ipocrisia del mondo occidentale

Avv. Arturo Raffaele Covella 5 Agosto 2026

Purtroppo il sistema CPR è questo e produce questo.

Non si può continuare a far finta di niente, a guardare dall’altra parte. Il Cpr di Palazzo San Gervasio va immediatamente chiuso.

Che cosa deve accadere ancora prima che le istituzioni di questo Paese prendano coraggio e dimostrino di avere un volto umano?

Cosa deve accadere ancora prima che si arrivi a rispettare la legge da parte di chi pretende dagli altri il rispetto delle leggi?

Quanti ragazzi ancora devono morire prima che la politica locale assuma la responsabilità di chiedere a gran voce la chiusura del CPR di Palazzo San Gervasio e lo faccia con atti ufficiali?

In attesa di risposte che non arriveranno, continuiamo questa drammatica conta.