A Deir El Balah negli ultimi 30 giorni curati 49 feriti da attacchi israeliani

Pressenza - Tuesday, July 28, 2026

Coordinatrice medica MSF: “Questo non è un cessate il fuoco, non gli somiglia nemmeno lontanamente”

28 luglio 2026 – Ancora una volta, le équipe mediche di Medici Senza Frontiere (MSF) a Gaza, in Palestina, hanno curato pazienti con devastanti ferite da esplosione causate dagli attacchi aerei delle forze israeliane. Il 25 luglio, 7 raid aerei hanno colpito diverse aree della Striscia tra le 12:00 e le 18:00. In totale, 8 pazienti feriti sono stati trasferiti all’ospedale da campo di MSF ad Al Zawayda, a Deir El Balah.

Negli ultimi 30 giorni, le équipe di MSF presso questo ospedale da campo hanno curato 49 pazienti feriti in attacchi aerei israeliani o da cecchini israeliani. Almeno 15 di loro erano bambini.

“Uno dei pazienti arrivati sabato era così gravemente ferito che abbiamo dovuto operarlo immediatamente” afferma la dottoressa Randa Masoud, coordinatrice medica di progetto di MSF. “Abbiamo dovuto amputargli 3 arti. Ha inoltre perso completamente la vista da un occhio e, poiché anche l’altro ha subito un trauma importante, molto probabilmente resterà cieco per il resto della sua vita. Meno di 2 ore dopo, un altro attacco aereo ha colpito Deir El Balah, vicino all’ospedale Al-Aqsa. In seguito a quell’episodio, abbiamo inviato 2 volte le nostre ambulanze per soccorrere e trasportare in totale 6 persone. Quello che il personale medico continua a ripetere è che non si tratta affatto di un cessate il fuoco”.

L’attacco nei pressi dell’ospedale Al-Aqsa ha colpito l’ingresso della struttura, uccidendo 2 persone e ferendone 10. Oltre ai pazienti feriti in questo attacco, più tardi nello stesso giorno altre persone sono state trasferite dal pronto soccorso dell’ospedale Al-Aqsa al nostro ospedale da campo, poiché il reparto di chirurgia era al completo.

La protezione delle strutture sanitarie deve essere garantita. Ogni attacco contro o nelle vicinanze di una struttura sanitaria mette a rischio la vita dei pazienti, dei familiari che li assistono e del personale medico, oltre a interrompere le cure salvavita per tutte le persone che ne dipendono.

In tutta la Palestina, le persone sono costantemente sotto attacco da parte delle forze israeliane. Alle ferite fisiche si aggiungono profondi traumi psicologici e ostacoli nell’accesso alle cure. MSF continua a esserne testimone, e i pazienti continuano a pagarne il prezzo.

Testimonianza di Randa Masoud (QUI AUDIO in inglese) coordinatrice medica di progetto di MSF.

 

“È stata un’altra giornata dura e difficile, in cui abbiamo dovuto affrontare la terribile situazione di assenza di sicurezza e protezione, i continui attacchi contro i civili e la violenza incessante che continua a provocare feriti nella Striscia di Gaza. L’intensificarsi delle violenze e le testimonianze del personale medico confermano ciò che continuiamo a ripetere da tempo: questo non è affatto un cessate il fuoco. Non gli somiglia nemmeno lontanamente. La prima ondata di pazienti è arrivata dopo un attacco aereo ad Al Zawayda. Diverse persone ferite sono state trasportate con un’auto e lasciate al nostro pronto soccorso. Uno di loro era in condizioni così gravi che abbiamo dovuto operarlo immediatamente, procedendo all’amputazione di 3 arti. Ha inoltre perso completamente la vista da un occhio e, poiché anche l’altro ha subito un trauma importante, molto probabilmente resterà cieco per il resto della sua vita. Meno di 2 ore dopo, un altro attacco aereo ha colpito un’area vicina all’ospedale. In seguito a questo episodio con numerosi feriti, l’ospedale Al-Aqsa ha chiesto il nostro supporto per alleggerire la pressione sul pronto soccorso. Abbiamo inviato le nostre ambulanze e, in 2 trasferimenti, abbiamo trasportato 6 feriti. Le condizioni dei pazienti variavano da casi gravi a casi molto critici. Alcuni hanno richiesto interventi chirurgici urgenti in sala operatoria, mentre altri hanno avuto bisogno di fissazioni esterne per fratture complesse. Si tratta di un livello di violenza e di traumi estremamente elevato, che mette a dura prova équipe mediche già stremate e un sistema sanitario vicino al collasso. Tutto questo avviene in un contesto di disponibilità molto limitata di forniture mediche, materiali, farmaci e attrezzature sanitarie.  E tutto questo non si ferma. Non sembra destinato a fermarsi nel prossimo futuro. Per questo è necessario continuare a chiedere con sempre maggiore forza un vero cessate il fuoco a Gaza”.

 

Medecins sans Frontieres