MEDIO ORIENTE: DOPO LO SCAMBIO DI ATTACCHI, ENNESIMA “TREGUA ARMATA” TRA IRAN E ISRAELE. ANCORA BOMBE SU LIBANO E GAZA
I Pasdaran iraniani hanno sospeso le operazioni militari contro Israele
avvertendo al contempo di “attacchi più duri e devastanti” qualora Tel Aviv
tornasse a violare la tregua, parziale, violata nelle scorse ore in Libano.
Prima dello stop, l’esercito iraniano aveva fatto sapere di avere ucciso 5
persone di un non meglio precisato “gruppo separatista” attivo nella provincia
sud-orientale del Sistan-Baluchestan, al confine con il Pakistan. Sono stati 19
gli arresti nella stessa operazione, durante la quale è morto anche un militare
iraniano. Teheran parla di un gruppo “affiliato ai servizi segreti di Stati
Uniti e Israele” che avrebbe “pianificato di entrare in Iran attraverso la zona
di confine di Saravan”.
Tutto questo è accaduto dopo una notte e una mattinata di bombardamenti
israeliani su diversi siti iraniani, in particolare impianti petrolchimici, e
dopo i missili che le forze armate iraniane avevano lanciato verso Israele in
risposta al precedente raid sionista contro il Libano – e in particolare sulla
capitale Beirut – in aperta violazione della tregua stipulata pochi giorni fa.
Per la prima volta da mesi, 2 missili sono partiti anche dallo Yemen, dove gli
Houthi hanno annunciato il divieto di navigazione per le navi israeliane nel Mar
Rosso con un blocco nello stretto di Bab al-Mandab.
Al momento, su pressione del presidente Usa Trump, il premier israeliano
Netanyahu ha detto che “per ora gli attacchi sono cessati”. Da Teheran il
presidente iraniano Pezeskhian fa sapere: “non abbandoneremo né il campo di
battaglia né il tavolo dei negoziati. Restiamo impegnati sui 2 fronti”.
In Libano, intanto, anche oggi 7 persone sono state uccise e 24 ferite in una
serie di bombardamenti israeliani. Gli attacchi hanno colpito Nabatiye, Sidone,
Tiro (qui danneggiate anche le rovine romane, patrimonio mondiale dell’Unesco)
Bint Jbeil, Marjayoun e Jezzine.
A Gaza, in Palestina, almeno una dozzina di palestinesi sono stati uccisi
soltanto nella mattinata di oggi, lunedì 8 giugno. Fonti mediche della Striscia
hanno annunciato che il bilancio delle vittime del genocidio per mano israeliana
è salito a 72.980, con 173.171 feriti dal 7 ottobre 2023 a oggi. Il numero
totale di palestinesi uccisi dall’annuncio del cessate il fuoco dell’11 ottobre
2025 ha raggiunto quota 970, mentre il numero dei feriti registrati nello stesso
periodo è salito a 3.063. Inoltre, sono stati recuperati 782 corpi in diverse
località.
Per commentare gli ultimi sviluppi su Radio Onda d’Urto è intervenuto il
giornalista palestinese Samir Al Qaryouti. Ascolta o scarica.