Difendiamo la libertà di stampa: mobilitazione a Roma per Gabriele Nunziati

Pressenza - Monday, June 8, 2026

Martedì 9 giugno, alle ore 9, davanti al Tribunale del lavoro in viale Giulio Cesare 54, si terrà una mobilitazione pubblica a sostegno della libertà di stampa e del diritto di cronaca. L’iniziativa è promossa da Amnesty International Italia insieme ad Articolo 21, Fnsi, Rete #NoBavaglio, Stampa Romana e Usigrai (con adesioni in continuo aggiornamento), in occasione della prima udienza del processo che vede coinvolto il giornalista Gabriele Nunziati contro l’Agenzia Nova.

Al centro della vicenda giudiziaria vi è l’interruzione del rapporto di collaborazione tra Nunziati e l’agenzia, avvenuta – secondo quanto denunciato – dopo che il giornalista aveva posto una domanda sulle responsabilità di Israele nella ricostruzione della Striscia di Gaza durante una conferenza stampa della Commissione Europea. Un episodio che per le organizzazioni promotrici non rappresenta un fatto isolato, ma il segnale di una criticità più ampia che riguarda il sistema dell’informazione in Italia.

La mobilitazione mira quindi a riportare al centro del dibattito pubblico il tema della libertà di espressione e del pluralismo dell’informazione, in un contesto segnato da precarietà diffusa nel lavoro giornalistico e da crescenti pressioni – politiche ed editoriali – su chi si occupa di temi sensibili, tra cui la questione palestinese.

La presa di posizione della Rete #NoBavaglio

La Rete #NoBavaglio ha aderito con forza all’iniziativa, sottolineando come il caso Nunziati rappresenti «un campanello d’allarme grave per la democrazia». In una nota, la rete evidenzia che: «Non può esistere un diritto di cronaca condizionato o selettivo. Colpire un giornalista per una domanda significa mettere in discussione il principio stesso del giornalismo: cercare verità e responsabilità, anche quando sono scomode».

#NoBavaglio denuncia inoltre un clima sempre più difficile per i professionisti dell’informazione, dove precarietà lavorativa e pericolo di ritorsioni rischiano di limitare l’autonomia editoriale e l’indipendenza dei cronisti. Da qui la richiesta di un intervento concreto delle istituzioni per garantire: tutele effettive per i giornalisti e le giornaliste; protezione delle fonti; rispetto del pluralismo e dell’autonomia della stampa; contrasto a ogni forma di censura o condizionamento. Per la rete #NOBAVAGLIO, la vicenda Nunziati è simbolica di «una deriva che non riguarda un singolo professionista, ma la qualità democratica dell’informazione nel Paese».

Una mobilitazione ampia e partecipata

All’iniziativa sono attese numerose figure del giornalismo italiano, tra cui: Francesco Cancellato; Riccardo Iacona; Carlo Bartoli; Daniele Macheda; Carlo Bonini; Guido D’Ubaldo; Francesca Fornario; Nico Piro; Daniele Mastrogiacomo; Ludovica Jona; Alessandra Mancuso; Daniele Piervincenzi; Tommaso Ricciardelli; Giovanni Tizian; Nello Trocchia; Filippo Barone, Roberta Cerqua e Raffaella Notariale di Cdr Approfondimento Rai, Shukri SaidStefano Galieni, Luciano Cerasa, Clarla Habte, Rosa Lella, Ilaria De BonisMarino Bisso, ( in aggiornamento…).

Parteciperanno inoltre le delegazioni del Centro di Giornalismo Permanente e della Scuola di giornalismo d’inchiesta e reportage “Lelio Basso”, ControCorrente Lazio, Operatori dell’informazione per la Palestina, GVPRESS, MoveOn Italia ( in aggiornamento).

La partecipazione così ampia testimonia la trasversalità della preoccupazione per lo stato della libertà di stampa in Italia e la volontà condivisa di costruire una risposta collettiva.

Difendere il diritto dei cittadini a essere informati

La manifestazione del 9 giugno non si limita a esprimere solidarietà a Gabriele Nunziati, ma intende ribadire un principio fondamentale: la libertà di informazione è un diritto dei cittadini prima ancora che dei giornalisti. Per i promotori, è necessario contrastare con determinazione ogni tentativo di restringere gli spazi del dibattito pubblico e riaffermare che il giornalismo non può essere sottoposto a pressioni o limitazioni legate a interessi politici o economici. L’appuntamento davanti al Tribunale del lavoro si configura dunque come un momento di mobilitazione e vigilanza democratica, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione su una questione cruciale per il funzionamento di uno Stato di diritto: garantire un’informazione libera, indipendente e plurale.

 

Rete #NOBAVAGLIO