«Moussa parte per la sua terra, salutiamolo assieme»

Progetto Melting Pot Europa - Friday, May 15, 2026

A Verona, la comunità maliana e il Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra chiamano la città a un ultimo saluto collettivo prima del ritorno della sua salma di in Mali.

Due i momenti pubblici previsti nei prossimi giorni: domenica 17 maggio, dalle 10 alle 14, presso la stazione di Porta Nuova, e martedì 19 maggio, dalle 10:30 alle 11:30, alla moschea di Verona, dove Moussa farà sosta prima della partenza definitiva verso la sua terra d’origine.

Dopo oltre un anno e mezzo dalla sua uccisione, la restituzione del corpo alla famiglia rappresenta un passaggio doloroso ma profondamente simbolico per chi, in questi mesi, ha continuato a chiedere verità e giustizia.

Attorno alla vicenda di Moussa Diarra si è infatti costruita una mobilitazione ampia e trasversale, capace di coinvolgere associazioni, spazi sociali, singole persone, realtà di movimento e comunità migranti dentro e fuori Verona.

Nel comunicato diffuso in vista delle iniziative pubbliche, il Comitato sottolinea come il ritorno di Moussa in Mali non chiuda affatto il percorso di ricerca della verità.

Al contrario, resta aperta la richiesta di un processo che accerti responsabilità individuali e istituzionali per quanto avvenuto il 20 ottobre 2024, quando Moussa venne ucciso da un agente di polizia.

Secondo il Comitato, la decisione della GIP di rigettare la richiesta di archiviazione avrebbe evidenziato le contraddizioni e le lacune di un’indagine definita “frettolosa e inconsueta”, oltre ai tentativi di costruire rapidamente una narrazione funzionale a chiudere il caso nel giro di poche ore.

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Una dinamica che, per le realtà mobilitate, si inserisce dentro un quadro più ampio di violenza istituzionale e razzismo sistemico.

«Moussa Diarra è una delle tante vittime di forme di repressione sempre più violente, sempre più legittimate, sempre più razziste«, scrivono gli organizzatori, ribadendo che la ricerca della verità non può essere demandata soltanto ai tribunali ma deve continuare a vivere come responsabilità collettiva.

Le giornate del 17 e 19 maggio saranno dunque momenti di memoria, vicinanza e mobilitazione. Un modo per accompagnare simbolicamente Moussa nell’ultimo viaggio verso casa, ma anche per riaffermare pubblicamente che la richiesta di giustizia non si ferma con la partenza della sua salma.

L’invito rivolto alla città è semplice e diretto: partecipare, portare un fiore, condividere un pensiero. Per Moussa, per la sua famiglia e per tutte le persone che continuano a subire violenza e discriminazione.