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RADIO AFRICA: I RUOLI DEL CONTINENTE NELLA GUERRA RUSSIA-UCRAINA E IL CONFLITTO INFINITO IN SUDAN
Radio Africa: nuova puntata, giovedì 26 febbraio, per l’approfondimento quindicinale dedicato all’Africa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, dentro la Cassetta degli attrezzi. In questa trasmissione torneremo a parlare di Sudan con gli aggiornamenti che ci ha fornito Roberto Valussi, della redazione della rivista Nigrizia, che tra l’altro ha organizzato un incontro a Verona il prossimo giovedì 5 di marzo. L’iniziativa si intitola Tiny Africae, una serata a metà tra attualità giornalistica e musica dal vivo presso l’Osteria Ai Preti, interrato dell’acqua morta 27, a partire dalle 18.30. Andremo poi a Nairobi, Kenia, dove ci siamo collegati con il giornalista Andrea Spinelli Barrile, co-fondatore della testata giornalista Slow-News.com, firma del Manifesto e di Africa rivista. Con lui per riprendere i legami tra il continente africano e la guerra russo-ucraina, ma anche per parlare dell’evento che sta seguendo in questi giorni, l’Africa Media Festival. La puntata di Radio Africa, in onda giovedì 26 febbraio alle ore 18.45 e in replica venerdì 27 febbraio, alle ore 6.30. Ascolta o scarica
February 26, 2026
Radio Onda d`Urto
Rogoredo, falsificazioni e depistaggi del Commissariato emersi nelle indagini per la morte di Abderrahi “Zak” Mansouri
Abderrahi “Zak” Mansouri, 28 anni, è stato ucciso a Rogoredo, alla periferia est di Milano, il 26 gennaio scorso, da un colpo di pistola esploso da un agente di Polizia durante quello che i poliziotti hanno definito un “controllo antidroga”. Stando a quanto riportano i giornali, si rafforza l’ipotesi dell’omicidio volontario e di un vero e proprio racket imposto dalle forze di Polizia a Rogoredo e nella periferia Sud di Milano: Carmelo Cinturrino, poliziotto indagato per l’omicidio, non avrebbe chiamato i soccorsi quando il 28enne era a terra agonizzante dopo il colpo alla testa, non sarebbe stato minacciato da Zak (il quale non aveva la pistola, diversamente da quanto dichiarato da Cinturrino e colleghx), e gli avrebbe anche chiesto quotidianamente soldi e droga. Alcuni degli elementi emergono dagli interrogatori di quattro agenti in servizio quella sera insieme a Cinturrino, a loro volta indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. I colleghi avrebbero riferito che Cinturrino avrebbe gestito personalmente le fasi successive all’accaduto, descrivendolo come una sorta di “fanatico” nel gestire in modo opaco alcune operazioni. Stando alla ricostruzione della Procura il collega che era più vicino a Cinturrino  si sarebbe recato al commissariato Mecenate e sarebbe poi tornato con una borsa. Gli altri poliziotti sostengono di non sapere cosa ci fosse dentro. L’ipotesi è che quella replica di una pistola a salve sia stata messa sulla scena e che Mansouri non l’abbia mai impugnata, come aveva detto, invece, Cinturrino parlando di legittima difesa. Un altro degli elementi centrali dell’indagine riguarda il lasso di tempo di 23 minuti tra lo sparo e la chiamata ai soccorsi, ricostruito anche grazie alle telefonate ricevute dalla vittima poco prima di morire. L’indagine sulla morte di Zak si colloca in un contesto più ampio che nelle ultime settimane ha riportato l’attenzione sul clima operativo in alcuni reparti delle forze dell’ordine milanesi. In parallelo procede il procedimento sulla morte di Ramy Elgaml, morto durante un inseguimento dei carabinieri. Per la morte di Ramy risultano indagati a vario titolo sette militari dell’Arma. Tra gli atti acquisiti figurano anche numerose chat tra carabinieri coinvolti o in contatto con loro nelle ore successive ai fatti: conversazioni diffuse dal quotidiano Domani che contengono anche espressioni cariche di odio nei confronti della vittima. Depistaggi e incongruenze emergono anche rispetto all’omicidio, sempre per mano di un agente di Polizia, del giovane Moussa Diarra, avvenuto il 20 ottobre 2024 a Verona. Lx avvocatx della famiglia e dellx amicx stanno cercando di fare opposizione alla richiesta di archiviazione per legittima difesa dell’agente, sostenuta fin dal primo giorno dalla Procura veronese. Le istanze contestano presunte falle nell’inchiesta per omicidio colposo. La prima riguarda la sparizione per “malfunzionamento” di alcune delle immagini dell’impianto di videosorveglianza della stazione di Verona, che sembrano tagliate e manomesse. Inoltre, si vorrebbero portare come prove a dibattimento le comunicazioni radio tra Polizia Locale e Polizia di Stato la mattina della morte di Moussa e il contenuto del gruppo Whatsapp (secretato) di cui faceva parte l’indagato “Squadra Operativa 2”, nel quale erano state condivise le immagini del giovane morente. In particolare, uno dei membri aveva inserito due video già alle 7.50 del mattino, così l’agente indagato aveva potuto rivedere le immagini della sparatoria prima di rispondere alle domande del magistrato. Altre verifiche riguardano i registri del taser utilizzato dalla Polfer di Verona, la “portata lesiva” del coltello, una “posata da tavola”, forse addirittura in plastica, che secondo le testimonianze rese dall’agente indagato sarebbe impugnata dal maliano, e lo avrebbe portato a sparare per legittima difesa. Nei soli tre casi citati, ma ciò è vero per gli innumerevoli casi di abuso agito dalle forze dell’ordine in Italia, se lo scudo penale inserito nel Pacchetto Sicurezza da poco licenziato dal Consiglio dei ministri fosse stato già attivo, non sapremmo nulla di quello che abbiamo appreso rispetto a questi giovanissimi ammazzati dalle forze dell’ordine. Con Rajaa, di Milano in Movimento, cerchiamo di capire qualcosa di più su quanto avvenuto a Rogoredo e a fare alcune riflessioni sulla pericolosità del nuovo pacchetto sicurezza per quanto riguarda la condotta della Polizia in Italia.
February 23, 2026
Radio Blackout - Info
VERONA: “OLIMPIADI NO GRAZIE”. DOMENICA 22 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE CONTRO LO SPRECO DI FONDI PUBBLICI E LA COMPLICITA’ NEL GENOCIDIO A GAZA
La rete veronese “Olimpiadi no grazie” ha convocato una manifestazione nazionale domenica 22 febbraio a Verona, in occasione della cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, che si svolgerà nell’Arena. La rete “Olimpiadi no grazie” è nata a fine dicembre per iniziativa di varie realtà dell’attivismo veronese: Collettivo Tamr, Circolo Pink LGBTE Verona, Rete Verona Rainbow, Verona per la Palestina, Laboratorio Autogestito Paratod@s, Palestra Popolare Jacovacci, Sanitari per Gaza – Verona, FGC, Sinistra Italiana – Verona, UGS, Potere al Popolo! – Verona e Rifondazione comunista – Verona. Secondo la rete, la cerimonia di chiusura a Verona «anziché celebrare lo sport nella sua bellezza come le Olimpiadi dovrebbero fare, legittima lo spreco di fondi pubblici, la devastazione ambientale dei nostri territori e l’estrattivismo di sponsor come Eni, la complicità nel genocidio di sponsor come Leonardo e Coca Cola, la violazione di diritti umani e la repressione che costituiscono questi giochi. Ci opponiamo a tutto questo e facciamo sentire la nostra voce contro le Olimpiadi della Guerra. Appuntamento alle 15 a Porta Palio per uno sport accessibile a tutt3». Il collegamento con Giovanni Zardini Circolo Pink di Verona  Ascolta o scarica 
February 20, 2026
Radio Onda d`Urto
VERONA: LA GIUDICE SI RISERVA DI DECIDERE SUL CASO MOUSSA DIARRA
Dopo un’udienza durata tre ore e terminata pochi minuti dopo le ore 13, la GIP Livia Magri, che doveva esprimersi questa mattina sull’archiviazione del caso Moussa Diarra al tribunale di Verona, ha deciso di rimandare la decisione. In concomitanza, una trentina di attiviste e attivisti del Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra e la Comunità Maliana, hanno atteso la decisione in presidio. Sentiamo le valutazione dell’Avv. Fabio Anselmo Ascolta o scarica   
February 12, 2026
Radio Onda d`Urto
VERONA: ATTESA PER LA DECISIONE SULL’ARCHIVIAZIONE DEL CASO MOUSSA DIARRA, IL POLIZIOTTO POTREBBE ESSERE SCAGIONATO
Domani l’indagine dulla morte di Moussa Diarra affronta la valutazione della giudice Livia Magri, che dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione presentata dalla PM Diletta Schiaffino. La giudice tuttavia potrebbe anche posticipare la delibera. L’archiviazione potrebbe scagionare definitivamente il poliziotto che ha sparato a Moussa nella mattina del 20 ottobre del 2024. La famiglia Diarra tramite i legali Fabio Anselmo, Paola Malavolta, Silvia Galeone e Federica Campostrini hanno presentato un documento articolato per opporsi all’archiviazione. Il Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra, insieme alla Comunità Maliana, hanno organizzato un presidio questo giovedì 12 febbraio, davanti al tribunale di Verona di via dello Zappatore, tra le ore 9 e le ore 13, dove si deciderà sull’archiviazione. Facciamo il punto con Alberto del Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra. Ascolta o scarica
February 11, 2026
Radio Onda d`Urto
ELEZIONI IN VENETO, CAMPANIA E PUGLIA. IL FOCUS REGIONE PER REGIONE
Domenica 23 e lunedì 24 novembre si vota per rinnovare i consigli regionali di Veneto, Campania e Puglia. Radio Onda d’Urto dedica questa settimana tre approfondimenti all’interno del focus delle 12, per comprendere i temi sui quali si gioca la partita elettorale. VENETO – Dopo 15 anni Luca Zaia non potrà ricandidarsi al ruolo di governatore. La Lega lo ha comunque posizionato capolista di tutte le sette circoscrizioni della regione. Il candidato presidente per la destra è il deputato leghista Alberto Stefani (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, UDC e liste civiche), dato favorito dai principali sondaggi con un range che varia tra il 58 e il 64%.  La coalizione di centrosinistra, che ha candidato Giovanni Manildo (PD, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, +Europa e liste civiche), è data tra il 26 e il 36%. I candidati di liste minori (Rizzo, Szumski e Bui) non supereranno complessivamente, nella migliore delle ipotesi, il 6%. Il tema centrale del dibattito preelettorale riguarda la sanità, seguono quello dell’autonomia, caro al centrodestra, infrastrutture e grandi opere, turismo e grandi eventi, ambiente e sostenibilità, ricambio generazionale e natalità. Nel focus delle 12 di martedì 18 novembre, abbiamo affrontato alcuni dei temi al centro della campagna elettorale in Veneto con Beatrice Verzè, consigliera del Movimento civico Traguardi nella giunta Tommasi a Verona con delega alle pari opportunità e candidata alle regionali con Le civiche Venete per Giovanni Manildo e con Luca Perini, segretario di Sinistra Italiana per la provincia di Verona. Ascolta o scarica CAMPANIA – In onda mercoledì 19 novembre alle ore 12. PUGLIA – In onda giovedì 20 novembre alle ore 12.
November 18, 2025
Radio Onda d`Urto
BARDOLINO (VR): SABATO 8 NOVEMBRE CONVEGNO SUI “DIRITTI DEL LAGO DI GARDA E DELLE SUE COMUNITÁ”
“Giuriste e giuristi uniti per la tutela del Lago di Garda e delle sue Comunità” in un convegno che si svolge sabato 8 novembre dalle ore 11 presso la Sala della Disciplina di Borgo Giuseppe Garibaldi 55 a Bardolino, provincia di Verona. Il convegno, organizzato dalla senatrice e presidente del network per un ambiente sano al Consiglio d’Europa Aurora Floridia, pone l’accento sui diritti delle comunità che vivono il Benaco, a partire dal diritto all’abitare. Altre problematiche che verranno affrontate nel convegno aperto a tutta la cittadinanza, riguardano la cementificazione in corso sul Garda, le infrastrutture quali il collettore e quelle legate alla mobilità. Ci presenta l’iniziativa Aurora Floridia, senatrice dei Verdi del Sudtirolo – Alto Adige e Presidente del network per un ambiente sano al Consiglio d’Europa. Ascolta o scarica
November 7, 2025
Radio Onda d`Urto
VIOLENZA DI GENERE: ENNESIMO FEMMINICIDIO. NUDM VERONA CHIAMA UNA “PIAZZA ARRABBIATA PER JESSICA E PER TUTT3”
È stata uccisa dall’ex compagno con decine di coltellate. Il suo nome era Jessica Stapazzolo, aveva 33 anni ed è l’ennesima vittima di femminicidio in Italia. Douglas Reies Pedriso – il 41enne che le ha tolto la vita nel suo appartamento a Castelnuovo del Garda, nel veronese, nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 ottobre – ha prima tolto il braccialetto elettronico per aggirare il divieto di avvicinamento alla donna che gli era già stato imposto, quindi l’ha uccisa. L’uomo era già indagato per maltrattamenti ed era stato accusato di avere abusato della cognata, mentre alla donna era stata tolta la custodia della figlia proprio per l’alto livello di pericolosità a cui era esposta a causa dell’ex compagno. “In avvicinamento al 25 novembre, domani giovedì 30 novembre dalle 19 alle 20 ci troviamo sul Liston in Piazza Bra per un presidio – scrive oggi Non Una di Meno Verona  – una piazza arrabbiata per Jessica, uccisa questa settimana a Castelnuovo del Garda, e per tutt3 le altr3 più di 70 sorelle uccis3 in femminicidi, lesbicidi e trans*cidi del 2025″. Abbiamo approfondito i contorni di questo ennesimo femminicidio e del presidio di giovedì con Elena, di Non Una di Meno Verona Ascolta o scarica
October 29, 2025
Radio Onda d`Urto
OCCUPAZIONI E PROTESTE PER LA PALESTINA: GLI AGGIORNAMENTI DA NAPOLI, TORINO E VERONA
Proseguono le mobilitazioni in solidarietà con il popolo palestinese. Repressione a Napoli questo sabato 25 ottobre: tre attivisti per la Palestina sono stati arrestati per aver contestato la partecipazione di Teva – azienda farmaceutica israeliana complice dell’occupazione e del genocidio in Palestina – al Pharmexpo della Mostra d’Oltremare a Napoli. Qui le forze di polizia hanno accerchiato i manifestanti, manganellandoli, identificandoli e, infine, gli arrestando tre attivisti. Per chiedere l’immediata liberazione di Dario, Mimì e Francesco questa mattina alle ore 11, proprio davanti alla Mostra d’Oltremare, è stata convocata una conferenza stampa mentre una assemblea pubblica si terrà sempre oggi alle ore 17 a Porta di Massa, per costruire il corteo di sabato 1 novembre. Gli aggiornamenti con Eddi del Laboratorio Iskra di Napoli. Ascolta o scarica   A Torino, invece, manganelli e arresti davanti al Liceo Einstein: dopo aver difeso la scuola dal volantinaggio di un gruppetto di neofascisti che cercavano di consegnare volantini contro la cosìdetta “cultura maranza”, studenti e studentesse sono stati raggiunti da un plotone di forze di polizia agli ingressi del liceo che li ha caricati, arrestando uno studente. Il collegamento con Nicola, studente del liceo Einstein. Ascolta o scarica Infine a Verona il collettivo studentesco autonomo TAMR, nato lo scorso maggio, ha occupato il polo Zanotto dell’ateneo scaligero nella giornata di domenica 26 ottobre. Duplice l’obiettivo della protesta: mantenere alta l’attenzione a livello accademico su quanto sta accadendo in Palestina e protestare contro “la stretta autoritaria del governo Meloni” sulle Università. Il Senato accademico dell’UniVr voterà domani una mozione presentata dalla comunità studentesca sulla questione palestinese. Inoltre il collettivo TAMR protesta contro la proposta di riforma del regolamento dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), agenzia sulla quale il governo intende imporre le proprie nomine sulla Presidenza. Ci racconta le ragioni dell’occupazione, Francesco Orecchio del collettivo studentesco autonomo TAMR. Ascolta o scarica  
October 27, 2025
Radio Onda d`Urto
VERONA: A UN ANNO DALL’OMICIDIO DI STATO, TRASMISSIONE SPECIALE “PER NON DIMENTICARE MOUSSA DIARRA”
Speciale Moussa Diarra, per non dimenticarlo, per chiedere verità e giustizia (30 minuti). Ascolta o scarica 364 giorni dopo l’omicidio Diarra, un migliaio di persone hanno risposto all’appello della comunità maliana e del Comitato verità e giustizia: si sono ritrovate a Verona questo sabato 18 ottobre e hanno sfilato in una manifestazione partecipata e sentita, per ricordare Moussa e le altre vittime del razzismo dello Stato. Moussa Diarra è stato ucciso il 20 ottobre del 2024 da un agente della polfer alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, una violenza inaccettabile la cui dinamica rimane non chiara. “Perché non sono stati utilizzati mezzi alternativi all’uso della pistola? Perché nessuno è intervenuto per rispondere al disagio psicologico che Moussa stava esternando, dopo anni di difficoltà dovute ad un tortuoso percorso di migrazione?” Sono queste alcune delle tante domande alle quali si pretende una risposta. A un anno dall’omicidio il corpo di Moussa è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria, poiché le indagini sono ancora in corso. La mamma, i fratelli e le sorelle lo stanno aspettando in Mali per poterlo piangere e seppellire. Al grido di “Verità e giustizia per Moussa”, la Verona migliore ha portato in piazza dignità, memoria e determinazione, chiedendo giustizia per tutti coloro che non possono più parlare. Moussa Diarra era nato in un villaggio nei pressi di Djidian, a circa 200 km dalla capitale del Mali, Bamako. Ancora minorenne, aveva lasciato la famiglia e deciso di raggiungere l’Europa. Aveva attraversato il deserto, era stato rinchiuso in un lager per migranti in Libia, poi attraversato il Mediterraneo, spedito nel centro di accoglienza di Costagrande, in provincia di Verona, poi chiuso a causa della pessima gestione. Moussa lavorava sfruttato nei campi e viveva in alloggi precari. Aveva trovato casa al Ghibellin Fuggiasco, struttura occupata per tre anni da attiviste e attivisti veronesi e nella quale vivevano oltre 40 persone. Anche a causa delle lungaggini burocratiche, fatte di documenti che non arrivano mai, Moussa aveva probabilmente sviluppato un malessere psicologico. La mattina del 20 ottobre di un anno fa’ vagava per la zona della stazione Porta Nuova di Verona, ha sbattuto i pugni sulle vetrine dei negozi, brandiva forse un piccolo coltello da cucina. Per questo, il poliziotto della polfer, per fermare la rabbia di Moussa, ha deciso di sparare direttamente al cuore. Alla manifestazione di sabato per Moussa Diarra erano presenti il fratello di Moussa, Djemagan, il Presidente dell’Alto Consiglio dei Maliani d’Italia Mahamoud Idrissa Boune e il Presidente della comunità maliana veronese Ousmane Ibrahim Diallo. In trasferta a Verona anche la signora Djenabou, madre di Moussa Baldé e il fratello Thierno, a rappresentare le troppe vittime di un sistema escludente, razzista e violento. La storia di Moussa Baldé ha infatti molte affinità con quella di Moussa Diarra. Baldé era nato in Guinea, attraversato il nordafrica e il Mediterraneo, poi finito nel cosiddetto sistema dell’accoglienza. Aveva subito una grave aggressione da parte di tre uomini a Ventimiglia, trovato con i documenti non in regola, quindi raggiunto dall’ordine di espulsione e rinchiuso nel CPR di Torino. Nel lager di Stato Moussa Baldé subisce altre violenze, poi una mattina viene ritrovato morto, in una cella dove era stato lasciato solo, in isolamento. Aveva 20 anni. I nomi delle troppe altre vittime del razzismo di questo paese sono stati scritti su alcuni cartelli depositati in un’aiuola di piazzale XXV aprile. In quel luogo è stato installato un nuovo memoriale per Moussa, dopo che per un anno fiori e foto posti davanti all’ingresso della stazione sono stati regolarmente danneggiati o rimossi. Lo speciale “Moussa Diarra, per non dimenticarlo” contiene le voci registrate durate la manifestazione del 18 ottobre 2025 a Verona: Djemagan Diarra, Mahamoud Idrissa Boune, Ousmane Ibrahim Diallo, La Marie Claire, Djenabou Baldé, Thierno Baldé, Alessia Toffalini e Giovanna.  
October 20, 2025
Radio Onda d`Urto