
“Rompere il silenzio”: la nuova Carovana per una Calabria aperta e solidale
Progetto Melting Pot Europa - Sunday, February 22, 2026Dal 24 al 28 febbraio torna per il secondo anno la Carovana per una Calabria aperta e solidale, un’iniziativa politica e umana che intreccia memoria, denuncia e mobilitazione. Crotone, Cutro, Riace, Caulonia e Reggio Calabria saranno le tappe di un viaggio organizzato da Carovane Migranti e Caravana Abriendo Fronteras 1, che si intreccia con una parte delle iniziative organizzate a Steccato di Cutro e Crotone dalla Rete 26 Febbraio nei giorni del terzo anniversario della strage di Cutro.

«Verità e giustizia per le famiglie delle vittime, per i superstiti, dignità ai morti e agli scomparsi delle stragi nel Mediterraneo», è la richiesta trasversale a tutti gli appuntamenti.
Le organizzazioni nel loro appello identificano quanto sta avvenendo come «una geografia del terrore, una risposta del Potere alla libertà di movimento delle persone». E ancora: «Non vi è termine più appropriato che quello di “migranticidio” per definire la mattanza alle frontiere dell’Occidente».
Il riferimento esplicito è alle politiche europee e alla loro recente evoluzione: «L’Europa che si riarma ha già un esercito comune: Frontex schierato in armi alle frontiere esterne per blindare la Fortezza Europa e moltiplicare i respingimenti». Un impianto che trova applicazione concreta «nel famigerato Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo», i cui effetti «vediamo nella recente decretazione del Governo».
Nel mirino anche il clima politico complessivo: «Sotto attacco feroce i migranti, i richiedenti asilo, le famiglie che tentano di ricongiungersi», mentre «le navi umanitarie» vengono «vessate in ogni modo» e «i solidali criminalizzati preventivamente».
Lo scenario attuale viene definito «una guerra di frontiera». Una guerra che, si legge, produce un sistema in cui «i migranti sono meglio se inghiottiti dal mare o dai trafficanti di terra».
Da qui la necessità di una risposta collettiva: «La risposta dal basso deve darsi un orizzonte più ampio, condividendo lotte, pratiche e testimonianze dalle rotte». Una azione politica che deve essere internazionale «intrecciando le voci delle madri, dei familiari che da Tunisi o Algeri, dal Marocco o dall’estremo Oriente chiamano le Americhe ed il resto del mondo».
La strage di Cutro è stato un momento in cui questa risposta si è data e le giornate successive ne sono state un esempio». Per questo «dovremo occupare gli spazi che le istituzioni lasciano deliberatamente vuoti», costruendo percorsi che «vedano al centro le madri, le famiglie ed i loro bisogni».
Durante tutte le tappe saranno presenti i Lenzuoli della Memoria Migrante, le pagine bianche di un libro che vogliono «raccontare e dare un nome alle persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo».
Un gesto simbolico che accompagna ogni Carovana, «riaffermando con forza la dignità di persona che viene regolarmente negata».
Il programma giorno per giorno
24 febbraio – Crotone, davanti al tribunale
- Alle 14.00 conferenza stampa con familiari, sopravvissuti e associazioni.
- Dalle 14.30 alle 17.30 presidio: «per dare voce alle famiglie» anche di fronte al rinvio del processo.
25 febbraio – Crotone
- Alle 10.00, al campo di Tufolo, partita di calcio “friendly match”.
- Alle 16.30, in Piazza dell’Immacolata, incontro pubblico su «stragi nel Mediterraneo e nelle rotte di terra», con l’obiettivo dichiarato di «dare voce ai diritti dei superstiti, delle famiglie delle vittime e degli scomparsi».
- Alle 20.00, al Cinema Teatro Apollo, la proiezione del docufilm “Cutro, 94… and more”.
26 febbraio – Crotone / Steccato di Cutro
- Alle 4.00 la veglia commemorativa: un momento che risponde all’appello delle famiglie a «non sentirsi sole nella notte di Steccato di Cutro».
- Alle 11.30 conferenza stampa al Municipio di Crotone con «le voci dei familiari di ritorno dall’alba».
- Alle 15.00 dibattito su «genocidio, migranticidio, guerra e disinformazione di massa», che mette in relazione le politiche migratorie con i conflitti globali.
- Nel pomeriggio, proiezione del docufilm a Cutro e presentazione del libro “Un viaggio verso Cutro” a Crotone.
27 febbraio – Riace / Caulonia
- A Riace incontro con Mimmo Lucano.
- A Caulonia, alle 17.30, l’iniziativa: «Resistere, esistere. Dal basso, contro la barbarie del migranticidio e del genocidio a Gaza».
28 febbraio – Reggio Calabria
- Visita al cimitero di Armo e al Museo diocesano delle migrazioni.
- Nel pomeriggio, iniziativa conclusiva: «Mare nMostrum, rompere il silenzio su genocidio e migranticidi di Stato». Un momento pensato per «tirare le fila del viaggio» e rilanciare le mobilitazioni.




“Procedure certe, degne e trasparenti”
Tra le richieste più concrete avanzate dalla Carovana c’è quella di vincolare le istituzioni «di fronte alle tragedie di mare e di terra, a procedure certe, degne e trasparenti».
In particolare su «identificazione», «supporto psicologico ai familiari», «presenza nelle diverse fasi dell’iter processuale», fino a «sepolture e rimpatrio dei corpi».
L’obiettivo è anche internazionale: «Lavoriamo insieme alla costruzione di un incontro internazionale» per definire «un protocollo per l’identificazione dei corpi» e «garantire il diritto inalienabile dei familiari a conoscere la sorte dei loro cari».
La voce delle famiglie e dei sopravvissuti «Perché vi siete dimenticati di noi?»
Al centro restano loro. Le parole con le quali le famiglie hanno chiesto che non cali il silenzio sulla strage di Steccato di Cutro e che siano rispettate le promesse che la Presidente del Consiglio Meloni fece a loro nelle settimane successive al naufragio di tre anni fa.
«È difficile vivere senza giustizia. È difficile sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari». E aggiungono, «ci fa più male di tutto la sensazione che vi siate dimenticati di noi». Le promesse istituzionali, denunciano, «non si sono realizzate» e «nessuna delle altre promesse […] è stata mantenuta».
Da qui la decisione di tornare, «con le unghie e con i denti, con l’amore per la verità, faremo in modo di tornare». Una voce che si unirà a quella di tante persone solidali che saranno mobilitate per «rompere il silenzio».