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Polo Donegani-Ciliberto di Crotone: una giornata di arruolamento della Marina Militare nella scuola
Se si dovesse prospettare una gara tra Forze armate tra chi è più impegnata nella campagna di reclutamento, allora sicuramente nell’anno in corso la Marina Militare si sta battendo con tutte le sue “forze”! Il 9 gennaio 2026 all’istituto superiore Polo Tecnologico Donegani – Ciliberto di Crotone in Calabria si è tenuta la giornata orientativa FUTURO SUL MARE con il fine di fare conoscere le opportunità professionali nella Marina Militare , raccontate da una ex alunna oggi allievo sottufficiale. Dopo avere proiettato alle classi quinte del plesso di via Siris un video che mostra la giornata tipo con la sua rigorosa organizzazione delle attività, l’ex studentessa ha condiviso la propria  esperienza e risposto alle domande poste soprattutto da studentesse, come riporta la pagina Facebook della scuola, a dimostrazione dell’inclusività di genere di questa arma. Una vera e propria mattinata di propaganda militare, presentata come percorso di accesso al mondo del lavoro (offrire una visione a 360° e concreta sulle opportunità professionali legate al Cluster Marittimo, si legge nel post!) e presentato come un’esperienza formativa unica. Quello che immediatamente salta agli occhi è la logica comunicativa scelta dalla Marina Militare con questo incontro che denuncia una totale strumentalizzazione dei giovani e soprattutto delle giovani. Si strumentalizza l’uditorio dando l’illusione che arruolarsi sia un lavoro come un altro (vd. Il nostro convegno Non è un mestiere come un altro). Si strumentalizza una giovane donna portatrice del messaggio: io ero una di voi, e, con lei, si strumentalizzano le studentesse alle quali giunge il messaggio di un ambiente inclusivo pronto ad accogliere giovani donne puntando sulla scelta “volontaria”, in coerenza con la proposta del Ministro della Difesa Guido Crosetto che punta a una nuova leva militare “volontaria” a partire dal 2026  aperta a giovani maggiorenni (uomini e donne) e professionisti. Si tratta di iniziative che, con diverse modulazioni, vengono ripetute in tante altre scuole d’Italia e la nostra denuncia costante e continua è funzionale a mostrare come vi sia un’architettura unica dietro l’aggressione delle Forze armate alle scuola, cioè un progetto ben definito di arruolamento e di normalizzazione della guerra, esplicitato anche nel Programma di Comunicazione del Ministero della Difesa, che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università definisce “il paradigma della militarizzazione“. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Rompere il silenzio”: la nuova Carovana per una Calabria aperta e solidale
Dal 24 al 28 febbraio torna per il secondo anno la Carovana per una Calabria aperta e solidale, un’iniziativa politica e umana che intreccia memoria, denuncia e mobilitazione. Crotone, Cutro, Riace, Caulonia e Reggio Calabria saranno le tappe di un viaggio organizzato da Carovane Migranti e Caravana Abriendo Fronteras 1, che si intreccia con una parte delle iniziative organizzate a Steccato di Cutro e Crotone dalla Rete 26 Febbraio nei giorni del terzo anniversario della strage di Cutro. «Verità e giustizia per le famiglie delle vittime, per i superstiti, dignità ai morti e agli scomparsi delle stragi nel Mediterraneo», è la richiesta trasversale a tutti gli appuntamenti. Le organizzazioni nel loro appello identificano quanto sta avvenendo come «una geografia del terrore, una risposta del Potere alla libertà di movimento delle persone». E ancora: «Non vi è termine più appropriato che quello di “migranticidio” per definire la mattanza alle frontiere dell’Occidente». Il riferimento esplicito è alle politiche europee e alla loro recente evoluzione: «L’Europa che si riarma ha già un esercito comune: Frontex schierato in armi alle frontiere esterne per blindare la Fortezza Europa e moltiplicare i respingimenti». Un impianto che trova applicazione concreta «nel famigerato Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo», i cui effetti «vediamo nella recente decretazione del Governo». Nel mirino anche il clima politico complessivo: «Sotto attacco feroce i migranti, i richiedenti asilo, le famiglie che tentano di ricongiungersi», mentre «le navi umanitarie» vengono «vessate in ogni modo» e «i solidali criminalizzati preventivamente». Lo scenario attuale viene definito «una guerra di frontiera». Una guerra che, si legge, produce un sistema in cui «i migranti sono meglio se inghiottiti dal mare o dai trafficanti di terra». Da qui la necessità di una risposta collettiva: «La risposta dal basso deve darsi un orizzonte più ampio, condividendo lotte, pratiche e testimonianze dalle rotte». Una azione politica che deve essere internazionale «intrecciando le voci delle madri, dei familiari che da Tunisi o Algeri, dal Marocco o dall’estremo Oriente chiamano le Americhe ed il resto del mondo». La strage di Cutro è stato un momento in cui questa risposta si è data e le giornate successive ne sono state un esempio». Per questo «dovremo occupare gli spazi che le istituzioni lasciano deliberatamente vuoti», costruendo percorsi che «vedano al centro le madri, le famiglie ed i loro bisogni». Durante tutte le tappe saranno presenti i Lenzuoli della Memoria Migrante, le pagine bianche di un libro che vogliono «raccontare e dare un nome alle persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo». Un gesto simbolico che accompagna ogni Carovana, «riaffermando con forza la dignità di persona che viene regolarmente negata». IL PROGRAMMA GIORNO PER GIORNO 24 febbraio – Crotone, davanti al tribunale * Alle 14.00 conferenza stampa con familiari, sopravvissuti e associazioni. * Dalle 14.30 alle 17.30 presidio: «per dare voce alle famiglie» anche di fronte al rinvio del processo. 25 febbraio – Crotone * Alle 10.00, al campo di Tufolo, partita di calcio “friendly match”. * Alle 16.30, in Piazza dell’Immacolata, incontro pubblico su «stragi nel Mediterraneo e nelle rotte di terra», con l’obiettivo dichiarato di «dare voce ai diritti dei superstiti, delle famiglie delle vittime e degli scomparsi». * Alle 20.00, al Cinema Teatro Apollo, la proiezione del docufilm “Cutro, 94… and more”. 26 febbraio – Crotone / Steccato di Cutro * Alle 4.00 la veglia commemorativa: un momento che risponde all’appello delle famiglie a «non sentirsi sole nella notte di Steccato di Cutro». * Alle 11.30 conferenza stampa al Municipio di Crotone con «le voci dei familiari di ritorno dall’alba». * Alle 15.00 dibattito su «genocidio, migranticidio, guerra e disinformazione di massa», che mette in relazione le politiche migratorie con i conflitti globali. * Nel pomeriggio, proiezione del docufilm a Cutro e presentazione del libro “Un viaggio verso Cutro” a Crotone. 27 febbraio – Riace / Caulonia * A Riace incontro con Mimmo Lucano. * A Caulonia, alle 17.30, l’iniziativa: «Resistere, esistere. Dal basso, contro la barbarie del migranticidio e del genocidio a Gaza». 28 febbraio – Reggio Calabria * Visita al cimitero di Armo e al Museo diocesano delle migrazioni. * Nel pomeriggio, iniziativa conclusiva: «Mare nMostrum, rompere il silenzio su genocidio e migranticidi di Stato». Un momento pensato per «tirare le fila del viaggio» e rilanciare le mobilitazioni. Le iniziative organizzate dalla Rete 26 febbraio “PROCEDURE CERTE, DEGNE E TRASPARENTI” Tra le richieste più concrete avanzate dalla Carovana c’è quella di vincolare le istituzioni «di fronte alle tragedie di mare e di terra, a procedure certe, degne e trasparenti». In particolare su «identificazione», «supporto psicologico ai familiari», «presenza nelle diverse fasi dell’iter processuale», fino a «sepolture e rimpatrio dei corpi». L’obiettivo è anche internazionale: «Lavoriamo insieme alla costruzione di un incontro internazionale» per definire «un protocollo per l’identificazione dei corpi» e «garantire il diritto inalienabile dei familiari a conoscere la sorte dei loro cari». LA VOCE DELLE FAMIGLIE E DEI SOPRAVVISSUTI «PERCHÉ VI SIETE DIMENTICATI DI NOI?» Al centro restano loro. Le parole con le quali le famiglie hanno chiesto che non cali il silenzio sulla strage di Steccato di Cutro e che siano rispettate le promesse che la Presidente del Consiglio Meloni fece a loro nelle settimane successive al naufragio di tre anni fa. «È difficile vivere senza giustizia. È difficile sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari». E aggiungono, «ci fa più male di tutto la sensazione che vi siate dimenticati di noi». Le promesse istituzionali, denunciano, «non si sono realizzate» e «nessuna delle altre promesse […] è stata mantenuta». Da qui la decisione di tornare, «con le unghie e con i denti, con l’amore per la verità, faremo in modo di tornare». Una voce che si unirà a quella di tante persone solidali che saranno mobilitate per «rompere il silenzio». 1. Scarica il comunicato completo ↩︎
Calabria. Basta misure straordinarie sul degrado ambientale
Dopo il ciclone Harry, che ha dispiegato i suoi effetti devastanti, ci ha pensato il ciclone Ulrike a devastare nuovamente la Calabria. I danni non si contano. Compilare l’elenco delle frane, delle strade distrutte, dei tratti di costa erosi dal mare, fino al punto da mettere in pericolo sul versante […] L'articolo Calabria. Basta misure straordinarie sul degrado ambientale su Contropiano.
February 17, 2026
Contropiano
Lettere all’Osservatorio: Militarizzazione o educazione? La posta in gioco nelle scuole calabresi
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UNA RIFLESSIONE GIUNTA DA UN/UNA DOCENTE CALABRESE CHE TROVA NELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE UN UTILE ARGINE DALLA LOGICA MILITARISTA CHE STA INVADENDO LA SCUOLA NEGLI ULTIMI ANNI. COME DIMOSTRA LA CALOROSA ACCOGLIENZA DELL’APPELLO PER LA LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO CHE ABBIAMO LANCIATO, SEMPRE PIÙ COLLEGHI E COLLEGHE RIESCONO A METTERE INSIEME I TASSELLI DI UN PROCESSO CHE STA CERCANDO IN TUTTI I MODI DI NORMALIZZARE LA GUERRA ATTRAVERSO UN UNIVERSO SIMBOLICO BELLICISTA COSTRUITO SIN DALLE SCUOLE. NOI NON SAREMO COMPLICI! Negli ultimi anni assistiamo a un fenomeno sempre più evidente anche in Calabria: l’ingresso strutturato delle forze armate nelle scuole attraverso orientamento professionale, progetti formativi, convenzioni e percorsi PCTO. La domanda non è ideologica. È educativa e politica nel senso più alto del termine: quale idea di società stiamo trasmettendo alle nuove generazioni? La scuola come campo di tensione. Non esiste una scuola neutra. Esiste un progetto politico che punta a trasformarla in uno spazio di disciplinamento, gerarchia e funzionalità al mercato e alla logica della sicurezza armata. È la scuola che l’attuale indirizzo ministeriale promuove: centralità dell’ordine, enfasi sulla verticalità dell’autorità, valorizzazione simbolica e concreta delle carriere militari. Ma esiste anche un’altra scuola. Una scuola viva, fatta di docenti, studenti e comunità educanti che praticano pensiero critico, inclusione, educazione alla pace, giustizia sociale. Quando denunciamo la militarizzazione, non attacchiamo la scuola in sé. Denunciamo un tentativo di impoverimento culturale e democratico. Emergenza etica prima che tecnica. Viviamo una doppia crisi: crisi ecologica e crisi sociale. In questo contesto, la priorità non dovrebbe essere preparare tecnici competitivi, ma formare persone capaci di responsabilità e relazione. L’educazione non è addestramento. Non è orientamento esclusivamente funzionale al mercato del lavoro. Non è selezione dei più adatti. Educare significa costruire coscienza civile. Don Milani lo sintetizzava con un’espressione netta: “I care”. Mi importa. Mi riguarda. L’alternativa culturale è il “me ne frego”: l’indifferenza istituzionalizzata, oggi spesso tradotta in meritocrazia selettiva e competizione permanente. Stato di natura o civiltà? La retorica dominante ripropone una visione implicita: il mondo è competizione, sopravvive il più forte, chi è debole resta indietro. Ma la civiltà non nasce dalla sopraffazione. Nasce dalla cura. Le scienze antropologiche mostrano che i primi segni di civiltà coincidono con la protezione dei fragili, non con l’eliminazione dei deboli. Se la scuola normalizza il linguaggio della forza come unica soluzione ai conflitti, rischia di legittimare una regressione culturale. Il bambino come patrimonio, non come capitale. Nel libro Il bambino, primo patrimonio dell’umanità, Gino Soldera propone un cambio di paradigma: il bambino non è capitale umano da valorizzare economicamente, ma patrimonio collettivo da custodire. Questo implica una responsabilità intergenerazionale. Ogni scelta educativa è una scelta sul futuro. Se il bambino è patrimonio, allora la scuola deve essere spazio di sviluppo umano integrale, non corridoio di reclutamento. Cura, relazione, interdipendenza. Anche riflessioni provenienti da ambiti diversi — come quelle presentate da Citro in Frequenze che curano — convergono su un punto fondamentale: la salute è relazione, risonanza, equilibrio tra sistemi. Lo stesso vale per il tessuto sociale. Una società non si regge sulla paura, ma sulla fiducia. Non sulla militarizzazione simbolica, ma sulla cooperazione.La scuola dovrebbe essere il primo laboratorio di questa interdipendenza. Professioni della pace: un’assenza significativa. Se nelle scuole entrano stabilmente le forze armate, perché non entrano con la stessa sistematicità mediatori dei conflitti, operatori di giustizia riparativa, educatori di comunità, esperti di cooperazione internazionale, professionisti della transizione ecologica, attivisti per i diritti umani. La questione non è vietare, ma riequilibrare. Garantire pluralismo. Assicurare che le scuole non diventino luoghi di promozione unidirezionale di un modello securitario. Accendere, non riempire. L’educazione autentica non riempie contenitori. Accende coscienze. In una fase storica in cui le disuguaglianze crescono e il pianeta è sotto pressione, abbiamo bisogno di giovani capaci di: leggere la complessità, cooperare, prendersi cura, trasformare i conflitti in processi democratici. Questo è l’opposto della logica militare, che per definizione si fonda su comando, obbedienza e struttura gerarchica. La responsabilità collettiva. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università nasce per monitorare, informare e stimolare un dibattito pubblico consapevole. Non si tratta di una posizione ideologica contro qualcuno. Si tratta di una domanda democratica: quale cultura vogliamo che attraversi le nostre istituzioni educative? Se crediamo che il futuro si costruisca attraverso la cura, la giustizia e la pace, allora la scuola deve restare spazio civile, plurale e critico. Il futuro non si addestra. Si educa. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole
La militarizzazione delle scuole attraverso i protocolli con la Guardia di Finanza
Nel settembre del 2024 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha firmato un protocollo d’intesa di valenza triennale con la Guardia di Finanza proseguendo l’impostazione che nel 2017 l’allora ministra Valeria Fedeli (in quota PD/CGIL) aveva tracciato in un analogo protocollo. Oltre a ben mostrare la natura bipartisan della militarizzazione delle scuole, questi protocolli si mostrano ben attivi e pervasivi degli spazi scolastici. I protocolli fanno sì che la Guardia di Finanzia entri nelle scuole dalla porta principale, nella maggior parte dei casi senza passare da nessun organo collegiale. Segnaliamo dunque le attività che hanno coinvolto alcune scuole negli ultimi giorni. All’Istituto Comprensivo Scianna – Cirincione (Palermo) il 28 gennaio 2025 circa 400 bambini e bambine delle classi IV primaria e 2° media hanno assistito a lezioni sull’ “evasione fiscale, il contrasto alla contraffazione, la lotta all’uso di sostanze stupefacenti”, con tanto di presentazione delle unità cinofile, particolare che sicuramente ha destato ancor di più l’interesse dei minori. Continuiamo a chiederci: è davvero necessario che ad affrontare questi temi siano persone in divisa? Si tratta di temi complessi che vanno affrontati in termini complessi e da chi conosce il lavoro di docente; per quanto ancora i/le docenti saranno disponibili ad affidare le loro cattedre a chi di scuola non sa nulla? Per quanto ancora si accetterà supinamente di esporre bambini e bambine a personale in divisa? Passa anche da qui la militarizzazione della società da cui la scuola dovrebbe tenersi molto lontana. Guardia di Finanza in azione anche all’ IPSS Isabella Morra di Matera dove l’incontro si è svolto nell’ambito dell’Alternanza scuola-lavoro con i ragazzi e le ragazze delle classi quinte; e qui l’intento delle forze dell’ordine diventa molto più chiaro: “Durante l’incontro sono stati illustrati i compiti della Guardia di Finanza e i percorsi di accesso al Corpo attraverso i concorsi per ufficiali, ispettori e finanzieri”. Ecco cosa vengono principalmente a fare: a reclutare i nostri studenti e le nostre studentesse, ammaliandoli con la prospettiva di un lavoro sicuro a fronte della precarietà e del lavoro povero che li aspetta; e intanto si inculcano i valori tipici del militarismo: legge, regole, sanzioni, amore per la patria e per la divisa. Il tour della Guardia di Finanza passa anche da Arezzo, all’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore di Sansepolcro dove classi di prima, seconda e terza il 4 febbraio sono state convogliate ad assistere ad una lezione di educazione alla legalità economica. Si tratta dunque di azioni capillari sul territorio nazionale, frutto concreto dei protocolli di intesa che, a differenza di altri, diventano fortemente operativi e diffusi. Siamo certi infatti che moltissime altre situazioni di questo tipo vengono proposte a alunni e alunne di tutto il territorio nazionale. Ma non c’è solo la Guardia di Finanza, anche la polizia di stato infatti non perde occasione per incontrare i giovani; ad esempio a Catanzaro nei primi giorni di febbraio 500 studenti hanno assistito a una conferenza su economia e legalità tenuta dal direttore della banca BCC di Calabria Ulteriore, dal questore e dal prefetto di Catanzaro; la sfilata istituzionale si è completata con il vicepresidente nazionale di un sindacato di polizia, con il sindaco di Catanzaro, il direttore generale dell’US di Catanzaro e l’assessore regionale all’ambiente. Immaginiamo i nostri 500 studenti intenti a sbirciare sui loro telefonini mentre i bla bla bla di politici e poliziotti… come è possibile anche solo immaginare di sottoporre dei giovani a una sfilata di parole del genere? Come possono pensare che queste siano le forme adatte per far arrivare questo genere di contenuti? Eppure continuano e le scuole si adeguano. Anche noi come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università continueremo a ribadire che l’esposizione di giovani e giovanissimi al fascino delle divise non è affatto una cosa normale; continueremo a chiedere ai docenti italiani di riappropriarsi della loro funzione educativa senza appaltarla a chi non ha competenze educative e entra nelle nostre scuole con un progetto ben preciso: diffondere la cultura della difesa nel paese a partire dalle nostre scuole. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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In Calabria basta con il cemento, vecchio e nuovo
Dopo che Il ciclone Harry ha dispiegato i suoi effetti devastanti nei territori della Sicilia, Sardegna e Calabria, Il governo in mezz’ora liquida la partita, continuando a parlare di “maltempo”, dichiarando lo stato di emergenza e destinando per le tre regioni pochi fondi, la somma complessiva di 100 milioni di […] L'articolo In Calabria basta con il cemento, vecchio e nuovo su Contropiano.
January 30, 2026
Contropiano
Due Italie: stesso fango
di Mario Sommella (*). A seguire link utili. CI SONO DUE ITALIE, MA IL FANGO È LO STESSO PER TUTTI Quando il mare entra in casa, le colpe “geografiche” sono solo un alibi: le responsabilità vere stanno nelle scelte pubbliche In questi giorni, davanti alle immagini del ciclone mediterraneo Harry (18–21 gennaio 2026), ho provato una rabbia doppia. La prima è
January 29, 2026
La Bottega del Barbieri
#noponte Cemento e cambio climatico: l'#uragano devasta #Sicilia, #Calabria e #Sardegna L' uragano #Harry, esempio evidente di tropicalizzazione del clima, tra il 20 e il 21 gennaio 2026 ha devastato le coste di Sicilia, Sardegna e Calabria causando danni enormi, tra cui interi paesi sfollati, distruzione di infrastrutture, chiusure di scuole uffici. https://www.ondarossa.info/redazionali/2026/01/cemento-e-cambio-climatico-luragano
January 23, 2026
Antonio Mazzeo
Al fianco della popolazione calabrese colpita dal ciclone. Un disastro prevedibile
I militanti di Potere al Popolo, saranno a Catanzaro Lido nell’area Teti, per dare un contributo volontario dal basso per aiutare le famiglie e l’intero territorio colpito perchè ci sarà bisogno di spalare fango. Il ciclone Harry ha colpito l’intera costa ionica con forti piogge, mareggiate, lungomari distrutti, allagamenti, frane, […] L'articolo Al fianco della popolazione calabrese colpita dal ciclone. Un disastro prevedibile su Contropiano.
January 22, 2026
Contropiano
Catanzaro. Telecontact: al lavoro in presenza nonostante l’allerta meteo
Riceviamo da un lavoratore della Telecontact e pubblichiamo. Si è consumato oggi l’ultimo atto, ma solo per ordine di tempo, di grave irresponsabilità da parte dell’azienda capogruppo nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Questi ultimi, nella fattispecie operanti nel site di Catanzaro della controllata Telecontact, in virtù dell’allerta meteo di livello rosso […] L'articolo Catanzaro. Telecontact: al lavoro in presenza nonostante l’allerta meteo su Contropiano.
January 20, 2026
Contropiano