Morte di Moussa Diarra, il Comitato ha presentato un ricorso contro l’archiviazione

Progetto Melting Pot Europa - Wednesday, February 4, 2026

Dopo quindici mesi dall’uccisione di Moussa Diarra e in seguito alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Verona, il Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra annuncia di aver depositato l’opposizione formale e decide di rendere pubblico il ricorso presentato dai legali dei familiari, denunciando quello che definisce «un tentativo di rimozione politica e giudiziaria».

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La Procura di Verona ha chiesto l’archiviazione per la morte di Moussa Diarra

I legali: «Siamo sinceramente sconcertati dall’atteggiamento della Procura»

13 Novembre 2025

«Pensiamo che sia indispensabile continuare a raccontare la storia di Moussa e a rivendicare verità e giustizia», scrive il Comitato, collegando la richiesta di archiviazione ad altri episodi considerati simbolici, come il danneggiamento dell’angolo di memoria allestito presso la stazione di Porta Nuova. «È sempre più necessario opporsi a ogni tentativo di cancellazione di una vicenda che chiama direttamente in causa organi dello Stato».

Secondo il Comitato, la richiesta del pubblico ministero rappresenterebbe «un atto autoassolutorio», capace di legittimare «pratiche e dinamiche violente e repressive sempre più presenti nelle nostre strade», all’interno di un contesto segnato da «politiche razziste e discriminatorie». Da qui la scelta di pubblicare integralmente il testo dell’opposizione all’archiviazione, affiancandolo a una comunicazione a puntate su Instagram dedicata ai passaggi ritenuti più rilevanti.

«Pubblicare il ricorso significa tracciare i contorni legali della vicenda, sottolineare le contraddizioni e i giudizi sommari che l’hanno caratterizzata sin dal primo momento», si legge ancora. Negli atti dell’indagine «a senso unico», il Comitato afferma di ravvisare un elemento centrale: «Emerge con assoluta certezza che, se Moussa Diarra avesse avuto la pelle bianca, non sarebbe stato ucciso».

L’opposizione all’archiviazione è stata formalizzata dalle avvocate Paola Malavolta e Francesca Campostrini, del Foro di Verona, che assistono i fratelli di Moussa Diarra, e dall’avvocato Fabio Anselmo dall’avvocata e Silvia Galeone, del Foro di Ferrara, difensori della madre e della sorella, anche in qualità di esercenti la potestà genitoriale sulla figlia minore della vittima.

Nel documento si contesta apertamente l’operato della Procura, evidenziando «l’evidente carenza delle indagini svolte» e la «manifesta contraddittorietà e illogicità delle valutazioni di fatto e di diritto» contenute nella richiesta di archiviazione, depositata il 5 novembre 2025. I difensori parlano di una ricostruzione incompleta, che non chiarisce le responsabilità dell’indagato né le dinamiche che hanno portato alla morte di Moussa Diarra.

I familiari chiedono con fermezza che il procedimento prosegua. «Vogliamo un giusto processo», è la posizione ribadita attraverso i legali, «per rendere giustizia alla vittima e perché tragedie come questa non si verifichino mai più».

Un appello che il Comitato rilancia a tutta la società civile: «Affinché non sia solo la memoria, ma anche la giustizia, a diventare un ingranaggio condiviso».

«Per Moussa, per noi, per tuttə».

Leggi l’opposizione alla richiesta di archiviazione