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Bastogi alza la voce: corteo 23 Maggio 2026
A nord-ovest di Roma c'è Bastogi, un quartiere nato come luogo privato destinato aglli alloggi dei dipendenti di Alitalia. Con il tempo, però, la struttura residence perde la sua funzione originaria e perde l'interesse degli speculatori.  Le prime persone che vi si insediano trovano un complesso abbandonato e iniziano ad abitarlo, trasformandolo di fatto in un quartiere vivo.Negli anni ’90 il Comune di Roma acquista l’area dalla società costruttrice, destinandola a centro di assistenza alloggiativa temporanea (CAAT). Da quel momento, però, la temporaneità resta solo sulla carta e si trasforma in condizione permanente di stato di abbandono da parte delle istituzioni. Ancora oggi ci sono famiglie che attendono da oltre trent’anni l’assegnazione di una casa popolare; alcune, figli\e di residenti mai regolarizzati o di persone decedute senza che la loro situazione sia mai stata risolta, risultano occupanti. Nel tempo, gli abitanti solidali tra loro hanno reso abitabili gli edifici e la vita insieme, si occupano del posto ma continuano a mancare servizi essenziali e strutturali: allacci regolari alle utenze, manutenzione ordinaria e straordinaria, un’adeguata illuminazione. Questa assenza di interventi strutturali ha portato anche a situazioni di grave rischio e incidenti di cui nessunx si prende responsabilità.  Oggi si parla di interventi di riqualificazione con finanziamenti privati, progetti calati dall'alto che non sembrano coinvolgere chi in quel quartiere ci vive da anni.  Ne paliamo in collegamento telefonico con Lorenzo Ianiro di Aurelio in comune, organizzazione civica del XIII Municipio.  Di seguito il comunicato del corteo di Sabato 23 Maggio 2026: 𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟮𝟯 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗕𝗮𝘀𝘁𝗼𝗴𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼. Per troppi anni questo quartiere è stato lasciato lì: nominato quando fa comodo, raccontato come un problema, dimenticato quando bisognava dare risposte vere. Ma a Bastogi vivono famiglie, bambini, anziani, persone che ogni giorno fanno i conti con precarietà, incertezza, burocrazia e promesse rimaste a metà. Ora basta. Sabato 23 maggio saremo in corteo da Bastogi a Montespaccato per chiedere tre cose semplici, giuste, concrete: 🏠 𝗖𝗮𝘀𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗶𝘀𝗼𝗿𝗶𝗲 Passaggio da CAAT ad ERP, perché una famiglia non può vivere per sempre in una condizione sospesa. 📄 𝗥𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗴𝗶𝗮̀ 𝘃𝗶𝘃𝗲 𝗹𝗶̀ Perché nessuno deve restare per anni in un limbo, senza sapere quale sarà il proprio futuro. 🤝 𝗨𝗻 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝘀𝘂 𝗕𝗮𝘀𝘁𝗼𝗴𝗶 Con Roma Capitale, Municipio, istituzioni, realtà sociali e abitanti. Perché su Bastogi non si decide senza Bastogi. Non chiediamo favori. Chiediamo rispetto, diritti e responsabilità. Chi vive qui ha già aspettato troppo. Adesso è il momento di esserci, camminare insieme e far sentire una voce sola: Bastogi non si lascia sola. 📌 𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟮𝟯 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 🕝 𝗢𝗿𝗲 𝟭𝟰:𝟯𝟬 📍 𝗟.𝗴𝗼 𝗘𝗱𝗼𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗙𝗹𝗮𝗻𝗮𝗴𝗮𝗻, 𝗕𝗮𝘀𝘁𝗼𝗴𝗶 𝗕𝗮𝘀𝘁𝗼𝗴𝗶 𝗰’𝗲̀. 𝗘 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝘀𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲.
May 20, 2026
Radio Onda Rossa
La Roma che resiste si interroga sulle trasformazioni della città. Puntata due
In studio e al telefono compagn@ di diversi movimenti dei territori romani e dei Castelli sono intervenuti sui processi speculativi che stanno trasformando Roma e la nostra regione. Il consumo di suolo e la sua messa a profitto, anche alla luce del recente disegno di legge costituzionale su Roma Capitale in discussione in Parlamento, rivelano i processi di finanziarizzazione dei nostri luoghi di vita. Qui la puntata precedente https://www.ondarossa.info/redazionali/2025/09/roma-che-resiste-si-interroga-sulle
March 15, 2026
Radio Onda Rossa
Fiumicino, “Legalmente Marciando”: oggi non si vola, si marcia…ma c’è l’Aeronautica Militare!
“Legalmente Marciando”, a dispetto del nome non è una gara podistica o una parata militare, ma una manifestazione simbolica che coinvolge le scuole del circondario del Comune di Fiumicino che la organizza in collaborazione con l’Aeronautica Militare. Fiumicino, vuoi per la contiguità con lo scalo aereo più importante d’Italia vuoi per la vicinanza di  presenze militari di rilievo, (dalle varie postazioni radar, all’aeroporto di Furbara sede del 17° stormo specializzato in operazioni CSAR, ad alto rischio) non è nuovo ad attività che fanno della retorica panpenalista (le ben nota “educazione alla legalità”) uno dei propri cavalli di battaglia. Il problema, dal nostro punto di vista di insegnanti della scuola pubblica, tutte, in teoria “scuole di pace” è che il patriottismo/militarismo associato ad una legalità fine a sé stessa che si traduce in semplice obbedienza a prescindere dalla giustezza delle leggi, normalizza non solo il valore intrinseco dell’obbedienza ma appunto la presenza e il connubio con la divisa militare, in questo caso quella blu scuro dell’Aeronautica. Nei 4Km del percorso si fanno tappe simboliche (per esempio beni confiscati alle mafie), vengono inaugurati simboli come panchine dedicate alla legalità o piantati alberi con un loro angelo protettore (ad es. l’“albero di Falcone”). Per completare il quadro retorico in cui i valori “razionali” principali vengono veicolati attraverso elementi più emotivi o para-religiosi, negli anni sono stati invitati a partecipare personaggi quali don Antonio Coluccia, prete impegnato contro le mafie e Manuel Bortuzzo, atleta paralimpico delle Fiamme Oro, ma non nel podismo bensì nel nuoto! Ma cosa conta, l’importante è appunto toccare le corde giuste dello studente, del papà o della mamma che può vedere nella divisa l’angelo protettore che offre opportunità di riscatto e di inclusione. Sulla carta nasce come iniziativa locale di educazione civica, legata soprattutto, alla lotta alla criminalità organizzata, alla promozione dello sport come valore educativo, alla partecipazione delle scuole: solo che dai primi anni ’90 agli ultimi dati disponibili il numero dei morti ammazzati sono calati di ben 10 volte passando dagli oltre 3mila a poco più più di 300 di cui in maggioranza donne vittime di femminicidio ad opera di ex-fidanzati/mariti/amici dalla pelle rigorosamente bianca e cultura occidentale (patriarcale). Ha senso rispolverare Falcone e Borsellino? Per chi è nostalgico dei film “poliziotteschi” anni ’70/’80 o della serie TV “La Piovra”, in cui il buono e il cattivo erano ben definiti ed era chiaro chi sparava a chi, forse si ma in un’era in cui non si spara più un solo colpo l’obiettivo è ovviamente un altro: normalizzare la divisa, renderla “amica”, accudente, salvifica per vittime di bullismo o di stupro, sempre pronta a difendere i “buoni” i “manifestanti non-violenti” dalle incursioni di quelli “violenti”. Nel frattempo il dissenso viene sempre più represso in tutte le sue forme fino a renderle inoffensive, ben irrigimentate, incanalate, in una parola “autorizzate”. Su quest’ultimo termine, peraltro, c’è un’ulteriore retorica nel quadro della concessione paternalistica del permesso di dissentire: per qualsiasi manifestazione o iniziativa pubblica NON si chiede il “permesso” o l’”autorizzazione” ma semplicemente si “avvertono” le autorità preposte al cosiddetto “ordine pubblico”. Lo Stato, quindi, vuole far passare l’idea di “istituzioni unite per la legalità” e in tempi di povertà crescente, accentramento delle ricchezze, in un’economia di guerra da difendere da chi, con termine denigratorio, è definito “pacifinto” di marce della legalità simili si contano in moltissime città italiane: “camminate antimafia”,  “giornate della legalità” per non parlare di innumerevoli e sempre più crescenti iniziative scolastiche con le forze dell’ordine. Non dimentichiamo poi che il connubio legalità-forze armate è connesso all’attività di proselitismo delle varie scuole militari come la Scuola Militare Aeronautica “Giulio Douhet” di Firenze, che è un liceo militare per studenti tra 15 e 17 anni. Spesso non sono necessari grandi numeri all’interno di queste scuole che spesso si presentano all’esterno come istituzioni, appunto di élite, quindi lo scopo, oltre che propagandistico-bellicistico è prettamente di marketing: rendere appetibile la divisa, in un mix di élitismo, di competitività e ancora oggi di machismo anche se alcuni anni fa queste scuole hanno aperto anche ad una piccola “quota rosa” di pura facciata.  Il prete poi chiude il cerchio retorico perché ricrea sempre quel triangolo simbolico  tipico delle iniziative italiane in nome della “legalità”: istituzioni dello Stato (forze armate, polizia, ecc.), scuola pubblica, mondo cattolico e oratori. Come si è visto più volte soprattutto nelle Marche questo modello è molto usato perché intercetta i giovani tramite scuole e parrocchie dando una narrazione morale della legalità. Quest’anno però a differenza del 2025 c’è maggiore enfasi sui “valori delle istituzioni” e la presenza esplicita delle forze armate dove l’Aeronautica, come dimostrano i conflitti attuali, gioca un ruolo fondamentale, molto più che nel passato. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Il mare nascosto”. Un film di Luca Calvetta con Ascanio Celestini
-------------------------------------------------------------------------------- Proiezione speciale di “Il mare nascosto”, un film di Luca Calvetta con Ascanio Celestini, e a seguire un dialogo tra il regista, Celestini e la scrittrice premio Campiello Rosella Postorino: appuntamento a Roma il 26 marzo 2026, alle ore 20,30, presso il Cinema Delle Provincie (zona Piazza Bologna). Il dialogo sarà intorno al film “Il mare nascosto” e ai libri Poveri cristi (Einaudi) di Ascanio Celestini e Nei nervi e nel cuore, memoriale per il presente (Solferino) di Rosella Postorino. Il mare nascosto è un’opera poetica e politica, un film che supera i confini tra cinema, teatro e documentario, tra realtà e immaginazione. Liberamente ispirato al Piccolo principe, la favola di Antoine de Saint-Exupéry, “Il mare nascosto” è un viaggio interiore e fisico attraverso luoghi misteriosi e personaggi inattesi, una ricerca sul potere salvifico dell’arte. “Il mare nascosto” è un film indipendente, un’esperienza visiva inedita. Il film affronta anche il tema dell’immigrazione, seppur all’interno di una narrazione poetica e metaforica. Presentato in anteprima nella serata di apertura dell’Ischia Film Festival 2024, ha ricevuto numerosi premi come miglior film, miglior documentario, miglior regia in diversi festival italiani. Scritto e diretto da Luca Calvetta, il testo originale si intreccia alle parole di Antoine de Saint-Exupéry, Pier Paolo Pasolini, Romain Gary e ai versi del poeta palestinese Mahmoud Darwish. -------------------------------------------------------------------------------- Prenotazione biglietti whatsapp: 3351090792 -------------------------------------------------------------------------------- Guarda il trailer -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo “Il mare nascosto”. Un film di Luca Calvetta con Ascanio Celestini proviene da Comune-info.
March 13, 2026
Comune-info
L'ombra di Thiel su Roma
Il miliardario dell’apocalisse, Palantir e la nuova strategia della tensione. Dal 15 al 18 marzo 2026, Peter Thiel sarà a Roma. Non per un convegno accademico, non per una conferenza pubblica, non per un incontro con le istituzioni democratiche del nostro Paese. L’eminenza grigia del trumpismo globale, il miliardario che ha fondato Palantir Technologies — la società di sorveglianza di massa che serve CIA, FBI, eserciti e governi di mezzo mondo — arriverà nella capitale italiana per parlare di “Anticristo” davanti a una ristretta cerchia di “eletti”, in un incontro di cui si conosce l’esistenza ma non il luogo preciso, non i partecipanti, non l’agenda. [...] cosa intende Thiel quando parla di Anticristo? Proviamo a spiegarlo in poche parole. L'umanità è esposta una serie di rischi mortali: le armi biologiche e nucleari, il degrado ambientale, l'intelligenza artificiale e i robot killer. Il problema ovviamente per Thiel, visto il mestiere che fa, non è la tecnologia in sé, ma come reagire di fronte ai pericoli. L'Anticristo non è una specie di diavolo incarnato, ma un falso profeta. È una figura che si presenta con ricette di salvezza e benevolenza. Ecco: secondo Thiel l'Anticristo è un futuro governo mondiale pronto a strapparci ogni libertà per mettere sotto controllo i cambiamenti climatici e i pericoli mortali derivanti dalla tecnologia, prometterà di liberarci e darci sicurezza ma per farlo ci opprimerà. Annunciando l'Apocalisse e diffondendo paura, l'Anticristo riuscirà a soggiogarci. Insomma per Thiel l'Anticristo è "qualcuno come Greta Thunberg", come ha avuto modi di dire almeno in un'occasione. Leggi l'ombra di Thiel su Roma Leggi su fanpage
Il cibo recuperato non è per pochi. È per tutti
DA QUASI DIECI ANNI L’ASSOCIAZIONE REFOODGEES ROMA SI È MESSA IN TESTA L’IDEA CHE IL CIBO RECUPERATO NON SIA DI SECONDA QUALITÀ E MENO ANCORA QUALCOSA DESTINATO A PERSONE DI “SERIE B”. IL RECUPERO DELLE ECCEDENZE ALIMENTARI, DICONO CONVINTI, È OVVIAMENTE UNA PRATICA VIRTUOSA PERCHÉ RIDUCE LO SPRECO, TUTTAVIA È PRIMA DI TUTTO UNA MERAVIGLIOSA OCCASIONE PER COSTRUIRE RELAZIONI SOCIALI, PER RIBELLARSI FACENDO. ABBIAMO INCONTRATO VIOLA DE ANDRADE PIROLI DI REFOODGEES La povertà alimentare è al centro del progetto Solidarietà Circolare. Quali soluzioni sono emerse per affrontare il fenomeno in modo strutturale? ReFoodGees nasce nel 2017 come associazione impegnata nel contrasto all’esclusione sociale. Il tema della povertà alimentare è emerso progressivamente nel corso delle nostre attività, perché il principio che guida il nostro lavoro è innanzitutto la lotta allo spreco alimentare. Recuperiamo cibo che altrimenti verrebbe buttato e lo redistribuiamo gratuitamente. Tra le persone che lo ritirano ci sono anche molte famiglie in difficoltà economica, ma il nostro approccio si distingue da quello dell’assistenza alimentare tradizionale: fin dall’inizio abbiamo cercato di uscire dalla logica del “cibo per poveri”. Il cibo recuperato è cibo per tutti: lo mangiamo noi volontari, lo mangiano le nostre famiglie e lo mangiano le persone che vengono a ritirarlo. È un’idea di circolarità: chi oggi usufruisce del servizio domani può diventare volontario, e chi recupera il cibo spesso è anche tra coloro che lo consumano. Questo approccio contribuisce anche a superare uno stigma ancora molto diffuso: l’idea che il cibo recuperato sia di seconda qualità e destinato a persone di “seconda categoria”. In realtà si tratta di cibo buono, che mangiamo tutti. In alcuni progetti, come Alimenta la solidarietà, abbiamo lavorato insieme a organizzazioni che si occupano direttamente di povertà alimentare, come Nonna Roma. In quel caso i beneficiari erano persone già seguite da queste realtà, mentre ReFoodGees si è concentrata soprattutto sul recupero del cibo e sulla costruzione di reti solidali. Affrontare la povertà alimentare significa confrontarsi con una sfida multidimensionale. Dal vostro osservatorio, quali sono i nodi cruciali che istituzioni e società civile non possono trascurare? Uno degli aspetti più trascurati riguarda la qualità dell’alimentazione. Molti interventi contro la povertà alimentare si basano sulla distribuzione di pacchi con prodotti a lunga conservazione. È comprensibile, perché sono più facili da gestire. Tuttavia questo modello rischia di trascurare un punto fondamentale: quando le famiglie hanno meno risorse economiche, la prima cosa che smettono di comprare sono frutta e verdura. Di conseguenza l’alimentazione diventa progressivamente più povera dal punto di vista nutrizionale e più ricca di prodotti ultraprocessati. Per questo, nel nostro lavoro abbiamo scelto di puntare molto sul recupero e sulla redistribuzione di prodotti freschi, in particolare frutta e verdura. È un elemento che rappresenta un valore aggiunto rispetto a molte forme tradizionali di distribuzione alimentare. Lo abbiamo visto anche concretamente: all’Emporio di via Togliatti, per esempio, quando le persone hanno capito che il mercoledì arrivava il fresco recuperato da ReFoodGees, l’afflusso è aumentato sensibilmente. Molti si mettevano in fila proprio quel giorno, perché sapevano che avrebbero trovato frutta e verdura. Questo dimostra quanto sia forte il bisogno di accesso a cibo sano e di qualità. Il caso di Roma si inserisce in un quadro più ampio. Quali esperienze virtuose, in Italia o all’estero, possono essere di ispirazione? Più che a un singolo modello, guardiamo a un cambio di prospettiva: passare dall’assistenza alla circolarità del cibo. Il recupero delle eccedenze alimentari è già di per sé una pratica virtuosa: riduce lo spreco e allo stesso tempo produce un beneficio sociale. Ma il vero salto di qualità avviene quando questa pratica diventa occasione per costruire relazioni e comunità. Quando il cibo recuperato non viene percepito come uno scarto o come “cibo per poveri”, ma come una risorsa condivisa, cambia anche il modo in cui le persone si avvicinano a queste iniziative. Si supera la logica dell’assistenza e si costruisce un sistema più inclusivo e partecipato. Accanto alla distribuzione di generi alimentari avete promosso anche iniziative di sostegno scolastico. In cosa è consistita questa esperienza? Nel tempo ci siamo accorti che le situazioni di vulnerabilità che incontravamo non riguardavano soltanto il cibo. Durante alcune attività abbiamo iniziato a distribuire anche materiale scolastico, cioè zaini, quaderni, penne e altri strumenti, alle famiglie con bambini che vivevano difficoltà economiche. L’idea è nata ascoltando direttamente i bisogni delle persone che incontravamo: per molte famiglie l’inizio dell’anno scolastico rappresenta una spesa significativa. Questa esperienza ci ha ricordato che la povertà è sempre multidimensionale: alimentazione, istruzione, accesso ai servizi e opportunità sociali sono aspetti strettamente collegati. Per questo gli interventi più efficaci sono quelli capaci di tenere insieme queste diverse dimensioni. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO DOSSIER: > Rosolare con solidarietà. Dossier [progetto Solidarietà circolare] -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il cibo recuperato non è per pochi. È per tutti proviene da Comune-info.
March 13, 2026
Comune-info
Roma, 14 marzo: la risposta sociale contro la guerra e contro un modello che impoverisce il paese
Domani a Roma lavoratrici, lavoratori, studenti e pensionati scenderanno in piazza perché è ormai evidente che il Paese sta imboccando una direzione pericolosa. La manifestazione nazionale del 14 marzo nasce dentro la campagna per il NO sociale al referendum del 22 e 23 marzo, ma il contesto di queste settimane ne ha ampliato ulteriormente il significato politico: costruire una risposta sociale alle politiche del governo Meloni e alla crescente militarizzazione dello scenario internazionale. Lo abbiamo visto chiaramente proprio in questi giorni anche nel nostro Paese. Nei porti e nelle infrastrutture civili passano mezzi e materiali destinati ai fronti di guerra e cresce la preoccupazione tra lavoratori e cittadini per il coinvolgimento sempre più diretto della logistica civile nelle dinamiche del riarmo. Le mobilitazioni che ieri si sono sviluppate tra Piombino, Livorno e Pisa contro il transito di convogli carichi di armamenti raccontano con grande chiarezza cosa sta accadendo: la guerra non è qualcosa che avviene altrove, ma entra sempre più dentro i nostri territori, nelle nostre infrastrutture, nei nostri porti e nelle nostre ferrovie. Questo quadro si intreccia con una crisi sociale e industriale sempre più evidente. I salari restano tra i più bassi d’Europa, il costo della vita continua a crescere e interi settori produttivi sono attraversati da ristrutturazioni, cessioni e dismissioni che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro. Dall’acciaio all’automotive, dall’elettronica alla logistica, il sistema industriale del Paese continua a essere attraversato da processi di ridimensionamento e di disimpegno produttivo mentre manca una vera politica industriale pubblica capace di difendere e rilanciare le capacità produttive nazionali. In questo contesto si prova sempre più spesso a presentare la riconversione militare come una possibile prospettiva. È una strada sbagliata e pericolosa. Non solo perché alimenta un’economia fondata sulla conflittualità globale, ma perché non è in grado di garantire sviluppo equilibrato, occupazione stabile e prospettive per il Paese. L’Italia avrebbe bisogno di tutt’altro: investimenti pubblici nell’industria civile, nella ricerca, nella transizione energetica, nella messa in sicurezza del territorio, nella sanità e nei servizi pubblici. Avrebbe bisogno di salari più alti, di lavoro stabile e di una vera politica industriale capace di rimettere al centro l’interesse collettivo. Invece si continua a scaricare il peso della crisi sulle lavoratrici e sui lavoratori mentre si restringono progressivamente gli spazi democratici e si rafforza un modello politico sempre più distante dai bisogni sociali. Per queste ragioni la piazza del 14 marzo a Roma rappresenta un passaggio importante di mobilitazione sociale e popolare. Una piazza che vuole affermare con chiarezza che il futuro del Paese non può essere la guerra, l’impoverimento e la precarietà. Serve un cambio di rotta radicale. Per questo domani saremo in piazza. Unione Sindacale di Base
March 13, 2026
Pressenza
ROMA 8 – 9 marzo 2026 Le nostre vite valgono. Noi scioperiamo!
8 MARZO – ORE 17.00 CORTEO PIAZZA UGO LA MALFA 9 MARZO – ORE 9.30 SCIOPERO PIAZZALE OSTIENSE Non una di meno chiama a un nuovo “weekend lungo” di lotta e di sciopero per l’8 e il 9 marzo, articolando le due giornate con cortei e mobilitazioni per l’8 marzo e con lo sciopero generale del 9 marzo. Sono diversi i sindacati che hanno proclamato lo sciopero, Non Una Di Meno ha predisposto un vademecum per fornire informazioni e supporto per scioperare. Le mobilitazioni saranno dislocate in più di 60 città in tutta Italia  con lo slogan “le nostre vite valgono. Noi scioperiamo” Le giornate mettono al centro l’opposizione alle politiche del governo Meloni in tema di contrasto alla violenza sessuale ed economica rivolte alle donne e alle categorie più colpite dall’inflazione dovuta alla guerra: la propaganda di governo getta la maschera e diventa guerra aperta alle donne e alle persone trans, alle persone razzializzate, alle persone disabili e povere.   In particolare, le conseguenze dell’approvazione del DdL Bongiorno, di modifica della attuale legge sulla violenza sessuale, sarebbero molto gravi nei contesti familiari e coniugali, per le giovani e giovanissime che con le loro denunce fanno registrare un aumento vertiginoso dei casi (dati Istat 2025), nei contesti lavorativi e in condizioni di ricattabilità, nei tribunali dove chi denuncia è già esposta a vittimizzazione secondaria. “il DdL Bongiorno va bloccato con ogni mezzo: anche con lo sciopero. Rilanciamo l’agitazione permanente contro l’approvazione del DdL sul Dissenso: Sorella, io ti credo! Senza consenso è stupro!” La bocciatura del congedo retribuito ai padri, l’eliminazione di Opzione Donna e i dati sul gender pay gap, smascherano un governo che fa propaganda sulla natalità e la conciliazione vita-lavoro ma non le sostiene. Le donne, le persone giovani e giovanissime, trans, razzializzate, disabili vengono espulse dal mondo del lavoro e pagano la guerra e il riarmo con l’aumento del lavoro povero e precario, il part time imposto, l’aumento dei prezzi e la distruzione del welfare. “Vogliamo uscire dalla falsa alternativa tra l’utopia fallita dell’emancipazione attraverso il lavoro e il ritorno a casa per svolgere lavoro di cura gratuito per il bene della nazione. Vogliamo salari adeguati al costo della vita, reddito di autodeterminazione per uscire da situazioni di violenza e per non entrarci, diritto alla casa e al welfare” Questo 8 marzo si svolgerà mentre si apre un nuovo fronte di guerra contro l’Iran e la popolazione civile continua a pagare un prezzo altissimo per la repressione da parte del Regime e per l’attacco israelo-americano. “Scioperiamo. Contro la guerra all’Iran e i bombardamenti sul Libano, fuori da ogni legalità internazionale, che stanno provocando un’escalation dagli esiti imprevedibili. Contro l’utilizzo delle basi italiane ed europee e qualsiasi coinvolgimento italiano nel conflitto.” La guerra è sempre più vicina: la respiriamo nella nostra quotidianità, nell’incertezza del futuro, nella precarietà delle nostre esistenze, nelle crisi industriali della riconversione bellica. “Vogliamo ricostruire reti di solidarietà internazionale e di lotta comune. Raccogliamo la sfida dello sciopero globale transfemminista, che tiene insieme lo sciopero dal lavoro produttivo e riproduttivo, dal consumo e dai ruoli di genere, per Fermare la guerra, non vogliamo essere né vittime né complici”.   Ufficio stampa Nonunadimeno Redazione Italia
March 6, 2026
Pressenza
Rosolare con solidarietà. Dossier
-------------------------------------------------------------------------------- Quando si parla di povertà, raramente si mette al centro la povertà alimentare: non solo la mancanza di cibo, ma l’impossibilità di accedere a un’alimentazione sana. Eppure il diritto a un cibo buono, che sia nutrimento e non semplice riempitivo, è parte integrante della dignità delle persone. Il problema, è evidente, non riguarda solo la produzione, ma anche la distribuzione e la logistica: lungo la filiera si concentrano infatti disuguaglianze e sprechi, con pesanti ricadute sociali e ambientali. Tuttavia, ovunque nel mondo ci sono esperienze che, fra non poche difficoltà, dimostrano che è possibile percorrere strade diverse, tra agricoltura contadina, filiere corte, sovranità alimentare, contrasto agli sprechi… Questo dossier raccoglie approfondimenti, interviste, racconti ma si nutre anche dell’esperienza maturata in alcuni quartieri di Roma dove le eccedenze alimentari sono trasformate in aiuto a chi vive situazioni di disagio economico -------------------------------------------------------------------------------- Foto di Refoodgees tra i partner del progetto “Alimenta la solidarietà” -------------------------------------------------------------------------------- “Nel mondo gli affamati sono tanti quanto i grassi. Gli affamati mangiano spazzatura nelle discariche, i grassi mangiano spazzatura da McDonald’s“ (Eduardo Galeano) -------------------------------------------------------------------------------- L’olio ai poveri e i Radicali liberi [Barbara Bonomi] Il contrasto alla povertà alimentare non è uno slogan ma un’urgenza -------------------------------------------------------------------------------- Il cibo non è uguale per tutti [D. Bernaschi D. Marino F. Felici] La povertà alimentare non è mai solo una questione di reddito -------------------------------------------------------------------------------- Un passo verso il diritto al cibo [S. Fiordaliso e F.B. Felici] Il Consiglio del Cibo di Roma e il contrasto alla povertà alimentare -------------------------------------------------------------------------------- Prima di sederci a tavola [R.C.] Lo spreco alimentare come aiuto ai nuclei familiari in difficoltà -------------------------------------------------------------------------------- Abbiamo fatto la pasta fresca [Roxane Escalettes] Educare al cibo nelle periferie. Una chiacchierata con Mauro Secondi -------------------------------------------------------------------------------- Prendi uno e paghi tre [Silvia Ribeiro] I catastrofici danni sociali e ambientali dei colossi transnazionali del cibo -------------------------------------------------------------------------------- Il cibo è un’arma [Manlio Masucci] Un film racconta la storia di Vandana Shiva e le lotte dei contadini -------------------------------------------------------------------------------- I semi del profitto [Francesco Paniè] Un pugno di aziende ha preso il governo della biodiversità. Un libro -------------------------------------------------------------------------------- Sogno d’un sugo di mezzaestate [Don Pasta] Trattato anticapitalista sulla passata di pomodoro per la parmigiana -------------------------------------------------------------------------------- Tutti a tavola [Territori Educativi] Scuole, cibo e convivialità comunitaria. Inchiesta -------------------------------------------------------------------------------- Pesaro Trieste, 453 chilometri [Gabriele Montaccini] “Fornelli resistenti” e i viaggi per accogliere i migranti della Rotta Balcanica -------------------------------------------------------------------------------- Il gusto del pane [Rosaria Gasparro] Il pane è già un mondo ed è anche un modo da cui imparare a vivere -------------------------------------------------------------------------------- Noi alimentiamo il mondo [Via Campesina] Ovunque sono i contadini a proteggere il sistema alimentare e agricolo -------------------------------------------------------------------------------- . Questo dossier è stato curato dalla redazione di Comune e nell’ambito del progetto Solidarietà circolare promosso da Slow Food Roma, Nonna Roma e ReFoodGees (finanziato dal bando “Alimenta la solidarietà” della Regione Lazio), tramite il quale in alcuni quartieri di Roma lo spreco e le eccedenze alimentari vengono trasformati in aiuto concreto ai nuclei familiari che hanno difficoltà a mettere un piatto in tavola. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Rosolare con solidarietà. Dossier proviene da Comune-info.
March 5, 2026
Comune-info