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Io, Zack e Rogoredo li ho conosciuti bene
-------------------------------------------------------------------------------- unsplash.com -------------------------------------------------------------------------------- Anni fa, per via di un progetto documentaristico poi abbandonato perché troppo emotivamente pesante, ho avuto l’occasione di conoscere molto bene, direttamente, il mondo del boschetto e della stazione di Rogoredo. Per un annetto lo ho frequentato molto, passandoci innumerevoli ore e giornate, immerso in quell’umanità disperata, conoscendo e raccogliendo le testimonianze e i racconti dolorosi dei tossicodipendenti, dei senzatetto che per pochi euro lavoravano come “pali” o “sentinelle” e vedendo al lavoro i venditori e gli agenti di polizia. Ho visto risse violentissime, gente morire di overdose davanti ai miei occhi, retate con fuggi fuggi generale, apparizioni di Brumotti di Striscia la notizia con telecamere, scene terribili. Era un decennio fa, ma Zack, il morto, me lo ricordo benissimo. Era un ragazzino ma già tra i principali pusher della famiglia che gestiva le piazze. Ricordo anche i suoi familiari: come il quindicenne morto investito da un treno mentre spacciava sui binari, che era fratello o cugino di Zack. Ricordo bene quel mondo e lo ricordo con orrore. Un mondo spietato, cinico, disperato, dove di umanità ne rimaneva pochissima. I Mansouri, compreso Zack, non erano belle persone. Erano una gang di trafficanti di una cattiveria pazzesca. Con i clienti erano violenti, aggressivi, a volte con punte di sadismo. Erano tutt’altro che lo “spacciatore amichevole”. Difficilmente usavano droghe, erano solo affaristi. Comunque non usavano armi da fuoco, ma bastoni, machete e sassi per farsi rispettare. Poi, probabilmente, fuori di lì avranno avuto un’umanità anche loro come tutti, ma certo non appariva. Abitualmente tossiche anche minorenni si prostituivano con loro nel bosco per una dose, tanto per dire. Quanto disprezzavano e deridevano e godevano a umiliare i tossici italiani: “gli italiani venderebbero la madre per una dose” dicevano ridendo. Erano in questo molto razzisti verso i clienti italiani. Se uno stava malissimo, era in astinenza, quelli si divertivano a sfotterlo, mai che, anche se era un cliente abituale, gli dessero anche solo una punta da 2 euro a credito per fargliela passare, che a loro costa pochi centesimi. Molti portavano cose rubate da barattare, questi se le prendevano dando in cambio una miseria, 2 euro di droga per un cellulare o una bici, che so. Con questo, nemmeno uno come Zack meritava di fare quella fine. Nessuno lo merita e in uno stato di diritto una persona così deve essere arrestata e scontare una pena tendente alla riabilitazione e nel pieno rispetto dei suoi diritti umani, non deve essere certo giustiziata, è qualcosa di inaccettabile. Come un quindicenne messo a spacciare dai genitori già dai 13 anni non merita di morire sotto un treno ma andrebbe recuperato alla società, almeno sarebbe necessario provarci. A Rogoredo però la morte era la normalità: sotto i treni e per overdose o per sparatorie o accoltellamenti, morivano regolarmente lì sia tossici che spacciatori con frequenza allora impressionante. Davvero era l’inferno sulla terra ai tempi, nel periodo di massima espansione, nel 2015-2017, quando c’erano addirittura due bande rivali in guerra violenta di spacciatori nel boschetto e una altrettanto potente dall’altro lato della stazione lungo i binari sotto un ponte e altre più piccole nei dintorni. Anche solo quelle due piazze principali erano arrivate al livello di essere aperte 24 su 24 con centinaia di clienti ogni giorno, che poi infestavano la stazione chiedendo elemosina e scippando i passeggeri per pagarsi le dosi. Era diventato un incubo anche solo prendere il treno lì, vedevi la fila a ogni ora di fantasmi in processione verso il bosco o l’ultimo binario. Verso la metà del 2017, stanco di tutto quell’orrore abbandonai quel progetto e quei luoghi. Da quasi un decennio non ho più voluto avere notizie di quel mondo, però passando ogni tanto di lì col treno la stazione sembrava molto ripulita, non vedevi più le processioni in direzione bosco e decine di eroinomani in giro: avevo letto che anni fa c’era stata una riqualificazione del boschetto, che avevano tagliato pure gli alberi che facevano da nascondiglio e che in gran parte era stato debellato lo spaccio. Mi faceva piacere e invece negli ultimi giorni sui giornali riconosco Zack, la foto e il nome, e scopro che è ancora tutto come prima o quasi, hanno solo cambiato di poco le zone, ma addirittura erano le stesse persone di allora, i ragazzini ormai trentenni. Faccio una ricerca sul web, leggo i nomi negli articoli sui giornali e li riconosco: come Soufiane, quello che ricordo meglio di tutti, di cui leggo dei recenti molteplici arresti. Entrano e poi escono e ricominciano, mentre uno è dentro, il cugino gli dà il cambio. Penso non finirà mai, temo. Un’altra cosa che ricordo bene di Rogoredo era che c’era almeno un poliziotto, già allora, che regolarmente si presentava a taglieggiare gli spacciatori, che prendeva mazzette quotidiane. Chissà se era già lui, Cinturrino, o altri. Molti clienti lo conoscevano con un soprannome che non ricordo. Io ho sempre avuto l’impressione che ce ne fosse più di uno, a dare protezione in cambio di soldi. Ma di uno ricordo con certezza (come ricordo alcuni agenti di grande umanità). Ecco, a me gli spacciatori di Rogoredo fanno orrore come si è capito, ma i poliziotti che gli permettono di fare quello che fanno e si approfittano di tutta la sofferenza e degrado che creano il mercato dell’eroina e della cocaina per monetizzare, mi fanno ancora più rabbia. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO: > Rogoredo non è un caso isolato -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Io, Zack e Rogoredo li ho conosciuti bene proviene da Comune-info.
February 25, 2026
Comune-info
guerra&droga@1
Guerra e droga sono un connubio che da sempre s’intreccia, ancora oggi Trump giustifica l’aggressione al Venezuela per combattere il narcotraffico, mentre a Rio de Janeiro un’operazione antidroga si trasforma in mattanza, insomma una guerra combattuta dentro e fuori i confini, mentre Stato e Narcomafie continuano a collaborare in ogni angolo del mondo. Con Marina Forti autrice dell’articolo “l’oppio e il collasso degli imperi. Un incontro con Amitav Ghosh” pubblicato sulla rivista Gli Asini (https://gliasinirivista.org/loppio-e-il-collasso-degli-imperi-un-incontro-con-amitav-ghosh/) ripercorriamo la guerra all’oppio che ha stravolto la storia della Cina per quasi un secolo, mentre le Compagnie delle Indie proliferavano e si arricchivano col commercio di droghe, protagoniste non umane dei processi di colonizzazione occidentale. Prendendo spunto dal libro “storia della guerra in sei droghe” di Peter Andreas e all’articolo “è guerra contro la vita” apparso su Disfare n.3 a firma della rivista A Tinta Negra (https://ilrovescio.info/wp-content/uploads/2025/11/disfare_3_editoriale.pdf), facciamo qualche ragionamento sul ruolo delle droghe come strumento di guerra interna ed esterna
January 7, 2026
Radio Blackout - Info
guerra&droga@0
Guerra e droga sono un connubio che da sempre s’intreccia, ancora oggi Trump giustifica l’aggressione al Venezuela per combattere il narcotraffico, mentre a Rio de Janeiro un’operazione antidroga si trasforma in mattanza, insomma una guerra combattuta dentro e fuori i confini, mentre Stato e Narcomafie continuano a collaborare in ogni angolo del mondo. Con Marina Forti autrice dell’articolo “l’oppio e il collasso degli imperi. Un incontro con Amitav Ghosh” pubblicato sulla rivista Gli Asini (https://gliasinirivista.org/loppio-e-il-collasso-degli-imperi-un-incontro-con-amitav-ghosh/) ripercorriamo la guerra all’oppio che ha stravolto la storia della Cina per quasi un secolo, mentre le Compagnie delle Indie proliferavano e si arricchivano col commercio di droghe, protagoniste non umane dei processi di colonizzazione occidentale. Prendendo spunto dal libro “storia della guerra in sei droghe” di Peter Andreas e all’articolo “è guerra contro la vita” apparso su Disfare n.3 a firma della rivista A Tinta Negra (https://ilrovescio.info/wp-content/uploads/2025/11/disfare_3_editoriale.pdf), facciamo qualche ragionamento sul ruolo delle droghe come strumento di guerra interna ed esterna
January 7, 2026
Radio Blackout - Info
Controconferenza sulle droghe
La Contro-conferenza nazionale sulle droghe, autoconvocata dai movimenti per la riforma delle fallimentari politiche proibizioniste sulle droghe, si è riunita a Roma dal 6 all’ 8 novembre, negli stessi giorni in cui il Governo presenta la sua strategia di tolleranza zero, criminalizzazione e patologizzazione nei confronti di chi usa sostanze. Hanno partecipato associazioni, movimenti, operatorə, espertə, attivistə, ricercatorə, persone che usano droghe, provenienti dall’Italia e dal mondo. Abbiamo chiesto a Maria Teresa Ninni, che ha fatto parte del primo gruppo di attivisti per i diritti dei consumatori di droghe ed è stata educatrice professionale dal 1997 al 2024 presso il Drop In di Torino, di raccontarci com’è andata.
November 18, 2025
Radio Blackout - Info
[Militant Dub Area] Roll on, roll Dub
Nona puntata, della Staagione 25/26, di Militant Dub Area sul 87.9 di Radio Onda Rossa. Ancora con la ciurma al ridotto, a causa della Babylon preassure, abbiamo proposto una puntata nella quale, durante la prima metà, abbiamo commentato le notizie sulle demolizioni masive che porta avanti lo Stato sionista d'Israele contro la popolazione palestinese e l'elezione di Zohran Mamdani come sindaco di New York. Ci siamo presi anche un momento per esprimere solidarietà al Witchtek Tribal Lab per la repressione subita dalle forze repressive dello Stato la settimana precedente.  Nella seconda ora abbiamo avuto come ospite telefonico a Alessio di ItaNPUD (Italian Network People Use Drugs) per annalizzare l'ultima Conferenza Nazione sulle Droghe e raccontare come è stata la Contro-conferenza organizzata dai collettivi e le associazioni che lavorano e militano la riduzione del danno. Ma abbiamo avuto anche tempo per presentare Jah beat dem, una freash release di Indica Dubs in collaborazione con Danny Red. Certo che non è mancata la selection finale del nostro caro Barabbas. Buon ascolto!   La Playlist: Ernest Ranglin - Sweet sensation Roland Alphonso & The Upsetters - Roll on The Liquidators - Sweet dreams . Ibrahim Hesnawi - Fouhi ya nesma Nyjah bredda & Kilakeo - Agua pura Torreggae - Raggamuffin soldiers . Jah Thomas - Walk and skank Devo Edwards - Babylon no haul and pull me Yellowman and Fathead - Bait a bait . Danny Red - Jah beat them . Blood Sisters - Ring my bell Earl Sixteen & Ranking Joe - Have to learn Keety Roots - Neo colonization Afrikan Sinbad - Don't rush Kanka feat. Ranking Joe - No chemical food Bob Marley - Punky reggae party (dubplate mix)
November 9, 2025
Radio Onda Rossa
SOSTANZE STUPEFACENTI: LA NUOVA CIRCOLARE NON CAMBIA L’IMPOSTAZIONE DI PUNIRE A PRESCINDERE DAGLI EFFETTI SULLA CAPACITÀ DI GUIDA
Nel mese di aprile i ministeri dell’Interno e della Salute hanno inviato una circolare per chiarire come applicare le regole del nuovo codice della strada riguardanti l’uso delle sostanze stupefacenti per chi è alla guida. Nei giorni scorsi su molti mezzi di informazione si è parlato di una “sconfessione” dell’impostazione voluta dal ministero dei Trasporti: il nuovo codice della strada fortemente voluto da Salvini ha introdotto sanzioni per l’uso delle sostanze stupefacenti a prescindere dagli effetti sulla capacità di guidare, e questa circolare “tecnica” spiega che bisogna accertare che “la sostanza stupefacente produca ancora i suoi effetti nell’organismo durante la guida”. “La circolare sembra contraddire l’impostazione del nuovo codice della strada, ma non lo fa“, spiega ai nostri microfoni Antonella Soldo, presidente di Meglio Legale. “Intanto perché non potrebbe mai farlo: una circolare è un atto esecutivo, non può cambiare una legge. Inoltre l’intenzione di questa circolare del Ministero della Salute e del Ministero dell’Interno corrisponde perfettamente all’intenzione che aveva il Ministro Salvini quando ha promosso e fatto approvare il nuovo codice della strada”, ovvero quel famoso lucido sì o lucido no, la patente te la tolgo comunque. Il testo dice fin dalle premesse che bisogna accertare il fatto che la persona che abbia assunto sostanza in prossimità del fatto di mettersi alla guida. “Questo accertamento secondo la Circolare viene fatto escludendo l’analisi delle urine, ma concentrando l’esame solo su quello del sangue e della saliva alla ricerca dei metaboliti attivi”. I metaboliti restano attivi anche diverse ore (fino a tre giorni, per i consumatori abituali), “il fatto che siano attivi non dimostra che il consumo sia venuto a ridosso del mettersi alla guida“. Inoltre, le visite che venivano fatte prima dal medico del pronto erano complete: “bisognava vedere se una persona aveva un giusto senso dell’equilibrio, della motorietà, della vista, parlava in modo coerente, aveva le pupille dilatate, aveva dei tremori, il medico doveva fare una visita medica e c’era un apposito di 3 pagine con una serie di criteri da accertare che oggi è sparito”. Ora la visita sparisce, restano solo i test. Inoltre la circolare chiarisce che non c’è un limite minimo o un limite massimo di THC o di altre sostanze da rilevare, a differenza di quanto accade negli altri paesi. Ascolta l’intervista completa di Antonella Soldo, presidente di Meglio Legale, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
Allarme droghe pesanti: l’Italia nella lista dei paesi europei con più alto consumo di droghe sintetiche
Il 19 marzo i mass media scrivono che, analizzando le fogne del Belpaese (anziché trovarci quelle brutte carogne dei fascisti, che invece affollano i palazzi del potere), si è riscontrato un aumento di tracce di ecstasy e cocaina (droghe pesanti) e cala invece (purtroppo) la percentuale delle droghe leggere (cannabis). MA IL PROBLEMA MAGGIORE PER … Leggi tutto "Allarme droghe pesanti: l’Italia nella lista dei paesi europei con più alto consumo di droghe sintetiche"