Chiudere la Stretto di Messina Spa. L’8 agosto il corteo No PonteDibattiti, volantinaggi, un tour in diverse città italiane, incontri contro
l’estrettivismo e la devastazione ambientale in tanti territori, assemblee
settimanali a Messina, la campagna No Ponte negli ultimi mesi ha attraversato
diversi contesti e città, partendo dalle due sponde dello Stretto di Messina,
per rilanciare la mobilitazione. Dal 7 al 9 agosto si terrà un campeggio, nel
pomeriggio di sabato 8 agosto il corteo, in serata, a partire dalle 8.30 in
piazza del Popolo, un concerto che vedrà alternarsi sul palco Papalia, Kento &
Mad Simon, La Stanza Della Nonna, Big Mimma, The Whistling Heads, Turki Stan,
Bluemarina, No Social Climbers.
Pubblichiamo qui a seguire il comunicato del Movimento No Ponte in vista
dell’importante mobilitazione estiva che come ogni anno ribadirà la contrarietà
al devastante progetto del Ponte per rivendicare diritti, sanità, infrastrutture
e difesa dell’ambiente e del territorio. A partire dalla rivendicazione della
chiusura della Stretto di Messina SpA.
Quella del ponte è una storia di sprechi, di risorse sottratte alla collettività
per il tornaconto di pochi, di procedure speciali (leggasi con minori tutele) e
buchi neri. Dalla legge istitutiva della Stretto di Messina SpA nel 1981 alla
legge obiettivo del 2001, dalla rimozione del tetto massimo per gli stipendi dei
dirigenti della Stretto di Messina SpA alle deroghe in materia di appalti del
cosiddetto decreto commissari, l’elenco è infinito. In esso, si intrecciano
norme specifiche per il ponte e la disciplina che, più in generale, favorisce la
grande imprenditoria della devastazione.
Ai procedimenti giudiziari, emersi negli scorsi mesi, lasciamo il compito di
accertare responsabilità penali. Quelle politiche le conosciamo già, e le
ascriviamo al blocco sociale che si nutre del ponte – non solo della sua
eventuale realizzazione, ma anche dell’interminabile progettazione – e di cui fa
parte l’intera governance tecno-politica: politici, imprenditori, progettisti,
fino, naturalmente, alla società concessionaria.
Non a caso, dal 2016 la Corte dei Conti ha più volte sollecitato governo e
parlamento a un intervento normativo per accelerare la liquidazione della
Stretto di Messina SpA, decisa nel 2013 dal governo Monti, onde evitare un
ulteriore spreco di risorse pubbliche e porre fine al paradossale contenzioso
avanzato dalla stessa società nei confronti di altre istituzioni statali.
Sappiamo bene com’è finita: non c’è stato nessun intervento normativo e la
società è stata tenuta in piedi da tutti i governi, di diverso colore, fino ad
essere riattivata da Meloni-Salvini nel 2023.
Ecco perché, oggi, la chiusura della Stretto di Messina SpA rappresenta l’unica
strada per interrompere quella continuità che consente al progetto di
sopravvivere da oltre quarant’anni. Ci consentirebbe di liberare quei 14
miliardi tenuti in ostaggio dal miraggio del ponte. Ci consentirebbe di
sottrarci alla minaccia di quei cantieri che qualcuno vorrebbe aprire, magari
per guadagnare visibilità nella lunga campagna verso le elezioni politiche.
Per questo torniamo in piazza, non delegando una lotta che è delle persone che
abitano i territori dello Stretto, dei Sud, e di chi ci accompagna in
solidarietà. L’8 agosto la marea di Messina diventerà il nostro decreto popolare
di chiusura della Stretto di Messina SpA.
Immaginer di copertina di Giordano Pennisi – Scattomancino. Messina, 12 agosto
2023. Immagine nell’articolo a cura del collettivo Flashmood, che ringraziamo
per la collaborazione. Il comunicato No Ponte è stato pubblicato sulla pagina
facebook No Ponte.
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