
USA: in borsa le big tech affondano con Trump (e adesso cambiano atteggiamento)
L'INDIPENDENTE - Friday, November 6, 2026Sulle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti si è abbattuta un’”ondata blu”: i Democratici hanno ribaltato in modo sostanziale gli equilibri di potere. I motivi di una simile svolta nella sensibilità politica del Paese sono molti, ma tra questi emergono la crescente sfiducia verso l’oligarchia delle Big Tech e l’ostilità dichiarata verso la costruzione di nuovi data center. Non a caso, a scrutinio concluso, i titoli tecnologici sono crollati in Borsa e i vertici delle aziende hanno cambiato subito il tono delle loro comunicazioni pubbliche. Dopo i risultati, il Nasdaq, indice fortemente legato al settore tecnologico, ha perso oltre il 5,5%, con un calo repentino stimato in 3.200 miliardi di dollari. Tutte le “Magnifiche Sette” sono in ribasso: Apple -1,5%, Microsoft -3,5%, Amazon -2%, Alphabet -1,9%, Meta -3,9% e, soprattutto, NVIDIA -9,26% e Tesla -10,7%, due aziende il cui futuro finanziario dipende in larga parte dalla costruzione di quegli hyperscaler tanto invisi alle comunità locali.
Male anche Oracle (-6,9%), che non fa parte del pantheon delle Big Tech, ma è strettamente legata alla tenuta della bolla dell’IA e, attraverso la famiglia del suo fondatore, Larry Ellison, a una parte rilevante del settore dell’informazione e dell’intrattenimento. Sotto l’ala della famiglia Ellison figurano Paramount, Skydance, CBS, CNN e TikTok. Elon Musk, che nei mesi scorsi aveva investito 450 milioni di dollari a sostegno delle campagne dei candidati Repubblicani, ha visto SpaceX e Tesla perdere rispettivamente il 9% e l’11% del valore di mercato, per oltre 420 miliardi di dollari complessivi.
Una reazione così marcata suggerisce che gli investitori temono la fine della lunga impunità di cui le aziende tech hanno goduto: con Senato e Camera a maggioranza Democratica, potrebbero partire numerose indagini su presunte violazioni di legge. Il primo potenziale bersaglio di questa retribuzione politica sarebbe proprio Musk, sia per l’attività delle sue imprese sia per l’ambiguo ruolo che ha rivestito all’interno di DOGE, la simil-agenzia governativa che ha guidato i tagli alla spesa pubblica, con effetti pesanti sui servizi e con l’eliminazione di aiuti esteri la cui scomparsa, secondo alcune stime, avrebbe causato oltre 600.000 morti. Non a caso, in vista del voto, il Presidente USA Donald Trump aveva ventilato l’ipotesi di una grazia preventiva per proteggere l’imprenditore da ogni conseguenza.
Data l’avversione degli americani per i data center, si prevede inoltre un forte ridimensionamento dei progetti di nuove infrastrutture per clause e calcolo IA. Il timore di questa prospettiva ha inferto uno strattone a tutti i produttori di microchip, anche quelli esteri: da SK Hynix a Samsung fino all’europea ASML. Il fatto che chi ha investito massicciamente nell’IA cominci a dubitare che quegli investimenti daranno i frutti promessi, contribuisce a sua volta a creare una forte instabilitá e a enfatizzare gli effetti delle midterm.
Percependo il cambio di vento, le aziende del settore hanno rivisto subito il tono con cui parlano al pubblico: meno “dobbiamo farlo”, più “troviamo un compromesso civile”. Fino a poche settimane fa Sam Altman, CEO di OpenAI, sosteneva che «il mondo dovrebbe accettare che accadano alcune cose brutte per il bene di questa tecnologia». Ieri, giovedì 5 novembre, sempre OpenAI ha invece annunciato il National Community Compact, un’iniziativa per lo sviluppo sostenibile dell’IA che promette maggiore trasparenza su contratti con le istituzioni, tecnologie impiegate, impatto ambientale e fabbisogno di risorse. OpenAI si impegna formalmente a pagare per intero i costi energetici delle proprie infrastrutture – finora si è osservato che le bollette di acqua ed elettricità aumentavano in concomitanza con l’arrivo degli hyperscaler – e a dialogare con le comunità per avviare progetti collaterali a beneficio della società.
The post USA: in borsa le big tech affondano con Trump (e adesso cambiano atteggiamento) appeared first on L'Indipendente.