Tag - tecnologia e controllo

La Russia ha lanciato “Rassvet”: l’alternativa sovrana ai satelliti Starlink
La Russia ha recentemente lanciato Rassvet (“Alba”), il suo sistema satellitare sovrano a bassa orbita che intende sostituire la rete Starlink del magnate statunitense Elon Musk. Il progetto russo si è reso ancora più necessario dopo che Space X, l’azienda del multimiliardario americano, ha deciso di escludere Mosca dalla sua infrastruttura satellitare, mentre parallelamente supporta l’Ucraina sul campo di battaglia coordinando artiglieria, droni e comunicazioni di prima linea. La risposta del Cremlino non si è fatta attendere: lo scorso marzo la società russa Bureau 1440 ha lanciato in orbita i primi sedici satelliti della sua nuova costellazione che, entro il 2030, punta a contare almeno 300 satelliti. La funzione della nuova infrastruttura sovrana del gigante eurasiatico non è solo civile – fornire Internet a banda larga – ma anche militare: il presidente russo Vladimir Putin ha definito la nuova infrastruttura un «grande evento». Dal punto di vista tecnico, come spiega un’analisi di Weapons & Strategy, «come Starlink, Rassvet-3 (che si trova in un’orbita un po’ più alta) utilizza le bande Ka e Ku, supporta le comunicazioni laser inter-satellitari (con velocità di trasmissione dati dimostrate fino a 10 Gbit/s nei test) e supporta lo standard 5G NTN (Non-Terrestrial Network) per la connettività diretta satellitare-cellulare». Rassvet fornisce inoltre «relay di dati militari crittografati, collegamenti di comando e controllo per droni e backhaul sicuro, colmando il vuoto operativo lasciato dopo che l’accesso russo a Starlink è stato bloccato». Dopo gli iniziali sedici satelliti lanciati a marzo, Mosca ha lanciato una seconda serie a luglio e, secondo fonti ucraine, avrebbe a disposizione già circa 40 satelliti in orbita. Nulla di paragonabile a Starlink che ne conta già migliaia (circa 10.800). Tuttavia, ciò è bastato a mettere in agitazione le forze ucraine: il vice capo dell’intelligence militare ucraina, il generale di divisione Vadym Skibitskiy, ha infatti avvertito che il nuovo sistema può rendere l’Ucraina vulnerabile a un maggior numero di attacchi e che i russi «hanno iniziato a lanciarlo [il sistema satellitare, ndr.] molto più velocemente di quanto previsto inizialmente». Un’altra differenza tra i due sistemi, oltre quella quantitativa, riguarda la configurazione orbitale: mentre Starlink è progettato per garantire una copertura soprattutto alle aree più densamente popolate (per questo il numero di satelliti alle alte latitudini è ridotto), i satelliti di Rassvet sorvolano il territorio da nord a sud coprendo l’intera Russia, compresa la Crimea e le zone polari. Il che lascia presumere che l’infrastruttura sia pensata per servire clienti istituzionali e aziendali in regioni remote o comunque difficilmente accessibili. Al contrario, l’infrastruttura satellitare di Musk ha puntato fin da subito alla commercializzazione per il grande pubblico. Il progetto Rassvet – sviluppato dall’azienda tecnologica privata russa Bureau 1440 – si inserisce in un più ampio programma spaziale governativo chiamato Sfera che rappresenta una priorità strategica fondamentale per Mosca. Dal punto di vista dei finanziamenti, l’infrastruttura satellitare russa combina investimenti del settore pubblico e privato, una soluzione che Mosca ha deciso di adottare per sostenere programmi di difesa ad alta priorità: il governo federale russo ha stanziato 102,8-116 miliardi di rubli (1,26-1,3 miliardi di dollari) tramite la roadmap nazionale “Data Economy”. Dal punto di vista del settore privato, invece, Bureau 1440 è una filiale del gruppo tecnologico Yadro, a sua volta filiale di punta e principale fonte di reddito di IKS Holding. Quest’ultima finanzia il progetto con circa 329 miliardi di rubli (circa 4 miliardi di dollari USA) del budget totale con capitale proprio, ricavi della società madre e linee di credito private. Il rapido incremento di Rassvet viene giudicato particolarmente importante ai fini dei combattimenti sul campo in Ucraina: le forze russe, infatti, hanno usato la rete Starlink fino allo scorso febbraio, quando Musk lo ha disattivato costringendo la Russia ad accelerare un progetto già in fase di sviluppo simile a quello del miliardario statunitense. Le forze ucraine in prima linea sfruttano molto Starlink, specie per quanto riguarda il comando, il controllo, le comunicazioni, l’informatica, l’intelligence, la sorveglianza e la ricognizione. La rete di Musk consente anche lo streaming video in diretta da droni da ricognizione e d’attacco, la regolazione del tiro in tempo reale per l’artiglieria e i sistemi missilistici e il coordinamento crittografato tra i comandanti delle unità e le truppe nelle trincee. La partita si gioca, dunque, anche sul piano tecnologico, fondamentale per garantire un vantaggio strategico sul campo di battaglia. A tal fine, oltre a Rassvet, Mosca sta introducendo un nuovo sistema di disturbo dedicato al blocco di Starlink, chiamato Volna (“Onda”) Kupol (“Cupola”) Garant, dotato di un disturbatore di segnale satellitare uplink montato su rimorchio, specificamente progettato per disabilitare i ricevitori Starlink in volo sopraelevato. Per quanto riguarda la nuova rete satellitare, invece, il Cremlino conta di arrivare a 292 satelliti in orbita bassa in grado di sorvolare regolarmente l’Europa dell’Est entro il 2027, per poi salire a 924 entro il 2035. Il progetto rappresenta un tassello fondamentale per irrobustire e consolidare la sovranità russa in ambito tecnologico-militare e si estende ben oltre l’attuale guerra in Ucraina. Mosca punta, infatti, a costruire un’infrastruttura digitale sempre più autonoma da quella occidentale. The post La Russia ha lanciato “Rassvet”: l’alternativa sovrana ai satelliti Starlink appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 14, 2026
L'INDIPENDENTE
L’Italia ha oscurato Polymarket, il sito delle scommesse predittive
Dopo la scadenza del termine fissato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per l’oscuramento del dominio, Polymarket è ufficialmente irraggiungibile dall’Italia. La piattaforma è stata reinserita nella black list dei siti di gioco non autorizzati con l’accusa di offrire scommesse illegali agli utenti italiani. La misura ha conseguenze dirette anche sulla S.S. Lazio, che dallo scorso aprile aveva scelto Polymarket come sponsor principale nell’ambito di un accordo, stimato in circa 22 milioni di dollari per due stagioni. Il logo della piattaforma è già scomparso dal sito ufficiale del club e dalle maglie in vendita nello store online, sebbene la squadra lo indossasse ancora fino a pochi giorni fa durante un’amichevole. L’oscuramento di Polymarket è arrivato lunedì 27 luglio, diciassette giorni dopo l’inserimento della piattaforma nella lista dei siti inibiti dell’ADM. La vicenda ha un precedente: già nell’ottobre 2025 l’Agenzia aveva oscurato il sito per le stesse ragioni, qualificandolo come piattaforma di gioco d’azzardo non autorizzata. A dicembre, tuttavia, il TAR del Lazio aveva annullato il provvedimento, ripristinando l’accessibilità al sito ma mantenendo il divieto di effettuare transazioni sulla piattaforma. Proprio nella Capitale, la S.S. Lazio ha dovuto adeguarsi alla nuova decisione dell’ADM, rimuovendo Polymarket dall’elenco degli sponsor ufficiali e cancellandone il logo dalle maglie in vendita. Al momento non risultano provvedimenti notificati direttamente al club, ma l’oscuramento riapre il dibattito sulla compatibilità della sponsorizzazione con il Decreto Dignità, che vieta la pubblicità e le sponsorizzazioni legate al gioco d’azzardo. Anche l’Agcom starebbe valutando l’apertura di un procedimento sulla vicenda. La decisione dell’ADM si basa sul decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con la legge 13 ottobre 2020, n. 126. Il provvedimento prevede l’oscuramento dei siti che offrono prodotti o servizi di gioco secondo modalità non autorizzate dalla normativa vigente. Polymarket si definisce una piattaforma di scambio finanziario nella quale gli utenti acquistano e vendono contratti legati al verificarsi di eventi futuri, con un sistema che, almeno formalmente, si ispira più ai mercati dei derivati che al gioco d’azzardo. Si tratta di quello che viene definito «mercato predittivo»: gli utenti comprano o cedono una sorta di “quote” legate alla probabilità che un determinato evento si verifichi o meno, operando secondo un modello che richiama gli strumenti finanziari. Gli eventi coperti da Polymarket spaziano dagli esiti di competizioni sportive a scenari geopolitici, fino ad arrivare a previsioni sul numero di tweet che Elon Musk pubblicherà entro la fine della settimana, o alla seconda venuta di Cristo, e, dunque, in ottica teologico-cristiana, all’avvento dell’Apocalisse. Proprio per questa natura ibrida, la piattaforma è spesso considerata un sito di gioco d’azzardo mascherato ed è stata coinvolta in diversi casi controversi, tra cui accuse relative all’utilizzo di informazioni privilegiate. The post L’Italia ha oscurato Polymarket, il sito delle scommesse predittive appeared first on L'INDIPENDENTE.
July 29, 2026
L'INDIPENDENTE