Al via nelle scuole del Trentino il progetto Fuori-classe, vincitore del bando Comunità inclusive 2026

Progetto Melting Pot Europa - Monday, October 19, 2026

Da ottobre a Trento e Pergine un percorso di diciotto mesi che mette al centro i giovani con background migratorio come agenti di coesione sociale. Si parte dalle scuole, si arriva ai quartieri e alle istituzioni.

A partire da ottobre le aule del Liceo Marie Curie di Pergine Valsugana e dell’UPT-Scuola delle Professioni per il Terziario di Trento ospiteranno le prime attività del progetto Fuori-Classe: partecipazione giovanile per comunità inclusive. 

Finanziato dalla Fondazione Caritro tramite il Bando Comunità Inclusive 2026, il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Ya Basta! Êdî Bese! (capofila), l’Associazione Melting Pot Odv, il Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento, e i due istituti scolastici coinvolti. L’obiettivo principale è valorizzare il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze con background migratorio nei territori che abitano, promuovendo il loro ruolo come agenti di coesione sociale in ottica interculturale e intergenerazionale. 

Alla base di questo percorso c’è anzitutto l’esperienza maturata dalle associazioni promotrici nella costruzione di comunità e percorsi di mutualismo e inclusione. C’è poi l’osservazione di un dato fondamentale: in Trentino la presenza di cittadini e cittadine con background migratorio è un elemento strutturale. Secondo i dati Istat, rappresentano il 9,4% della popolazione, con punte di oltre il 12% nei centri urbani. Elemento da cui non è esclusa la popolazione scolastica, composta per circa un 20% da studenti e studentesse di Seconda Generazione, di cui oltre il 70 % nati in Italia. 

I giovani e le giovani di Seconda Generazione sono quindi una componente stabile della cittadinanza locale, sempre più integrata nel sistema scolastico e lavorativo ma ancora sistematicamente sottorappresentata e tenuta ai margini della vita attiva di comunità: una “segregazione invisibile” che si manifesta negli spazi della socialità e della partecipazione civile.

«Troppo spesso i ragazzi e le ragazze con background migratorio vengono raccontati da altri, sospesi tra vittimizzazione e stigma, come mostra l’uso che si fa dell’etichetta dei “maranza”», spiega Maja Husejic, referente del progetto. «Con Fuori-Classe vogliamo ribaltare questa prospettiva: lavorare con le seconde generazioni e non solo per loro, riconoscendo il loro bagaglio multiculturale come una competenza e non come una vulnerabilità. Sono cresciuti qui, sono parte di questa comunità e hanno il diritto di contribuire a immaginarne il futuro».

Il progetto intende ribaltare questa tendenza secondo due direttrici: creando spazi in cui i giovani possano farsi promotori delle proprie necessità e delle istanze di cambiamento; ma anche riabitando i contesti urbani periferici, che spesso si fanno rappresentazione plastica della marginalizzazione sociale, per riconvertirli in presidi di socialità, scambio e protagonismo della comunità, nel tentativo di superare la logica frammentata del mosaico di culture isolate tra loro e facendo sì che i ragazzi e le ragazze siano protagonisti sia nel progettare che nel costruire modelli di comunità fondati sulla condivisione e il mutualismo.

Essenziale è, quindi, il rapporto tra scuola, studenti, comunità e territorio. Proprio per questo, il percorso vede nel suo programma molte attività che coinvolgono anche i quartieri, i residenti storici e i coetanei del gruppo di ragazzi e ragazze coinvolti: dagli incontri organizzati per condividere prospettive e punti di vista alla costruzione pratica di iniziative di comunità e di mutualismo, dalla Mappatura Comunitaria Partecipata degli spazi urbani periferici alla produzione di nuove narrazioni degli spazi urbani e delle nuove generazioni che contrastino gli stereotipi e le polarizzazioni del dibattito pubblico locale. 

Il progetto uscirà dalle aule con presidi mobili, una Festa di Comunità a Trento e il podcast 2G Voice. 

Nel contesto degli obiettivi generali è inoltre fondamentale la costruzione di un rapporto duraturo con le istituzioni locali. È previsto anche il seminario Oltre gli stereotipi, rivolto a giornalisti, giornaliste e insegnanti.

Nell’ottica della collaborazione con le istituzioni locali va ricordato il contributo fondamentale del Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento, che ha accettato di mettere a disposizione le competenze metodologiche affinate nell’ambito di Educazione alla Cittadinanza Globale. Va, infine, segnalato l’allargamento della partnership ad altre realtà del territorio e non solo: l’Associazione Gioco degli Specchi e il Comitato Cittadinanza del Trentino e Italiani Senza Cittadinanza.