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Convegno – Il diritto di uscire. Il diritto di tornare
Orientamenti a confronto a partire dal contenzioso sui visti umanitari relativo alla popolazione palestinese di Gaza Venerdì 30 ottobre 2026, a Roma e online, ore 9.15–18.30, in presenza presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza, Università Roma Tre. Promosso da ASGI, Università Roma Tre – Dipartimento di Giurisprudenza e Legal Clinic. -------------------------------------------------------------------------------- Il recente contenzioso italiano ed europeo in materia di visti umanitari, accesso alle rappresentanze diplomatico-consolari e possibilità di lasciare Gaza ha riportato al centro del dibattito una questione giuridica fondamentale: se, e a quali condizioni, gli obblighi di protezione gravanti sugli Stati possano produrre effetti anche prima dell’ingresso dello straniero nel territorio nazionale e imporre l’adozione di misure idonee a consentirne l’accesso. La questione investe in Italia il diritto costituzionale d’asilo, il diritto dell’Unione europea e gli obblighi internazionali di tutela dei diritti fondamentali e pone al tempo stesso interrogativi rilevanti sull’effettività, sull’estensione e sui limiti della tutela giurisdizionale. A partire dal contenzioso sui visti umanitari relativo alle persone palestinesi presenti a Gaza, il seminario intende mettere a confronto le diverse ricostruzioni emerse nella dottrina e nella giurisprudenza, individuare i nodi interpretativi aperti e verificare quali strumenti l’ordinamento offra – e quali limiti presenti – per garantire un accesso effettivo alla protezione quando il raggiungimento del territorio costituisce esso stesso la condizione necessaria per poterla ottenere. Scarica il programma completo Partecipazione e accreditamento: evento gratuito aperto a chiunque sia interessata/o, con obbligo di iscrizione tramite il modulo. Clicca qui per l’iscrizione Il convegno è in attesa di accreditamento da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma ai fini del riconoscimento dei crediti formativi per avvocate e avvocati che parteciperanno al seminario in presenza. * Per informazioni: gaza@asgi.it
MCE e MIM: audizione su indagine sfide educative e tecnologie
Indagine conoscitiva sulle sfide educative e culturali e sull’impatto delle nuove tecnologie nella scuola: dipendenza dai social media, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, il contrasto dell’abbandono scolastico e il ruolo della comunità […] L'articolo MCE e MIM: audizione su indagine sfide educative e tecnologie proviene da Movimento di Cooperazione Educativa.
Al via nelle scuole del Trentino il progetto Fuori-classe, vincitore del bando Comunità inclusive 2026
Da ottobre a Trento e Pergine un percorso di diciotto mesi che mette al centro i giovani con background migratorio come agenti di coesione sociale. Si parte dalle scuole, si arriva ai quartieri e alle istituzioni. A partire da ottobre le aule del Liceo Marie Curie di Pergine Valsugana e dell’UPT-Scuola delle Professioni per il Terziario di Trento ospiteranno le prime attività del progetto Fuori-Classe: partecipazione giovanile per comunità inclusive.  Finanziato dalla Fondazione Caritro tramite il Bando Comunità Inclusive 2026, il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Ya Basta! Êdî Bese! (capofila), l’Associazione Melting Pot Odv, il Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento, e i due istituti scolastici coinvolti. L’obiettivo principale è valorizzare il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze con background migratorio nei territori che abitano, promuovendo il loro ruolo come agenti di coesione sociale in ottica interculturale e intergenerazionale.  Alla base di questo percorso c’è anzitutto l’esperienza maturata dalle associazioni promotrici nella costruzione di comunità e percorsi di mutualismo e inclusione. C’è poi l’osservazione di un dato fondamentale: in Trentino la presenza di cittadini e cittadine con background migratorio è un elemento strutturale. Secondo i dati Istat, rappresentano il 9,4% della popolazione, con punte di oltre il 12% nei centri urbani. Elemento da cui non è esclusa la popolazione scolastica, composta per circa un 20% da studenti e studentesse di Seconda Generazione, di cui oltre il 70 % nati in Italia.  I giovani e le giovani di Seconda Generazione sono quindi una componente stabile della cittadinanza locale, sempre più integrata nel sistema scolastico e lavorativo ma ancora sistematicamente sottorappresentata e tenuta ai margini della vita attiva di comunità: una “segregazione invisibile” che si manifesta negli spazi della socialità e della partecipazione civile. «Troppo spesso i ragazzi e le ragazze con background migratorio vengono raccontati da altri, sospesi tra vittimizzazione e stigma, come mostra l’uso che si fa dell’etichetta dei “maranza”», spiega Maja Husejic, referente del progetto. «Con Fuori-Classe vogliamo ribaltare questa prospettiva: lavorare con le seconde generazioni e non solo per loro, riconoscendo il loro bagaglio multiculturale come una competenza e non come una vulnerabilità. Sono cresciuti qui, sono parte di questa comunità e hanno il diritto di contribuire a immaginarne il futuro». Il progetto intende ribaltare questa tendenza secondo due direttrici: creando spazi in cui i giovani possano farsi promotori delle proprie necessità e delle istanze di cambiamento; ma anche riabitando i contesti urbani periferici, che spesso si fanno rappresentazione plastica della marginalizzazione sociale, per riconvertirli in presidi di socialità, scambio e protagonismo della comunità, nel tentativo di superare la logica frammentata del mosaico di culture isolate tra loro e facendo sì che i ragazzi e le ragazze siano protagonisti sia nel progettare che nel costruire modelli di comunità fondati sulla condivisione e il mutualismo. Essenziale è, quindi, il rapporto tra scuola, studenti, comunità e territorio. Proprio per questo, il percorso vede nel suo programma molte attività che coinvolgono anche i quartieri, i residenti storici e i coetanei del gruppo di ragazzi e ragazze coinvolti: dagli incontri organizzati per condividere prospettive e punti di vista alla costruzione pratica di iniziative di comunità e di mutualismo, dalla Mappatura Comunitaria Partecipata degli spazi urbani periferici alla produzione di nuove narrazioni degli spazi urbani e delle nuove generazioni che contrastino gli stereotipi e le polarizzazioni del dibattito pubblico locale.  Il progetto uscirà dalle aule con presidi mobili, una Festa di Comunità a Trento e il podcast 2G Voice.  Nel contesto degli obiettivi generali è inoltre fondamentale la costruzione di un rapporto duraturo con le istituzioni locali. È previsto anche il seminario Oltre gli stereotipi, rivolto a giornalisti, giornaliste e insegnanti. Nell’ottica della collaborazione con le istituzioni locali va ricordato il contributo fondamentale del Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento, che ha accettato di mettere a disposizione le competenze metodologiche affinate nell’ambito di Educazione alla Cittadinanza Globale. Va, infine, segnalato l’allargamento della partnership ad altre realtà del territorio e non solo: l’Associazione Gioco degli Specchi e il Comitato Cittadinanza del Trentino e Italiani Senza Cittadinanza.
Il Patto UE su migrazione e asilo in applicazione dal 12 giugno 2026: le prime attuazioni e i primi orientamenti giurisprudenziali
Un’analisi a cinque mesi dall’entrata in applicazione del Patto sul Sistema Comune d’Asilo Europeo, anche alla luce del D.L. 100/2026, convertito in legge, di attuazione, delle principali circolari ministeriali e delle procedure operative standard (SOP) e dei primi orientamenti giurisprudenziali. La procedura di frontiera, la condizione delle vittime di tratta e degli altri vulnerabili, i paesi con tasso di riconoscimento pari o inferiore al 20% (c.d. “PSS”), l’efficacia intertemporale della nuova disciplina e le strategie di contenzioso sperimentale e strategico, anche alla luce dei regolamenti RAMM (ex Dublino), Screening, Rimpatri in frontiera e Procedura (APR) e della nuova Direttiva Accoglienza. Il nuovo periodo di recupero e riflessione per le vittime di tratta (art. 18, commi 3-ter e 3-quater, T.U. Immigrazione, introdotto dal d.lgs. 115/2026) e il nuovo decreto ministeriale di designazione delle zone di frontiera. Descrizione Dal 29 settembre 2026 sarà possibile iscriversi alla nuova iniziativa formativa dell’associazione Spazi Circolari. Il corso intensivo si terrà sia in presenza, a Roma, sia in via telematica e avrà inizio l’11 novembre 2026 e termine il 13 novembre 2026, per un totale di 24 ore, divise in 3 incontri da 8 ore che si terranno dalle 9.30 alle 18.30. Il corso intensivo si rivolge ad un massimo di 70 persone in presenza e 100 in collegamento telematico, principalmente rivolto ad avvocate/avvocati e operatori/operatrici legali e mira ad analizzare in una prospettiva critica e pragmatica, a cinque mesi dall’entrata in applicazione del Patto UE su Migrazione e Asilo (12 giugno 2026), le prime prassi applicative dei nuovi regolamenti – con particolare riguardo alla procedura di frontiera, ai paesi con tasso di riconoscimento pari o inferiore al 20% e all’efficacia intertemporale della nuova disciplina -, il Decreto Legge 100/2026 come convertito in legge, le principali circolari ministeriali e le procedure operative standard (SOP) adottate in attuazione del nuovo assetto normativo, i primi orientamenti giurisprudenziali di merito e di legittimità formatisi in materia e le strategie di costruzione di un contenzioso sperimentale e strategico. Tutte le lezioni saranno svolte in co-docenza. IL CALENDARIO DEL CORSO Mercoledì 11 novembre 2026 ore 9.30/13.30: Cenni sul Regolamento RAMM (ex Dublino) e l’efficacia intertemporale della nuova disciplina. Il fermo nel Regolamento Screening A cura di Loredana Leo, Lucia Gennari, Alberto Pasquero e Cristina Laura Cecchini Ore 14.30/18.30: Il Regolamento Screening nelle prime applicazioni e l’avvio del contenzioso sperimentale e strategico A cura di Elena Adamoli, Salvatore Fachile, Federica Remiddi e Giulia Crescini -------------------------------------------------------------------------------- Giovedì 12 novembre 2026 ore 9.30/13.30: La nuova disciplina della vulnerabilità in frontiera A cura di Loredana Leo, Salvatore Fachile, Cristina Laura Cecchini e Lucia Gennari Ore 14.30/18.30: I luoghi di frontiera e i luoghi di espletamento della procedura di frontiera e le nuove garanzie nel Regolamento Procedure, nel DL 100/2026 e nel Decreto ministeriale di luglio 2026 A cura di Giulia Crescini, Thomas Vladimir Santangelo e Federica Remiddi -------------------------------------------------------------------------------- Venerdì 13 novembre 2026 ore 9.30/13.30: I paesi statisticamente sicuri nella procedura di frontiera, la nuova domanda reiterata e il ritiro implicito A cura di Giulia Crescini, Thomas Vladimir Santangelo, Salvatore Fachile e Loredana Leo Ore 14.30/18.30: Il caso Albania, la nuova direttiva accoglienza e ulteriori spunti in tema di contenzioso strategico -------------------------------------------------------------------------------- A cura di Federica Remiddi, Lucia Gennari, Cristina Laura Cecchini, Ginevra Maccarrone e Vittoria Garosci ISCRIZIONI Il costo per ciascun corsista è di 240 euro, da versare al momento dell’iscrizione telematica. Per i soci Spazi Circolari il costo è di 200 euro. Sede: Roma, Città dell’altra economia (quartiere Testaccio), e collegamento telematico via Zoom. PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA La domanda dovrà pervenire esclusivamente on-line compilando il modulo, entro le ore 13 del 9 novembre 2026. Compila il modulo – clicca qui Iscrizioni possibili dal 29 settembre 2026. Numero minimo 30 iscritti; in mancanza il corso non sarà avviato e le quote versate saranno restituite. Priorità cronologica d’iscrizione in caso di eccedenza delle domande. ARTICOLAZIONE DEL CORSO Il corso inizierà l’11 novembre 2026 e avrà termine il 13 novembre 2026 (24 ore di lezione), per 8 ore quotidiane, dalle 9.30 alle 18.30. Attestato: al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione Spazi Circolari a quanti avranno seguito almeno l’80% del percorso. Crediti formativi: è stata avanzata richiesta al COA di Roma, esclusivamente per i corsisti in presenza. Comitato scientifico: Loredana Leo, Federica Remiddi, Cristina Laura Cecchini, Salvatore Fachile, Lucia Gennari e Giulia Crescini Le docenti: Loredana Leo, Federica Remiddi, Lucia Gennari, Cristina Laura Cecchini, Salvatore Fachile, Elena Adamoli, Giulia Crescini, Thomas Vladimir Santangelo, Vittoria Garosci, Alberto Pasquero e Ginevra Maccarrone Scarica la brochure informativa * Informazioni: è possibile scrivere al seguente indirizzo: formazionespazicircolari@gmail.com
Sapere altro, sapere oltre: scuola di formazione politica per giovani
Hai fra 16 e 34 anni e vuoi capire dove sta andando il mondo? Non ne puoi più di vivere fra guerre, crisi ecoclimatica e disuguaglianza sociale e vuoi immaginare un’alternativa di società? Sei stanca/o di precarietà della vita e di precarietà del pensiero?  “Sapere altro, sapere oltre” Scuola di formazione politica online promossa da Attac Italia   DI COSA SI TRATTA? Sapere altro per non accontentarsi della narrazione dominante e continuare a credere che un altro mondo sia possibile Sapere oltre per non accettare la semplificazione della realtà ed essere radicali, ovvero capaci di andare alla radice dei problemi   PERCHÉ UNA SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA Nell’epoca della cosiddetta scomparsa delle ideologie, l’unica narrazione rimasta in campo è quella basata sull’idea che la società debba essere regolata dal mercato e che l’individualismo sia la cifra delle relazioni fra le persone. Poiché, al contrario, pensiamo che la vita delle persone si svolga dentro la reciprocità e l’interdipendenza tra le stesse e che la società debba essere il luogo del “prendersi cura con”, ovvero della costruzione comune dell’interesse generale, riteniamo che una scuola di formazione politica possa essere un valido strumento per contribuire a costruire questo nuovo orizzonte.   PERCHÉ UNA SCUOLA RIVOLTA ALLE GIOVANI E AI GIOVANI Una scuola di formazione non può che essere rivolta alle persone che attraversano una fase della vita dentro la quale la formazione assume un ruolo prioritario. Ma c’è un’ulteriore motivazione legata alla particolare situazione che la realtà giovanile si trova a vivere in quest’epoca: una realtà di precarietà delle condizioni materiali che rende estremamente più complicata una percezione progettuale della propria esistenza, spesso vissuta nel “qui ed ora” e dentro accadimenti nei quali è quasi impossibile trovare una chiave di lettura, un “prima” che aiuti a disvelare un “poi” e ad attivarsi per cambiarlo. Siamo inoltre immersi in un periodo di contraddizioni drammatiche: un’epoca nella quale la guerra sembra diventata lo strumento per ridisegnare i rapporti di forza geopolitici, la crisi eco-climatica investe la vita quotidiana delle persone, la diseguaglianza sociale non ha precedenti nella storia. Capire come siamo giunti qui, come tutte queste crisi siano tra loro collegate e cosa si possa fare per immaginare un’alternativa di società è fondamentale per una generazione di giovani che si affaccia al futuro.   PROPOSTA METODOLOGICA La scuola di formazione politica si rivolge alle giovani e ai giovani dai 16 ai 34 anni. La scuola di formazione è online. In questa fase di avvio, la scuola è costituita da moduli tematici, ciascuno dei quali viene affrontato attraverso un ciclo di 4-6 lezioni. Ogni modulo si avvale del contributo di docenti qualificate/i e di persone esperte della tematica trattata. Alle partecipanti e ai partecipanti di ciascun modulo vengono forniti materiali inerenti la tematica trattata. Al termine di ogni modulo è previsto un incontro online fra le/i partecipanti per discutere assieme sull’esperienza vissuta e sulle sue possibilità di evoluzione, anche attraverso la realizzazione di laboratori permanenti di approfondimento.   ARTICOLAZIONE DELLA SCUOLA Una volta consolidata la propria esperienza, la scuola di formazione politica sarà articolata in tre sezioni di corsi: 1. Sezione “didattica” È una sezione che mira ad affrontare una tematica, realizzando moduli che ne analizzano i diversi aspetti e forniscono gli strumenti base per comprenderla e attivarsi di conseguenza. 2. Sezione “storica” È una sezione che mira ad affrontare una tematica dal punto di vista storico, realizzando moduli che ne analizzano i percorsi attraverso i quali è nata e si è affermata, si è modificata nel tempo, si è trasformata e cosa esprime oggi. 3. Sezione “movimenti” È una sezione che mira ad affrontare le esperienze concrete dei movimenti sociali, realizzando moduli che ne analizzano le lotte e le proposte, le pratiche di partecipazione e di convergenza, i contributi alla costruzione di un’alternativa di società.   CRONISTORIA DELL’AVVIO DELLA SCUOLA Anno scolastico 2025 – 2026 febbraio 2025 – è stato approntato un Form digitale per verificare, rispetto alla fascia di utenza prevista, quali siano i principali bisogni formativi. Al Form in questa prima fase hanno risposto 45 persone. maggio-giugno 2025 – è stato realizzato il primo corso dal titolo “Guerra e finanza: l’intreccio letale” (il programma, le videoregistrazioni delle lezioni e i materiali sono disponibili qui: https://attac-italia.org/sapere-altro-sapere-oltre-guerra-e-finanza-lintreccio-letale/) settembre-novembre 2025 – è stato realizzato il secondo corso dal titolo “Crisi ecoclimatica: visioni di alternativa, esperienze concrete” (il programma è reperibile qui: https://attac-italia.org/nuovo-corso-di-formazione-crisi-ecoclimatica-visioni-di-alternativa-esperienze-concrete/) febbraio 2026 – è stato realizzato il terzo corso dal titolo “Costruire partecipazione dal basso” (il programma è reperibile qui: Scuola di formazione “Sapere altro, sapere oltre” – Terzo corso: “Costruire partecipazione dal basso” – ATTAC Italia ) Anno scolastico 2026 – 2027 novembre 2026 – aprile 2027 – saranno realizzati i corsi dal titolo “Essere giovani oggi e domani” (il programma è reperibile qui: Scuola di formazione “Sapere altro, sapere oltre”, anno scolastico 2026-’27: “Essere giovani oggi e domani” – ATTAC Italia ) I corsi sono gratuiti e riservati ai giovani fra i 16 e i 34 anni. Per partecipare è sufficiente scrivere una email a segreteria@attac.org Se non fai parte di quella fascia d’età, l’azione che puoi fare è diffondere queste informazioni tra i giovani con cui sei in contatto. Attac Italia
October 7, 2026
Pressenza
Unità familiare, un diritto che non può aspettare: l’ultimo incontro formativo del Progetto Annick
Con la fine della sua seconda edizione, il progetto “Annick. Per il diritto all’unità familiare” promuove l’ultimo incontro di formazione dell’anno dedicato ai temi del ricongiungimento familiare e della coesione familiare. Un momento importante non solo per tracciare un bilancio dei risultati raggiunti, ma soprattutto per avviare una riflessione collettiva e strategica sulle barriere che continuano a ostacolare l’esercizio del diritto fondamentale dell’unità familiare. Durante l’iniziativa formativa affronteremo i nodi principali emersi nella pratica quotidiana e nell’attività giudiziaria del progetto: * Analisi dei casi più rilevanti affrontati durante la seconda edizione del progetto e buone prassi operative. * Come contrastare i sistematici ritardi nella trattazione delle pratiche e nel rilascio dei visti. * Come contrastare la prassi giudiziaria che tende sistematicamente a giustificare i ritardi consolari ed a negare il risarcimento del danno da ritardo. * Come rendere effettivo l’esercizio del potere sostitutivo. * Come proseguire il lavoro di tutela, mutualismo e pressione politica anche oltre la conclusione della seconda edizione. L’ultima parte dell’incontro sarà dedicata alla preparazione della linea difensiva in vista dell’importante udienza del 15 gennaio 2027, relativa alla class action sui ricongiungimenti familiari. L’incontro è aperto a tutti. Invitiamo avvocati, operatori legali, associazioni e chiunque sia interessato a partecipare attivamente alla discussione. Saranno presenti: Giovanni Barbariol, Stefano Bleggi, Giorgia Giordani, Gennaro Santoro, Chiara Starita. * Informazioni: annick@meltingpot.org Modulo di iscrizione – clicca qui
“La Conoscenza Non Marcia”. Il 28 si parte con la petizione in tutte le piazze
Il 28 settembre nelle piazze in tutta Italia comincerà la raccolta firme per la petizione popolare “La Conoscenza Non Marcia”. A promuoverla è la rete “La conoscenza non marcia”, una campagna di scopo contro la militarizzazione del mondo della formazione, che negli ultimi mesi ha riscosso non poco successo in […] L'articolo “La Conoscenza Non Marcia”. Il 28 si parte con la petizione in tutte le piazze su Contropiano.
September 22, 2026
Contropiano
Dove va il capitalismo, dove andiamo noi
DALL’11 AL 13 SETTEMBRE A CECINA MARE SI SVOLGERÀ, COME OGNI ANNO, L’UNIVERSITÀ ESTIVA ORGANIZZATA DA ATTAC ITALIA. QUATTRO SEMINARI AFFRONTERANNO LA CRISI DEL CAPITALISMO, LA CRISI CLIMATICA E LA GUERRA CHE SEGNANO IL NOSTRO PRESENTE, PER COSTRUIRE UN’ALTERNATIVA POSSIBILE E URGENTE DI SOCIETÀ BASATA SULLA CURA E SULLA TRASFORMAZIONE Grande è il disordine sotto il cielo, ma la situazione è tutt’altro che eccellente. Viviamo un’epoca tremenda, che rende molto ardua l’idea di un cambiamento sociale e che rischia di anestetizzarne persino l’immaginazione. La guerra – quella combattuta, quella preparata, quella auspicata – è divenuta parte delle nostre vite e della dimensione economica, sociale e geopolitica. La corsa agli armamenti prosegue come se non ci fosse un domani e intanto lo pregiudica, sottraendo ricchezza collettiva, beni comuni, diritti sociali. L’ampiezza della disuguaglianza sociale non ha precedenti nella storia dell’umanità e, soprattutto, ha smesso da tempo di essere considerata un problema, divenendo il fisiologico esito del dominio del più forte sul più debole. > La crisi ecologica, moltiplicata dalla crisi climatica in corso, obbliga a > confrontarsi non più solo con la finitezza dell’esistenza individuale ma, per > la prima volta nella storia, anche con la possibile finitudine della specie > umana sul pianeta. I nuovi re della finanza pervadono l’economia, la società, la natura e la vita stessa delle persone ed espropriano la democrazia, facendo riemergere spinte autoritarie, vecchi totalitarismi e nuovi fascismi. E la solitudine competitiva sembra essere l’unico orizzonte per le persone, dentro un’esistenza pensata come individuale, performativa, meritocratica e in eterna concorrenza con quella delle altre e degli altri. Per vincere o per tentare almeno di non soccombere. Parrebbe non ci sia scampo, né via d’uscita. E che non vi sia futuro pensabile, ma solo una sopravvivenza quotidiana scandita da emergenze senza soluzione di continuità, intrisa di panico, malinconia, quando non di rancore. Eppure, se guardiamo il mondo da un diverso punto di vista, ci accorgiamo che il modello capitalistico non è mai stato così in difficoltà e che la ferocia che dimostra è direttamente proporzionale alla propria debolezza. Non sa infatti come affrontare alcuno dei profondissimi nodi da esso stesso creati e giunti al pettine contemporaneamente: non può fare a meno di esacerbare la disuguaglianza sociale, non può abbandonare il consunto mito della crescita, è costretto a sostenere l’economia producendo enormi bolle finanziarie, non ha alcuna risposta per la crisi ecologica e climatica. Sa che non può garantire alcuna felicità alle persone, ma che deve solo spaventarle per ottenere rassegnazione. Sa che, non potendo più risolvere alcuno dei problemi che ha creato, deve prepararsi a contenere ogni risveglio sociale, a reprimere ogni conflitto, per evitare l’apertura di faglie che possano terremotare la fragilità intrinseca della propria struttura. > Conoscere a fondo dove sta andando il modello capitalistico, capire come la > sua profondissima crisi stia trasformando il pianeta e su quali elementi > continui a far leva per presentarsi come l’unico dei mondi possibili, è uno > degli obiettivi di questa sessione dell’università estiva. L’altro è provare a capire dove stiamo andando noi, un noi collettivo e ampio che dentro le lotte, le vertenze, le pratiche e le esperienze concrete, si oppone alla deriva di questo modello e prova ad affermare, tanto nel “qui e ora” quanto nella visione d’insieme, la possibilità e l’urgenza di un’alternativa di società. UNA RIFLESSIONE CHE VOGLIAMO DIPANARE ATTRAVERSO DIVERSI SEMINARI. Il primo si intitola “Capitalismo, crisi climatica e guerra”, nel quale affronteremo la stretta connessione fra la crisi del modello capitalistico, la crisi ecologica e climatica che lo mette radicalmente in discussione e la guerra come risposta dentro il paradigma del dominio all’accaparramento dei beni comuni e delle materie prime fondamentali. Ne discuteremo con Raffaele Giammetti (professore associato di Economia politica all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale) e con Claudia Terra (dottoressa di ricerca in Filosofia politica all’Università di Trento in cotutela con l’École Normale Supérieure de Paris). Il secondo si intitola “Occidente al tramonto, il sole sorge a Pechino?”, nel quale affronteremo il cambiamento epocale a cui stiamo assistendo, che vede il cosiddetto “Occidente” in rapido declino e il centro del mondo spostarsi verso l’Asia, cercando di conoscere meglio il percorso della Cina, al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni, attraverso i quali in genere lo si affronta. Ne discuteremo con Daniela Caterina (professoressa associata presso la Facoltà di Filosofia della Huazhong University of Science and Technology (Wuhan)) e con Fabrizio Eva (geografo politico). Il terzo seminario si intitola “Nuove tecnologie e IA: tecnofascismo o liberazione?”, nel quale affronteremo il tema di come le nuove tecnologie stanno iniziando a impattare sulla produzione, sull’organizzazione sociale sulle relazioni e sulle soggettività, cercando di approfondire la possibilità di una socializzazione dell’innovazione tecnologica che permetta di uscire dalla trappola del capitalismo della sorveglianza. Ne discuteremo con Armanda Cetrulo (ricercatrice in Economia Scuola Superiore S. Anna di Pisa) e con Mauro Munzi (filosofo e analista delle tecnologie contemporanee) Il quarto seminario si intitola “Territori per l’estrattivismo o comunità di cura e di trasformazione” , nel quale affronteremo il tema di come le comunità territoriali, oggi considerate solo come luoghi di estrazione di valore finanziario e/o abbandonate a se stesse, possano invece divenire luoghi della sperimentazione di un’alternativa di società basata sulla cura e sulla trasformazione. Ne discuteremo con Sara Pilia (attivista e referente nazionale Arci per i territori e le aree interne) e con Donatella Gasparro (dottoranda in Scienze Politiche presso la Scuola Normale Superiore di Pisa). La sessione si chiuderà con una tavola rotonda che si intitola “Cambiare il mondo dal basso”, nella quale, alla luce delle considerazioni emerse nei precedenti seminari, cercheremo di fare il punto sulla costruzione di un’alternativa di società, facendo dialogare culture ed esperienze tra loro diverse, ma capaci di offrire molti punti di convergenza per il comune cammino collettivo. Ne discuteremo con Marco Deriu (professore associato di Sociologia Università di Parma), Dario Salvetti (Collettivo di Fabbrica ex-Gkn), Marcella Corsi (professoressa di Economia Politica presso Università La Sapienza Roma) e Marco Bersani (filosofo e attivista di Attac Italia) Vi aspettiamo!  Dall’ 11 al 13 settembre 2026 a New Camping Le Tamerici, Via della Cecinella 3 – Cecina Mare (LI) Qui il programma L'articolo Dove va il capitalismo, dove andiamo noi proviene da Comune-info.
September 8, 2026
Comune-info
Indagine su una frontiera al di sopra di ogni sospetto
Il Patto europeo su migrazione e asilo, entrato nella sua fase applicativa, ridisegna le procedure di frontiera e introduce nuovi istituti la cui portata concreta si misura sui territori, prima ancora che nelle norme. Indagine su una frontiera al di sopra di ogni sospetto è un ciclo di cinque incontri online che attraversa altrettanti punti della frontiera siciliana – Pantelleria, Pozzallo, Lampedusa, Agrigento e Messina – per osservare come queste procedure prendono forma nella prassi. Ogni appuntamento si articola in due parti: una prima dedicata al contesto territoriale e al funzionamento dell’hotspot, una seconda di approfondimento giuridico. Gli incontri, a cura di Spazi Circolari e Studio legale Antartide, si terranno sul canale YouTube di Melting Pot, da settembre a dicembre 2026, sempre dalle ore 18.00 alle 19.00. -------------------------------------------------------------------------------- 1° INCONTRO – PANTELLERIA Martedì 15 settembre 2026 | ore 18.00 – 19.00 Relatrici: Avv.ta Giulia Crescini e Avv.ta Federica Remiddi – Studio Legale Antartide (in aggiornamento) Prima parte (contesto e prassi) Pantelleria: un laboratorio delle nuove procedure di frontiera Il contesto dell’isola di Pantelleria, il funzionamento dell’hotspot e le modalità di applicazione delle nuove procedure di frontiera previste dal Patto europeo in un territorio caratterizzato da un peculiare regime operativo. Seconda parte (focus giuridico) L’analisi giuridica della procedura di screening e del nuovo istituto del fermo introdotto dal D.L. n. 100/2026 -------------------------------------------------------------------------------- 2° INCONTRO – POZZALLO Martedì 29 settembre 2026 | ore 18.00 – 19.00 Relatori/trici: Avv. Salvatore Fachile e Avv.ta Loredana Leo – Studio Legale Antartide (in aggiornamento) Prima parte (contesto e prassi) Le procedure di frontiera a Pozzallo Analisi del contesto territoriale e delle modalità concrete di applicazione delle procedure di frontiera presso l’hotspot di Pozzallo. Seconda parte (focus giuridico) L’emersione delle vulnerabilità sociali, con focus specifico sulle vittime di tratta Gli strumenti di individuazione ed emersione delle situazioni di vulnerabilità, con particolare riferimento alle persone vittime di tratta e sfruttamento e alle garanzie previste durante la procedura di frontiera. -------------------------------------------------------------------------------- 3° INCONTRO – LAMPEDUSA Giovedì 15 ottobre 2026 | ore 18.00 – 19.00 Relatrici: Avv.ta Lucia Gennari e Avv.ta Cristina Laura Cecchini – Studio Legale Antartide (in aggiornamento) Prima parte (contesto e prassi) Lampedusa e le procedure di frontiera Il contesto dell’isola e l’applicazione delle procedure di frontiera nell’hotspot di Lampedusa. Seconda parte (focus giuridico) Vulnerabilità sanitarie, tutela della salute e soccorso in mare L’emersione delle vulnerabilità sanitarie, il ruolo del personale medico e delle organizzazioni impegnate nelle attività di ricerca e soccorso in mare nell’ambito delle nuove procedure. -------------------------------------------------------------------------------- 4° INCONTRO – AGRIGENTO (FOCUS SPECIFICO SU VILLA SIKANIA E/O LICATA) Martedì 17 novembre 2026 | ore 18.00 – 19.00 Relatrici: Avv.ta Giulia Crescini e Avv.ta Federica Remiddi – Studio Legale Antartide (in aggiornamento) Prima parte (contesto e prassi) Le procedure di frontiera nel territorio agrigentino Il contesto territoriale e l’applicazione delle procedure di frontiera presso Villa Sikania e/o Licata. Seconda parte (focus giuridico) Autorizzazione a risiedere in un luogo specifico e obblighi di segnalamento; il nuovo meccanismo di monitoraggio dei diritti fondamentali Analisi del nuovo sistema di limitazione della libertà di circolazione previsto durante la procedura di frontiera e degli obblighi imposti ai richiedenti asilo; analisi del meccanismo di monitoraggio dei diritti fondamentali previsto come garanzia dal Patto UE. -------------------------------------------------------------------------------- 5° INCONTRO – MESSINA Martedì 15 dicembre 2026 | ore 18.00 – 19.00 Relatrici: Avv.ta Lucia Gennari e Avv.ta Cristina Laura Cecchini – Studio Legale Antartide Terza relatrice da definire Prima parte (contesto e prassi) Le procedure di frontiera nell’hotspot di Messina Il funzionamento dell’hotspot di Messina e le modalità applicative delle procedure di frontiera. Seconda parte (focus giuridico) I Paesi di origine statisticamente sicuri Il nuovo sistema di individuazione dei Paesi statisticamente sicuri, il suo impatto sull’esame delle domande di protezione internazionale e le principali questioni interpretative.
Una petizione contro la militarizzazione della formazione
E’ da tenere sott’occhio con la massima attenzione la conferenza stampa di lancio di una petizione “per l’interruzione e il divieto di qualsiasi tipo di collaborazione tra scuola, università, ricerca e filiera militare pubblica e privata”, prevista per il prossimo martedì 1° settembre, presso piazza Capranica – Montecitorio, a Roma. […] L'articolo Una petizione contro la militarizzazione della formazione su Contropiano.
August 29, 2026
Contropiano