
Il futuro non si arruola
Comune-info - Monday, October 12, 2026
Foto di Schulstreik gegen Wehrpflicht (“Sciopero scolastico contro la leva”), la rete principale nazionale che ha promosso in settembre manifestazioni in oltre cento città tedesche contro il servizio militare moderno e la militarizzazione“I ricchi vogliono la guerra, i giovani vogliono il futuro”. Il 25 settembre, in oltre cento città tedesche, 45.000 studenti hanno scioperato contro il ritorno della leva. Torneranno in piazza il 20 novembre. Hanno trovato le parole per smascherare l’inganno: chiamare sicurezza ciò che prepara altre tombe. Il loro rifiuto ci interpella.
In Italia la leva obbligatoria non è abrogata ma solo sospesa e per questo Emergency, con R1PUD1A, ha annunciato la proposta di legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra”: rifiutare di consegnare alla guerra il proprio corpo, il lavoro, il consenso. Pax Christi e Comunità dell’Arca, insieme a Mir, Focolari, Agesci e altri, lanceranno il 24 ottobre a Impruneta (Firenze) “Sollevati”: una proposta rivolta soprattutto ai diciassettenni, perché dichiarino ai sindaci la scelta di difendere senza armi (leggi anche Sollèvati, la coscienza non si arruola). Da Capaci a Catanzaro, diversi comuni promuovono dichiarazioni preventive di obiezione di coscienza.
Nella lettera del kit rivolto ai comuni, tra l’altro si legge:
“In un contesto segnato dalla crescita delle spese militari, dal riarmo e dal ritorno del dibattito sulla leva, ritengo importante che anche le istituzioni locali contribuiscano a rendere concreto questo principio… Il coinvolgimento delle amministrazioni comunali è particolarmente significativo. I comuni, attraverso gli uffici competenti, predispongono e aggiornano le liste di leva sulla base dei dati anagrafici e le trasmettono agli organi previsti dall’ordinamento. Proprio a partire da questo ruolo, viene chiesto loro di accogliere e valorizzare la scelta di chi desidera dichiarare, già oggi, la propria obiezione di coscienza alla guerra e alla prestazione del servizio militare armato. Con la presente, chiedo quindi al Comune di valutare: l’adesione pubblica al percorso “Io obietto la guerra”; la disponibilità a ricevere le dichiarazioni di obiezione di coscienza presentate dai cittadini e dalle cittadine; la promozione di momenti informativi e iniziative pubbliche sul diritto all’obiezione di coscienza, sul ripudio della guerra e sulle forme di difesa civile, non militare e non armata; l’adozione di un atto, una dichiarazione o un’iniziativa istituzionale che renda visibile l’impegno del Comune su questi temi…”
Gesti civili che chiedono di diventare cultura e garanzia di diritti. Una trama da tessere nelle scuole, nelle parrocchie, nelle piazze. L’obiezione è anche un sì: alla difesa nonviolenta, alla responsabilità di proteggere ogni vita. La pace ha bisogno di mani, intelligenze, organizzazione. Solleviamoci, dunque. Perché nessun ragazzo debba imparare a uccidere per dimostrare di amare il proprio Paese.
Tonio Dell’Olio, Mosaico di pace
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