
Dall’interno del corteo di Cagliari nella giornata di mobilitazione mondiale per la Palestina
Pressenza - Sunday, October 11, 2026Oltre seimila persone hanno manifestato per la Palestina, ieri, dal pomeriggio fino a sera, per le strade del centro cittadino di Cagliari e nella passeggiata di Via Roma.
La risposta alla chiamata del “Comitato Sardo di Solidarietà con la Palestina” – che raccoglie l’adesione di oltre 25 realtà in tutta la Sardegna – e dalla “Rete Palestina Anima Mundi”, di scendere in piazza per denunciare la falsa tregua e il genocidio ancora in atto a Gaza e in Cisgiordania, è stata importante. Moltissimi giovani, famiglie con bambini, uomini e donne di tutte le età.
Il raduno alle ore 16:00 in piazza Costituzione, quasi stracolma, faceva presagire, come poi si è avverato, una presenza imponente. Da piazza Costituzione, per via Manno, piazza Yenne, Largo Carlo Felice, il corteo ha raggiunto la passeggiata di via Roma, dove ha preso corpo “Quasi un festival”, con alcune piazze tematiche d’informazione e di confronto.

Ho vissuto questo evento, dall’interno di uno spezzone del corteo: il “Presidio stabile per la Palestina Cagliari”, che ha sfilato al centro del corteo nel 345° giorno di presenza in piazza Yenne, ribattezzata “Piazza dell’indignazione”. Un sudario di circa una ventina di metri con scritti i nomi di una parte delle migliaia di bambini e delle bambine uccisi a Gaza, preceduto dallo striscione “Il Presidio r1pud1a la guerra” che viene esposto tutti i giorni durante il presidio. A tenere il sudario tante persone con la short bianca “Can’t Stay Silent” (non posso restare in silenzio), il motto che ha animato a Cagliari la prima grande manifestazione del settembre 2025, “La marcia dell’Indignazione”.

Durante il percorso si è svolta una Via crucis, in cinque stazioni, in cui si sono letti brani dell’ultimo rapporto di Francesca Albanese sulla condizione dei diritti umani in Palestina. La manifestazione è proseguita nello spazio da poco ultimato della nuova passeggiata in via Roma, davanti al porto. Alcune persone hanno continuato a scrivere dei nomi di bambini e bambine sul sudario: a me sono apparsi da scrivere nomi di bambini e bambine da zero anni a 2 anni.

Nel mentre, si sono animate le tre piazze tematiche organizzate per la manifestazione “Quasi un festival. La fine del genocidio è la fine del sionismo”: Piazza Sardegna liberata, Piazza Palestina liberata, Piazza Resistenza, in cui si sono affrontati i problemi che accomunano la Sardegna e la Palestina: la presenza della fabbrica di bomba Rwm e le servitù militari, di supporto alle forze armate israeliane; la militarizzazione nelle scuole e nell’università; la repressione che ha colpito soprattutto i giovani a causa dei decreti sicurezza; il DDL contro l’antisemitismo, una legge bavaglio che criminalizzerebbe ogni critica contro lo Stato d’Israele; le banche armate e complici del genocidio in Palestina. Per una descrizione più dettagliata delle tre piazze rimando all’articolo su pressenza al seguente link: www.pressenza.com/it/2026/10/imponente-manifestazione-a-cagliari-nella-giornata-mondiale-per-la-palestina/

Spazio anche alla creatività con laboratori di di disegno e la presenza di gruppi musicale, come la Banda Sbandati che ha intonato “Bella ciao” all’inizio della pacifica, intensa, colorata e resistente manifestazione.
