La piazza di Milano per Gaza incontra i presidi sardi
In settembre una rappresentanza milanese ha raggiunto alcuni dei presidi
nell’isola per consolidare i contatti nati con la creazione della rete
“Palestina Anima Mundi” che raccoglie più di 150 presidi in tutta Italia.
Il 10 settembre abbiamo partecipato al primo presidio, quello che si svolge
tutti i giorni in Piazza Yenne a Cagliari dalle 19 alle 20. Undici persone
presenti. La loro media di persone partecipanti è di 10/15, ad agosto hanno
infatti molto faticato a garantire la quotidianità. Gruppo piccolo, persone
provenienti da esperienze e/o militanze diverse, ma coeso e motivato. Hanno un
account Instagram che si chiama: presidiopalestinacagliari.
Il presidio è in una zona di movida, zeppa di tavolini da aperitivo; è faticoso
per loro sopportare l’indifferenza della clientela seduta, per fortuna passano
diverse persone grate e/o che chiedono di fare foto o di farsi fotografare.
Vivono sostanzialmente le nostre stesse situazioni nel contatto e nelle reazioni
di chi passa in piazza: ringraziamenti, approvazione ma anche provocazioni,
dileggi e insulti. Hanno adottato una sorta di protocollo di
“prevenzione/sicurezza” che consiste nel filmare immediatamente quello che
sembra o potrebbe essere un incontro conflittuale/aggressivo.
L’11 settembre, a Carloforte, secondo presidio. Normalmente si svolge in Piazza
Repubblica, ma per approfittare della gente convenuta per “Ortoforte 2026”,
manifestazione per la valorizzazione delle biodiversità, le 10 persone presenti
si sono poi spostate verso Piazza Pegli. Qui anche una simpatica coppia di Roma
che vive da anni a Berlino (lui ci ha regalato gli adesivi che vedete in foto)
si è unita a noi. Ci è stato raccontato che i carlofortini sono tendenzialmente
simpatizzanti, ma con una certa timidezza nell’esporsi; questo spiega perché
eravamo solo una decina (in realtà in quantità simile a Cagliari!).
Testimonianza di simpatia alla causa viene da più bandiere in bella mostra in
abitazioni e negozi e dalla locandina con gli appuntamenti del presidio, esposta
in biblioteca e negli uffici della pro loco. Abbiamo registrato solo
attestazioni di solidarietà provenienti sia dai passanti che dagli stand della
manifestazione Ortoforte 2026.
Il 12 settembre abbiamo partecipato al presidio settimanale del sabato a Bosa in
Piazza Monumento, dalle 20 alle 21. I numeri delle presenze di media sono simili
a quelli di Cagliari e Carloforte. La piazza di Bosa è apertamente ostile, ad
esempio frasi ricorrenti sono: “Esponete il tricolore non quella bandiera di
m./di terroristi.” Non è quindi un caso la persistenza di quella scritta
storica (PNF, Partito Nazionale Fascista), peraltro recentemente rinfrescata
come è evidente nella foto.
Le modalità del presidio prevedevano che partecipanti con abiti neri, a turno,
facessero un intervento, ma nonostante la puntuale comunicazione alle autorità,
si sono sentiti rivolgere l’accusa di occupazione di suolo pubblico. Hanno
pertanto iniziato a sperimentare una semplice camminata con bandiere e cartelli
in ordine sparso in piazza, non in corteo per evitare altre contestazioni.
Da tempo una radio locale, Radio Planargia, ha dato loro uno spazio letterario
di 90 minuti il mercoledì e in replica il sabato, in cui hanno trasmesso diverse
letture e interviste ad attivist* e scrittrici o scrittori come, ad esempio,
Raffaele Oriani (autore di “Il popolo meraviglioso”). Hanno realizzato azioni in
collaborazione con l’equipaggio di una barca della Flotilla che si è fermata un
mese in porto. In una di queste azioni, la prima domenica di agosto, si è
proiettata la scritta “Maria era palestinese” sulla torre aragonese durante la
festa della Madonna. Un’altra azione ha visto manifestanti camminare sulla
spiaggia, mentre l’imbarcazione della Flotilla li seguiva in mare a poca
distanza.
Il 13 settembre l’ultimo dei nostri incontri coi presidi sardi si è svolto a
Sassari in Piazza d’Italia dalle 20 alle 21. Tutto si svolge ogni domenica
davanti alla Prefettura, sulla cui facciata è esposto lo striscione con la
scritta “Cessate il fuoco, pace!” e viene comunicato alle autorità.
Presenti una cinquantina di persone, numero che rappresenta la loro media. La
modalità prevede per tutta la durata del presidio interventi al microfono di più
persone.
Quella sera si è letto un articolo sul documentario “Naza”, seguito da una breve
relazione sul festival di Emergency appena svolto, da un ragionamento/risposta
sulla domanda: “Perché non esponete la bandiera italiana?” e da un’esposizione
del rischio dietro l’approvazione DDL antisemitismo. Il saluto di Milano alla
piazza è stato completato dall’esecuzione della canzone “Pane e piombo” di
Renato Franchi.
Tra un intervento e l’altro, le persone partecipanti al presidio gridano slogan
e fanno rumore con fischietti, cucchiai e pentole.
Redazione Milano