
Christa, Maricarmen e altre storie di sadismo di massa
Comune-info - Thursday, October 8, 2026Cosa accade quando ogni frammento della vita sociale è travolto da un’epidemia di demenza?
Istubalz, 2024American brainrot + Heroes. Suicidio e omicidi di massa (Timeo ed.) uscì nel 2015, prima che Trump conquistasse la presidenza del paese leader del Mondo Libero (libero di ammazzarsi, a dio piacendo). Sostenitore accanito della diffusione delle armi, razzista dichiarato, stupratore certificato, il leader dell’Occidente è il simbolo della demenza senile, aggressiva e sadica, della razza dominatrice nell’epoca del suo esaurimento. In questo decennio lo schizo sadismo di massa ha superato ogni possibile immaginazione. Dal crudele trattamento dei migranti nelle città nord-americane in cui la milizia razzista ICE aggredisce e sequestra quotidianamente migliaia di persone – alla ferocia di popoli che si esercitano nel genocidio contro i loro vicini – i concetti di trauma e di vendetta illuminano di luce terminale la storia di una società impotente a contrastare l’iper-potenza dell’astrazione finanziaria e degli automatismi tecnologici.
È tempo di riprendere il discorso sulla furia suicida che si è scatenata nel paese guida della civiltà bianca, per immaginare il decorso della malattia e per trovare vie di fuga.
Psicopatologie delle ultradestre. Trump, Milei e la follia al potere (DeriveApprodi), dello psicoanalista argentino Yago Franco, spiega che la competizione liberista unita alle tecnologie digitali hanno trasformato la società in una fabbrica dell’infelicità, ma nel lungo periodo questa si è trasformata in una fabbrica della cattiveria. Spesso gli umani infelici diventano cattivi. La cattiveria non è un concetto scientifico, ma non sempre è indispensabile essere scientifici. La scienza, forse, seguirà. Spesso chi soffre di depressione cerca nell’aggressività una via d’uscita al proprio stato. Sul piano storico questa evoluzione della depressione in forme di violenza è una buona spiegazione del fascismo, del razzismo, del militarismo.
Maricarmen e l’acampada
Lo dimostra ad esempio la vicenda di Maricarmen, morta dopo essere stata sfrattata da un fondo di investimento che aveva acquistato l’appartamento in cui la signora, di 87 anni, aveva vissuto per settant’anni, moltiplicando il costo dell’affitto. Non è un caso eccezionale, succede tutti i giorni. L’automatismo tecno-finanziario è sistematicamente feroce, indifferente al dolore che provoca nella vita delle persone. Ma poiché in Spagna non si è estinta la solidarietà, contro lo sfratto di Maricarmen si sono mobilitate centinaia di migliaia di persone. Allora, per mitigare la crudeltà finanziaria, il governo di sinistra ha proposto un decreto, ma coloro che cercano voti esibendo il loro sadismo l’hanno bocciato. Nel frattempo lo sfratto di Maricarmen è stato cancellato. Ma lei è morta senza poter rientrare nel suo appartamento.
Fejoo, leader dei franchisti del partito popular ha detto che loro (i sadici) non permetteranno che la sinistra usi l’emozione a fini politici. D’accordo. Lasciamo da parte l’emotività. A me pare che la ragione dovrebbe essere sufficiente per capire che la vita delle persone, dei giovani come degli anziani dovrebbe essere più importante del profitto e della speculazione finanziaria. Non si tratta di emozioni. Non soltanto. Si tratta del fatto che il neoliberismo, insieme alla solidarietà, ha distrutto la ragionevolezza e ha seminato una follia sadica che oggi travalica ogni limite e diviene nazionalismo aggressivo, guerra, genocidio.
Sadismo di massa
In realtà da sempre la follia ha accompagnato la vita delle folle come un sussurro e come un urlo, come un segreto da nascondere o una colpa da reprimere. Ma ci sono momenti in cui il dilagare della sofferenza sociale e psichica, la percezione di un pericolo estremo per la vita collettiva e individuale si manifestano in forme che la razionalità politica non può contenere. Allora si scatenano ondate di ferocia, di vero e proprio sadismo di massa come i pogrom che tormentarono gli ebrei per secoli, o come il genocidio che Israele persegue da settantacinque anni contro i palestinesi o come lo strangolamento cui l’Occidente sottopone oggi il popolo cubano.
Nel passato la demenza era stato mentale d’eccezione. Ora ha acquisito carattere sistemico per ragioni profonde: l’accelerazione dello stimolo info-neurale (il bombardamento mediatico, l’urlo ininterrotto del dolore altrui, il vociferare aggressivo di centomila imbonitori….) ha prodotto effetti devastanti a livello psichico, e perfino a livello cognitivo.
A causa dell’iper-stimolazione digitale la soglia dell’attenzione si contrae a pochi secondi: l’esperienza non diviene mai coscienza, perché lo stimolo evapora dopo pochi istanti. Ogni giorno i segni dell’epidemia di demenza si moltiplicano.
Israele, sadismo di massa e crollo psichico
Un paese che barcolla tra sadismo di massa e crollo psichico è oggi Israele, come dimostra The Bibi Files, un documentario statunitense del 2024 diretto da Alexis Bloom che presenta filmati trapelati degli interrogatori relativi al processo a Benjamin Netanyahu. Vietato in Israele dove circola attraverso lo streaming illegale, The Bibi Files è un documentario sconvolgente da cui emerge in modo chiarissimo che nel 2023 Netanyahu aveva bisogno di salvarsi dalle accuse che lo stavano mettendo in pericolo. Quando ricevette segnali che lo avvertivano di un attacco di Hamas pensò che da lì veniva la sua salvezza.
Come reagisce la mente israeliana all’evidenza che il principale responsabile della morte di milleduecento israeliani è Benjamin Netanyahu? (leggi anche Le soldatesse che avevano avvertito di un imminente attacco di Hamas – e furono ignorate) Il documentario di Brandon Kramer, Holding Liat, raccontando la storia di due ostaggi e della loro famiglia, ci mostra bene lo sgretolamento politico, ma prima di tutto psichico della società israeliana: il film segue la reazione della famiglia di Liat Beinin Atzili dopo che lei e il marito sono stati rapiti dalla loro abitazione in un kibbutz vicino al confine con Gaza durante gli attacchi del 7 ottobre.
La crocifissione di Christa
C’è poi la crocifissione di Christa, sullo sfondo di un paese turpe, gli Usa, torvo e travolto dalla ferocia razzista e dalla violenza sessista. Chi è Christa Pike? Quel che ne sappiamo è che un Tribunale del Tennessee l’ha condannata a morte perché a diciott’anni, insieme a un ragazzo, aveva ucciso brutalmente una compagna di scuola. Quel che non ne sappiamo è che nacque con sindrome alcolica fetale, perché la madre beveva molto in gravidanza. Fin da piccola avrebbe avuto crisi convulsive e problemi di controllo degli impulsi. Tra i 2 e i 5 anni, la bimba avrebbe subito abusi sessuali ripetuti dal compagno della nonna. A scuola fece un disegno esplicito su quello che subiva. I genitori furono convocati, ma non ci fu alcuna indagine né intervento dei servizi sociali. Cresciuta in un paese di fanatici e stupratori seriali, dopo avere subito violenza tentò il suicidio a dodici anni. Venne rinchiusa in un centro di rieducazione. Altri stupri negli anni dell’adolescenza. Ma di tutto questo il Tribunale che l’ha giudicata non ha voluto sapere niente. Lo psichiatra Jonathan Pincus ha definito la sua storia familiare “quasi insopportabilmente abusiva”. La psicologa Bethany Brand ha scritto che Pike ha subito “eventi avversi più gravi del 99% della popolazione statunitense”, ma la giuria non ha mai sentito nulla di tutto questo. L’avvocato rinunciò a far testimoniare la psicologa che aveva preparato le prove attenuanti. La difesa sulla pena durò poche ore e non fece valere nemmeno la giovane età.
Anno dopo anno la questione della crocifissione di Christa venne discussa. La sua condizione mentale, la giovane età al momento del crimine, avrebbero dovuto indurre ad un atto di clemenza. Ma le autorità del Tennesse non conoscono la clemenza. Recentemente, nel settembre di quest’anno la madre della ragazza uccisa da Christa (Colleen Slemmer) ha detto che non intendeva rinunciare alla vendetta: “Ha commesso il crimine. Deve pagare. Voglio che Pike muoia perché mia figlia possa riposare in pace”.
Il 30 Settembre Christa è stata legata al letto. Le hanno fatto un’iniezione di pentobarbital. Ma lei non è morta. Allora, nel nome di dio e dell’America le hanno fatto una seconda iniezione di pentobarbital. A quel punto Christa è andata in coma. “È grave e sta ricevendo cure per salvarle la vita”, ha detto il legale Randy Spivey in una conferenza stampa dopo la nuova esecuzione fallita. La senatrice trumpiana Marsha Blackburn che corre per diventare governatrice del Tennessee propone il ritorno alla sedia elettrica, ma qualcun altro consiglia di mettere a morte Christa davanti a un plotone di esecuzione.
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