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VERONA: NUOVE INDAGINI SULL’OMICIDIO DIARRA, IL COMITATO “LE NOSTRE PERPLESSITÀ SONO EMERSE”
“Soddisfazione e amarezza” da parte del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra dopo aver letto le 54 pagine dell’ordinanza della giudice per le indagini preliminari Livia Magri, che ha respinto la richiesta di archiviazione.  Ora il Pubblico Ministero dovrà aprire nuovamente le indagini sulla morte di Moussa, freddato da un poliziotto alla stazione di Verona Porta Nuova il 20 ottobre del 2024. Nell’ordinanza della GIP si chiede tra l’altro di indagare il poliziotto per concorso in depistaggio. La giudice ipotizza infatti che le prove siano state alterate dal poliziotto o da altre persone, oppure che siano state fornite false informazioni agli inquirenti. “Una sberla a come sono state condotte le indagini, parziali e a senso unico” ha dichiarato Daniele Todesco del Comitato ai nostri microfoni, aggiungendo che “è la narrativa completa della ricostruzione che viene messa in discussione”. “Non è nemmeno provato che Moussa nel momento della collutazione con i poliziotti avesse un coltello, le immagini non lo chiariscono”, ha aggiunto. L’approfondimento sull’ordinanza della GIP con Daniele Todesco, del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra, che rilancia con la raccolta fondi, che servirà, oltre che per sostenere il costo della prosecuzione delle indagini, anche per far tornare a casa la salma di Moussa, da 18 mesi all’ospedale di Borgo Roma. Ascolta o scarica Per sostenere le spese legali e il rimpatrio della salma CC MPS Intestato al Circolo Pink: IBAN: IT65G 01030 11707 0000 11099 492 – PayPal: permoussadiarra@gmail.com Causale: Moussa torna a casa.
April 23, 2026
Radio Onda d`Urto
[Ora di buco] Consenso negato (1/4: trasmissione intera)
Parliamo in apertura dello sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori al Liceo Archimede-Pacinotti, che ieri 20 Aprile ha concluso un percorso di mobilitazioni che ha fatto emergere diverse criticità: la mancanza di dialogo con tutte le componenti scolastiche produce un peggioramento del clima lavorativo nel Liceo romano. La corrispondenza con un componente della RSU. Da Catania il racconto della grande mobilitazione di studenti a seguito del tragico suicidio di una liceale, Claudia, vittima di bullismo e isolamento: l'analisi del disagio non adeguatamente affrontato dalle istituzioni, della depoliticizzazione di queste vicende, delle scuole attente più all'immagine che alla sostanza. Dall'Aristofane arriva la notizia del mancato rispetto dell'identità dii un ragazzo trans: una docente del Liceo insiste ad utilizzare il dead name presente nel registro elettronico, a fronte della richiesta della persona coinvolta (e della famiglia). Lanciamo il presidio di domani, 22 Aprile, dalle ore 11:30 in piazza Vidoni, non lontano dal Senato, per bloccare il DDL Valditara sul "consenso informato", in via di approvazione definitiva, legge sponsorizzata anche da Provitaefamiglia, volta a vietare di fatto l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Il Liceo Farnesina, Roma Nord, è protagonista di un articolo di Repubblica che racconta fatti terribili: una studentessa del Liceo ha denunciato di aver subito una violenza in una festa di fine anno, unito al ritrovamento in un tablet scolastico di una lista stupri, contenente anche il nome della studentessa. Riflessione sull'assunzione di responsabilità della scuola fatta con strumenti neutri: le comunicazioni del Dirigente, prese dal sito del Liceo, di "contrasto al bullismo e cyberbullismo", il protocollo seguito, per finire con l'incontro "formativo" di due ore scarse con i Carabinieri. Concludiamo con il resoconto dell'assemblea pubblica organizzata da Controprofitto e da diversi collettivi di Roma est la scorsa settimana: la questione salariale sia dei docenti sia del personale Ata a confronto con gli stipendi dei Dirigenti, la precarietà strutturale della scuola pubblica, il reclutamento dei/delle docenti, l'autoritarismo dei dirigenti. Prossima assemblea largo Agosta giovedì 23 Aprile ore 18, puntuali.    
April 21, 2026
Radio Onda Rossa
Note al rapporto Censis 2025 – di Gianni Giovannelli
L’età selvaggia, del ferro e del fuoco (prima e seconda parte del rapporto)   I sat upon the shore Fisching, with the arid plain behind me Shall I at least set my lands in order? (Sedetti sulla riva Pescando, con l’arida pianura alle spalle: Riuscirò infine a mettere ordine nella mia terra?) Thomas Stearns [...]
April 20, 2026
Effimera
16_04_26 RIOT VIBE CHECK
RINVENUTO PACCO SOSPETTO RIOT VIBE CHECK = CORTEO ACUSTICO NON AUTORIZZATO SHOWCASE RADIOFONICO 𝖋𝖚𝖑𝖑 𝖕𝖔𝖉𝖈𝖆𝖘𝖙 𝖇𝖑𝖆𝖘𝖙 / oltre le possibilità di calcolo della ram 12 PRODUCERS @maccario_francesco @nobile_nobile @labizzoca_ @dj_stockmusic @xdxschx @vieni_alla_polvere @abstral_compost @franko_berardini dj subumano dj drillda microcefalo ASCOLTATI TUTTO IL DISCO QUI 30 SAMPLES MASTICATI COLLISIONI URBANE REALI 2025-2026 “ABBIAMO PRELEVATO I TONFA IN FLAGRANZA DI REATO E LI ABBIAMO SOTTOPOSTI A TRATTAMENTO DI SATURAZIONE COATTA” SOLLIEVO IMMEDIATO 🅑🅞🅝🅤🅢: 🅐🅟🅟🅡🅞🅕🅞🅝🅓🅘🅜🅔🅝🅣🅞 🅐 🅒🅤🅡🅐 🅓🅔🅛🅛🅐 🅓🅞🅣🅣.🅢🅢🅐 🅔🅢🅢🅔.🅟 il campionamento come sabotaggio ontologico Il campionamento è una sottrazione indebita di frammenti di verità dal monopolio dello Stato. Estrarre il fragore di una mazzata o il sibilo di un lacrimogeno dalle piazze italiane dell’anno 2025 equivale a sequestrare il corpo del reato prima che la narrazione ufficiale lo occulti sotto il tappeto del decoro. Storicamente, il prelievo di suono ha sempre abitato la soglia del furto; oggi, esso evolve in pratica di sabotaggio contro il ronzio asettico di un sistema che vorrebbe normalizzare l’oppressione attraverso il silenzio dei propri droni. L’atto di riprocessare il rumore del comando — quel caos indotto per disarticolare la piazza — ne inverte la polarità politica. Il loop agisce come una morsa che stritola la linearità del tempo poliziesco, frantumando la pretesa di definitività di ogni colpo inferto. Manipolare la firma acustica del predatore permette di abitare la ferita senza diventarne vittime, trasformando la materia bellica dello Stato in un modulo di resistenza psichica. Risignificare il rumore significa, in ultima istanza, negare al potere il possesso dell’ultimo suono: quello che chiude la partita.
April 17, 2026
Radio Blackout - Info
Meta accusata di monetizzare le piattaforme estremiste israeliane
Un nuovo rapporto del gruppo palestinese per i diritti digitali 7amleh accusa Meta di gestire un sistema a due livelli che monetizza l’incitamento alla violenza da parte dei coloni israeliani. Un sistema che esclude sistematicamente i palestinesi dagli stessi strumenti social generatrici di reddito. Il rapporto, pubblicato lunedì, rivela come Meta permetta a […] L'articolo Meta accusata di monetizzare le piattaforme estremiste israeliane su Contropiano.
April 17, 2026
Contropiano
Pasqua
-------------------------------------------------------------------------------- La nota deposizione di Cristo nel sepolcro, dipinta da Caravaggio (oggi nei Musei Vaticani) -------------------------------------------------------------------------------- “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È il simbolo del dolore umano. (…) Chi è ateo cancella l’idea di Dio, ma conserva l’idea del prossimo”, scrive Natalia Ginzburg, ebrea e atea, in un articolo pubblicato sul quotidiano L’Unità nel 1988. Forse è da qui che si può ripartire. Da un’immagine che non divide, non impone, non urla. Che non chiede di credere, ma di guardare. Un uomo tradito, venduto, martoriato. Un uomo solo. Un uomo che muore. E insieme, in quel corpo, tutti gli altri. Tutti quelli che la storia continua a produrre: i volti cancellati, i corpi senza nome, le vite che scorrono sotto i nostri occhi mentre ci insegnano a non vedere. Il crocifisso li rappresenta tutti, scrive Ginzburg. Forse è questo che ancora ci inquieta. Non è un segno di appartenenza. È uno specchio. Ci riguarda, anche quando pensiamo di esserne fuori. Anche quando ci sentiamo dalla parte giusta. Perché dentro quella storia — in modi diversi — ci siamo tutti. E allora, forse, Pasqua non è una risposta. È un modo di stare. Stare davanti al dolore senza distogliere lo sguardo. Stare dentro una idea semplice e difficile: che il prossimo esiste. E che non possiamo far finta di niente. Dobbiamo augurarci di avere la forza e la capacità di opporci sempre all’orrore a cui stiamo assistendo. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI ALESSANDRO SANTORO: > Pasqua laica -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Pasqua proviene da Comune-info.
April 4, 2026
Comune-info
NO CPR: CONTINUA L’ORRORE QUOTIDIANO. “NON POSSONO ESSERE MIGLIORATI, MA SOLO CHIUSI”
Episodi di autolesionismo, tentativi di suicidio e condizioni di forte sofferenza psicologica vengono segnalati con crescente frequenza all’interno dei Centri per Rimpatrio. “È questo orrore quotidiano, che io definisco una drammatica normalità, che caratterizza questi luoghi” commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Nicola Cocco, medico della Rete Mai più Lager – No ai CPR e di SIMM, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni “Ci tengo a far emergere il discorso della normalizzazione che è una delle dinamiche più pericolose che riguarda i luoghi di sofferenza e di violenza istituzionale che sono diventati i CPR. Cioè: per chi lavora all’interno del CPR, per chi si occupa della sicurezza, ma anche della salute; la sofferenza di queste persone, la mancanza di una prospettiva di vita di queste persone è diventata talmente normale che anche solo dai pochi secondi dei video che noi abbiamo messo sulla nostra pagina Facebook, potete notare come sia quasi una routine la persona che cerca di impiccarsi, la persona che viene trasportata di corsa sulla barella perché si è tagliato, la persona che viene trasportata di corsa su una sedia a rotelle perché si è fatto male. E questa è la normalizzazione di un ambiente violento che è quanto di più pericoloso possa esistere in un contesto sociale”. La detenzione amministrativa prolungata (fino a 18 mesi) incide profondamente sulla salute mentale e fisica, studi internazionali infatti mostrano come all’aumentare del tempo di trattenimento crescano anche i disturbi psicologici. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Nicola Cocco, medico della rete Mai più Lager – No ai CPR e della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni con una lunga esperienza come medico nelle carceri e nel CPR. Ascolta o scarica.
March 31, 2026
Radio Onda d`Urto
[Ora di buco] Interrogare Valditara (1/2: trasmissione intera)
Parliamo dell'interrogazione (parlamentare) a Valditara del fratelloditalia Rampelli che segnala oltre 40 scuole (per lo più romane) che a suo dire non hanno celebrato la giornata del ricordo. Qui l'interrogazione. Le riflessioni di un compagno del CUB da Radio Grad sulla vicenda. L'intervento telepaticamente tempestivo dell'USR Lazio che ha scritto una lettera in cui si chiede alle Dirigenti e ai Dirigenti di chiarire la propria posizione. L'obbligo, ovviamente, non esiste. La collega di Rampelli Francesca Tubetti ha invece presentato un emendamento al "Decreto sicurezza" che chiede la destituzione per alcuni docenti, indovinate chi. La telefonata di un ascoltatore che segnala le censure contro un attivista della Sumud Flotilla in alcune scuole di Roma e provincia. Riportiamo e commentiamo le parole di Valditara sui nuovi programmi per le scuole superiori, in arrivo. Alcune riflessioni su due episodi sconvolgenti: un alunno 13enne che ha accoltellato una docente in una scuola media in provincia di Bergamo e l'arresto di un 17enne che, da notizie fornite dalle forze dell'ordine, studiava un attentato nella sua scuola di Pescara, e che pare legato a un gruppo on line di suprematisti, razzisti. La violenza nella società, che filtra nella scuola; la risposta altrettanto militarizzata delle istituzioni. Corrispondenza con l'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio nazionale amianto, che presenta la rilevazione sulla presenza di amianto nelle scuole di Roma, iniziata nel 2008: segnala i 36 interventi di bonifica dall'amianto in comune e i 18 nella città metropolitana, l'assenza di fondi e di una mappatura completa; dai dati emersi (segnalazione di genitori, alunni, ditte lavori, sopralluoghi) si stimano 140 scuole nella provincia di Roma ancora da bonificare. Le sentenze vinte contro il Ministero dell'istruzione, i 200 casi di mesotelioma tra il personale docente e Ata.          
March 31, 2026
Radio Onda Rossa
Le ragioni della sottrazione di minori: i volti e i nomi delle vittime
Continuiamo a fare luce sul fenomeno delle sottrazioni in Italia. Oggi vorrei fare un quadro generale sulle cause di queste sottrazioni; parlerò di motivazioni ricorrenti, di prassi e di scollamento frequente fra i Tribunali ordinari e quelli dei minori. Ma parlerò soprattutto di nomi e di volti, volti che soffrono, nomi che avranno nella loro storia familiare per sempre impresso il segno di questo strappo. Citerò esclusivamente famiglie che hanno fornito esplicita autorizzazione e/o che hanno diffuso pubblicamente la loro storia affinché fosse portata alla consapevolezza dell’opinione pubblica. Ma andiamo al dunque: quali sono le ragioni di questi allontanamenti? Non mi soffermo qui sulla percentuale di sottrazioni legittima, quella cioè dove lo Stato allontana un minore dal proprio nucleo familiare perché qui subisce abusi e incuria gravi (circa il 20%). Mi concentrerò su tutte le altre circostanze (che stimerei intorno all’80%) in cui i professionisti che lavorano per le istituzioni si preoccupano – alla carta – di segnare una linea educativa migliore, di monitorare e garantire un percorso di “guarigione” da alcuni traumi passati, di migliorare il percorso di istruzione e apprendimento, di gestire alcune problematiche di salute e così via. Dai miei tanti anni di studi e di ricerche come giurista, meditatrice familiare e come consulente psicopedagogico su minori e famiglia, emergono delle situazioni ricorrenti.   Famiglie con qualche fragilità: economica, culturale, sociale, linguistica, sanitaria. Penso a Miriam, diplomatico del Vaticano proveniente dal Sudan e mamma di tre ragazzi, a cui circa un anno fa è stato portato via soltanto uno di loro, Amaretu. Lei lavora per il Vaticano, dove vive e usufruisce di una carta servizi, ha delle disponibilità economiche che le consentono di seguire suo figlio, di garantirgli una buona istruzione e di curarlo. Nello specifico, aveva percorsi di cura avviati presso il Bambin Gesù e il Policlinico Gemelli. Tutti i suoi figli sono iscritti a scuole parificate di prestigio. È stata accusata di non seguire adeguatamente il figlio portatore di spettro autistico, nonostante lei abbia le prove del percorso terapeutico in corso. La causa dell’allontanamento si ravvisa in un’incomprensione linguistica provocata dal tribunale stesso che non ha attivato le procedure per garantire una traduzione professionale a Miriam che non parla italiano. Io mi chiedo: si può sottrarre un figlio sulla base di un errore comprovato e/o per una falla amministrativa? Può avere senso un provvedimento che sottrae un figlio su tre, a riprova del fatto che le capacità genitoriali non sono messe in discussione? Come possiamo noi cittadini non considerare pretestuosa questa motivazione? Perché Amaretu non può tornare da sua madre e dai suoi fratelli?   Famiglie segnalate da varie figure (maestre, suore) per un disegno, un racconto, una situazione ambigua mai chiarita e mai accertata Si tratta di situazioni caratterizzate da un grave scollamento tra i due tribunali, quello per i Minorenni e quello ordinario, con decisioni contraddittorie. Il caso più paradossale è quello del genitore prosciolto o assolto in sede ordinaria, che si ritrova comunque privato della frequentazione dei figli perché il Tribunale per i Minorenni mantiene i propri provvedimenti restrittivi indipendentemente dall’esito dell’altro procedimento e il minore rimane intrappolato in un limbo istituzionale che può durare anni. Penso a Giada, il cui figlio di 8 anni, Diego, è stato prelevato dalla scuola e portato in una comunità. Il bambino la sera precedente aveva visto un film e aveva chiesto ai genitori di realizzare la stessa scena che capita ad un personaggio e di essere per gioco legato ad una sedia. Il bambino racconta l’episodio alla maestra e parte dalla scuola la segnalazione al Tribunale dei minorenni. Il Tribunale ordinario indaga e non trova alcun elemento di abuso o violenza verso questi genitori. Due anni dopo dal racconto, il Tribunale dei minori dispone la sottrazione del bambino con prelevamento forzato a scuola, all’insaputa dei genitori che vengono avvisati telefonicamente. Viene loro detto che non possano sapere neppure dove sia stato collocato. Quel mattino la mamma lo aveva accompagnato al pullmino come tutte le mattine, non sapendo che il loro rapporto sarebbe stato di lì a poco interrotto brutalmente.   Uomini che denunciano alle autorità o ai servizi sociali atteggiamenti ostruzionistici da parte della moglie/ex moglie. Penso a Gianluigi Matta di Torino, padre di una ormai ragazza, che ha subìto un lungo percorso di allontanamento dalla figura paterna. Sin dalla nascita della bambina, nel 2007, la madre nonché moglie di Gianluigi non gli consente di avere una relazione libera con la figlia, con cui coabitava. La moglie arriva formalmente ad accusarlo di abuso sessuale e violenze psicologiche e fisiche e a descriverlo come un padre inadeguato e pericoloso. Il padre viene così allontanato dalla figlia e costretto a incontrarla in uno spazio protetto per cinque anni. I servizi sociali hanno poi avviato l’iter volto alla sottrazione della bambina dal nucleo familiare per trasferirla in una casa famiglia. Il padre, terrorizzato da questa possibilità, propone e riesce a farla dare in affidamento alla zia paterna, ma ben presto anche lei matura condotte alienanti sia per via di un carattere a sua volta possessivo e manipolatorio, sia a seguito di possibili legami poco trasparenti con i servizi sociali di Chivasso. La zia della bambina, oggi ragazza, le ha impedito di avere un rapporto normale con suo padre e con i nonni, sia materni sia paterni. Nonostante il tribunale ordinario abbia assolto l’uomo da tutte le accuse, la Corte d’Appello di Torino abbia dato l’ok agli incontri padre-figlia e la Commissione Parlamentare di indagine sugli Affidi abbia denunciato le irregolarità dell’intera pratica, non è stato mai predisposto un percorso di riavvicinamento tra loro. La ragazza, ancora oggi ha difficoltà evidenti anche a pronunciare la parola “papà”. Chi la risarcirà dalla privazione di un padre vivo?   Conflittualità tra marito e moglie uniti o in via di separazione Il nostro Paese, anziché accogliere e promuovere percorsi di mediazione familiare a supporto delle coppie in difficoltà nella gestione della loro relazione o del drammatico percorso della separazione, preferisce inasprire il conflitto deviandolo verso separazioni conflittuali che durano anni, o in alcuni casi addirittura allontanando i minori dal loro nido. Penso a Valeria De Luca, signora di Rosciano (PE), a cui sono stati sottratti due figli, con modalità violente: si sono presentati in casa sua ben 17 carabinieri, alcuni in uniforme da lavoro. Qui, appurate le resistenze dei due minori a lasciare la casa, la madre è stata immobilizzata e sottoposta ad un trattamento violento e degradante, usato con i criminali per impedire loro la fuga o l’aggressione, con una pressione sulla vescica che l’ha costretta ad urinarsi addosso. I carabinieri l’hanno scortata persino in bagno, mentre cercava di provvedere al recupero di una forma dignitosa. L’operazione di sottrazione è stata gestita dalla Cooperativa Orizzonte e dai servizi sociali di Rosciano. Da allora, per lunghi 5 mesi, la madre non ha visto né sentito i figli, ed è riuscita finalmente a “rivederli” in un incontro in videochiamata, con un tempo a scadenza e in un luogo protetto. La convivenza tra i due genitori si è frattanto interrotta, ma i ragazzi continuano a vivere in un istituto: possiamo sapere perché?   Donne vittime di violenza in codice rosso Quante volte, donne che si rivolgono alle istituzioni per essere aiutate a gestire una situazione di violenza da parte del compagno, si ritrovano irretite nelle diaboliche maglie della sottrazione minorile? Troppe, decisamente troppe, per un Paese che si professa femminista e in prima linea per il supporto alle vittime di violenza domestica: pensiamo alle panchine rosse, alle serate tematiche e ai cartelloni pubblicitari. Eppure… la realtà appare ben diversa. Penso a Veronika che dopo aver denunciato alle autorità i maltrattamenti e le violenze da parte del marito su di sé e sulle figlie, Emily e Alissa, ha subìto anche l’allontanamento di queste ultime dalla loro casa, allo scopo dichiarato di aiutarle a superare tutti i traumi subiti. Uno scopo curativo e rieducativo, dunque, per il quale le istituzioni si arrogano il diritto di sradicare le persone dal loro nido, dal loro ambiente e dalla propria madre? Di cosa parliamo? Poi fra qualche anno qualcuno dovrà invece curarle anche da questo trauma, o quelli provocati dalle istituzioni non sono mai tali? Attualmente il marito ha una nuova relazione e un altro figlio e la madre si trova da sola. Non meno importante: al momento della sottrazione, le due bambine sono state portate via con la violenza, la più grande in manette, come un assassino colto nell’atto stesso di uccidere. Non è forse previsto per legge che quando i minori si rifiutano di allontanarsi, si debba tornare dal giudice a discutere la questione? Lasciatemi dire che ammanettare una ragazzina è un atto estremo di inciviltà e disumanità. Qualcuno può dirmi che sbaglio?   Famiglie che impartiscono, con metodi legittimi, un’educazione diversa da quella dominante. Pur non sostenendo alcun partito politico, ci tengo a precisare che questa circostanza nulla c’entra il decreto Caivano (d.l. 15 settembre 2023, n. 123, convertito in legge il 13 novembre 2023) che nasce da un caso di criminalità minorile — gli stupri di gruppo a Caivano, in provincia di Napoli — e che ha come obiettivo dichiarato il contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile. Qui parliamo di famiglie che seguono e curano i figli, adempiendo ai loro obblighi sostanziali, anche se lo fanno attraverso metodi diversi da quelli dominanti, mentre il decreto punisce genitori che non prevedono affatto percorsi di istruzione e cura, seppure alternativi. Come non parlare di loro, Nathan e Catherine e dei loro tre figli, Bluebell, Utopia Rose e Galorian, entrati ormai a ragione nel cuore di tanti di noi. A novembre scorso sono stati loro sottratti i tre figli a causa del loro di stile autonomo e realmente ecologico, e per la loro scelta di impartire un’istruzione parentale alla figlia di 8 anni, dacché i gemelli non avevano ancora iniziato il ciclo scolastico obbligatorio. Ricordiamo che l’istruzione parentale è legittima in Italia, nonostante loro ne svolgessero una forma particolare e minoritaria: l’unschooling, un approccio educativo autodiretto e naturale. Questi bambini leggevano ogni sera, conoscevano due lingue, seppure l’italiano in modo meno spontaneo dell’inglese che è la lingua madre dei genitori, conoscevano le materie prime, i processi di lavorazione dei materiali e della terra, i cicli della natura, l’allevamento degli animali, e avevano così acquisito molteplici abilità utili all’indipendenza futura. Venivano educati al rispetto, alla cura dei propri spazi, alla condivisione, alla gioia e a dire sempre il vero. Ma soprattutto avevano una casa, l’amore e una famiglia unita, sicura, protettiva. Oggi i bambini mostrano gli effetti del trauma da sradicamento dalla loro casa e dai loro animali, dalla convivenza con il loro padre, e oggi dall’allontanamento forzato dalla madre, che si trovava nei primi mesi costretta a stare nella casa famiglia di Vasto per stare accanto ai figli, seppure tenuta ad abitare in un piano diverso della casa. Come ampiamente prevedibile la donna è stata, infine, allontanata, e le motivazioni dell’ordinanza sono a mio avviso ridicole: si enunciano normali reazioni di una donna solida, forte e protettiva con i figli, nonché di una madre che versa in una situazione psicologica estrema. Ma soprattutto si enumerano tutte le conseguenze dello sradicamento stesso: la donna prima era serena e i bambini non erano aggressivi. Lo sono diventati a seguito dell’azione dello Stato e ora queste stesse conseguenze diventano a loro volta la causa della rottura del loro rapporto primario con la madre? Ma che Paese è mai questo? Rientra in questo ambito anche il caso di Harald Leo Valentin e di sua moglie Nadia (Nadzeya Paulovic), una coppia residente a Caprese Michelangelo (Arezzo), i cui due figli di 4 e 8 anni, Liam e Nathan, sono stati sottratti dai servizi sociali di San Sepolcro e da circa 10 agenti armati e in tenuta antisommossa, il 16 ottobre 2025. L’impianto di videosorveglianza mostra il bambino più piccolo, Liam, gridare “No! Via via!! Aiuto!!” ed essere trascinato in pigiama e senza ciabatte. La mamma riferisce che l’assistente sociale, in casa, le avrebbe detto di tacere altrimenti non avrebbe più rivisto i figli. Oggi la suddetta è stata incaricata del ruolo di giudice onorario. Le cause della sottrazione risiedono nell’assenza di scolarizzazione convenzionale (homeschooling non adeguato), nel mancato rispetto delle vaccinazioni obbligatorie che nel nostro Paese espongono i genitori al massimo a multe o difficoltà nella frequenza scolastica tradizionale ma in alcun caso possono portare alla sottrazione di minori, e la presunta appartenenza a quella che dalle istituzioni viene definita una setta (“Noi è, io sono”) che conta migliaia di iscritti e che si fonda sui principi dell’autodeterminazione e dall’indipendenza dalle autorità statale. Pur non facendone parte, da giurista mi chiedo alcune cose: 1) Come differenziare l’aderenza a questa associazione e alle sue regole da chi professa alcune altre credenze religiose e non? 2) Esse sono un problema in sé o solamente quando gli adepti si allontanano dalle istituzioni e dalla relativa, sempre più asfissiante propaganda e corruzione? Ossia, se abbiamo una famiglia ben inserita nel sistema con credenze minoritarie solide andiamo comunque a mettere in crisi le loro capacità genitoriali? 3) L’inadeguatezza genitoriale non deve manifestarsi in fatti concreti o va presunta? Ad esempio, per considerare non rispettato l’obbligo di cura non dovremmo avere prove di bambini malati e/o trasandati o è sufficiente non avere l’abbonamento fisso al pediatra di Stato? 4) In che modo lo sradicamento coatto e la deprivazione familiare andrà a favore dello sviluppo armonico di questi bambini? Secondo quali teorie psicopedagogiche questo sarebbe meno grave della crescita con i loro genitori, pur con le loro imperfezioni come quelle di tutti noi? 5) I bambini – che erano sani – erano in pericolo di vita al punto da non poter neppure riferire ai genitori dove siano stati collocati oppure siamo solo dinanzi ad un brutale atto intimidatorio? Eppure parliamo di genitori che persino dinanzi al rapimento istituzionalizzato dei figli, e dunque ad una situazione psicologica estrema, non hanno reagito, né continuano a reagire con la violenza. Qualcuno può darci delle risposte su dove siano questi bambini e come stiano, o costringere chi di dovere a darcele?   Vittime causali dove non è possibile tracciare una linea precisa Ci sono poi vittime casuali del sistema. Penso alla confessione della ex assistente sociale a Bibbiano, Cinzia Magnarelli, che ha dichiarato in sede processuale di aver falsificato le documentazioni, mentendo su case fatiscenti, disordinate e piene di muffa, e su atteggiamenti dei bambini sessualizzati, dichiarazioni false che hanno portato a sottrazioni illecite di minori. La professionista ha motivato tutto questo con la pressione subìta dai propri superiori, atmosfera molesta e violenta a cui riferisce di essere sottoposta da tempo e a cui, a suo dire, aveva cominciato a fare l’abitudine. Tutto questo non è residuale né mai potrebbe esserlo, ma è segno di fenomeni ben collaudati e ben estesi all’interno delle istituzioni. Tutte storie diverse ma con un filo conduttore in comune: tutto avviene molto spesso saltando in tronco una serie infinita di norme sia sostanziali sia procedurali e andando, senza prova alcuna, ma solo con in tasca alcuni giudizi e pregiudizi sulle personalità coinvolte, a distruggere per sempre la vita dei bambini che capitano in queste maglie. Mi rivolgo ai cittadini che leggono, che sono convinti che i bambini una volta condotti in questi luoghi entrino in un magico mondo fatato e che pensano che in Italia tutto avvenga solo in casi di particolare inettitudine genitoriale. Si può essere anche d’accordo con le sottrazioni, purché nel piatto si metta tutto e non ci si convinca di essere davanti a qualcosa di molto diverso da quello che è. Sicuramente ci sono poi alcuni casi in cui la sottrazione è lecita, ma questi casi sono, a loro volta, danneggiati essi stessi da tutto ciò che ne ha preso le forme, essendo però tutt’altro. Io capisco che sia una realtà piuttosto dura da accettare e credere possibile, e che tutto sommato sia molto più semplice pensare che capiti solo a chi lo ha meritato, ma il fatto che per noi sia una realtà più dolce da digerire non la renderà vera. Qui ci sono vittime dello Stato reali, da anni. Ma ad essere coinvolti non sono solo i nomi che vi ho detto né gli altri 30.000, no, sono i nomi dei nostri figli, perché tutti questi bambini sono nostri figli. Nel dramma, che porto con me da tanto tempo, devo pensare che il caso di Palmoli sia stato benefico perché sta portando all’attenzione di tanti ciò che accade in quelle lande e sta mettendo in contatto tante persone e realtà tra loro. Ne uscirà qualcosa di buono, lo sento. Questo è il momento della rivelazione.   “All’universo non piacciono i segreti. Cospira per rivelare le verità, per portarvi a conoscerle.” -Lisa Unger- Rosanna Pierleoni
March 27, 2026
Pressenza
L’atto rivoluzionario e la morale borghese del potere
In un’intervista rilasciata alcuni anni fa al Corriere di Romagna, in occasione della presentazione del suo ultimo romanzo “Lascia che il mare entri”, Barbara Balzerani – scrittrice ed ex militante delle Brigate Rosse: scelta che le costò trent’anni di carcere senza mai pentirsi – disse: «Il vincitore, oltre alla resa, […] L'articolo L’atto rivoluzionario e la morale borghese del potere su Contropiano.
March 22, 2026
Contropiano