Tag - violenza

Soggetti pericolosi
Nella manifestazione di oggi c’erano pericolosi soggetti col volto coperto. Meno male che c’erano anche dei ragazzi che si baciavano. L'articolo Soggetti pericolosi su Contropiano.
October 30, 2026
Contropiano
Lavoricidio 2026: a oggi 1200 morti
Una lettera aperta ai giovani nelle piazze di Carlo Soricelli (*). A seguire l’aggiornamento delle tragiche statistiche e una riflessione sul prezioso lavoro di Chiara Gribaudo. Lettera di un «nonno» ai giovani manifestanti sulla situazione dei morti sul lavoro (aggiornata a questa mattina: nel 2026 si sono superati i 1200 morti). Superati, con gli 8 di ieri i 1200 morti
October 28, 2026
La Bottega del Barbieri
Dissenso e obbedienza, violenza e diritti negati
Due articoli ripresi da Osservatorio Repressione e da laviniamarchetti.substack.com. A seguire una nota della Bottega. Da isolare sono le politiche securitarie del governo, le brutalità e il razzismo delle forze dell’ordine, la narrazione tossica dei media che criminalizza poveri, migranti e movimenti sociali. «Isolare i violenti». È la formula che ritorna puntualmente dopo ogni manifestazione attraversata dal conflitto. La pronunciano
October 26, 2026
La Bottega del Barbieri
Dov’è la violenza
La ferma condanna degli episodi di violenza e saccheggio durante le grandi manifestazioni studentesche di quest’ottobre 2026, più che scontata, suona soprattutto ipocrita quando viene dai palazzi del potere politico. Con quale contorsione semantica coloro che stanno investendo sulle armi da guerra e che le forniscono ai belligeranti, possono deprecare degli episodi di violenza e devastazione che sono un semplice granello nei confronti delle montagne di morti e macerie cui hanno lautamente contribuito e continuano a contribuire? Gli slogan e i cartelli della protesta sono inequivocabili: “soldi per scuole e ospedali stop spese militari”, “non saremo la vostra carne da macello”, “disertiamo la guerra”. Gli studenti, i giovani si stanno ribellando ad un sistema che chiude loro ogni prospettiva. Si sentono nella disperazione e nell’ansia, perché di fronte e attorno a loro vedono soltanto la precarietà, nello studio e nel lavoro, ma anche nella difficoltà ad immaginarsi un futuro che non assomigli ad un incubo. Una generazione depredata dai sogni? Tranquilli, non ancora, e lo dimostra la grande partecipazione a questi cortei, la loro creatività e la voglia di ribellarsi a un sistema che taglia ogni orizzonte. Cosa c’è davanti ai loro occhi, davanti a tutti gli occhi? Il cataclisma climatico?  La guerra nucleare? La dittatura dell’intelligenza artificiale? Penso sia naturale che i giovani siano arrabbiati, che sia sano che reagiscano umanamente e che protestino con forza. Se talvolta ciò avviene anche in modo distruttivo e violento, è soprattutto il segno di una forbice delle diseguaglianze divenuta insostenibile, oltre che l’indice di quanto sia diventata importante l’emulazione sui social. Un’altra variante determinante nel contesto attuale è infatti quella dei nuovi media, i così detti social, da faceboock, a istagram, a telegram, a tik tok e via dicendo. Sono nelle mani dei miliardari dell’alta tecnologia, che li usano per farsi una caterva di soldi con la pubblicità e cedendo dati sulle preferenze degli utenti. Eppure è soprattutto dentro la gabbia dei social che interagiscono le spinte giovanili al cambiamento della società. Siamo in tempi in cui la guerra viene combattuta in modo sempre più deresponsabilizzato, guidando un drone-killer come in un videogame, o delegando il bersaglio ad un algoritmo. Come se si volesse far credere che ci sono morti ammazzati ma non ci sono assassini. Siamo in tempi in cui il genocidio palestinese viene derubricato come situazione di tensione in medio-oriente. Risuona qualcosa? Esistono tanti tipi di violenza, alcuni chiari e concreti, altri nascosti, che restano sotto la soglia della visibilità. I ricatti sul lavoro, la scarsa sicurezza, la precarietà sono forme di violenza che sembrano invisibili, ma che agiscono distruttivamente su chi le subisce. Esiste poi una violenza strutturale, esercitata dal sistema economico-finanziario e da quello politico-militare: quella che può tagliarci la strada, dividerci, che può costringerci in povertà, portarci in guerra, perché la richiesta di diritti non è più contemplata e la libertà di dissenso potrebbe presto diventare carta straccia. Ci vogliono ancora altre prove per processare il premier dello stato di Israele e gli alti vertici per genocidio? Posso porre questa domanda senza essere accusato del reato di antisemitismo? “Occhio per occhio e il mondo diventa cieco”, diceva Gandhi. La cecità della violenza cammina a braccetto con la cecità dell’indifferenza e della sudditanza. Qualcuno forse preferirebbe dei giovani assuefatti alle droghe tecnologiche, inebetiti dagli schermi, ma quelle ragazze e ragazzi che disertano le lezioni per protestare insieme dimostrano che non è così, o almeno non solo così. Gli episodi di violenza e distruzione, minoritari ma presenti tra i manifestanti e, ancor più, i saccheggi dei gruppi di giovanissimi, dovrebbero essere presi per quello che sono, ovvero un campanello d’allarme. Sono il sintomo di una profonda malattia della società, intrappolata tra un progresso senza limiti e una relazionalità ancora troppo vicina all’età della pietra. Un buon medico si darebbe da fare per alleviare i sintomi e, soprattutto, per curare la malattia. Ovvero, trasformare la società. Chissà, forse saranno loro, i primi medici scalzi, curatori della natura, curatori della società. Carlo Bellisai
October 25, 2026
Pressenza
In piazza nonostante la violenza di stato
Dobbiamo ringraziare le decine e decine di migliaia di giovani che hanno manifestato in tutto il paese, sfidando le minacce, le intimidazioni e la caccia alle streghe del governo, tutte rilanciate da un sistema mediatico sempre più indecente. Non era scontato che ci fosse una così grande mobilitazione, chi è […] L'articolo In piazza nonostante la violenza di stato su Contropiano.
October 25, 2026
Contropiano
20-25-28 NOV 2026 – In tutta Italia la settimana degli stati generali dell’autodeterminazione
In uno scenario sempre più drammatico di guerra, riarmo e fascismo che avanza, i movimenti antiscelta convocano i loro stati generali della natalità per il 25 e 26 novembre, sovrapponendosi alla giornata di lotta contro la violenza di genere e mostrando più chiaramente che mai quanto hanno paura dell’autoderminazione e della sovversione dell’ordine patriarcale messe in campo dai movimenti femministi e transfemministi. Tutta la campagna elettorale del resto si sta giocando sui corpi delle donne, delle persone trans, giovani e razzializzate. Ci chiedono più figli ma ci restituiscono lavori da fame e solitudine e ci scaricano addosso il peso di un welfare massacrato. Si fingono paladini contro la violenza ma normalizzano la violenza sessuale, cancellano i femminicidi e riproducono continuamente violenza transfobica e vittimizzazione secondaria contro tuttx noi. Odiano l’infanzia e per questo vietano l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Pensano di poter usare i nostri corpi per giustificare il razzismo istituzionale e l’odio sociale. Si accaniscono contro Ix adolescentx che si organizzano per reclamare futuro e costruiscono ad hoc la figura del maranza come nemico pubblico numero uno. Parlano di una sicurezza che non somiglia affatto a quella che ci serve e che sappiamo costruire nelle nostre reti di sorellanza. Niente di tutto questo ci stupisce né ci coglie impreparate. Odiano la vita. Chiedono più figli per la nazione. SPAZZIAMOLI VIA CON LA MAREA! QUEST’ANNO PER LA MOBILITAZIONE DEL 25N CI PRENDIAMO TUTTA LA SETTIMANA: DAL 20 AL 28, LANCIAMO GLI STATI GENERALI DELL’ AUTODETERMINAZIONE! Costruiamo insieme la mappa dell’occupazione transfemminista dello spazio pubblico. Iniziamo il 20, con il TDOR e le mobilitazioni studentesche, proseguiamo il 25 a Roma e in tutte le città con azioni territoriali diffuse ed ESONDIAMO TUTTX INSIEME IL 28, A ROMA, IN CORTEO NAZIONALE. Sulle nostre pagine troverai tutti gli aggiornamenti e info sulla mobilitazione. Se vuoi partecipare alla costruzione della settimana scrivici nelle nostre pagine nazionali e locali o partecipa alle assemblee sui territori! FACCIAMO SALIRE LA MAREA!
October 24, 2026
Non Una Di Meno