
Scandalo ambientale WTE, confermata in appello la condanna a un anno e quattro mesi per Giustacchini
Pressenza - Wednesday, October 7, 2026È arrivata anche in appello la conferma della condanna per Giuseppe Giustacchini e per la Wte, l’azienda di Calvisano, Quinzano e Calcinato finita al centro della maxi inchiesta sulla gestione dei fanghi utilizzati come fertilizzanti. La Corte d’Appello di Brescia, presieduta da Ciro Iacomino, ha confermato l’esito del giudizio abbreviato di primo grado.
Per l’imprenditore, 56 anni, resta la condanna a un anno e quattro mesi, con pena sospesa, oltre all’obbligo di ripristinare le condizioni di salubrità dei terreni e alla revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività d’impresa. Confermate anche le pesanti conseguenze per la società, condannata ai sensi della legge 231 e destinata alla chiusura, oltre ai sequestri milionari, alla multa da 77mila euro e ai risarcimenti.
Riconosciute anche le provvisionali da 5mila euro ciascuna in favore dei Comuni di Lonato, Visano e Calvisano, delle Province di Brescia e Cremona e del Comitato Cittadini di Calcinato Acqua Pubblica.
Al centro del procedimento ci sono le contestazioni relative alla gestione dei fanghi tra il 2018 e il 2019. Secondo l’accusa, circa 150mila tonnellate di materiale contenente metalli pesanti e idrocarburi sarebbero state distribuite sui terreni di 78 Comuni tra Lombardia e Piemonte, presentandole come fertilizzanti attraverso una modifica dell’etichettatura.
Nel processo di primo grado la gup Angela Corvi aveva ritenuto Giustacchini al centro di un traffico illecito di rifiuti che, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe generato profitti per circa 12 milioni di euro. In appello, il sostituto procuratore generale Umberto Vallerin ha sostenuto la solidità dell’impianto accusatorio, arrivando a sottolineare che avrebbe chiesto una pena più alta se ne avesse avuto la possibilità.
La difesa ha invece continuato a contestare la ricostruzione, sostenendo che la Wte non avrebbe distribuito materiale tossico e che non ci sarebbe stato un guadagno di 12 milioni di euro. L’avvocato Luca Patti ha inoltre posto l’accento sulla complessità della normativa e sulla qualificazione giuridica dei materiali come rifiuti.
Giustacchini non era presente in aula al momento della lettura della sentenza.
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