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25 APRILE – 1 MAGGIO – 28 MAGGIO 2026: “LOTTIAMO ADESSO”. COMUNICATO DELLE REALTA’ DI MOVIMENTO E DI BASE A BRESCIA.
Il comunicato di Csa Magazzino 47, Diritti per Tutti, Collettivo Onda Studentesca, Cobas e Cub Brescia per le mobilitazioni tra 25 Aprile, 1 Maggio e 28 Maggio 2026: “25 Aprile – 01 Maggio – 28 Maggio 2026 | BRESCIA Contro guerre, fascismo e sfruttamento, per la giustizia sociale. LOTTIAMO ADESSO Viviamo in un presente segnato da guerre, genocidi e derive autoritarie, l’ordine globale e il sistema capitalista vacillano nell’instabilità e nella crisi e il prezzo viene scaricato sulla pelle di chi lavora, di chi vive già in condizioni di marginalità e sul pianeta. Lo sfruttamento si intensifica, il lavoro diventa sempre più precario e povero, la crisi ecologica accelera in nome del profitto e i piani imperialisti e coloniali degli Stati-nazione minacciano sempre più i popoli. Davanti a questa devastazione, il tempo di lottare è adesso. Dobbiamo costruire una lotta internazionalista che sappia intrecciare le resistenze dal basso contro i nazionalismi, il razzismo e il patriarcato. L’unica vera sicurezza è quella che nasce dalla giustizia sociale e dalla dignità della vita. Diritto alla casa, al reddito, alla sanità, all’istruzione, ai trasporti pubblici e libertà di movimento per chiunque. Ecologia sociale che metta fine alla violenza e allo sfruttamento capitalistico delle nostre vite e del pianeta. Vogliamo un mondo dove sia difesa l’autodeterminazione dei popoli e promossa la convivenza pacifica. Legando le rivendicazioni di oggi alla resistenza e all’eredità delle lotte del passato, invitiamo a partecipare ai cortei del 25 aprile, del 1 maggio e del 28 maggio, anniversario della strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia del 1974, continuando a resistere ai fascismi di oggi. Con Renata nel cuore. Sabato 25 Aprile 81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo Corteo insieme a Coordinamento Palestina di Brescia ore 16.00 – P.le Cesare Battisti Venerdì 01 Maggio Giornata internazionale dei lavoratori e delle lavoratrici Corteo ore 9.00 – P.zza Garibaldi Giovedì 28 Maggio 52° anniversario della Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia Corteo antifascista ore 9.00 – P.le Cesare Battisti C.S.A. Magazzino 47 – Associazione Diritti per tutti – Collettivo Onda Studentesca – Confederazione Cobas Brescia – Confederazione Unitaria di Base Brescia”
April 23, 2026
Radio Onda d`Urto
25 APRILE: A BRESCIA CORTEO “PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA E DI TUTTI I POPOLI OPPRESSI”
Sabato 25 aprile 2026, il Coordinamento Palestina di Brescia in corteo per l’81esimo anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. “I valori partigiani della Resistenza restano un punto di riferimento per tutte le lotte, da quelle partigiane nel 1943-1945 in Italia a quella della Palestina, ancora oggi sotto il tallone dell’occupazione israeliana, con l’attività complicità Usa e occidentale. Contro il genocidio in Palestina e i massacri in Libano, contro l’aggressione israeloUsa all’Iran e un mondi in fiamme. Continuiamo a mobilitarci per conquistare la rossa Primavera…da ogni fiume a ogni mare, Palestina Libera! Ritrovo ore 16.00 alla fermata metro San Faustino; da lì, in corteo, raggiungeremo la mobilitazione antifascista del quartiere popolare e ribelle del Carmine, per il 25 Aprile 2026.
April 22, 2026
Radio Onda d`Urto
GUERRE, ARMI E AMBIENTE. A BRESCIA IL SEMINARIO ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE MICHELETTI
“Guerre, armi e ambiente. Difendere la pace, salvare il pianeta”. E’ questo il titolo del seminario in programma mercoledì 22 aprile 2026 presso la sede della Fondazione Micheletti di Brescia, in via Cairoli 9.  Un pomeriggio di approfondimento – dalle ore 14.30 alle ore 17.30 – presso la sala di lettura della Fondazione con le comunicazioni di Mariam Ahamad, Emanuele Leonardi, Marino Ruzzenenti, Enzo Ferrara e Pirous Fateh-Moghadam a tema guerra e l’impatto su ambiente e interi popoli (in fondo all’articolo locandina e programma completo). Come spiega lo storico ambientale Marino Ruzzenenti ai microfoni di Radio Onda d’Urto, le guerre “oltre ai danni che provocano immediatamente cioè i morti, i feriti, i bombardamenti, lasciano un’eredità pesantissima che è destinata a durare per decenni su quei territori, in termini di invivibilità, di danni all’ambiente, danni di dispersione di inquinanti di ogni genere da metalli pesanti a gas tossici, a polveri, a diossine, PCB, polveri di amianto.” Ruzzenenti sintetizza con questa premessa l’importanza di riflettere sulla correlazione tra guerra, armi e ambiente, con le conseguenti implicazioni, che saranno al centro del seminario in programma domani, mercoledì, a Brescia. “E’ un aspetto che viene spesso sottovalutato”, sottolinea Ruzzenenti. “Tutti questi danni rendono invivibile quei territori perchè tutto questo inquinamento significa provocare danni alla salute a tutti coloro che dovranno ricostruirsi una vita. Per di più il nesso tra guerra ed ambiente è tremendo perchè è chiaro che nel momento in cui si fa la guerra non solo si investono risorse per gli armamenti come sta avvenendo in tutto l’occidente e anche nel mondo ma queste risorse non possono e non vengono investite per affrontare la vera e grande crisi che attende l’umanità che è la crisi ecologica e la crisi sociale connessa con la crisi ecologica”. L’intervista completa allo storico dell’ambiente e collaboratore della Fondazione Micheletti Marino Ruzzenenti, per presentare il seminario “Guerre, armi e ambiente”. Ascolta o scarica.   Il Programma 22 aprile ore 14 e 30 – 17 e 30, sala di lettura della Fondazione Luigi Micheletti, via Cairoli 9, Brescia. Coordina i lavori Davide Caselli. Comunicazioni di 15-20 minuti: * Le grandi mobilitazioni per la Palestina, Mariam Ahmad Dai movimenti per il clima del 2019 a quelli recenti per la Palestina, Emanuele Leonardi Verso un mondo post-occidentale, Marino Ruzzenenti Il peso ambientale delle armi, “merci oscene”, Enzo Ferrara Il danno alla salute delle guerre, a Gaza e non solo, Pirous Fateh-Moghadam Al termine previsto un momento conviviale. L’avvento di Trump sembra stia mettendo in discussione in Occidente la narrazione consolidatasi negli ultimi trent’anni: la globalizzazione neoliberista è vincente e destinata a sconfiggere gli stati del terrore e le autocrazie conseguendo l’uniformazione al modello occidentale, fondato sul libero mercato, i diritti individuali, la democrazia. Questo ottimismo, inoltre, è messo a dura prova dagli orrendi crimini contro l’umanità perpetuati da Israele a Gaza, con il sostegno di buona parte dell’Occidente, nonché dall’illegale aggressione all’Iran da parte degli Usa e di Israele, e infine dalla guerra “alle porte di casa” tra Russia e Ucraina, tutt’ora in corso, che minaccia di scatenare un conflitto mondiale nucleare. In verità, studiosi più attenti, da diversi versanti ideologici, da tempo stanno mettendo radicalmente in discussione questa narrazione: John Mearsheimer, La grande illusione. Perché la democrazia liberale non può cambiare il mondo, Luiss University Press, Roma 2019; F. Cardini, La deriva dell’Occidente, Laterza, Roma-Bari 2023; E. Todd, La sconfitta dell’Occidente, Fazi, Roma 2024; A. Colombo, Il suicidio della pace. Perché l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024), Raffaello Cortina, Milano 2025. Dunque, forse, staremmo transitando verso un mondo post-occidentale, del tutto nuovo rispetto a cinque secoli di storia in cui il dominio del sistema economia mondo capitalistico (I. Wallerstein; S. Arrighi) è appartenuto sempre ad una potenza occidentale (Spagna, Paesi Bassi, Inghilterra, Stati Uniti). Potrebbe affermarsi, per la prima volta nella modernità, un mondo multipolare, senza alcuna potenza dominante ed egemone, come sembrano auspicare i BRICS, un nuovo mondo che affida davvero e concordemente a istituzioni internazionali condivise il compito di derimere i conflitti tra le nazioni, sapendo che, in ogni caso, le grandi sfide della crisi ecologica e sociale rimangono del tutto aperte e richiedono un impegno comune. In questo contesto complesso e in continua evoluzione vano visti con grande preoccupazione la corsa agli armamenti decisa dall’Ue, nonché il conseguente accantonamento dei pur timidi propositi di affrontare la crisi ecologica con il Green Deal o e i fallimenti delle ultime Cop convocate per la crisi climatica. Un focus particolare intendiamo dedicare alla Palestina, sia per valorizzare le recenti mobilitazioni giovanili, sia perché si tratta di un caso esemplare del rapporto perverso tra guerra e crisi ambientale: oltre alle tante vittime umane, quasi tutte civili, causate dalla criminale aggressione di Israele a Gaza, quei territori sono stati resi invivibili dalle distruzioni e dagli inquinanti dispersi in ambiente a seguito dei bombardamenti; a ciò si aggiungerebbe il paradosso di una ricostruzione affidata ai Petrostati del Golfo (gli stessi che hanno fatto fallire le Cop impedendo che si potessero anche solo citare i fossili) e con la regia degli Usa che l’ultima Cop l’hanno addirittura disertata. Il seminario, dunque, ha lo scopo di approfondire questi temi per rilanciare una prospettiva di pace, unica condizione per affrontare sia la crisi ecologica, che la crisi sociale, ambedue aggravate dai trent’anni di egemonia neoliberale. I materiali prodotti potrebbero poi essere raccolti in un dossier da pubblicare su “Altronovecento”. Brevi bio dei partecipanti: * Davide Caselli, professore associato di Sociologia dell’ambiente e del territorio (GSPS-08/B) e insegna Culture urbane e Sociologia del territorio e comunicazione ambientale al Corso di laurea triennale di Scienze della comunicazione e Welfare locale e istituzioni culturali al Corso di laurea magistrale in Valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale presso il Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bergamo. I suoi principali interessi di ricerca riguardano le politiche sociali, il lavoro sociale, il ruolo di esperti ed expertise nelle società contemporanee e i processi di finanziarizzazione. Su questi temi ha pubblicato il libro, Esperti. Come studiarli e perché (il Mulino, 2020) e diversi articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali. * Mariam Ahmad, 26 anni, Palestinese nata e cresciuta a Brescia, studentessa di sistemi agricoli sostenibili presso l’università degli studi di Brescia. Giovane attivista da sempre impegnata nella causa palestinese. * Emanuele Leonardi, Professore Associato presso l’Università di Bologna dal 2024, svolge le sue attività nell’ambito della sociologia economica. Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare all’ecologia politica, all’ambientalismo operaio e ai movimenti per la giustizia climatica. Attualmente incentra la sua ricerca sui temi della Transizione Giusta, in particolare nel contesto dei progetti PRIN ‘Just Transition in the Factory’ e PRIN PNRR ‘Digital Food and Just Transition’. Suoi articoli sono ospitati in riviste prestigiose quali “Ecological Economics”, “Globalizations, Sustainability: Science, Practice and Policy”, “Sociologia del Lavoro”, e “Partecipazione e Conflitto”. Per l’editore Orthotes ha pubblicato Lavoro Natura Valore. André Gorz tra marxismo e decrescita (2017) e L’era della giustizia climatica (2023 – con Paola Imperatore). * Marino Ruzzenenti, responsabile del Centro di storia dell’ambiente della Fondazione Luigi Micheletti, ultimo testo in uscita per Altreconomia, La fine dell’Occidente? Cinque secoli di dominio del mondo al capolinea. * Enzo Ferrara, chimico ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica-INRIM e presidente del Centro Studi per la pace dedicato a Domenico Sereno Regis (Torino), Direttore del Gruppo di Redazione di “Medicina Democratica”, socio della cooperativa “Epidemiologia & Prevenzione”, redattore e collaboratore delle riviste “Gli Asini”, “Altronovecento”, “Vision For Sustainability e Close Encounters in War”. * Pirous Fateh-Moghadam, laureato in medicina e specializzato in Igiene e Medicina preventiva presso l’Università di Bologna, con master universitario di II livello in Epidemiologia Applicata presso l’Istituto superiore di sanità/Università Tor Vergata di Roma. Lavora presso il Dipartimento di Prevenzione dell’Asuit di Trento. I suoi interessi professionali maggiori sono il monitoraggio della salute e dei fattori che la determinano ponendo attenzione anche alle disuguaglianze sociali nella salute, alle relazioni tra salute e sostenibilità ambientale e all’impatto sulla salute di guerra e militarismo. Coordina il gruppo di lavoro di promozione della pace dell’Associazione Italiana di Epidemiologia ed è l’autore di Guerra o salute, Il Pensiero Scientifico Editore, 2023.
April 21, 2026
Radio Onda d`Urto
Avanzi di Castelletti
Una città “virtuosa” Il Comune di Brescia chiude il 2025 con conti in ordine e un avanzo di oltre 110 milioni di euro. La narrazione è quella della solidità, della prudenza, della buona amministrazione. Ma la questione vera resta un’altra: a chi serve questa virtù? Il segreto dei conti: A2A […] L'articolo Avanzi di Castelletti su Contropiano.
April 21, 2026
Contropiano
Ecatombe silenziosa: 21 morti di lavoro in 4 giorni
di Carlo Soricelli (*). A seguire tre link di Radio Onda d’Urto. L’Italia è un bollettino di guerra Non è più un’emergenza, è una mattanza. I numeri del 2026 ci restituiscono una realtà agghiacciante: in soli quattro giorni abbiamo pianto 21 vittime. Superata la soglia dei 400 morti complessivi dall’inizio dell’anno, di cui ben 299 avvenuti direttamente sui luoghi di lavoro.
BRESCIA: DOMENICA TORNA LA BIBLIOTECA VIVENTE DI MEDICI SENZA FRONTIERE
Domenica 19 aprile alle ore 15.00 a Palazzo Averoldi, contrada Santa Croce 38 a Brescia, torna “La Biblioteca Vivente – I libri che prendono vita”, organizzata anche quest’anno dal gruppo di volontari di MSF Brescia. Durante il pomeriggio, quattro persone racconteranno storie della loro vita, esperienze, scelte effettuate, il proprio impegno umbanitario. Partecipano in quanto “Libri Viventi”: * Mariangela Ferrari: volontaria per Vol.Ca. associazione che opera nell’ambito penitenziario a Brescia. * Mariam Ghassan: referente per Brescia dei Giovani Palestinesi d’Italia. * Noga Kadman: ricercatrice in diritti umani, attivista per la rete Mai Indifferenti-Voci ebraiche per la pace. * Fausta Orsi: operatrice di Medici Senza Frontiere, ginecologa, con missioni in Yemen, Afghanistan, Ciad. Presentiamo l’iniziativa con Natalia Vantini del Gruppo volontari di Brescia di Medici Senza Frontiere. Ascolta o scarica Ci siamo fatti anticipare qualcosa della sua storia da Fausta Orsi, ginecologa con esperienza di missioni in Yemen, Afghanistan e Ciad. Ascolta o scarica
April 17, 2026
Radio Onda d`Urto
«Piazza della Loggia 50 anni dopo»
Il libro di Saverio Ferrari e Pietro Garbarino, pubblicato da Red Star Press, il 16 aprile sarà al centro di un dibattito a Brescia. «PIAZZA DELLA LOGGIA: CINQUANT’ANNI DOPO» DALL’AZIONE EVERSIVA ALL’OMBRA DELLA NATO DELLE ORGANIZZAZIONI NEOFASCISTE AL DISEGNO ATTUALE DI AFFOSSAMENTO DELLA COSTITUZIONE La strage di Piazza Loggia del 28 maggio 1974, nel centro di Brescia, colpì direttamente una
Desenzano (Brescia): Alpini, volantinaggio campi scuola estivi davanti al Liceo Bagatta
Un volantinaggio che invitava a partecipare ad uno dei campi scuola estivi organizzati dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) su tutto il territorio italiano. È quanto è successo il lunedì del referendum, lo scorso 23 marzo, davanti al Liceo Bagatta, nel centro storico di Desenzano del Garda. La foto dei volantini è girata su uno dei gruppi Whatsapp bresciani di docenti solidali con la Palestina e poi, da lì, la segnalazione è arrivata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Questi campi scuola, guardando i volantini, preoccupano. Il format nazionale è di due settimane, per giovani dai 16 ai 25 anni, con “vestiti forniti dall’ANA” (uniformi?), alzabandiera e ammainabandiera, incontro con militari in caserma, attività fisica… Insomma una spece di “mini-mini-naja”, come indica anche il Presidente del Senato Ignazio La Russa in questo video. Quante le forme che si inventa ogni anno il Ministero della Difesa per avvicinare i giovani alla carriera militare. Eppure, questo è inesatto. Non è solo Crosetto e la sua banda a essere chiamato in causa qua. Perché il sito dell’ANA aggiunge quella che per l’Osservatorio ormai è quasi un invito a intervenire: «Grazie all’accordo sottoscritto tra ANA e Ministero dell’Istruzione e del Merito, i frequentatori potranno beneficiare di crediti formativi per il percorso effettuato nei nostri Campi […]» Questa è ancora un’altra faccia di quella dottrina militare della Difesa Totale che sta informando le strategie bipartisan di ritorno della leva in tutta Europa. Non solo militari e Ministero della Difesa quindi. E qui, il nostro Ministero dell’Istruzione e del Merito ancora una volta si mostra non solo connivente ma nettamente complice del tentativo di militarizzare scuole e società. Questi “Alpini“, da non confondere con i soldati delle truppe di montagna dell’Esercito, sono coloro che han fatto servizio di leva in tale corpo e che, una volta tornati a casa, hanno deciso di iscriversi all’Associazione Nazionale Alpini. L’ANA, specifichiamo, è una associazione d’arma, e cioè, una «associazione giuridicamente riconosciuta dallo Stato Italiano e che svolge attività a favore di militari o ex-militari, senza finalità di lucro». Eppure, la questione è delicata da queste parti. Perché all’interno di questa realtà “alpina” si trovano anche persone che vedono in quest’organizzazione il modo per attuare il loro desiderio di contribuire alla collettività, perché gli Alpini hanno aiutato il territorio in momenti di crisi ambientali e perché le comunità ne riconoscono l’impegno. È anche rilevante menzionare l’imperativo dei reduci di guerra ad impegnarsi per prevenirne il ritorno degli orrori, non estraneo nemmeno all’ANA del secondo dopoguerra. Così che alcuni Alpini, magari per ora pochi ma da riconoscere, potrebbero non appoggiare questa azione di volantinaggio “moderna”. Azione tra l’altro arrivata, e probabilmente anche finanziata, dall’alto. Non l’alto delle cime di monti che ora sono quieti e quieti vorrebbero restare, ma quelli di vertici nazionali, di politici che parlano dal pulpito. Vertici che oggi vanno colpevolemente dimenticando quel sentimento di ripudio della guerra che animò l’alpino Gian Maria Bonaldi quando scrisse le parole che seguono, lasciate proprio a monito sul Monte Stino, a pochi (eppure troppi!) chilometri a nord del Liceo Bagatta di Desenzano, fra le cicatrici di trincee che ancora segnano il terreno. > > I morti è meglio che non vedano > > quel che sono capaci di fare i vivi > > e la strada storta che sta prendendo il mondo > > > > È meglio che non si accorgano nemmeno > > che noi siamo diventati così poveri e tanto miseri > > che non siamo capaci di volerci bene > > > > No è meglio che i morti > > stiano nella neve e nel ghiaccio > > e che non sappiano di noi, altrimenti > > potrebbero pensare di essere morti invano > > > > ed allora si sentirebbero ancora più soli… I campi scuola che verranno organizzati “dall’alto” per l’estate 2026 sono 11. Ma ne esistono altri costituiti più spontaneamente da comunità locali, in cui gli Alpini del posto contribuiscono. Questo articolo è un invito a tutte e tutti coloro che sono attive e attivi nella propria comunità, e per il bene dei proprio territori, a interrogarsi sul rischio fattuale che le loro buone opere e intenzioni vengano strumentalizzate, a fini bellici, in questo momento storico. I campi che stanno organizzando e a cui manderebbero anche i propri figli e le proprie figlie, sarano un passo verso il loro arruolamento? Noi crediamo che la risposta non sia scontata. Ma perché ciò accada, occorre innanzitutto porsi la domanda, perché la guerra non è inevitabile e il destino delle giovani generazioni non è ancora stato scritto. Nemmeno da una dottrina militare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università p.s. E se il Ministero dell’Istruzione e del Merito risponde e risponderà alla chiamata alle armi, l’Osservatorio no. “Non c’è”, diranno, “È via, fuori, sulle montagne… A leggere “una” poesia con una delle sue classi”. CampiScuolaCartolinaDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Adro (Brescia): tre giorni di Tenda della solidarietà e della pace
DOMENICA 12 APRILE ALLE ORE 14.30 PIAZZA DEI CADUTI – ADRO (BS) Diverse realtà della società civile hanno organizzato ad Adro (Brescia), tre giorni di iniziative alla Tenda della solidarietà e della pace, fra cui un intervento dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Disegni di bambini palestinesi, ucraini, siriani e di Adro raccolti e mostrati insieme, grazie al lavoro svolto negli scorsi mesi da diverse realtà della società civile franciacortin, provincia di Brescia. Sarà possibile vedere anche una parte dell’opera d’arte collettiva “Un nome un bambino un nome una bambina”, della rete di docenti Scuola per la Palestina, al momento itinerante in Italia. Anche l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà presente, grazie alla collaborazione locale con il Collettivo Assenze Ingiustificate. In dialogo con Giovani Palestinesi Brescia su donne e guerra e con don Fabio Corazzina su cosa significa pace, sarà un’occasione per condividere il tema della prossima proposta di legge per un insidioso ritorno della leva militare, come in linea con Svezia, Danimarca, Norvegia, Croazia, Polonia, Lituania, Lettonia e Germania. Tutta la cittadinanza è invitata, studenti, genitori e tutte e tutti, per un dibattito che già è costruzione di un mondo diverso… Che già è un primo passo verso un’obiezione totale alla guerra e ad ogni sua declinazione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
BRESCIA: ATTIVITA’ DI POLIZIA. IN DECISO AUMENTO LE MISURE DI PREVENZIONE E LE DENUNCIE PER MANIFESTAZIONI DI PIAZZA
Alla vigilia della Festa della Polizia, il questore di Brescia, Paolo Sartori ha tracciato il bilancio di un anno di attività, dal primo aprile 2025 al 31 marzo 2026.  Spiccano le misure di prevenzione: avvisi orali, da 88 a 251, i Fogli di Via Obbligatori: da 124 a 529; il Divieto di accesso ad esercizi pubblici, i D.AC.UR o DASPO WILLY da 80 a 116. In deciso aumento le persone denunciate per manifestazioni politiche: da 31 a 203. E anche le espulsioni con accompagnamento nei Paesi d’Origine (imbarcati direttamente in aereo) o nei C.P.R., centri permanenti per il rimpatrio, da 110 a 197: quasi il doppio. Sentiamo il commento di Sergio Pezzucchi avvocato di Diritti per Tutti Ascolta o scarica  TUTTI I DATI NEL DETTAGLIO Dal primo aprile 2025 al 31 marzo 2026 sono state controllate 38.547 persone e verificati 7.428 veicoli. Le volanti hanno effettuato 8.646 interventi nel corso dell’anno, a fronte di 37.202 chiamate al numero unico di emergenza 112. Il quadro dei reati evidenzia 723 furti denunciati e 123 episodi tra rapine e scippi. A questi si aggiungono numerosi episodi legati alla conflittualità quotidiana, con 169 tra liti e aggressioni, 74 minacce, 122 danneggiamenti e 4 risse. Particolarmente significativo il dato relativo alle liti in famiglia, con 535 interventi gestiti nell’ambito del protocollo “Scudo”. Un numero che restituisce la dimensione di un disagio domestico sempre più presente. Sul fronte repressivo, l’attività delle forze dell’ordine ha portato a 241 arresti e 1.160 denunce. Nel corso dell’anno sono state inoltre sequestrate 16 armi. Cresce anche il peso dei reati legati al digitale, con 149 denunce per truffe e frodi informatiche e 203 casi riconducibili al cosiddetto “Codice Rosso”. La Squadra Mobile ha avuto un ruolo centrale nelle indagini, con 200 arresti e 133 persone denunciate, mentre la Digos ha segnalato 203 soggetti. L’attività di controllo ha interessato anche il tessuto commerciale, con 389 esercizi pubblici verificati. Parallelamente sono stati organizzati numerosi servizi straordinari, con 980 ordinanze legate a manifestazioni pubbliche e oltre 4.100 operatori impiegati nei servizi di ordine pubblico. La Divisione Anticrimine ha rafforzato in modo significativo l’azione preventiva rispetto all’anno precedente. Nel periodo considerato sono stati emessi 251 avvisi orali e 529 fogli di via obbligatori, insieme a 116 provvedimenti di DASPO urbano e 68 DASPO sportivi. Si contano inoltre 128 ammonimenti e 10 sorveglianze speciali, a conferma di una strategia sempre più orientata a intervenire prima che i reati si concretizzino. Sulle strade, la Polizia Stradale ha controllato 35.171 veicoli e 43.004 persone, rilevando 1.100 incidenti. Le violazioni più frequenti restano quelle legate alla velocità, all’uso del cellulare alla guida, al mancato utilizzo delle cinture e alla mancanza di revisione. Complessivamente sono state ritirate 2.098 patenti, mentre i punti decurtati superano quota 100mila. Il fronte digitale continua a crescere. La Polizia Postale ha trattato 841 attività investigative, tra cui 472 casi di truffe informatiche, 108 accessi abusivi ai sistemi e 127 reati contro la persona. Restano particolarmente delicati anche i 42 casi legati alla pedopornografia. L’Ufficio Immigrazione ha gestito una popolazione di 150.161 cittadini extracomunitari. Nel corso dell’anno sono stati rilasciati 54.523 permessi di soggiorno, mentre 1.549 persone hanno ricevuto un diniego o una revoca con intimazione a lasciare il territorio nazionale. A questi si aggiungono 235 ordini di allontanamento e 197 espulsioni con accompagnamento. L’attività della Polizia Ferroviaria ha visto 2.783 servizi di vigilanza nelle stazioni, 624 controlli a bordo dei treni e 156 lungo le linee ferroviarie. Le persone controllate sono state 45.013, con 16 arresti e 150 denunce. Spiccano le “misure di prevenzione”: avvisi orali, da 88 a 251, i Fogli di Via Obbligatori: da 124 a 529; il Divieto di accesso ad esercizi pubblici, i D.AC.UR o DASPO WILLY da 80 a 116. Le persone denunciate da 31 di un anno fa, a 203. E le espulsioni con accompagnamento nei Paesi d’Origine (imbarcati direttamente in aereo) o nei C.P.R., centri permanenti per il rimpatrio, da 110 a 197: quasi il doppio.
April 10, 2026
Radio Onda d`Urto