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SCIOPERO GENERALE: VENERDì 30 OTTOBRE L’USB LANCIA UN CORTEO ANCHE A BRESCIA.
Sciopero generale venerdì 30 ottobre 2026 in tutta Italia. Un’astensione dal lavoro, per tutte le categorie, che vede mobilitate a livello nazionale Usb, Usi – Cit, Cobas, Unicobas, Si Cobas e Cub (in questo caso, per ora con i comparti Sanità e Scuola): queste, al momento, le organizzazioni sindacali conflittuali che hanno chiamato a una nuova giornata di lotta. A Brescia, l’Unione Sindacale di Base dà appuntamento per un corteo venerdì 30 ottobre, con ritrovamento alle ore 9 alla stazione della metropolitana San Faustino. “Cento porti del Mediterraneo e del mondo – spiega a Radio Onda d’Urto Dario Filippini, di Usb Brescia – scioperano per bloccare il traffico d’armi: scioperiamo con loro per bloccare questa macchina che rende povere le nostre vite. La gente chiede risposte sul carovita, sugli affitti alle stelle, sul costo della spesa, sugli scaffali vuoti. Il governo risponde coi militari. Scioperiamo senza paura e scendiamo in piazza, anche a Brescia, per ribadire: le armi giù, i salari su”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Dario Filippini, coordinatore provinciale di Usb a Brescia. Ascolta o scarica
October 21, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: SERGIO DALMASSO PRESENTA “COMANDANTE CHE GUEVARA”, L’ULTIMA PUBBLICAZIONE SUL RIVOLUZIONARIO E IL SUO PENSIERO
“Comandante Che Guevara” è il titolo del libro di Sergio Dalmasso, pubblicato lo scorso anno dalla casa editrice Red Star Press. Verrà presentato a Brescia mercoledì 21 ottobre alle ore 20.30, alla Casa della sinistra di via Giambattista Guadagnini 22. Interverranno con l’autore Dino Greco del Partito della Rifondazione Comunista, Flavio Guidi di Sinistra Anticapitalista e Anna Camposampiero, responsabile nazionale Esteri di Rifondazione. Il libro ripercorre la vita di Ernesto “Che” Guevara, dai viaggi in America Latina alla vittoria a Cuba nel 1959, fino alle esperienze come ministro, alle missioni in Congo e all’ultimo tragico tentativo di rivoluzione in Bolivia, dove fu assassinato il 9 ottobre 1967. L’opera inoltre analizza l’ideologia del rivoluzionario e l’evoluzione del suo pensiero. Esamina come la sinistra italiana (dal Pci ai gruppi trotskisti e filocinesi) ha letto e interpretato la figura del Che dopo il 1967, oltre all’impatto mediatico tra cinema, musica e cultura pop. Presentiamo l’opera e l’iniziativa con Sergio Dalmasso, autore del libro “Comandante Che Guevara”. Ascolta o scarica
October 20, 2026
Radio Onda d`Urto
LAVORO: ANCORA UN OPERAIO MORTO NEL BRESCIANO, QUESTA VOLTA ALLE ACCIAIERIE VENETE DI SAREZZO
Aveva 47 anni l’operaio deceduto dopo essere rimasto schiacciato in un cestello elevatore in un omicidio sul lavoro avvenuto questa mattina alle Acciaierie Venete di Sarezzo, in provincia di Brescia. L’uomo, dipendente di una ditta esterna, era impegnato in interventi nello stabilimento siderurgico quando, secondo una prima ricostruzione, il cestello su cui stava lavorando sarebbe stato urtato da un mezzo pesante. L’impatto lo avrebbe schiacciato contro la struttura del cestello. L’azienda, in concertazione con i sindacati, ha fermato completamente le attività per tutta la giornata di oggi. Il collegamento con Maurizo Oreggia, segretario generale Fiom Cgil Brescia, che si è recato alle Acciaierie Venete di Sarezzo appena appreso dell’accaduto. Ascolta o scarica
October 20, 2026
Radio Onda d`Urto
Brescia in piazza, la polizia copre i fascisti
Eravamo presenti alla grande manifestazione di giovani ieri e ne siamo orgogliosi. È stato un corteo bellissimo allegro e aperto, convocato direttamente dai manifestanti al di fuori di organizzazioni, ma che ha espresso tutti i contenuti delle lotte. No alla guerra e alla spesa per le armi, lotta al carovita, […] L'articolo Brescia in piazza, la polizia copre i fascisti su Contropiano.
October 18, 2026
Contropiano
PIAZZA DELLA LOGGIA: LA CORTE D’APPELLO NEGA L’ARRESTO DI TOFFALONI, CONDANNATO PER LA STRAGE DEL 28 MAGGIO 1974
La Corte d’appello di Brescia ha respinto la richiesta della Procura generale di arrestare Marco Toffaloni, fascista veronese ed ex militante di Ordine Nuovo condannato a 30 anni per la Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974. Per i giudici ‘non ci sono elementi sufficienti a dimostrare un pericolo concreto e attuale di fuga dell’uomo’, che vive in Svizzera, ha cittadinanza elvetica e ha impugnato in Cassazione la condanna di primo grado, la massima possibile – 30 anni – visto che all’epoca dei fatti era ancora minorenne. La Procura generale ha già fatto ricorso contro la decisione della Corte d’Appello. Su Radio Onda d’Urto ha commentato la decisione della Corte d’Appello l’avvocato Federico Sinicato, legale di parte civile nel processo sulla Strage di Piazza della Loggia. Ascolta o scarica  
October 14, 2026
Radio Onda d`Urto
RETE AMBIENTE LOMBARDIA: “METODO TARIFFARIO ARERA SUL TELERISCALDAMENTO GARANTISCE AI GESTORI PROFITTI SPROPOSITATI”
Rete Ambiente Lombardia ha presentato ad Arera (l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) le osservazioni elaborate da un gruppo di attivisti del nodo bresciano in merito alla tecnologia del teleriscaldamento e al metodo con cui vengono stabilite le tariffe. Come da prassi, l’ente ha aperto consultazioni pubbliche per aggiornare i criteri tariffari e i quadri regolatori nei settori di energia elettrica, gas, acqua e rifiuti urbani. Nel documento, presentato entro la scadenza del 30 settembre, Rete Ambiente Lombardia contesta la scelta di utilizzare il metodo “del costo evitato”, che consente agli enti gestori delle reti di teleriscaldamento, come A2a, di decidere in autonomia tariffe molto lontane dai costi reali del servizio, garantendosi enormi extra-profitti. Il tutto in un momento storico nel quale lavoratori e lavoratrici, la maggior parte delle famiglie, faticano a sostenere i costi dell’inflazione, del carovita, dal caro-carburanti al caro-energia, fino all’aumento del carrello della spesa. Rete Ambiente Lombardia ha presentato oggi, con una conferenza stampa che si è svolta sotto il porticato di Palazzo Loggia, la sede del Comune di Brescia, la propria proposta. Radio Onda d’Urto ha registrato gli interventi e li ha raccolti in questa trasmissione.  Ascolta o scarica.
October 12, 2026
Radio Onda d`Urto
Mille bambini, lo sport come ponte tra Brescia e il Benin
Si chiude la prima missione di Motus Atletica ad Abomey, in Benin. In cinque scuole il progetto ha incontrato circa mille bambini. Foletti: «Abbiamo trovato entusiasmo e una grande voglia di imparare. Ora dobbiamo costruire qualcosa che possa continuare anche senza di noi» Dalle piste di Sanpolino alle scuole di Abomey. È un viaggio di migliaia di chilometri, ma soprattutto l’inizio di una relazione che Motus Atletica vorrebbe far durare almeno tre anni. La prima missione in Benin, partita il 28 settembre e arrivata ormai alle battute finali, ha portato sei esperti italiani nelle scuole primarie della città: cinque istituti, circa mille bambini tra i 6 e gli 11 anni, insegnanti e operatori coinvolti in un programma che utilizza lo sport come strumento di educazione, inclusione e crescita. La partenza era stata annunciata a Brescia il 26 settembre allo stadio Gabre Gabric di Sanpolino. L’obiettivo era ambizioso: non una semplice trasferta sportiva, ma l’avvio di un progetto internazionale capace di mettere in relazione competenze italiane e realtà locali, partendo dalla scuola e dall’attività motoria. I primi giorni in Benin hanno dato sostanza a quell’idea. Il 3 ottobre ad Abomey l’Accademia Modus Africa ha inaugurato ufficialmente il programma dedicato agli alunni delle primarie, alla presenza di Christophe Bokpe, ex calciatore internazionale e co-fondatore del progetto internazionale e con il sostegno delle istituzioni sportive beninesi. Gli esperti arrivati dall’Italia hanno lavorato accanto agli operatori locali, portando metodi, esperienza e strumenti, ma anche osservando una realtà nella quale lo sport può assumere un significato che va molto oltre il risultato agonistico. “La cosa che ci ha colpito maggiormente è stata la risposta dei bambini” racconta Francesco Foletti, presidente di Motus Atletica. “Abbiamo trovato un entusiasmo enorme, una partecipazione immediata, una curiosità che ci ha confermato quanto sia importante creare occasioni di questo tipo. Ma questa missione ci ha fatto capire anche un’altra cosa: non dobbiamo pensare a un intervento che arriva dall’Italia e poi finisce. Il vero obiettivo è costruire competenze e relazioni locali perché il progetto possa andare avanti nel tempo”. Il Benin è un Paese dell’Africa occidentale affacciato sul Golfo di Guinea, con una popolazione giovane e una forte crescita demografica. Abomey, nel sud del Paese, è una città dalla storia particolare: fu la capitale del Regno di Dahomey e conserva ancora oggi un’importante identità culturale. È qui che il progetto ha scelto di partire, entrando direttamente nelle scuole. Il modello immaginato da Motus Atletica punta infatti sulla scuola come luogo privilegiato. L’attività fisica diventa un modo per insegnare disciplina, rispetto delle regole, perseveranza e capacità di lavorare insieme, ma può servire anche a riconoscere precocemente inclinazioni e talenti e, soprattutto, a coinvolgere bambini che vivono situazioni di maggiore fragilità. “Lo sport è una scuola di vita” aggiunge Foletti. “In questi giorni abbiamo visto concretamente quanto possa essere uno strumento di relazione e di crescita. Non significa che tutti debbano diventare campioni. Significa dare a ciascun bambino la possibilità di scoprire qualcosa di sé, di misurarsi con gli altri, di acquisire fiducia. E significa anche formare gli adulti che dovranno accompagnare questo percorso”. È questo il passaggio decisivo della missione. I circa mille bambini incontrati rappresentano il primo risultato visibile, ma il progetto guarda già oltre. Nei prossimi tre anni l’intenzione è consolidare il lavoro nelle scuole, formare gli operatori locali, sviluppare lo sport scolastico e creare un collegamento anche con istituti e realtà sportive bresciane e lombarde. Un progetto che coinvolge Motus Atletica Italia e la Fondazione CSI per il Mondo e che punta a diventare progressivamente autonomo sul territorio. Per riuscirci, però, servono risorse. E dopo questa prima esperienza la ricerca di sostenitori entra nella seconda fase del progetto. Motus Atletica cerca aziende, fondazioni, associazioni e privati interessati a sostenere le prossime missioni, la formazione e l’acquisto delle attrezzature necessarie. Una prima forma di sostegno è già arrivata dalla raccolta di scarpe sportive usate, in buone condizioni, destinate alle scuole coinvolte. “Adesso sappiamo che il progetto è possibile” conclude Foletti. “Abbiamo visto i bambini, incontrato gli insegnanti, lavorato con le realtà locali e capito dove possiamo essere utili. La sfida vera comincia ora: trovare le risorse e le persone che credano in questo percorso, perché quello che abbiamo iniziato ad Abomey non rimanga una bella esperienza, ma diventi un progetto capace di crescere e di camminare sulle proprie gambe.” Da Brescia al Benin, dunque, il viaggio non finisce con il rientro della delegazione. Se la prima missione serviva a capire se quel ponte fosse possibile, i giorni trascorsi ad Abomey hanno dato la prima risposta. Adesso bisogna costruirlo. Per maggiori informazioni sul progetto questo è il link: https://www.motusatletica.org/progetto-motus-for-africa/ Simona Duci
October 8, 2026
Pressenza
BRESCIA: “PASSEGGIATA ARRABBIATA” GIOVEDI 8 OTTOBRE PER DIRE BASTA ALLA VIOLENZA DI GENERE
Il collettivo NonUnaDiMenoBS torna a farsi sentire con una nuova iniziativa pubblica. Come ogni 8 del mese, l’osservatorio nazionale Femminicidi Lesbicidi Transcidi di Non Una Di Meno pubblica i dati aggiornati sulla violenza di genere, e anche questa volta il gruppo bresciano risponde con una presenza attiva nelle strade della città. L’appuntamento è fissato per giovedì 8 ottobre in Piazzetta Bell’Italia, ribattezzata per l’occasione Piazzetta NUDM. La manifestazione prevede un presidio e una passeggiata “arrabbiata” per le vie del Carmine, con un percorso accessibile a tuttə. L’invito è quello di portare tamburelli, chiavi, megafoni e soprattutto la propria voce, per essere insieme un grido forte contro ogni forma di violenza e discriminazione. L’iniziativa non vuole solo ricordare le vittime, ma anche denunciare un sistema che, secondo le attiviste, continua a permettere episodi di violenza contro donne, persone trans e lesbiche. Un messaggio chiaro: la difesa parte dalla solidarietà tra sorelle, non dalle istituzioni. Sentiamo Jessica di Nudm Brescia Ascolta o scarica 
October 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Scandalo ambientale WTE, confermata in appello la condanna a un anno e quattro mesi per Giustacchini
È arrivata anche in appello la conferma della condanna per Giuseppe Giustacchini e per la Wte, l’azienda di Calvisano, Quinzano e Calcinato finita al centro della maxi inchiesta sulla gestione dei fanghi utilizzati come fertilizzanti. La Corte d’Appello di Brescia, presieduta da Ciro Iacomino, ha confermato l’esito del giudizio abbreviato di primo grado. Per l’imprenditore, 56 anni, resta la condanna a un anno e quattro mesi, con pena sospesa, oltre all’obbligo di ripristinare le condizioni di salubrità dei terreni e alla revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività d’impresa. Confermate anche le pesanti conseguenze per la società, condannata ai sensi della legge 231 e destinata alla chiusura, oltre ai sequestri milionari, alla multa da 77mila euro e ai risarcimenti. Riconosciute anche le provvisionali da 5mila euro ciascuna in favore dei Comuni di Lonato, Visano e Calvisano, delle Province di Brescia e Cremona e del Comitato Cittadini di Calcinato Acqua Pubblica. Al centro del procedimento ci sono le contestazioni relative alla gestione dei fanghi tra il 2018 e il 2019. Secondo l’accusa, circa 150mila tonnellate di materiale contenente metalli pesanti e idrocarburi sarebbero state distribuite sui terreni di 78 Comuni tra Lombardia e Piemonte, presentandole come fertilizzanti attraverso una modifica dell’etichettatura. Nel processo di primo grado la gup Angela Corvi aveva ritenuto Giustacchini al centro di un traffico illecito di rifiuti che, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe generato profitti per circa 12 milioni di euro. In appello, il sostituto procuratore generale Umberto Vallerin ha sostenuto la solidità dell’impianto accusatorio, arrivando a sottolineare che avrebbe chiesto una pena più alta se ne avesse avuto la possibilità. La difesa ha invece continuato a contestare la ricostruzione, sostenendo che la Wte non avrebbe distribuito materiale tossico e che non ci sarebbe stato un guadagno di 12 milioni di euro. L’avvocato Luca Patti ha inoltre posto l’accento sulla complessità della normativa e sulla qualificazione giuridica dei materiali come rifiuti. Giustacchini non era presente in aula al momento della lettura della sentenza.   LEGGI ANCHE * FANGI TOSSICI, APERTO IL PROCESSO WTE: ESCLUSE DUE PARTI CIVILI * CONDANNA CASO WTE: AL TITOLARE GIUSTACCHINI A UN ANNO E 4 MESI * FANGHI TOSSICI DELLA WTE: 17 PERSONE RINVIATE A GIUDIZIO * FANGHI TOSSICI DALLA WTE, SONO TRENTA I COMUNI BRESCIANI COLPITI * CASO WTE, «I TRATTAMENTI DEI FANGHI TOSSICI ERANO SIMULATI» Redazione Sebino Franciacorta
October 7, 2026
Pressenza
DATA CENTER, CONVEGNO A MANERBIO (BS): “NON C’È UNA RAZIONALITÀ NEGLI INVESTIMENTI. DISARMIAMO LA TRANSIZIONE DIGITALE”
Si è svolto sabato 3 ottobre a Manerbio, in provincia di Brescia, il convegno dal titolo “Data Center e Bess cambieranno il territorio“. Un approfondimento sulle richieste per potenziali impianti nella Provincia, a Travagliato, Ospitaletto, Flero, città di Brescia, Manerbio, San Zeno, Castel Mella, Verolanuova, Lograto, Lonato e Gussago. Un’iniziativa promossa dalla rete Salviamo il suolo con Legambiente Lombardia a cui hanno partecipato oltre 200 persone, dentro e nei pressi del Piccolo Teatro in Piazza Cesare Battisti di Manerbio. Tra i vari interventi, quelli di * Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia Ascolta o scarica. * Marco Pezzoni della Rete Ambiente Lombardia della transizione digitale e del riarmo Ascolta o scarica. * Paolo Falbo, professore al dipartimento di Economia e Managment dell’Università di Brescia e componente del coordinamento interprovinciale Salviamo il Suolo che ha presentato la petizione popolare per la revisione della normativa lombarda sui data center. Ascolta o scarica.
October 5, 2026
Radio Onda d`Urto