TAV NAPOLI-BARI: CORRUZIONE E CAPORALATO. 49 INDAGATI, 20 MISURE CAUTELARI A IMPRENDITORI E PUBBLICI UFFICIALI

Radio Onda d`Urto - Tuesday, September 29, 2026

La Procura di Napoli ha messo sotto indagine 49 persone nell’ambito di una maxi-inchiesta sui lavori del Tav Napoli-Bari. Venti le misure cautelari già spiccate nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali, di cui dieci domiciliari.
I reati contestati sono corruzione, caporalato e emissione di fatture false. Le prime ricostruzioni parlano di mazzette nascoste nei panettoni di Natale, oltre a Porsche, Iphone e altre regalie per destinare gli appalti agli imprenditori “amici”. Inoltre, nei cantieri sottoposti a indagine sarebbe stato usato anche calcestruzzo di scarsa qualità, circostanza di straordinaria gravità per il gip.

Un secondo filone di indagine riguarda invece la gestione dei materiali di scavo. Secondo gli inquirenti si tratta di materiali in cui erano presenti tracce di amianto, smaltiti tuttavia come rifiuti non pericolosi. Ma c’è di più. Oltre alla corruzione e all’inquinamento, un ulteriore filone di indagine sta facendo emergere fenomeni di caporalato e di sfruttamento di lavoratori migranti. In particolare nel cantiere irpino di Grottaminarda è stata documentata la presenza di 34 lavoratori egiziani in condizioni schiavistiche: turni di lavoro da 20 ore e riposi di 4 ore, retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali e violazioni delle norme sulla sicurezza.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il punto con Antonio Di Franco, Segretario Nazionale Fillea Cgil Ascolta o scarica