
Pakistan – Riconoscimento dello status di rifugiato sulla base del (percepito) orientamento sessuale
Progetto Melting Pot Europa - Monday, September 21, 2026Il Tribunale di Bologna, con decreto del 27 marzo 2026, ha riconosciuto lo status di rifugiato ad un giovane cittadino pakistano, il quale ha dovuto lasciare il paese d’origine a causa di persecuzioni familiari e sociali – incluse le minacce di morte da parte di un cugino e le violenze subite – a causa del suo orientamento sessuale.
La Commissione aveva ritenuto le dichiarazioni del richiedente troppo sommarie e stereotipate, senza dettagli sufficienti sulle persecuzioni familiari e sociali, ed aveva escluso la sussistenza dei presupposti per il rifugio e per le altre forme di protezione.
In fase di istruttoria, il Giudice designato, ritenendo necessario approfondire il racconto del richiedente e le vicissitudini del percorso migratorio, lo ha inviato all’ente anti-tratta, con il quale lo stesso ha svolto diversi colloqui. Dalla relazione dell’Ente è emerso, oltre alle motivazioni della fuga, anche che durante la sua permanenza in Libia egli è stato vittima di maltrattamenti e sfruttamento e che oggi, a causa del contesto sociale e culturale di provenienza, lui stesso non si riconosce come omosessuale.
Il Tribunale di Bologna, in merito alla valutazione della credibilità del racconto di una richiedente asilo che pone a fondamento della propria domanda questioni di orientamento sessuale, ha evidenziato – richiamando la giurisprudenza di legittimità – che, anche in presenza di incongruenze, la narrazione complessiva del richiedente può essere considerata credibile, in quanto il beneficio del dubbio appare vieppiù necessario ove si tratti di verificare vicende strettamente connesse al vissuto più profondo della persona e alla sua stessa identità.
Dopo una dettagliata disamina delle COI – dalle quali emerge che in Pakistan la legislazione sanziona penalmente l’omosessualità, che tali sanzioni vengono effettivamente applicate e che il contesto pakistano è caratterizzato da trattamenti discriminatori e violenti contro le minoranze LGBT, con leggi e pratiche che rendono difficile vivere apertamente il proprio orientamento sessuale e con episodi di violenza e repressione documentati da fonti internazionali – il Tribunale di Bologna ha riconosciuto lo status di rifugiato, evidenziando le persecuzioni legate all’orientamento sessuale e il rischio di discriminazione e violenze in Pakistan.
Tribunale di Bologna, decreto del 27 marzo 2026Si ringrazia l’Avv. Ivana Stojanova per la segnalazione e il commento.
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