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I corridoi che stanno ridisegnando l’Asia Occidentale
La mappa delle alleanze che si estende tra l’Asia occidentale e meridionale non è più tracciata solo dalla geografia o dagli allineamenti settari. Negli ultimi anni, un nuovo ordine regionale ha iniziato a prendere forma, in cui gli interessi di sicurezza sono legati a tecnologia, energia, porti, catene di approvvigionamento […] L'articolo I corridoi che stanno ridisegnando l’Asia Occidentale su Contropiano.
August 21, 2026
Contropiano
Arriva la Nato sunnita, un ‘successone’ della guerra Usa-Israele all’Iran
E’ stato firmato in questi giorni un accordo di cooperazione militare tra sauditi, pakistani e turchi. E non è stato firmato in un luogo qualunque ma alla Mecca, “capitale” delle fede mussulmana. Potrebbe essere il nucleo di quella Nato islamica di cui si parla da tempo. Lo capiremo se i […] L'articolo Arriva la Nato sunnita, un ‘successone’ della guerra Usa-Israele all’Iran su Contropiano.
August 9, 2026
Contropiano
Turchia, Arabia Saudita e Pakistan hanno firmato un accordo militare contro l’Iran
Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno firmato un accordo trilaterale di mutua difesa. A fornire maggiori dettagli è stato il Ministero degli Esteri di Islamabad, secondo cui l’Accordo di La Mecca «intende rafforzare la deterrenza collettiva contro ogni forma di aggressione e prevede che qualunque attacco armato contro uno dei tre Stati sarà considerato come un attacco a tutti loro». Nonostante la generalità delle parole scelte, non è difficile pensare che il destinatario principale dell’accordo sia l’Iran. Sullo sfondo si stagliano infatti le tensioni della guerra ancora in corso con Washington — che nelle scorse settimane ha visto attacchi iraniani sferrati contro diversi obiettivi in Arabia. A ciò si aggiungono le rinnovate tensioni tra i ribelli yemeniti Houthi — vicini a Teheran — e Riyad. Mentre la soluzione diplomatica al conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran stenta a decollare, a Gedda nasce una nuova coalizione militare, pronta a dire la propria in caso di ripresa degli attacchi. A firmare il trattato difensivo sono stati il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il premier pachistano Shabbaz Sharif. Le clausole dell’accordo potrebbero attivarsi già di fronte a eventuali nuove rappresaglie iraniane verso l’Arabia Saudita, che ospita basi americane sul proprio territorio ed è da anni il principale alleato di Washington nella regione. Al fianco di Riyad, entrerebbero in guerra Turchia, membro NATO, e Pakistan, potenza nucleare vicina a Pechino. Da Teheran sono arrivate nel frattempo le prime reazioni: «i sauditi devono capire che un accordo di carta con Turchia e Pakistan non garantirà loro la sicurezza, così come non l’hanno garantita anni di sostegno unilaterale agli americani», ha dichiarato Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano. Cresce così il rischio di un allargamento del conflitto in Medio Oriente. Se il fronte iraniano-statunitense è piombato da qualche giorno in uno stato di quiescenza, quello yemenita rappresenta una sfida incombente per l’Arabia Saudita. Da oltre un decennio, Riyad è un attore principale della guerra civile in Yemen, sostenendo militarmente la fazione governativa. Dall’altro lato ci sono i ribelli Houthi, vicini all’Iran, che prima, a luglio, hanno istituito un blocco marittimo nei confronti dell’Arabia Saudita e poi hanno alzato il livello dello scontro, sferrando ieri un massiccio attacco contro alcune basi dell’esercito yemenita. Già nei mesi scorsi — dopo aver pagato a proprie spese l’illusione dell’ombrello difensivo USA — l’Arabia Saudita si era avvicinata al Pakistan, siglando un importante accordo per lo scambio di informazioni e tecnologie militari. Con il trattato di mutua difesa, la potenza nucleare asiatica continua a ritagliarsi un ruolo sempre più importante nello scacchiere mediorientale, dopo aver svolto il ruolo di mediatore tra USA e Iran nella prima fase della guerra. Il Pakistan guadagna poi due alleati per i suoi confini caldi: quello orientale riaccesosi l’anno scorso con quattro giorni di combattimento con l’India, e quello occidentale, dove da febbraio è in corso un conflitto a bassa intensità con l’Afghanistan.  Il trattato di mutua difesa lega tre potenze del mondo sunnita. La Turchia trova nell’accordo la possibilità di ostacolare un nemico storico, l’Iran, proiettando allo stesso tempo la sua forza nella regione e sfidando il crescente imperialismo israeliano. The post Turchia, Arabia Saudita e Pakistan hanno firmato un accordo militare contro l’Iran appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 7, 2026
L'INDIPENDENTE
Usa-Israele contro Iran, ma è il Dragone cinese il convitato di pietra
Il conflitto USA-Iran ha innescato un nuovo incendio in un’area del mondo segnata da conflitti sanguinosi, storici e senza fine. Un incendio che sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, aver preso la via dell’accordo, con la sottoscrizione del memorandum d’intesa. Avventura senza senso per molti, dimostrazione di forza da parte degli […] L'articolo Usa-Israele contro Iran, ma è il Dragone cinese il convitato di pietra su Contropiano.
July 13, 2026
Contropiano
Annullato il decreto di espulsione: il richiedente asilo con ricorso pendente è inespellibile ai sensi dell’art. 19, c. 1.1, T.U.I.
Il Giudice di Pace di Napoli accoglie il ricorso proposto da un cittadino pakistano avverso il decreto di espulsione emesso dal Prefetto della Provincia di Napoli, dichiarandone l’illegittimità e disponendone l’annullamento. Invero, può sembrare scontato ma non sempre la domanda d’asilo, come nel caso di specie, elude la prassi illegittima di emettere un decreto di espulsione, soprattutto nei casi di procedure accelerate con accompagnamento in frontiera. Nella fattispecie, il ricorrente, cittadino pakistano originario del distretto di Gujarat, aveva impugnato tempestivamente il decreto prefettizio di espulsione ex art. 13, co. 8, D.Lgs. n. 286/1998, articolando plurimi motivi, quali: vizi formali del provvedimento per assenza o illeggibilità del certificato di conformità all’originale; violazione del diritto al contraddittorio ex art. 13, co. 7, T.U.I. e art. 6 CEDU; violazione del divieto di non refoulement e mancata valutazione dei presupposti di inespellibilità ex art. 19 T.U.I.; mancata concessione del termine per la partenza volontaria ex art. 13, co. 4 e 5, T.U.I. La decisione del Giudice di Pace neppure entra nel merito dei singoli motivi di ricorso, fondando invece la propria decisione su un elemento dirimente: nel corso del giudizio, il ricorrente ha depositato il Decreto con cui il Tribunale di Napoli, XIII Sezione civile – Sezione Specializzata in materia di Immigrazione, Protezione Internazionale e Libera Circolazione dei Cittadini dell’Unione Europea aveva già accolto l’istanza di sospensione del provvedimento del Questore, formulata ai sensi dell’art. 35-bis, co. 4 e 5, D.Lgs. n. 25/2008. In quella sede, il Tribunale Specializzato aveva accertato che il Pakistan non può essere considerato un paese terzo sicuro, richiamando fonti COI che documentano crisi politiche ed economiche profonde, rilevando l’esistenza di un rischio effettivo di deprivazione dei diritti fondamentali in caso di rimpatrio, tale da violare il diritto alla vita privata del ricorrente, riconosciuto dagli artt. 2, 3 e 117 Cost. e dall’art. 8 CEDU.  Il Giudice di Pace recependo integralmente questa valutazione e, ritenuta la conseguente illegittimità del decreto di espulsione, dispone l’annullamento del decreto prefettizio. Il provvedimento merita attenzione per almeno due ragioni, in primo luogo, conferma e consolida – sul piano del giudizio di opposizione all’espulsione – l’orientamento già espresso dalla Sezione Specializzata partenopea in sede cautelare: il Pakistan non è un paese sicuro, e il rimpatrio forzato di un suo cittadino integra una violazione del diritto alla vita privata, nonché dei diritti economici e sociali. Si tratta di una lettura particolarmente significativa perché non si fonda su una persecuzione individuale o su un rischio specifico per il singolo ricorrente, bensì sulla condizione sistemica del paese di origine, estesa alla generalità dei suoi cittadini in termini di deprivazione dei bisogni fondamentali. In secondo luogo, la pronuncia illustra efficacemente la sinergia tra i diversi livelli giurisdizionali nel sistema di tutela dei diritti. Il decreto cautelare del Tribunale Specializzato, ottenuto nell’ambito della procedura cd. “accelerata” ex art. 29-bis, co. 1-bis, D.Lgs. n. 25/2008, ha costituito il presupposto fattuale determinante per l’accoglimento del ricorso dinanzi al Giudice di Pace: quest’ultimo, nell’accertare l’illegittimità del decreto prefettizio, si è appoggiato sull’accertamento già compiuto dal giudice specializzato in ordine all’inespellibilità del ricorrente, ne deriva, pertanto, un effetto “a cascata” della tutela cautelare nel caso in cui, per il richiedente asilo in fase di impugnazione vi sia stato emesso un decreto di sospensiva ovvero quando il provvedimento si ex lege sospeso. Giudice di Pace di Napoli, sentenza del 29 maggio 2026 Si ringrazia l’Avv. Armando Maria De Nicola per la segnalazione e il commento. * Consulta altre decisioni di annullamento del decreto di espulsione
L’orrore dell’ipocrisia
Quattro uomini sono stati bruciati vivi ad Amendolara (Cosenza) perché chiedevano di essere pagati per il lavoro svolto. Già questa frase dovrebbe bastare a scuotere un Paese nella cui Costituzione celebriamo che è fondata sul lavoro. Eppure rischiamo di fermarci all’orrore dell’episodio, alla crudeltà dei carnefici, alla commozione di qualche giorno. Sarebbe l’ennesima ipocrisia. Il caporalato non cresce nelle campagne come un’erbaccia spontanea. Vive dentro una filiera che pretende prezzi sempre più bassi, raccolti sempre più rapidi, costi sempre più ridotti. Vive nella nostra indifferenza quando riempiamo il carrello compiacendoci di fragole, pomodori e agrumi venduti a prezzi impossibili. Quei quattro braccianti afghani non lavoravano per il Pakistan. Le terre che coltivavano non erano pakistane. I prodotti raccolti sotto il sole cocente della Calabria non erano destinati ai mercati di Kabul o Islamabad. La domanda da porci non è chi abbia appiccato il fuoco, ma chi alimenti il sistema che rende possibile lo sfruttamento, il ricatto, la riduzione di esseri umani a forza lavoro usa e getta. Ci scandalizziamo davanti alle fiamme. Molto meno davanti ai salari da fame, ai contratti negati, ai ghetti, ai trasporti clandestini, alle schiavitù moderne che permettono di abbassare il prezzo di ciò che arriva sulle nostre tavole. Quattro uomini sono morti bruciati vivi. Se questa tragedia non diventerà una rivolta delle coscienze, allora il fuoco continuerà a bruciare anche oltre quella vettura: nelle campagne, nei supermercati e nelle nostre responsabilità. Fonte: Mosaico di pace Comune-info
June 3, 2026
Pressenza
Iran-Usa, un piano di pace c’è. L’incognita è Israele
Habemus memorandum di intesa, non ancora un accordo esigibile. Poi c’è la propaganda trumpiana, bisognosa – ora più che mai – di una “vittoria” da sbandierare per poter chiudere la guerra perduta con l’Iran. Lasciamo dunque da parte i comunicati e i tweet che arrivano dalla Casa Bianca e basiamoci […] L'articolo Iran-Usa, un piano di pace c’è. L’incognita è Israele su Contropiano.
May 24, 2026
Contropiano
Voci di accordo Usa-Iran
La bozza finale di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan, dovrebbe essere annunciata entro poche ore, hanno riferito venerdì fonti di Al Arabiya. I suoi punti chiave sono stati ottenuti in esclusiva dalla rete e includono quanto segue: 🔴 Cessate il fuoco immediato, completo e […] L'articolo Voci di accordo Usa-Iran su Contropiano.
May 22, 2026
Contropiano
Bombe ferme, trattativa in corso
Mr. Taco Trump non cambia mai. L’acronimo sfottente significa del resto “Trump fa sempre marcia indietro” (Trump Always Chickens Out). Tornato da Pechino praticamente a mani vuote, senza aver ottenuto né in guerra né in diplomazia quella “vittoria” da sbandierare per uscire dall’angolo in cui si è chiuso con le […] L'articolo Bombe ferme, trattativa in corso su Contropiano.
May 19, 2026
Contropiano
Per gli Usa è tempo di cominciare a ragionare
Se qualcuno prova a sparare a Trump le borse festeggiano. Con un pizzico di cinismo – che sui mercati domina – si potrebbe trarre questa conclusione dai dati di stamattina sulle piazze asiatiche. Tokyo è salita sui massimi di sempre, superando i 60mila punti, Shanghai un po’ meno ma soltanto […] L'articolo Per gli Usa è tempo di cominciare a ragionare su Contropiano.
April 27, 2026
Contropiano