Protezione sussidiaria a cittadino bengalese di etnia Bedè
Il Tribunale di Perugia, con decreto del 24.6.2026, ha riconosciuto la
protezione sussidiaria a cittadino bengalese appartenente alla minoranza “bedè”.
Il Giudice effettua un’attenta disamina della loro condizione e delle
discriminazioni nei loro confronti.
Sulla base di tali informazioni, ritiene che “sussistano i presupposti per la
concessione della protezione sussidiaria ai sensi dell’art. 14 lett. b) del
D.lvo 251/2007 potendo ritenersi che il ricorrente, in quanto appartenente ad
etnia che soffre di discriminazioni di fatto diffuse e radicate correrebbe, in
caso di rimpatrio, il rischio di essere nuovamente costretto a vivere in
condizioni di marginalità sociale, esposto a discriminazioni di fatto e
obbligato a vivere in condizioni scarsamente dignitose in ragione della sua
appartenenza ad una minoranza senza poter contare su un’efficace protezione da
parte delle autorità statuali”.
I bedè (o bede o bedey) sono un popolo nomade, conosciuto anche come “gitani di
fiume”.
“Come tradizione viaggiano spostandosi con barche per 10 mesi all’anno,
lavorando come guaritori o vendendo oggetti. La maggior parte dei Bede vive in
campi su terreni incolti o in case in affitto, oppure su imbarcazioni ormeggiate
in acqua 1” .
Sono dediti “ad attività tradizionali quali la cattura dei serpenti, spettacoli
di magia e servizi di cura magico/spirituali 2” . Dalle fonti disponibili,
risulta che alcuni bede, soprattutto le donne della famiglia, siano guaritori
tradizionali, ed usino la shinga, un corno di mucca, per curare i pazienti 3.
“Secondo l’ONG locale Gram Bangla Unnayan Committee sono attualmente considerati
come degli emarginati, in parte a causa delle loro abitudini alimentari, che
contraddicono la tradizione islamica e anche perché le donne non indossano i
purdah [veli] e toccano i corpi di pazienti maschi, atti che violano la cultura
dominante bengalese-musulmana 4”.
La comunità di bede è gravemente privata di tutti i tipi di bisogni fondamentali
di vita, sia sociali che economici. Le limitazioni più significative sono la
povertà, l’analfabetismo, il matrimonio prematuro e la mancanza di
consapevolezza sulla pianificazione familiare. L’accettazione sociale è rara a
causa del loro stile di vita, dei vincoli tradizionali e rituali molto duri per
stabilire relazioni con gli altri popoli esterni. Per lo più vivono al di sotto
della soglia di povertà. Trascorrono ogni giorno con indicibili dolori e
sofferenze. A causa dell’analfabetismo, non sono impegnati con funzioni e altri
lavori qualificati. Sono stati eslusi dal sistema economico e dallo sviluppo del
Paese 5).
Si tratta di “discriminazioni di casta” molto diffuse in Bangladesh ed in tutta
l’Asia meridionale 6. La comunita Bede è esclusa da ogni aspetto basilare della
vita quotidiana, come il cibo, l’avere un’abitazione, un’educazione, l’accesso
alle cure mediche ecc.
Circa il 98% dei Bede vive sotto la soglia di povertà, il 95% è analfabeta ed i
bambini si sposano ad un’età media di 11 anni 7.
Nonostante alcune ONG abbiano promosso programmi di supporto a popolazioni più
povere ed emarginate, nessun programma è stato avviato per la comunità Bede, che
continua ad essere di fatto stigmatizzata ed esclusa 8.
La maggior parte dei bede non ha accesso all’istruzione 9, ma una minoranza di
essi riesce a frequentare la scuola, principalmente grazie all’intervento di ONG
che istituiscono scuole mobili su barche, accessibili agli appartenenti di tale
etnia, nomadi per tradizione 10.
Tribunale di Perugia, decreto del 24 giugno 2026
Si ringrazia l’Avv. Francesco Di Pietro per la segnalazione e il commento.
1. EASO, Informazioni sui paesi di origine, Bangladesh Panoramica del paese,
dicembre 2017, p. 57, ↩︎
2. Rapporto di ricerca COI Realizzato dall’Ufficio Immigrazione di ARCI
nazionale, aggiornato al 15 marzo 2022, All. n. 8 ↩︎
3. DW, “Bangladesh’s river gypies fighting to preserve their culture”, 13
giugno 2011 ↩︎
4. EASO, Informazioni sui paesi di origine, Bangladesh Panoramica del paese,
dicembre 2017, p. 58 ↩︎
5. “Present Social Awareness and Economic Condition of Nomadic Bede Community
at Narayanganj District in Bangladesh” in “American Journal of Rural
Development”, volume 5/2017 ↩︎
6. Caste-based discrimination in South Asia, Studio commissionato dalla
Commissione UE, giugno 2009 ↩︎
7. Al Jazeera, “Rough sailing for Bangladesh river-gypsies”, 22 gennaio 2013
↩︎
8. Mohammad Sujoun Lasker ed altri, “Lifestyle of the Nomadic River Gypsies
and their Threat Narrative: A Tale of Two Villages in Bangladesh”, in
“International Journal of Environmental Sciences & Natural Resources”,
marzo 2019 ↩︎
9. Tamanna Tabassum Kabir, “Everyday Challenges and Overall Social Impact of
the Bede Community: In a Quest for Equality in The Society of Bangladesh”
in “Indraprastha Law Review”, vol. 1/2020 ↩︎
10. DW, “Bangladesh’s river gypies fighting to preserve their culture”, 13
giugno 2011
Si segnala anche il documentario “I nomadi dei fiumi del Bangladesh: i
Bede”, pubblicato su YouTube. ↩︎
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