Biella, il nuovo mercato mette a rischio 48 ciliegi: monta la protesta

L'INDIPENDENTE - Monday, September 14, 2026

A Biella infuria la protesta per un progetto che intreccia il futuro del centro storico e la tutela di un importante spazio verde. Il Comune, guidato dal sindaco Marzio Olivero di Fratelli d’Italia, vuole infatti trasferire il mercato tri-settimanale da piazza Falcone ai Giardini Zumaglini, nonostante l’opposizione degli ambulanti e degli ambientalisti, le critiche degli agronomi e i dubbi esplicitamente espressi da nove presidenti di quartiere. L’operazione mette a rischio un filare di 48 ciliegi ornamentali, il cui eventuale trapianto presenta, secondo gli esperti, un rischio elevato di insuccesso. La vicenda, emersa in prima battuta negli ultimi giorni del 2025, si è trascinata per mesi tra vibranti proteste, raccolte firme e un consiglio comunale aperto durato otto ore.

Attualmente il mercato si svolge tre giorni alla settimana in piazza Falcone, nel quartiere Villaggio La Marmora, vicino allo stadio e servito da parcheggi. L’amministrazione intende riportarlo in centro, a suo dire con l’obiettivo di «rivitalizzare» la zona commerciale nel cuore della città, che nei giorni feriali attirerebbe pochi clienti. La giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica della riqualificazione, da candidare al bando regionale Città Rigenerative, nell’ambito del Programma FESR 2021-2027. Tuttavia, durante la seduta del 7 settembre, Olivero ha precisato che «un atto amministrativo sul mercato ancora non esiste», confermando che il trasferimento non è stato, ad oggi, formalmente approvato.

La questione degli alberi è altrettanto complessa. Un’interrogazione depositata a luglio indica 48 ciliegi nel filare settentrionale, impiantato tra il 1996 e il 2003. Il Comune esclude l’abbattimento: in un comunicato del 24 luglio prospetta il riposizionamento nell’area oppure il trasferimento altrove, subordinando la scelta alle valutazioni tecniche. Precisa che «una quindicina di ciliegi sono già stati sostituiti» e che le radici soffrono per l’impermeabilizzazione del terreno. Il sindaco ha dichiarato: «Se i tecnici riterranno che la soluzione migliore sia spostare le piante, lo faremo per tutelarle e per metterle in condizioni più favorevoli. Se invece sarà possibile mantenerle dove sono, spostandole di pochi metri, sarà valutata anche questa soluzione». Promette inoltre che, in caso di trasferimento, «non avremo meno alberi, ma più alberi». Secondo gli esperti, la realtà è però ben diversa. Gli agronomi Andrea Polidori e Massimo Tirone hanno contestato la fattibilità del trapianto: Polidori ha evidenziato l’elevata probabilità di insuccesso; Tirone ha stimato costi che potrebbero raggiungere i 20mila euro per esemplare.

Le obiezioni riguardano anche l’intero giardino: passaggio dei mezzi, compattazione del terreno, rifiuti e possibili sversamenti potrebbero compromettere l’equilibrio dell’area verde. Sul versante economico, gli operatori chiedono di conoscere le analisi che giustificherebbero il trasloco. Michelangelo Trotta, della Federazione Italiana Venditori Ambulanti, ha sollecitato verifiche su traffico, parcheggi, accessibilità e organizzazione dei banchi. 122 ambulanti su 122 si sono detti contrari al progetto ed è stata effettuata una raccolta firme contro il progetto, che su Change.org è arrivata a oltre 2.660 sottoscrizioni.

Il dissenso attraversa anche i quartieri e la coalizione di governo. Tutti i nove presidenti di quartiere intervenuti hanno espresso dubbi, con sfumature diverse. Il Villaggio La Marmora teme di perdere un servizio e un polo di attrazione. Nella maggioranza, la leghista Barbara Greggio ha proposto mercati tematici ai Giardini Zumaglini e il rafforzamento di quelli rionali; Forza Italia e Lista Gentile hanno manifestato disponibilità a discutere alternative. Anche le modalità del confronto hanno alimentato le proteste. L’assemblea aperta si è effettivamente svolta, proseguendo per circa otto ore, mentre i cittadini la seguivano anche da piazza Duomo. La mobilitazione sembra comunque aver portato frutti: Olivero continua a difendere il trasferimento come risposta alla crisi del centro, ma ha dichiarato che lascerebbe il mercato dov’è se gli venisse proposta un’alternativa capace di rivitalizzarlo in tempi brevi. Resta da vedere se questa apertura porterà a una revisione del progetto.

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