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MANTOVA: INCENDIO AL POLO ENI-VERSALIS, “UNA ZONA POTENZIALMENTE DINAMITARDA”. RISCHIATA LA TRAGEDIA
Sono state domate le fiamme scaturite stamane da un incendio al magazzino di materiale plastico dell’azienda Eni-Versalis. Resta ancora una sparuta nume di fumo ma la situazione è sotto controllo. Le fiamme hanno causato una densa nube di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, con gravi rischi per l’ambiente, che restano ancora da valutare. Gli operai sono stati immediatamente evacuati, uno è intossicato. Il presidio interno dei Vigili del fuoco, previsto per legge per questo tipo di aziende ad alto rischio, è prontamente intervenuto. Spostati dai binari della ferrovia Mantova – Monselice, chiusa, tre vagoni contenenti cloruro di titanio, a rischio esplosione. Si è rischiata una tragedia poiché in zona sono presenti numerose aziende del settore petrolchimico, tra le quali Eni Power, cui stabilimento è stato evacuato, l’ex raffineria Ies, che ancora stocca carburanti e la Sapio, che produce ossigeno e idrogeno. Da Mantova sentiamo Federico Chiavolelli, Segretario Organizzativo locale della Filctem-Cgil, che tra l’altro abita a 500 metri dalla zona nella quale è scoppiato l’incendio, che lo stesso Chiavolelli ha definito “potenzialmente dinamitarda”. Ascolta o scarica
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
Il grido di Tirana
-------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Nonostante le minacce e gli insulti, dopo undici giorni consecutivi, il movimento non solo resiste, ma cresce. Martedì nella città di Fier, durante una tappa del tour che celebra il trentacinquesimo anno dalla fondazione del Partito Socialista, Edi Rama ha detto che per venerdì 12 giugno la discussione sulle richieste del movimento deve finire. Una sorta di ultimatum. Non è chiaro cosa intendesse nel concreto, ma sappiamo che venerdì Edi Rama prevede di fare in pompa magna la grande festa per il trentacinquesimo del suo partito proprio a Tirana. Il Primo Ministro nei giorni scorsi ha pubblicato anche un comunicato rivolto alla stampa internazionale, dai toni surreali, dove attacca tutti i media del mondo che hanno parlato delle proteste e spiega loro che dalle informazioni e i calcoli che il Governo ha fatto, sono 2.000 le persone che stanno protestando. Avete capito bene: duemila. La risposta alle più o meno velate minacce sulla giornata di venerdì 12 giugno e su questi calcoli, che sono diventati un boomerang che ha prodotto centinaia di meme, la vedete nella foto della piazza di giovedì sera. Non è intelligenza artificiale. Forse la manifestazione più grande da quando è scoppiata la rivoluzione. Lo scarto tra il nervosismo, la volgarità, la violenza verbale e becera, le fake news che vengono agitate contro il movimento e la creatività, la dissacrazione, la bellezza e la popolarità del movimento è sempre più evidente. Ogni arma contro il movimento viene ribaltata, “memetizzata”, disinnescata. Nel frattempo, sul piano documentale, inchieste di Reporter.al e Shteg.org hanno svelato passaggi di proprietà da 306.000 euro nell’area di Zvërnec, ma anche gli atti del Governo che hanno disposto il passaggio di 5,6 milioni di metri quadrati dell’isola di Sazan, il 90 per cento dell’isola, dal demanio pubblico ad una struttura statale che ha la missione di valorizzare il patrimonio e gli “investimenti strategici”. Nel corso dei giorni, tra i tanti slogan che rappresentano le voci del movimento e delle tantissime ragioni della protesta, che attacca tutto il sistema e tante altre situazioni oltre alla questione della laguna di Narta, ce n’è uno che ora dopo ora è diventato sempre più importante, sempre più duro, sempre più popolare: Dorëheqje, Dimissioni. La diaspora in tutto il mondo sta continuando ad organizzare manifestazioni e presidi ovunque, ma questo fine settimana, a partire da domani, il luogo dove essere per chi ne ha la possibilità è proprio Tirana, il cuore della rivoluzione. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > Per un’intera generazione, saranno per sempre tra i giorni più belli -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il grido di Tirana proviene da Comune-info.
June 11, 2026
Comune-info
“Quell’isola la voglio!”
-------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Domenica 7 mattina leggo su quel prezioso sito che è Comune, degli avvenimenti in Albania. Detjon Begaj racconta della Rivoluzione dei fenicotteri. E dice che la stessa mattina, alle 10,30, ci sarà una presidio di protesta anche a Firenze, in Piazza della Signoria. So poco della politica albanese, ma quello che è in ballo riassume tutta la storia dei nostri tempi; e poi ci sono di mezzo i fenicotteri, proprio come da noi qui sulla Piana, a Firenze. Per questo decido di andare subito alla manifestazione. Jared Kushner è un gentiluomo che ha preso in mano la società di speculazione immobiliare di famiglia, quando il babbo è finito in carcere. Il babbo è uscito perdonato da Trump, e Jared ha sposato la figlia di Trump. Jared opera da un grattacielo che si trova significativamente al numero 666 Fifth Avenue, che in seguito il genero del presidente ha fatto edulcorare in 660, togliendo la scritta che rendeva unico il palazzone: Jared è un attivissimo sostenitore dello Stato d’Israele, e tramite la Affinity Partners, gestisce due miliardi di dollari pubblici sauditi (poi a noi vengono a parlare di scontro di civiltà). Soldi con cui promette di trasformare Gaza in un resort di lusso, dopo averne cacciato gli indigeni. Qualche anno fa, la signora Ivanka era sulla costa albanese nella barca dell’amico Nathaniel Rothschild, quando ha visto l‘isola di Sazan. L’ha raggiunta a nuoto. Tornata in barca, ha detto al marito, “quell’isola, la voglio!”. Quell’isola – la più grande dell’Albania – appartiene al demanio pubblico; ha una lunga storia, ma grazie al fatto di essere stata dichiarata zona militare decenni fa, è diventata una delle oasi più ricche di varietà faunistica del Mediterraneo. Tra decine di specie, si distinguono la foca monaca e il fenicottero, con il più grande insediamento d’Europa. Così Jared va dal socialista che governa l’Albania da anni, e si fa conferire subito lo status di strategic investor, cioè uno di quelli cui si danno le chiavi di casa (e per i primi dieci anni non deve pagare tasse). Jared decide di fare del bene demaniale/riserva naturale un ““very high-end luxury product” e si mette in affari con la Aman Resorts, di proprietà di un oligarca russo moroso della Naomi Campbell (la compianta Dacia Valent mi ricordava, “nessuno è razzista con Naomi Campbell”). Insieme, fanno un progettone per farci un albergo con 10.000 camere di lusso e tante villette sparse. Arrivo in Piazza della Signoria, dove mi aspetto di vedere un piccolo presidio di quattro attivisti, magari con qualche agenda politica tutta interna all’Albania, di cui non so nulla. E invece vedo centinaia e centinaia di albanesi, con grandi bandiere rosse e nere. E ovunque immagini di fenicotteri. Inizio a riconoscere singole persone, una dopo l’altra – la mamma che lavora la sera fino a tardi al ristorante, l’operaio, quello che con la bancarella al mercato, i ragazzi e le ragazze di seconda generazione… La persona più carismatica è una ragazza, che sa anche cavarsela bene diplomaticamente. Prendono la parola tante persone, parlando quasi sempre e solo in albanese. Un paio però parlano in italiano, dicendo che loro sono dovuti emigrare per lavorare, non volevano lasciare il loro paese che amano profondamente; ma il loro paese è in mano a politici che hanno scelto di arricchirsi cementificando e distruggendo l’ambiente, anziché fornire i servizi essenziali. C’è un’intensità nei discorsi che mi colpisce, perché si sente che dietro ci sono esperienze personali forti: non somiglia per nulla al tono dei nostri oratori politici, istituzionali o estremisti. Nei Balcani, è facile che si abusi delle bandiere, ma almeno questa volta non sono rivolte contro qualche altro popolo confinante; sono lì per parlare di storia e di storia personale, di luoghi e di animali e di boschi. Una bambina prende la parola, in italiano che immagino sia ormai la sua prima lingua, e inizia a dire, “Ci vogliono togliere la nostra terra, i nostri boschi!” e poi scoppia a piangere. “Miguel, ho un bellissimo nome, mi chiamo Anila e vuol dire il vento!”, mi dice la madre di uno dei ragazzi cresciuti al Giardino. Anila è un vento davvero, una forza sorridente, a volte una tempesta, un’enciclopedia di storie, ma con una straordinaria capacità di prendersi cura degli altri. E mi presenta un signore che mi racconta che ha messo insieme una raccolta di migliaia di libri sulla storia dell’Albania, e mi parla male dei comunisti e dei loro shpiuni. E mi fa, “sai che noi in Albania abbiamo due lingue? Il Gheg e il Tosk, il Toscano! Io sono Toscano!”. Una donna mi fa, “anch’io ho un bellissimo nome, Shpresë, ‘Speranza’… ma guarda!” E si gira, sulle spalle indossa un’enorme bandiera albanese con l’aquila… “Ecco questo dice tutto!”. E mi insegnano anche a pronunciare correttamente, Shqipëria. -------------------------------------------------------------------------------- Pubblicato su Kelebek Blog -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI DETJAN BEGAJ: > Per un’intera generazione, saranno per sempre tra i giorni più belli -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo “Quell’isola la voglio!” proviene da Comune-info.
June 9, 2026
Comune-info
Prima le assemblee, poi un giorno di lotta. A Napoli est qualcosa si muove
(foto di giuseppe carrella) A San Giovanni a Teduccio il mare arriva prima come rumore, poi come odore, infine come vista. In alcuni punti, pur essendo vicinissimo, non si vede mai. Lo si intuisce dietro una lunga parete di lamiera, dietro le cancellate protette da telecamere, dietro la centrale termoelettrica, l’ex depuratore e gli scheletri di strutture dismesse che occupano la linea di costa, interrompendo il percorso dal corso principale al mare. Da settimane, ai piedi dei due palazzi del cosiddetto Bronx di San Giovanni, sotto il grande murale che ritrae Che Guevara, cittadini e realtà di movimento si incontrano all’ombra di un albero. Il parchetto, se così lo si può chiamare, è poco più di uno slargo. Ma in un quartiere in cui lo spazio pubblico viene lasciato all’incuria e sottratto pezzo dopo pezzo, anche un albero diventa assemblea, riparo, punto di partenza. Da lì parte una campagna semplice e radicale: chiedere al quartiere di parlare. Sui muri compaiono manifesti con un grande teschio rosso che sbuca dai fumaioli di una fabbrica. Accanto, manifesti bianchi con una domanda: cosa vuoi dal tuo territorio? Qualcuno, tra le varie richieste di verde e mare pulito, risponde: “Femmene c’a pala”. Una scritta apparentemente ironica, ma che comunica una cosa precisa: bisogno di presenza, di aggregazione, di luoghi in cui incontrarsi. Dice che la questione ambientale non è mai soltanto ambientale. È anche sociale, abitativa, relazionale. La mattina del 6 giugno, nella piccola piazza del Municipio, sul corso San Giovanni a Teduccio, un gruppo di attiviste, abitanti, cittadine e cittadini si riunisce per attraversare le spiagge e lanciare una campagna di monitoraggio ambientale. La campagna prevede la costruzione e l’installazione autonoma di centraline per il rilevamento delle polveri sottili e l’uso di termocamere per individuare eventuali variazioni anomale di temperatura dell’acqua. Per produrre dati, rendere visibili i punti critici e costruire strumenti di controllo popolare su un territorio in cui la questione ambientale è stata troppo spesso rimandata, frammentata o raccontata solo dall’alto. Dal corso – l’arteria principale del quartiere, che lo tiene attaccato alla città e alla sua storia – fino all’antica via delle Calabrie raggiungiamo il mare, infilandoci negli accessi rimasti, costeggiando strutture che sembrano ricordare che il litorale esiste, ma non appartiene davvero a chi vive qui. San Giovanni a Teduccio non è semplicemente un quartiere affacciato sul mare. È un pezzo di città in cui il mare, per decenni, è stato parte dell’infrastruttura industriale: raffinerie, depositi, officine, impianti energetici, aree dismesse. La costa è vicina alle case, ma separata dalla vita quotidiana. L’ex raffineria Q8 è uno dei simboli di questa storia. Prima produzione e lavoro, poi dismissione, contaminazione, bonifiche attese. La deindustrializzazione non ha cancellato l’impronta industriale: l’ha lasciata nei suoli e nelle acque di falda, con contaminanti come idrocarburi, metalli pesanti, IPA, PCB e composti clorurati, oltre che nella disoccupazione. Per questo ogni discorso sulla rigenerazione arriva in un territorio già saturo e carico di promesse non mantenute. Qui bonifica non significa solo rimuovere materiali contaminati o riaprire un passaggio verso il mare. Significa capire chi decide il futuro degli spazi, chi potrà usarli, se il mare tornerà davvero accessibile; cosa significa il nuovo terminal container previsto alla Darsena di Levante, a ridosso di un tratto di costa che da anni si dice di voler restituire agli abitanti. Quando arriviamo al lido Chanel, la spiaggia è piena. Una signora con i nipotini chiede al giovane bagnino di “far uscire” un ombrellone, perché i bambini hanno bisogno d’ombra. La sabbia vulcanica, un tempo nera, oggi appare grigia, mescolata alla polvere. I cespugli fioriti che incorniciano il chiosco e il patio provano a costruire un’immagine di normalità balneare, ma non riescono a coprire l’odore forte che impregna l’aria. Poco distante, l’ex depuratore resta sulla linea di costa, come un promemoria di tutto ciò che per anni è stato scaricato in acqua. Sull’orizzonte, nella linea di mare tra Napoli e Portici, passa una grande nave metaniera LNG. (foto di giuseppe carrella) È questa la scena difficile da descrivere senza retorica: famiglie con bambini che giocano, ragazzini al sole, signore che si riparano dal caldo. E insieme l’impressione costante che il diritto al mare sia concesso in una forma residua: puoi andarci, ma devi accettare tutto il resto. L’odore acre, la sabbia polverosa, il mare sporco. Sotto un ombrellone incontro J., giovane madre. Parla con la lucidità pratica di chi non sta facendo teoria, ma organizzando la giornata dei figli. «Vengo qui perché abito qui e i miei figli hanno caldo – racconta –. Ma mi fa paura. L’acqua è sporca e ogni volta che bevono anche una goccia di questo mare poi stanno male». La sua frase sintetizza la distanza tra le opere promesse, annunciate, sponsorizzate dalle istituzioni, e l’esperienza quotidiana di chi ha bisogno di bonifiche vere. Da un lato il linguaggio della riqualificazione, dall’altro una madre che porta i figli al mare perché non ha alternative e deve chiedersi se quell’acqua possa farli stare male. Poco più avanti, in una conca tra un lido e l’altro, l’acqua raccoglie rifiuti e materiali sospinti dalla corrente. Intorno a un grosso tubo nero che sbuca da un pontile eroso e finisce verso il mare, un altro stabilimento offre lettini e cucina di pesce agli avventori. Lo spazio è piccolo, compresso tra la centrale termoelettrica e il museo ferroviario di Pietrarsa, sorto nelle antiche Officine, dove un tempo si producevano locomotive. Nel pomeriggio il corteo ripercorre il corso, passa per il Bronx, accompagnato dalle percussioni della Murga. I ragazzini in giro per il quartiere prendono gli striscioni, chiedono cosa stiamo facendo. Le signore, incuriosite dal clima festoso, si affacciano alle finestre, poi scendono in strada. «Ne abbiamo bisogno», dice una di loro. È una frase semplice, ma dice molto. Non parla solo della manifestazione. Parla del bisogno di vedere il quartiere attraversato, abitato, rimesso in movimento. (foto di giuseppe carrella) Al Parco Troisi viene appesa una grande fotografia di San Giovanni e vengono distribuite mappe sulle quali scrivere o disegnare. A chi vuole partecipare si chiede di indicare i propri desideri per il quartiere. Durante l’assemblea pubblica, abitanti e realtà presenti prendono parola su questo: non una riqualificazione qualsiasi, non l’ennesimo progetto che cambia il volto del quartiere senza migliorare la vita di chi ci vive, ma una trasformazione reale, controllabile, utile alla popolazione. Sullo sfondo, il Parco Troisi racconta da solo il paradosso. Il laghetto è svuotato, pieno di immondizia. Intorno ci sono alberi, colline, spazi ampi che potrebbero essere bellissimi. Il pomeriggio scorre tra persone che scrivono sulle mappe, altre che si avvicinano alla fotografia, altre ancora che prendono il microfono. Le risposte, una dopo l’altra, compongono una mappa diversa: meno speculazione, più cura, più spazi vivibili, più possibilità di attraversare e abitare i luoghi. In un angolo della grande fotografia compare una scritta, accompagnata da alcuni fiori disegnati: “Rinascita”. (delfina esposito)
June 9, 2026
Napoli MONiTOR
A Rimini il primo Hotel Amico dei Rondoni
In occasione del World Swift Day, la Giornata Mondiale dei Rondoni che si celebra il 7 giugno, la Lipu di Rimini lancia un importante messaggio di tutela ambientale che unisce biodiversità e turismo sostenibile. Nasce proprio sul territorio romagnolo il primo “Hotel Amico dei Rondoni”: si tratta dell’Hotel Belvedere Spiaggia di Viserba, premiato con una targa speciale per aver protetto e custodito nel tempo la storica colonia ospitata sul proprio tetto. L’iniziativa apre la strada a una proposta concreta rivolta al Comune di Rimini per valorizzare l’offerta turistica virtuosa. Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera firmata da Arianna Lanci (LIPU Rimini): È a Rimini il Primo “Hotel Amico dei Rondoni”. Si tratta dell’Hotel Belvedere Spiaggia di Viserba, una struttura che da decenni ospita una grande colonia di Rondoni nei piccoli fori di areazione del tetto posti sui quattro lati dell’edificio. La proprietaria, Rosangela Passoni, continua a tutelare i piccoli fori dove si riproducono questi strabilianti e poetici concittadini alati. Li tutela anche nella memoria del marito Luca Bersani, che nel momento in cui furono necessari lavori di ristrutturazione scelse di non toccare quei buchi. Ne diamo l’annuncio proprio oggi, nella Giornata Mondiale dei Rondoni, condividendo qualche scatto dalla cerimonia di consegna della “Prima Targa Hotel Amico dei Rondoni” di venerdì scorso. Presenti tanti amici e anche il Comune di Rimini nella persona dell’Assessora Francesca Mattei che ringraziamo. Un momento importante per la nostra comunità, importante simbolicamente, culturalmente e umanamente. È stato bello condividerlo e speriamo ne arrivino tanti altri di questi momenti: momenti in cui ricordarsi, INSIEME, del valore e della meraviglia di convivere con questi messaggeri di pace e di gioia. Si parla tanto di ambiente, ma l’ambiente non è un contenitore vuoto, non è una semplice risorsa da sfruttare: l’ambiente è vivo, è la VITA della Natura tutta attorno a noi, anche in un contesto fortemente antropizzato. Ed è un errore pensare che i Rondoni non ci riguardino. I Rondoni ci riguardano. Ci riguardano eccome. La presenza dei Rondoni si lega alla salute ecosistemica degli spazi in cui viviamo. E non solo, la presenza dei Rondoni si lega persino alla salute del nostro mondo interno: un cielo vivo e risonante è un bene di valore inestimabile e se ce lo dimentichiamo siamo davvero perduti. Ma oltre a questo c’è di più. C’è il diritto delle altre specie viventi ad esistere, ad essere parte del mondo, e a donarci il mistero e la bellezza della loro presenza. Lo scriveva anche Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato Sì, cui daremo voce nel prossimo evento del Festival ALTISSIME VOCI presso l’Ospedale Infermi di Rimini domenica prossima, 14 giugno, a partire dalle 17.30. C’è inoltre un altro aspetto cui dare valore nella relazione con questi uccelli: è in gioco infatti, da parte nostra, l’occasione di creare le condizioni di una convivenza che fonda una nuova umanità: un’umanità che prova finalmente a riconciliarsi con la Natura. Tanto più che la biodiversità che si lega agli edifici non viene mai presa seriamente in considerazione. Nonostante sia in pericolo. Nonostante sia così preziosa. Questa iniziativa vuole provare a gettare un seme. Speriamo germogli. E speriamo in tante altre targhe ad altri hotel virtuosi. La nostra proposta al Comune di Rimini è quella di creare un portale dove inserire tutte le strutture alberghiere da noi segnalate: strutture che rispettano i nidi di Rondoni, Rondini e Balestrucci. Perché sempre più proprietari siano incentivati ad agire in questo senso e perché i turisti possano scegliere quegli alberghi che tutelano con gesti concreti la biodiversità. Proprio da Rimini può e deve partire un percorso di valorizzazione di coloro che nell’ambito dell’offerta turistica aiutano la natura selvatica e i benefici ecosistemici che ne derivano. Anzi, possiamo ufficialmente annunciarlo con questa Prima Targa Hotel Amico dei Rondoni: da Rimini questo percorso è già partito!! Speriamo tanto che il Comune colga il nostro invito. Buona Giornata Mondiale dei Rondoni! Ricordate di alzare gli occhi al cielo e di aprire bene le orecchie in ascolto della Altissime Voci! E per chi oggi è a Rimini: unitevi alla nostra camminata urbana, ci sono ancora pochissimi posti! Prenotazioni su whatsapp al numero 3890570107 Arianna Lanci Per informazioni sul Festival Altissime Voci, trovate tutte le date e l’intero programma qui: https://www.pressenza.com/it/2026/06/altissime-voci-festival-a-rimini-il-canto-corale-si-fa-relazione-con-il-cielo/ Redazione Italia
June 7, 2026
Pressenza
Altissime Voci Festival: a Rimini il canto corale si fa relazione con il cielo
> ALTISSIME VOCI è un ascolto sottile, > uno sguardo- che tiene insieme > l’infinito cielo e il minuscolo filo d’erba. > ALTISSIME VOCI è soprattutto un suono. Il suono, immensamente struggente, > > di cui è fatta la sostanza del volo – > il volo dei rondoni. Da un’idea di Arianna Lanci, artista e attivista, delegata Lipu per la Provincia di Rimini e referente per l’associazione Monumenti Vivi, nasce a Rimini nel 2023 ALTISSIME VOCI Festival Musicale tra Terra e Cielo. Al cuore del progetto è la visione di città come ecosistema, unitamente all’urgenza di promuovere un ascolto attento e consapevole, per uscire da noi stessi e incontrare non solo i Rondoni, alle cui voci il Festival è dedicato, ma tutta la biodiversità di cui la gran parte delle volte non ci accorgiamo. Il Festival promuove una sensibilità in azione, un sentire che sboccia in un quotidiano impegno nella difesa e valorizzazione della natura urbana. Il tutto a partire dalla musica vocale e corale. A Rimini per la prima volta grazie ad ALTISSIME VOCI il canto corale si fa relazione con il cielo: un cielo vivo. Questo ciclo di eventi culturali e musicali si lega infatti al coro che Arianna ha creato nel 2015, l’Ensemble Vocale Canòpea, realtà organizzatrice del Festival a partire dalla consapevolezza che sia proprio la voce, e insieme ad essa- come suo miracoloso frutto- il canto, l’elemento aereo che più di ogni altro ci avvicina agli uccelli, ricordandoci così il respiro comune di cui tutti siamo parte. Le voci dei rondoni- inconfondibili e struggenti- cantano di un volo condiviso: i loro caroselli sonori traducono l’immagine di un vero e proprio coro con le ali, come a voler esprimere con quelle acutissime grida un sentimento di gratitudine verso gli edifici umani che ospitano i nidi. I rondoni, intimamente legati all’aria (in volo si nutrono, in volo bevono, in volo si accoppiano, in volo dormono), vivono infatti la loro unica parentesi terrestre durante la nidificazione, che avviene dentro nicchie preesistenti e che li porta ad avvicinarsi a noi umani. Chiese, case, ma anche scuole, supermercati, edifici abbandonati e persino l’Ospedale, che a Rimini è una grande colonia di Rondoni pallidi, diventano veri e propri scrigni sonori di biodiversità, grazie alle piccole fessure che immaginavamo vuote di vita. Una biodiversità sempre più in pericolo quella che riguarda gli edifici: un pericolo che si lega alle caratteristiche della moderna edilizia, inospitale per i Rondoni così come per altre specie di importanza ecosistemica fondamentale come i pipistrelli. Su tutti questi temi il Festival diffonde conoscenze, grazie al contributo di autorevoli ospiti del mondo scientifico e divulgativo e grazie ad eventi esperienziali che portano i cittadini a vivere un contatto intimo e collettivo che la Natura che li circonda. Un invito alla relazione a partire dall’ascolto, in un sentiero di riscoperta dei luoghi della città come habitat per altre specie viventi oltre a quella umana: questa la proposta culturale di ALTISSIME VOCI. Tra passeggiate sonore e ornitologiche, conferenze scientifiche e concerti, il Festival riesce ad avvicinare al mondo dell’arte e a quello della biodiversità persone con differenti sensibilità, facendo del canto un filo tra la terra e il cielo. Il programma dell’edizione 2026 si arricchisce del conferimento della Prima Targa Hotel Amico dei Rondoni- per celebrare un esempio virtuoso di tutela della biodiversità nell’ambito dell’offerta turistica riminese- e di un nuovo spazio tra quelli in cui prenderanno vita gli eventi: l’Ospedale Infermi di Rimini, grande colonia di Rondoni pallidi, importante scrigno di biodiversità su cui portare attenzione, nel contesto di una cultura della cura che abbraccia tutto il vivente e che si inserisce nel più ampio concetto di ONE HEALTH. Quest’anno il Festival ha ricevuto il patrocinio del Comune di Rimini. Di seguito il programma nel dettaglio. PROGRAMMA 2026:  ALTISSIME VOCI Festival Musicale tra Terra e Cielo Quarta Edizione Ideazione e direzione artistica: Arianna Lanci Venerdì 5 giugno 2026 ore 19 Hotel Belvedere Spiaggia Via Giuliano Dati 51, Viserba di Rimini Conferimento PRIMA TARGA HOTEL AMICO DEI RONDONI Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, per celebrare questo esempio virtuoso di tutela della biodiversità nell’ambito dell’offerta turistica riminese ____________________________________________________ Evento Inaugurale nella Giornata Mondiale dei Rondoni Domenica 7 giugno 2026 ore 18.30: LA POESIA DEL CIELO VIVO SOPRA LA CITTA’ CAMMINATA URBANA IN ASCOLTO E OSSERVAZIONE DEI RONDONI Guida ornitologica: Cristian Montevecchi (AsOer) Adesione obbligatoria su whatsapp: 3890570107 Il luogo dell’appuntamento verrà comunicato al momento della prenotazione __________________________________________________________ Domenica 14 giugno 2026: LA NATURA ENTRA IN OSPEDALE Ospedale “Infermi” di Rimini, via Settembrini 2 Evento in dedica al concetto di ONE HEALTH: per una cultura della cura che abbraccia tutto il vivente Evento fb qui Scarica locandina evento qui Ore 17.30 Inaugurazione TRA TERRA E CIELO Mostra fotografica collettiva a cura di Arianna Lanci 30 scatti sulla vita della Natura nella Provincia di Rimini Ore 18 LA MUSICA DEI RONDONI: QUANDO LA NATURA DIVENTA CURA  Irene Pellegrino (Ornitologa Università del Piemonte Orientale) A seguire: CANTICO DELLA CREATURE per voci e strumenti NELL’ANNO GIUBILARE FRANCESCANO Musica di Luigi Pizzaleo Testi di Papa Francesco e San Francesco d’Assisi Ensemble Vocale Canòpea Emanuela Di Cretico: flauti dolci Elisabetta Del Ferro: viola da gamba Marco Muzzati: salterio e percussioni Arianna Lanci ideazione, direzione, voce solista, clavisimbalum ____________________________________________________ Domenica 28 giugno 2026 ore 18.15 Chiostro della Chiesa di San Giuliano Martire Via San Giuliano 16, Rimini CANTI PER ALTRE ORECCHIE: QUANDO LA VOCE DI ANFIBI, INSETTI E UCCELLI CI SPOSTA DAL CENTRO DEL MONDO Cesare Brizio (Nature recordist) A seguire: “COME UNA VOCE CHE PERSUADE” Concerto corale in dedica alla vita della Natura e ad Alex Langer nell’anniversario della sua nascita Ensemble Vocale Canòpea  Emanuela Di Cretico: flauti dolci Arianna Lanci: direzione, voce solista Jacopo Benzi: fonico __________________________________________________ Domenica 12 Luglio 2026 ore 18.45 Spazio antistante all’ex Hotel delle Nazioni di San Giuliano mare Via Ortigara 37, Rimini ANIMALI IN CITTA’: STORIE DI ECOLOGIA E BIODIVERSITA’ URBANA Nicola Bressi (naturalista, zoologo, divulgatore, Museo Civico di Storia Naturale di Trieste) A seguire: SOLENNE Un concerto intimo, alla ricerca dei confini tra silenzio e musica Carlo Maver: bandoneon, flauto, flauto basso, moxeno Jacopo Benzi: fonico _______________________________________________ Domenica 26 Luglio 2026 ore 21 Lapidario del Museo della Città di Rimini, Via Tonini 1 PIPISTRELLI: UN CONCERTO INAUDIBILE NELLA NOTTE URBANA RIMINESE  Dino Scaravelli (Zoologo Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) A seguire: DELL’INVISIBILE RESPIRO Performance poetico-musicale in dedica ad Anna Maria Ortese Arianna Lanci ideazione, testi, voce, field recording Roberta Gottardi clarinetti Luigi Pizzaleo musiche originali Per visitare il sito fb : Altissime Voci Festival Il video promo qui Scarica Locandina generale del Festival qui Redazione Romagna
June 7, 2026
Pressenza
La rivoluzione dei fenicotteri
-------------------------------------------------------------------------------- Fonte: citizens.al -------------------------------------------------------------------------------- La rivoluzione dei fenicotteri. Così la stanno chiamando in Albania. Questa foto relativa è relativa al terzo giorno consecutivo di protesta a Tirana, dopo gli scontri di sabato 30 maggio proprio a Narte. È il movimento più grande degli ultimi anni. Spontaneo, auto-organizzato, senza leadership verticale, a prevalenza giovanile. Ma le cose non accadono per caso. Anni di lotte, di movimenti sociali e ambientali, di compagne e compagni con una generosità e un coraggio incredibile in un contesto difficile che è difficile anche soltanto da immaginare in molti paesi europei. Un contesto dove per davvero hanno cementificato tutta la costa e resa irriconoscibile per chi ha un pochino di memoria di cos’era anche solo quindici anni fa. Ci sono cose che ti condizionano di più quando hai un legame affettivo, di sangue, “identitario” con un territorio. Se sei nato lì vicino al luogo che la famiglia Trump e altri oligarchi vogliono devastare per farci dei resort, se i tuoi genitori che vivono lì, se per tutta la vita ogni volta che tornavi andavi a passeggiare nella laguna di Zvernec e leghi questi luoghi a dei ricordi indimenticabili non puoi rimanere inerte. C’è un video in rete nel quale una ragazza del posto ha preso un megafono in mano e ha urlato “io qui ci ho imparato a nuotare”, di fronte al filo spinato, la polizia, i guardiani privati. Una cosa da brividi. Ma non è solo questo. È che quando è troppo è troppo. Razionalmente, proprio. Non si può vendere alla famiglia Trump un’isola intera di fronte Valona, simbolo della città. Non si può vendere alla famiglia Trump e ad altri un’area protetta come quella del delta del fiume Vjosa, Narte, Zvernec, luoghi letteralmente sacri per i cittadini di Valona e per tutti gli albanesi. Non si può vedere il proprio paese colonizzato, depredato delle proprie risorse, con la promessa che la ricchezza generata ricadrà sulla povera gente mentre questo non avviene mai. Mai. Intanto il paese è schiacciato dall’innalzamento del costo della vita, il turismo speculativo, i salari fermi, le infrastrutture di base – come l’acqua potabile tutto il giorno – che mancano ancora in larga parte del paese. L’Albania non è in vendita, grida questo movimento di protesta. Se solo possiamo fare qualcosa di utile, pur non vivendo lì, facciamolo. Supportiamo il movimento. -------------------------------------------------------------------------------- DICHIARAZIONE DEL MOVIMENTO Dopo 35 anni di transizione, è arrivato il momento di porre fine a un modello di governo che ha leso la proprietà privata, il patrimonio nazionale e l’interesse pubblico. Questa protesta, nata come risposta alla compromissione della proprietà e delle ricchezze nazionali, presenta le seguenti richieste chiare e non negoziabili: 1) Le dimissioni del governo; 2) L’abrogazione dello status e del quadro normativo relativo agli investitori strategici; 3) L’abrogazione del cosiddetto “Pacchetto Montagne”; 4) L’annullamento delle modifiche alla legge sulle aree protette; 5) L’annullamento delle modifiche alla legge sul patrimonio culturale. Queste non sono richieste di parte. Sono richieste di giustizia, legalità e tutela dell’interesse nazionale. Non accettiamo negoziati sui diritti fondamentali dei cittadini né sui beni che appartengono a tutti gli albanesi. Oggi rivolgiamo un appello a ogni albanese, dentro e fuori dal Paese, affinché si unisca a questo impegno civico per porre fine a questa casta politica corrotta. Il tempo del silenzio è finito. È arrivato il tempo dell’azione. L’Albania appartiene ai suoi cittadini! -------------------------------------------------------------------------------- Proteste in molte città di tutto il mondo: 5 giugno: Korça ore 18; Stockholm ore 18, Berlin ore 18,30; Munich ore 18,30; Toronto ore 18 6 giugno: Vlora ore 11; Milan ore 10 (Piazza Mercanti); Firenze ore 10,30, (Piazza della Signoria); Londra ore 11; New York ore 14 7 giugno: Brussels ore 11; Bologna ore 18 (Piazza del Nettuno); Skopje ore 16,30; New York ore 11 -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo La rivoluzione dei fenicotteri proviene da Comune-info.
June 3, 2026
Comune-info
No cemento alle OGR. Una petizione da firmare e far circolare
Firmate e fate circolare la petizione per Salvare le OGR e le Cascine dal cemento della speculazione edilizia. Il testo è stato presentato all’affollata assemblea pubblica indetta da Salviamo Firenze x viverci al ridotto del teatro Puccini, il 28 … Leggi tutto L'articolo No cemento alle OGR. Una petizione da firmare e far circolare sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Il suolo non è una merce di scambio. Un convegno a Bagno a Ripoli
19 maggio 2026, una sala piena, un dossier costruito atto per atto, due relatori e un sindaco: a Bagno a Ripoli il consumo di suolo smette di essere materia per tecnici e diventa una questione democratica. La Sala Teatro del … Leggi tutto L'articolo Il suolo non è una merce di scambio. Un convegno a Bagno a Ripoli sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.