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La salute della sanità italiana: tra definanziamento e interessi dei privati
L’uscita dell’annuale Rapporto Gimbe apre a molte considerazioni sulle linee di tendenza del sullo stato di salute del Sistema Sanitario Nazionale. I dati indicano una situazione sempre più critica in varie direzioni. In primo luogo è evidente un definanziamento evidente della Sanità italiana che vede ridurre seppur a fasi alterne le risorse a disposizione a partire dalla crisi degli anni 10. In secondo luogo è necessario vedere il peso dei vari attori nel campo sanitario: è evidente una crescita del ruolo degli attori privati sia accreditato che non, con alcuni settori sanitari che sembrano essere considerati redditizi per i fondi finanziari. In ultimo la contrazione delle risorse e agli attori sempre più presenti – come le assicurazioni – crea vari effetti distorsivi sia nelle vite delle persone sia nel pressione organizzativa. Ne parliamo con Chiara Rivetti, medica e rappresentante del sindacato ANAOO.
October 9, 2026
Radio Blackout - Info
VENERDì 2 OTTOBRE: RIPARTONO MERCATO 47, ENOLIBRERIA E LA CUCINA DEL CENTRO SOCIALE MAGAZZINO 47 DI BRESCIA.
Dal Centro Sociale Magazzino 47 di Brescia: “Dal 2 ottobre 2026 riprendono i consueti appuntamenti del venerdì al centro sociale Magazzino 47 di Brescia: Dalle 15.30 – Mercato47! Con prodotti biologici e artigianali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori locali. Vorresti esporre i tuoi prodotti alimentari e avere un banco al Mercato47? Scrivi sui canali social del Magazzino 47! Dalle 17.30 – Aperitivo all’Enoteca-Libreria! Dopo la spesa, ci si potrà fermare per un aperitivo in compagnia. Sugli scaffali troverete anche tante novità di case editrici indipendenti, a prezzi scontati! Dalle 20.00 – Cena sociale! Ceniamo insieme con un piatto di risotto alle zucchine + torta alle pesche. Porta la tua schiscetta se preferisci consumarlo a casa, altrimenti, in caso di avanzo ci aiuterai a non sprecare nulla! Ci vediamo al C.S.A. Magazzino 47 in Via Industriale 10 a Brescia”. Lo spot di lancio per il 2 ottobre al centro sociale bresciano, su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
October 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Biella, il nuovo mercato mette a rischio 48 ciliegi: monta la protesta
A Biella infuria la protesta per un progetto che intreccia il futuro del centro storico e la tutela di un importante spazio verde. Il Comune, guidato dal sindaco Marzio Olivero di Fratelli d’Italia, vuole infatti trasferire il mercato tri-settimanale da piazza Falcone ai Giardini Zumaglini, nonostante l’opposizione degli ambulanti e degli ambientalisti, le critiche degli agronomi e i dubbi esplicitamente espressi da nove presidenti di quartiere. L’operazione mette a rischio un filare di 48 ciliegi ornamentali, il cui eventuale trapianto presenta, secondo gli esperti, un rischio elevato di insuccesso. La vicenda, emersa in prima battuta negli ultimi giorni del 2025, si è trascinata per mesi tra vibranti proteste, raccolte firme e un consiglio comunale aperto durato otto ore. Attualmente il mercato si svolge tre giorni alla settimana in piazza Falcone, nel quartiere Villaggio La Marmora, vicino allo stadio e servito da parcheggi. L’amministrazione intende riportarlo in centro, a suo dire con l’obiettivo di «rivitalizzare» la zona commerciale nel cuore della città, che nei giorni feriali attirerebbe pochi clienti. La giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica della riqualificazione, da candidare al bando regionale Città Rigenerative, nell’ambito del Programma FESR 2021-2027. Tuttavia, durante la seduta del 7 settembre, Olivero ha precisato che «un atto amministrativo sul mercato ancora non esiste», confermando che il trasferimento non è stato, ad oggi, formalmente approvato. La questione degli alberi è altrettanto complessa. Un’interrogazione depositata a luglio indica 48 ciliegi nel filare settentrionale, impiantato tra il 1996 e il 2003. Il Comune esclude l’abbattimento: in un comunicato del 24 luglio prospetta il riposizionamento nell’area oppure il trasferimento altrove, subordinando la scelta alle valutazioni tecniche. Precisa che «una quindicina di ciliegi sono già stati sostituiti» e che le radici soffrono per l’impermeabilizzazione del terreno. Il sindaco ha dichiarato: «Se i tecnici riterranno che la soluzione migliore sia spostare le piante, lo faremo per tutelarle e per metterle in condizioni più favorevoli. Se invece sarà possibile mantenerle dove sono, spostandole di pochi metri, sarà valutata anche questa soluzione». Promette inoltre che, in caso di trasferimento, «non avremo meno alberi, ma più alberi». Secondo gli esperti, la realtà è però ben diversa. Gli agronomi Andrea Polidori e Massimo Tirone hanno contestato la fattibilità del trapianto: Polidori ha evidenziato l’elevata probabilità di insuccesso; Tirone ha stimato costi che potrebbero raggiungere i 20mila euro per esemplare. Le obiezioni riguardano anche l’intero giardino: passaggio dei mezzi, compattazione del terreno, rifiuti e possibili sversamenti potrebbero compromettere l’equilibrio dell’area verde. Sul versante economico, gli operatori chiedono di conoscere le analisi che giustificherebbero il trasloco. Michelangelo Trotta, della Federazione Italiana Venditori Ambulanti, ha sollecitato verifiche su traffico, parcheggi, accessibilità e organizzazione dei banchi. 122 ambulanti su 122 si sono detti contrari al progetto ed è stata effettuata una raccolta firme contro il progetto, che su Change.org è arrivata a oltre 2.660 sottoscrizioni. Il dissenso attraversa anche i quartieri e la coalizione di governo. Tutti i nove presidenti di quartiere intervenuti hanno espresso dubbi, con sfumature diverse. Il Villaggio La Marmora teme di perdere un servizio e un polo di attrazione. Nella maggioranza, la leghista Barbara Greggio ha proposto mercati tematici ai Giardini Zumaglini e il rafforzamento di quelli rionali; Forza Italia e Lista Gentile hanno manifestato disponibilità a discutere alternative. Anche le modalità del confronto hanno alimentato le proteste. L’assemblea aperta si è effettivamente svolta, proseguendo per circa otto ore, mentre i cittadini la seguivano anche da piazza Duomo. La mobilitazione sembra comunque aver portato frutti: Olivero continua a difendere il trasferimento come risposta alla crisi del centro, ma ha dichiarato che lascerebbe il mercato dov’è se gli venisse proposta un’alternativa capace di rivitalizzarlo in tempi brevi. Resta da vedere se questa apertura porterà a una revisione del progetto. The post Biella, il nuovo mercato mette a rischio 48 ciliegi: monta la protesta appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 14, 2026
L'INDIPENDENTE
L’IA sfugge al controllo, soprattutto della “politica”
Se la politica “lascia fare al mercato” diventa inutile. Stiamo parlando ovviamente della classe politica selezionata negli ultimi 40 anni dal neoliberismo imperialista, da Thatcher-Reagan in poi. Il mantra “decide il mercato” ha eliminato finanche l’idea che lo Stato potesse dire la sua sulle questioni economiche e finanziarie. Al massimo […] L'articolo L’IA sfugge al controllo, soprattutto della “politica” su Contropiano.
September 14, 2026
Contropiano
Il capitalismo di rendita: quando l’algoritmo diventa il nuovo casello
Il mercato che ci osserva Che cosa compreremo domani? In larga misura, l’algoritmo ha già cominciato a calcolarlo. Quando Amazon ci mostra i prodotti «che potrebbero interessarci», quando Netflix decide quale film mettere in primo piano, quando TikTok seleziona il prossimo video o Spotify suggerisce quale brano ascoltare, non siamo […] L'articolo Il capitalismo di rendita: quando l’algoritmo diventa il nuovo casello su Contropiano.
September 12, 2026
Contropiano
#lascuolavaallaguerra Lezioni di #guerra, il #militarismo nella #scuola italiana Antonio Mazzeo 2025, La controriforma permanente. La scuola italiana tra #mercato e guerra (AAVV) Nelle scuole italiane si sperimentano ormai da vent’anni comportamenti, percorsi e curricula del tutto subalterni alle logiche di guerra e agli interessi politico-militari dominanti. https://www.academia.edu/172311072/Lezioni_di_guerra_il_militarismo_nella_scuola_italiana
September 1, 2026
Antonio Mazzeo
Come la Germania è diventato il più grande mercato regolamentato di cannabis in Europa
Prendiamo due persone con la stessa patologia, la stessa età, la stessa diagnosi. Una vive in Germania, l’altra in Italia. La prima fa una visita in videochiamata, riceve una ricetta elettronica e si fa arrivare a casa le infiorescenze, scegliendo fra più di milleottocento prodotti diversi. La seconda telefona a quattro farmacie, scopre che la varietà che sta usando non è disponibile e ricomincia daccapo la terapia con quella che trova. È una differenza dettata da scelte politiche precise che i numeri fotografano in maniera inequivocabile. Nel primo trimestre del 2024 la Germania ha importato circa 8 tonnellate di cannabis; nello stesso trimestre del 2026, più di 50. Sei volte tanto in due anni. Senza aver mai legalizzato del tutto, in nove anni Berlino ha costruito il mercato regolamentato più grande d’Europa, nel cuore del continente e a poche centinaia di chilometri da un Paese, il nostro, che era partito prima e si è fermato quasi subito. DUE LEGGI, UN SALTO DI SCALA Come ci sono arrivati è una storia che ha due momenti chiave. Il primo è il 10 marzo 2017, quando entra in vigore la legge “Cannabis als Medizin”: infiorescenze ed estratti diventano prescrivibili e le casse mutue pubbliche sono tenute a coprire la terapia dei malati gravi, quando ricorrono le condizioni previste. Il secondo è il 1° aprile 2024, con la legalizzazione parziale: possesso depenalizzato fino a 25 grammi, possibilità di coltivare tre piante in casa, o di farlo in forma associata nei Cannabis Social Club, che però sono cresciuti lentamente e restano marginali con 455 autorizzazioni in tutto il Paese a luglio 2026. Il lato che ha davvero cambiato la scala è un altro, ed è passato quasi sotto silenzio: la stessa legge ha sfilato la cannabis dalla normativa sugli stupefacenti per trasferirla in una legge propria. Tradotto: da quel giorno un medico tedesco la prescrive con una ricetta ordinaria, anche elettronica, come farebbe con qualsiasi altro farmaco. È bastato questo. Il resto è venuto da sé, e in fretta. Nel 2024 la Germania importava 72,9 tonnellate di cannabis medica; nel 2025 sono diventate 201, con una crescita del 176% in dodici mesi. La produzione interna si ferma a due o tre tonnellate: tutto il resto arriva da fuori, soprattutto dal Canada. A valle c’è una rete che da noi non è mai stata nemmeno immaginata: oltre 16.600 farmacie, la vendita per corrispondenza, una trentina di cliniche di telemedicina. I prodotti a base di infiorescenze disponibili in farmacia sono passati da 724 a inizio 2024 a più di 1.800 nel primo trimestre 2026, e il prezzo è crollato: secondo i dati presentati al summit di Berlino di giugno da alephSana e Bloomwell, il grammo è sceso da 8,33 euro nel gennaio 2025 a 4,52 nel marzo 2026, meno della metà in poco più di un anno. Prohibition Partners stima che nel 2026 il mercato tedesco valga intorno a 1,15 miliardi di euro. IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA I pazienti attivi in Germania superano gli 800mila, ma le prescrizioni a carico dell’assicurazione sanitaria pubblica, quella a cui si rivolge chi è malato davvero, sono cresciute di una sola cifra percentuale. Difficile non leggerci quello che è evidente: una parte di chi passa dalla visita online non è malata, e usa la porta della medicina per procurarsi cannabis legale, tracciata, sicura e a un prezzo migliore di quello della strada. Vale la pena però analizzarlo bene, questo dato, prima di trasformarlo in uno scandalo. L’analisi Ekocan, finanziata dal governo tedesco, non ha rilevato alcun aumento del consumo complessivo di cannabis dopo la riforma: quello che è cambiato non è quanta se ne fuma, ma da chi la si compra: la domanda, si è spostata dall’illegale al legale, esattamente quello che una regolamentazione dovrebbe fare. Il governo di Berlino di centrodestra, però, quel divario lo ha preso come pretesto per stringere le maglie della legge approvata dal governo precedente. Dal 30 luglio 2026 le infiorescenze sono uscite dal rimborso pubblico: circa 65mila pazienti si sono ritrovati la terapia interamente a carico proprio da un giorno all’altro, senza alcun periodo di transizione e senza tutela per chi era già in cura. Le associazioni hanno annunciato ricorsi. IL CONFRONTO CON L’ITALIA E l’Italia? Qui la cannabis a uso medico è prescrivibile dal 2013, quando un decreto ministeriale inserì le preparazioni vegetali a base di cannabis fra i medicinali della Tabella II sezione B; il quadro operativo arriva due anni dopo, con il decreto Lorenzin del 9 novembre 2015, che affida la produzione nazionale in regime di monopolio allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Eravamo partiti prima, ma 11 anni dopo la quota autorizzata è ferma a 400 chili l’anno, la stessa dal 2022 e inferiore ai 500 del 2021, e la produzione effettiva si attesta intorno ai 100 kg. Il consumo nazionale si aggira intorno alla tonnellata e mezza: 1.453 chili nel 2023, poco meno di 1.700 nel 2024, contro le oltre 200 tonnellate tedesche: la platea potenziale di pazienti è paragonabile, il risultato no. E il punto non è nemmeno il volume, è la scelta. In Germania un medico ha davanti più di milleottocento prodotti; in Italia due varietà nazionali, spesso indisponibili, e una manciata di importate. Per chi non se ne occupa la cannabis è una cosa sola, sempre uguale. Ma in realtà non lo è per la scienza e tantomeno per i pazienti: cambiano i rapporti fra THC e CBD, i cannabinoidi minori, i terpeni, e con essi l’effetto. Una varietà bilanciata serve alla spasticità della sclerosi multipla, una ad alto THC al dolore neuropatico che non risponde a nient’altro. Chi è in terapia lo sa benissimo: cambiare prodotto significa ricominciare la titolazione da zero, e una carenza in farmacia non è un disagio, è un’interruzione di cura. Ed è qui che la partita si allarga, e riguarda molte più persone di quante immaginiamo. Il dolore cronico in Italia interessa il 24,1% degli adulti, circa 10,5 milioni di persone secondo l’indagine dell’Istituto superiore di sanità. Ed è solo una delle patologie per cui la potremmo utilizzare. Mentre la Germania accumula dati clinici su larga scala, medici che sanno prescrivere, genetiche selezionate su indicazioni precise e un’industria che ci lavora, noi difendiamo un monopolio che non ha ragione di esistere. The post Come la Germania è diventato il più grande mercato regolamentato di cannabis in Europa appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 31, 2026
L'INDIPENDENTE
#04 Apocalypse Prompt | Sai, quel tipo, Jay, ha capito bene, amico. Non ha illusioni su ciò che fa – di Alessandro Verna
Come ogni lunedì, eccoci con la serie di Alessandro Verna, Apocalypse Prompt, un diario in prima persona sul rapporto tra essere umano e Intelligenza artificiale. Siamo arrivati al quarto episodio. Il nostro protagonista, questa volta, si trova al cospetto di un giovane, pieno di entusiasmo, pronto a mettere la propria intelligenza al servizio dell''impresa'. [...]
August 3, 2026
Effimera
36 anni di Okkupazione al Corto Circuito
Martedì scorso il Corto Circuito ha spento 36 candeline in un’atmosfera festosa, militante e piena di quella solidarietà concreta che solo i luoghi liberati sanno esprimere. Una festa partecipata, con vecchi e nuovi compagni, ha riempito gli spazi del centro sociale di risate, discussioni e quella gioia collettiva che nasce dal ritrovarsi insieme per difendere e far vivere un pezzo di città strappato all’abbandono e alla speculazione.   Al centro della serata c’è stata la bellissima mappa psicogeografica dello spazio, presentata da Andrea Leroy per Leroy S.P.Q.R. DAM: un’opera corale e militante che racconta la storia di questi 36 anni. Intorno al disegno del centro si dispiegano decine di immagini che ne raccontano l’anima: il vecchio edificio scolastico occupato, la ricostruzione dopo l’incendio delle cucine, l’area cani intitolata idealmente a Umberto D. e al suo cagnolino, il campo di calcio testimone di cento tornei popolari e immortalato con lo sguardo combattivo di Letizia Battaglia. Ogni angolo dell’opera è un pezzo di memoria viva, un inno alla capacità delle persone di riappropriarsi degli spazi e trasformarli in luoghi di resistenza, cultura e socialità dal basso.     La cena sociale, realizzata a più mani, ha reso ancora più concreta l’idea di un altro modo di stare insieme: sano, abbondante e condiviso. Grazie a chi c’era e ha voluto condividere insieme a noi questo momento di festa. E chi non è riuscito a venire si è perso qualcosa The post 36 anni di Okkupazione al Corto Circuito first appeared on CSOA CORTO CIRCUITO.
June 22, 2026
CSOA CORTO CIRCUITO
Buona festa della mamma a tutte le madri invisibili – di Nadir Dendoune
Qualche giorno fa, in occasione della "festa della mamma", che in Francia si festeggia il 31 maggio, il giornalista, scrittore e regista Nadir Dendoune ha reso omaggio a sua madre, Messaouda, arrivata dall'Algeria nel 1959, e a tutte le "madri invisibili". Critica a un sistema che relega gli anziani in secondo piano e abbandona [...]
June 12, 2026
Effimera