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Presidio a Biella il 25 settembre contro l’agrivoltaico israeliano
Il 25 settembre alle ore 9 si terrà l’ultima Conferenza dei Servizi in Provincia a Biella ove si deciderà se autorizzare o meno il progetto agrivoltaico denominato SolarPark3. Questo impianto interessa ben 117 ettari di terreni agricoli, produrrà circa 47 MWp e richiede un investimento iniziale di 32,5 milioni di euro. A proporlo è un’impresa controllata dalla società israeliana Econergy Renewable Energy Ltd. Su questo progetto sono state presentate osservazioni critiche sia per gli aspetti tecnici-ambientali (area riso DOP, impatti paesaggistici, connessione alla rete, ecc.) ancorché sulla origine dei capitali e caratteristiche degli investitori, ossia una società co-partecipata da altre società che hanno attività economiche nei territori occupati, interessi nel settore della difesa e produzione di armi, o sostengono direttamente o indirettamente i crimini imputati ad Israele dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG). Insieme al circolo Tavo Burat, parliamo dei possibili impatti di questo progetto e di come abbiano scoperto degli investimenti israeliani che ne costituiscono le fondamenta. Visto la recente approvazione del ddl nucleare, ci soffermiamo anche su come  nella propaganda cucita ad hoc per fare breccia sul tema ecologico il nucleare venga costantemente accoppiato al tema delle fonti rinnovabili.
September 24, 2026
Radio Blackout - Info
“La banalità del male”: il caso Econergy e il progetto SolarPark3 nel Biellese.
Un progetto di parco agrivoltaico di 46,49 MWp, su un’area di 117 ha, in regione Brianco tra Santhià e Cavaglià; valore dell’investimento 32,5 milioni di euro. Eichmann, funzionario nazista, ha sempre e solo sostenuto di aver eseguito degli ordini, di essere stato semplicemente uno zelante burocrate. Hannah Arendt ha sottolineato come la “banalità del male” si manifesta nell’incapacità o nel rifiuto di riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni all’interno di un sistema organizzato. La Provincia di Biella deve decidere nella conclusiva Conferenza dei Servizi della procedura di V.I.A. in programma a settembre se il proprio ruolo: è solo quello dello zelante burocrate, la mera verifica se l’istanza di una controllata di Econergy Renewable Energy Ltd – impresa israeliana del green-business, è tecnicamente e normativamente valida o se: autorizzando il progetto di Econergy, contribuirà al sostegno dell’economia di uno Stato sotto accusa da parte della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) per presunta violazione della Convenzione sul Genocidio del 1948, convenzione ratificata dall’Italia le leggi 11 marzo 1952, n. 153. e 9 ottobre 1967, n. 962. Gli Stati firmatari del trattato hanno l’obbligo giuridico vincolante di prevenire il genocidio e di non esserne complici, il che richiede una revisione e la potenziale sospensione del sost egno economico, politico e soprattutto militare che possa agevolare tali atti. La Provincia di Biella deve dunque scegliere se, nell’ingranaggio del genocidio e dei crimini di guerra imputati ad Israele, vuole contribuire con del “lubrificante” o con un “granello sabbia”, se vuole esserne in qualche misura complice o se intende rispettare le indicazioni di un trattato internazionale che il nostro Governo e la UE continuano ad ignorare. Nel parere del 19/07/2024 la CIG, oltre a dichiarare illegale l’occupazione israeliana nei territori palestinesi, dispone anche «agli Stati terzi di non consentire investimenti di capitali frutto delle operazioni illecite nell’ambito dell’occupazione». Una condizione minima per procedere all’autorizzazione dell’impianto proposto da Econergy sarebbe dunque la verifica della provenienza dei capitali investiti, ben 32,5 milioni di euro. Si tenga presente che Econergy Renewable Energy Ltd è partecipata da Phoenix Financial: questa società è attenzionata presso l’ONU per la partecipazione azionaria in Elbit Systems (società israeliana settore armi e difesa) e gli investimenti in diverse società che operano negli insediamenti illegali in Cisgiordania, Gerusalemme Est e sulle Alture del Golan. Il socio di maggioranza di Phoenix Financial è Affinity Partners, un fondo sovrano del Golfo, soggetto coinvolto nel “Board of Peace”, il programma di ricostruzione della striscia possibile solo con la cacciata dei Palestinesi da Gaza. Essendo una multinazionale tale verifica potrebbe non essere semplice e, in caso di mancanza di prove che i capitali di Econergy non siano frutto di operazioni illecite, la Provincia di Biella potrebbe, in via cautelativa orientata all’osservanza del parere della CIG, sospendere il giudizio di compatibilità ambientale e il rilascio di titoli autorizzativi rimettendo la questione in sede governativa. Ovvero disporre, per ragioni etiche e morali, il diniego dell’autorizzazione rimettendo così al Governo le responsabilità in caso di annullamento della determina dirigenziale. Il “Circolo Tavo Burat – Pro Natura” e il coord. “Biellesi per la Palestina Libera” chiedono dunque alla Provincia di Biella scelte coraggiose, di riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni all’interno di un sistema organizzato non autorizzando investimenti israeliani nel territorio provinciale. In occasione della Conferenza dei Servizi conclusiva il procedimento di VIA programmata per il 25 settembre alle ore 9,15 è organizzato, di fronte al palazzo della Provincia di Biella, un presidio per informare e sensibilizzare la cittadinanza sul tema. Biella 15 settembre 2026 Circolo Tavo Burat – Pro Natura Biellesi per la Palestina Libera Redazione Piemonte Orientale
September 15, 2026
Pressenza
Biella, il nuovo mercato mette a rischio 48 ciliegi: monta la protesta
A Biella infuria la protesta per un progetto che intreccia il futuro del centro storico e la tutela di un importante spazio verde. Il Comune, guidato dal sindaco Marzio Olivero di Fratelli d’Italia, vuole infatti trasferire il mercato tri-settimanale da piazza Falcone ai Giardini Zumaglini, nonostante l’opposizione degli ambulanti e degli ambientalisti, le critiche degli agronomi e i dubbi esplicitamente espressi da nove presidenti di quartiere. L’operazione mette a rischio un filare di 48 ciliegi ornamentali, il cui eventuale trapianto presenta, secondo gli esperti, un rischio elevato di insuccesso. La vicenda, emersa in prima battuta negli ultimi giorni del 2025, si è trascinata per mesi tra vibranti proteste, raccolte firme e un consiglio comunale aperto durato otto ore. Attualmente il mercato si svolge tre giorni alla settimana in piazza Falcone, nel quartiere Villaggio La Marmora, vicino allo stadio e servito da parcheggi. L’amministrazione intende riportarlo in centro, a suo dire con l’obiettivo di «rivitalizzare» la zona commerciale nel cuore della città, che nei giorni feriali attirerebbe pochi clienti. La giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica della riqualificazione, da candidare al bando regionale Città Rigenerative, nell’ambito del Programma FESR 2021-2027. Tuttavia, durante la seduta del 7 settembre, Olivero ha precisato che «un atto amministrativo sul mercato ancora non esiste», confermando che il trasferimento non è stato, ad oggi, formalmente approvato. La questione degli alberi è altrettanto complessa. Un’interrogazione depositata a luglio indica 48 ciliegi nel filare settentrionale, impiantato tra il 1996 e il 2003. Il Comune esclude l’abbattimento: in un comunicato del 24 luglio prospetta il riposizionamento nell’area oppure il trasferimento altrove, subordinando la scelta alle valutazioni tecniche. Precisa che «una quindicina di ciliegi sono già stati sostituiti» e che le radici soffrono per l’impermeabilizzazione del terreno. Il sindaco ha dichiarato: «Se i tecnici riterranno che la soluzione migliore sia spostare le piante, lo faremo per tutelarle e per metterle in condizioni più favorevoli. Se invece sarà possibile mantenerle dove sono, spostandole di pochi metri, sarà valutata anche questa soluzione». Promette inoltre che, in caso di trasferimento, «non avremo meno alberi, ma più alberi». Secondo gli esperti, la realtà è però ben diversa. Gli agronomi Andrea Polidori e Massimo Tirone hanno contestato la fattibilità del trapianto: Polidori ha evidenziato l’elevata probabilità di insuccesso; Tirone ha stimato costi che potrebbero raggiungere i 20mila euro per esemplare. Le obiezioni riguardano anche l’intero giardino: passaggio dei mezzi, compattazione del terreno, rifiuti e possibili sversamenti potrebbero compromettere l’equilibrio dell’area verde. Sul versante economico, gli operatori chiedono di conoscere le analisi che giustificherebbero il trasloco. Michelangelo Trotta, della Federazione Italiana Venditori Ambulanti, ha sollecitato verifiche su traffico, parcheggi, accessibilità e organizzazione dei banchi. 122 ambulanti su 122 si sono detti contrari al progetto ed è stata effettuata una raccolta firme contro il progetto, che su Change.org è arrivata a oltre 2.660 sottoscrizioni. Il dissenso attraversa anche i quartieri e la coalizione di governo. Tutti i nove presidenti di quartiere intervenuti hanno espresso dubbi, con sfumature diverse. Il Villaggio La Marmora teme di perdere un servizio e un polo di attrazione. Nella maggioranza, la leghista Barbara Greggio ha proposto mercati tematici ai Giardini Zumaglini e il rafforzamento di quelli rionali; Forza Italia e Lista Gentile hanno manifestato disponibilità a discutere alternative. Anche le modalità del confronto hanno alimentato le proteste. L’assemblea aperta si è effettivamente svolta, proseguendo per circa otto ore, mentre i cittadini la seguivano anche da piazza Duomo. La mobilitazione sembra comunque aver portato frutti: Olivero continua a difendere il trasferimento come risposta alla crisi del centro, ma ha dichiarato che lascerebbe il mercato dov’è se gli venisse proposta un’alternativa capace di rivitalizzarlo in tempi brevi. Resta da vedere se questa apertura porterà a una revisione del progetto. The post Biella, il nuovo mercato mette a rischio 48 ciliegi: monta la protesta appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 14, 2026
L'INDIPENDENTE
Biella: un altro suicidio in carcere
Un migrante egiziano, di cui ancora non sappiamo il nome, si è impiccato in carcere con la garza che gli copriva la ferita ad una gamba. In quel carcere di Biella, feudo dell’onorevole Delmastro, apparentemente decaduto. In quelle carceri che non favoriscono il reinserimento, che non aiutano a capire e a cambiare, che puniscono i fragili, i deboli e forniscono un ruolo ai criminali “potenti”. Con la complicità di un sistema giudiziario ineguale, irrispettoso delle diversità e delle povertà, incapace di fornire eguali strumenti difensivi ai poveri ed agli stranieri, a quelli che non hanno voce. Aveva 23 anni, era fragile nel corpo e nell’anima: era seguito dai Servizi, come molti dei detenuti immigrati. Persone distrutte nel corpo per la violenza del viaggio: migliaia di chilometri di fatica, di dolore, di prigioni e torture, …e poi nella psiche per la violenza delle discriminazioni e delle umiliazioni subite altrove e qui in Italia, nell’Occidente educato ed ipocrita che teorizza l’emancipazione del merito, ma solo per i bianchi, meglio se italiani, possibilmente benestanti. Era seguito dai Servizi con impegno ma in un ambito culturale che ignora le diversità culturali e psichiche, che non accetta di mettere in discussione i saperi acquisiti, che crede che ci sia una sola civiltà, che non sa formarsi per le nuove esigenze, che pensa la psiche prevalentemente come rottura neurologica o portato genetico. Dobbiamo smetterla. Dobbiamo uscire dallo stato d’ignoranza e cercare le diversità interpretative del disagio e degli strumenti per intervenire. I migranti appartengono a culture che non conosciamo, sono portatori di diverse visioni del mondo e diverse manifestazioni delle proprie contraddizioni interiori. Possiamo incarcerare un “negro” perché è povero e la sua difesa è insufficiente, possiamo rinchiuderlo perché abbiamo fatto le leggi contro di lui. Possiamo continuare a pensare (erroneamente) che la nostra sia la migliore civiltà possibile, ma non possiamo negare che di quelli come lui non sappiamo nulla, che non comprendiamo nulla e per questo li respingiamo, li induciamo all’autolesionismo e li portiamo al suicidio. Dentro ad un sistema carcerario che agisce fuori dai dettami della Costituzione, abitato da persone private della libertà ma con il diritto alla vita e alla cura. Noi volontari della Ciclofficina Thomas Sankara ci stringiamo con un abbraccio intorno alla sua tragica morte e alla legittima protesta dei detenuti del carcere di Biella Biella, 2 settembre 2026   Arci Solidarietà Ciclofficina Thomas Sankara Redazione Piemonte Orientale
September 2, 2026
Pressenza
Chi fa insieme fa per tuttə
C’è un’urbanistica che impone barriere e c’è un’urbanistica – quella che ci piace raccontare – che ricuce ferite. Accade a Biella, dove un cerchio di cemento dimenticato, un’ex sabbiera nei giardini di via Lombardia, si trasforma in un abbraccio collettivo. Non parliamo solo di arredo urbano, ma di una risposta pulsante a quella necessità di prossimità che troppo spesso sacrifichiamo. L’intervento richiama con forza la visione di Paolo Pileri e il concetto di “piazza scolastica“. Pileri ci ricorda che lo spazio attorno alle scuole deve smettere di essere un parcheggio o un luogo di transito frettoloso. Deve farsi piazza: un’estensione della scuola stessa, un territorio liberato dove i bambini possano giocare, gli adulti sostare e la comunità ritrovarsi. La “piazza scolastica” è un atto politico di cura contro la solitudine delle nostre città. Il valore profondo di questo diametro di 4,5 metri sta nelle mani che lo hanno plasmato. Il Cerchio è nato dal basso, all’interno del progetto Fuoriclasse finanziato con il PR FSE+ 2021-2027 della Regione Piemonte,  dal Programma Operativo Nazionale è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, che ha coinvolto le ragazze e i ragazzi dell’IC Biella 3. La scuola è uscita dalle proprie aule e il territorio ha risposto. Un ruolo fondamentale di ascolto e cura è stato svolto da Noi per la casa, presidio capace di raccogliere i bisogni reali degli abitanti e di coordinare la realizzazione pratica delle panche, continuando il lavoro anche quando i laboratori scolastici si sono conclusi. È la dimostrazione che quando le istituzioni, la parrocchia, le associazioni e i singoli cittadini si muovono all’unisono gli effetti si vedono. Il 5 giugno in via Lombardia non si taglierà solo un nastro. Si festeggerà un presidio di pace e socialità. Un piccolo cerchio che, speriamo, saprà allargarsi a tutto l’arcipelago biellese. Nel frattempo, volendo, potrete farvi la vostra panca. Qui puoi trovare le istruzioni: https://ecomuseo.it/cerchio-del-villaggio/ Articolo originale pubblicato su https://cittadellarte.it/it/articles/chi-fa-insieme-fa-per-tutti Ettore Macchieraldo
May 28, 2026
Pressenza
Impronte di pace: per chi ha fra 15 e 34 anni
il progetto gratuito (ma i posti sono limitati) lungo i cammini del Biellese Esplora. Cammina. Trasforma. Parte Impronte di Pace: un progetto gratuito per chi ha tra i 15 e i 34 anni e vuole vivere il territorio, imparare competenze nuove, partecipare ad attività artistiche, formative, ambientali e di cittadinanza attiva lungo i cammini del Biellese. È possibile partecipare ad
Il diritto di manifestare vale anche per Biella
Il teorema della “area grigia” a sostegno di Askatasuna, espresso dal Procuratore Generale Lucia Musti in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, in cui si accusa la borghesia colta torinese di tollerare e assecondare le condotte violente del centro sociale, sta diventando l’arma della destra al potere, per attaccare e stigmatizzare chi un confronto democratico e non violento sta invece cercando di metterlo in pratica. In questo tritacarne mediatico è stata coinvolta anche Pressenza, in un articolo de “Il Giornale” del 20 aprile, assieme ad altre realtà che, come noi, tentano di riflettere, approfondire e problematizzare le dinamiche del conflitto sociale e della repressione del dissenso. E prima di noi docenti universitari e un intero dipartimento dell’Università di Torino, all’avanguardia sui temi del disagio sociale e del crimine organizzato. Non stupisce quindi, ma preoccupano i toni e il tentativo di screditare, l’attacco violento al dottor Leone, medico che esercita a Biella, che durante gli scontri del primo maggio a Torino ha provato a interporsi in modo pacifico tra polizia e manifestanti. La vicenda del consigliere regionale di Fratelli d’Italia che ha criticato Francesco Leone, primario di oncologia dell’ospedale di Biella, per la partecipazione al corteo del Primo Maggio a Torino e prospetta addirittura interrogazioni per “lesa dignità dell’ospedale” meriterebbe di essere seppellita da una risata, come si diceva un tempo. Ma qualche considerazione è opportuno farla. Siamo di fronte a questo: un personaggio politico di estrema destra finito nella bufera della società “Cinque Forchette” insieme ad alcuni compagni di partito che invece di starsene zitto come la figuraccia fatta consiglierebbe ne aggiunge un’altra. I fatti parlano chiaro, uno stimato medico che esercita il suo diritto costituzionale partecipando come libero cittadino ad una manifestazione pacifica. Zappalà lo dipinge come attivo partecipante agli scontri. Insomma, per Zappalà un sovversivo violento e doppiamente censurabile in quanto medico del servizio pubblico. In realtà è esattamente il contrario: come già mesi fa il corteo è stato pacifico e sono stati marginali i tafferugli nati ancora una volta dalla cattiva gestione del caso Askatasuna mesi fa da parte delle autorità. Le immagini restituiscono una verità ben diversa, Leone è filmato con le mani alzate mentre cerca di mediare tra poliziotti e manifestanti proteggendo ad un certo punto anche un poliziotto finito a terra. Leone rivendica il suo diritto a manifestare pacificamente e giustamente ricorda che i fondi pubblici impiegati da sei mesi per fare presidiare da parte della polizia il centro sociale Askatasuna sono risorse sottratte ad altre finalità, anche alla sanità.  Un caso quindi creato da Zappalà a suo uso e consumo. Meglio farebbe l’esponente dell’estrema destra biellese a rileggere per bene la Costituzione e a comprendere che non siamo più nel ventennio. Giuseppe Paschetto
May 4, 2026
Pressenza
25 APRILE: GLI APPROFONDIMENTI DI RADIO ONDA D’URTO SU RESISTENZA E LIBERAZIONE
In occasione dell’81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, riproponiamo l’importante lavoro di approfondimento storico e politico sulla Resistenza svolto dalla redazione di Radio Onda d’Urto un anno fa, in occasione dell’ottantesimo. -------------------------------------------------------------------------------- 25 aprile 2025: ottantesimo anniversario della Liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista. Radio Onda d’Urto dedicherà a questa data l’intera programmazione del mese di aprile.  Attraverso trasmissioni speciali, interviste, audio-racconti, presentazioni di progetti attivi sui territori, consigli di lettura e di luoghi della memoria vuole approfondire un capitolo cruciale della storia di classe del movimento operaio e rivoluzionario: la Resistenza. Come suggerisce lo storico e partigiano Claudio Pavone, infatti, la Resistenza al nazifascismo comprese in sé, contemporaneamente, tre guerre: di liberazione nazionale, contro l’occupazione tedesca; civile, tra fascisti e antifascisti; di classe, per la rivoluzione e l’emancipazione sociale del proletariato.  Le trasmissioni speciali di Radio Onda d’Urto , all’interno del tema più ampio della Liberazione, sono dedicate ad alcune caratteristiche specifiche della lotta partigiana in Italia e non solo: la partecipazione operaia e proletaria alla Resistenza, l’internazionalismo e le altre resistenze in Europa, il ruolo delle donne e i Gruppi di Difesa della Donna nella guerra di Liberazione, le radio e la propaganda partigiana, le repubbliche partigiane.   --------------------------------------------------------------------------------   LE TRASMISSIONI: Domenica 27 aprile – pomeriggio:  dentro il ciclo di trasmissioni speciali di Radio Onda d’Urto, a 80 anni dal 25 Aprile, speciale “Con gli occhi chiusi”, trasmissione della domenica, alle 13.10. Domenica 27 aprile letture dal libro “Bianca la Rossa”, di Bianca Guidetti Serra (con Santina Mobiglia), 2009. Ascolta o scarica Domenica 27 aprile – mattina: testimonianze resistenti dal nostro archivio storico Ascolta o scarica Sabato 26 aprile: Intervista allo storico e militante antifascista Cecco Bellosi sui fatti di Dongo del 26 27 e 28 aprile autore del libro Sotto l’ombra di un bel fiore. Il sogno infranto della Resistenza  Ascolta o scarica Venerdi 25 aprile: testimonianze resistenti dal nostro archivio storico con le partigiane Marisa Musu e Margherita Mello Ascolta o scarica Giovedi 24 aprile-pomeriggio: Terza e ultima puntata dell’ inchiesta realizzata nelle scuole bresciane sul 25 aprile e la Resistenza. Queste interviste a studenti e studentesse, principalmente delle scuole Leonardo, Gambara, Sraffa, sono commentate dal prof Angelo D’Orsi che ha insegnato Storia del pensiero politico all’ Università di Torino, studioso di Gramsci e autore di numerosi saggi. Ascolta o scarica Giovedi 24 aprile – mattina: Quinta puntata dedicata ai Sentieri Partigiani e ai luoghi della Memoria della Resistenza. Intervista a Paolo Calvino lavora nell’editoria scolastica e collabora a progetti didattici sulla storia della Resistenza e del colonialismo italiano. Autore delle guide Il cammino nella Resistenza. Dalla Valle Varaita alla Valle Belbo, trenta tappe di cammino attraverso i luoghi che hanno segnato la storia della ribellione al nazifascismo nel cuneese e In cammino nella prima zona Liguria. Itinerari alla scoperta dei luoghi della Resistenza. Ascolta o scarica Mercoledì 23 aprile – pomeriggio: la seconda e ultima parte dell’intervista alla partigiana Sandra Gilardelli, classe 1925, attiva con la Brigata partigiana Cesare Battisti sui monti del Verbano, al confine tra Piemonte e Lombardia. Ascolta o scarica Clicca qui per l’intervista integrale alla partigiana Sandra Gilardelli Mercoledì 23 aprile – mattina: la prima parte dell’intervista alla partigiana Sandra Gilardelli, classe 1925, attiva con la Brigata partigiana Cesare Battisti sui monti del Verbano, al confine tra Piemonte e Lombardia. Ascolta o scarica Martedi 22 aprile – pomeriggio: prosegue l’inchiesta di Radio Onda d’Urto sulla memoria della Resistenza tra gli studenti delle scuole bresciane. Oggi vi proponiamo le interviste raccolte tra gli studenti delle scuole superiori del liceo Arnaldo, dell’alberghiero Mantegna , del Centro di formazione professionale Educo e all’esterno dell’aula studi di Corso Mameli con alcuni studenti universitari. Le interviste saranno commentate da Raffaele Mantegazza docente di Pedagogia, Storia della Pedagogia e dell’educazione e Pedagogia Interculturale. Ascolta o scarica Martedì 22 aprile – mattina:  la seconda parte dell’omaggio alla figura del partigiano Luigi Guitti, meglio noto come Tito Tobegia, Comandante della 122esima Brigata Garibaldi dal marzo del 1945 a Brescia. Lo faremo proponendovi la registrazione di parti della relazione sul comandante Tito del ricercatore della Resistenza bresciana Isaia Mensi, proposta all’interno della rassegna “Carmine Resistente” il 10 aprile 2025 a Brescia. Ascolta o scarica Lunedì 21 aprile – pomeriggio: “Quattroventi. Dialoghi sull’antifascismo” di Luca Casarotti: la quarta e ultima puntata sul “Senso antifascista della pace”, con Paola Caridi e Tomaso Montanari, si trova qui. Lunedì 21 aprile – mattina: intervista a Luigi D’Alife, di OpenDDB, con la rassegna cinematografica online “Festa d’Aprile” dedicata agli 80 anni dalla Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione fascista. Ascolta o scarica Domenica 20 aprile: dentro il ciclo di trasmissioni speciali di Radio Onda d’Urto, a 80 anni dal 25 Aprile, speciale “Con gli occhi chiusi”, trasmissione della domenica, alle 13.10. Domenica 20 aprile letture dal “Diario Partigiano” di Ada Gobetti (1956) . Ascolta o scarica Venerdì 18 aprile – pomeriggio: intervista a Franco Conti, direttore di Ca di Malanca e curatore dell’ultima edizione di La battaglia di Purocielo, il diario di Ferruccio Montevecchi, partigiano della 36° Brigata Garibaldi operante nell’Appennino imolese-faentino durante la Resistenza. Franco Conti è anche autore del libro Storia del P.C.I di Faenza 1945 – 1955. Ascolta o scarica. Venerdì 18 aprile – mattina: quarta puntata dedicata ai sentieri partigiani e ai luoghi della memoria della Resistenza. Intervista a Matthias Durchfeld, membro dell’ ISTORECO Reggio Emilia, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea, curatore della sezione Sentieri Partigiani. Un viaggio nella memoria nell’ Appennino Reggiano. Ascolta o scarica Giovedì 17 aprile – pomeriggio: inchiesta di Radio Onda d’Urto sulla memoria della Resistenza con interviste raccolte fuori dalle scuole tra studenti e studentesse bresciane all’Istituto Tecnico professionale Camillo Golgi e ai licei Copernico e Leonardo commentate dallo storico Marco Revelli. Ascolta o scarica Giovedì 17 aprile – mattina : un omaggio alla figura del partigiano Luigi Guitti, meglio noto come Tito Tobegia, Comandante della 122esima Brigata Garibaldi dal marzo del 1945 a Brescia. Lo faremo proponendovi la registrazione di parti della relazione sul comandante Tito del ricercatore della Resistenza bresciana Isaia Mensi, proposta all’interno della rassegna “Carmine Resistente” il 10 aprile 2025 a Brescia  Ascolta o scarica Mercoledì 16 aprile – pomeriggio: intervista ad Amalia Perfetti, presidente dell’Anpi di Colleferro e coautrice del libro Partigiane. Ascolta o scarica. Mercoledì 16 aprile – mattina: l’eccidio di Cevo e il raduno di Pla Lonc. Appunti sulla Resistenza in Valsaviore, zona libera e rossa. Intervista a Pietro Giorgio Zendrini, autore del libro 10 anni di Pla Lonc e membro dell’ANPI Valsaviore. Ascolta o scarica Martedì 15 aprile – pomeriggio: gli anarchici nella Resistenza e le Brigate Bruzzi-Malatesta. Intervista a Franco Schirone saggista e autore dei libri La Resistenza sconosciuta e Per la Rivoluzione Sociale. Gli anarchici nella Resistenza a Milano (1943-1945). Ascolta o scarica Martedì 15 aprile – mattina: l’intervista a Nicola Adduci, insegnante e ricercatore dell’Istoreto, Istituto piemontese per la storia della Resistenza di Torino, autore – tra gli altri – del libro Dante di Nanni: il mito e la storia. L’intervista si concentra sull’azione partigiana clandestina nelle città, con un approfondimento sull’esperienza dei Gap di Torino, la loro storia, finalità, composizione politica e sociale. Ascolta o scarica. Lunedì 14 aprile – pomeriggio: la seconda parte dell’intervista ad Andrea Pozzetta, ricercatore, storico e direttore scientifico presso la Casa della Resistenza di Verbania, sulla Repubblica partigiana dell’Ossola. Ascolta o scarica. Lunedì 14 aprile – mattina “Quattroventi. Dialoghi sull’antifascismo” di Luca Casarotti: la terza puntata su “Resistenza internazionale e  internazionalista” con Mariana Califano, Chiara Colombini, Carlo Greppi si trova cliccando qui.  Lunedì 14 aprile – mattina: abbiamo approfondito sia durante la mattina che il pomeriggio le vicende legate alla Repubblica partigiana dell’Ossola, una delle esperienze più importanti nella storia della lotta partigiana italiana. Lo abbiamo fatto con Andrea Pozzetta, ricercatore, storico e direttore scientifico presso la Casa della Resistenza di Verbania. Collabora in particolare con le attività del Centro di documentazione.  Vi proponiamo prima parte dell’intervista. Ascolta o scarica Domenica 13 aprile: dentro il ciclo di trasmissioni speciali di Radio Onda d’Urto, a 80 anni dal 25 Aprile, speciale “Con gli occhi chiusi”, trasmissione della domenica, alle 13.10. Domenica 13 aprile letture dal romanzo “L’Agnese va a morire” di Renata Viganò (1949). Ascolta o scarica  Venerdi 11 aprile – pomeriggio – Terza puntata sui Sentieri Partigiani. Presentazione della gita sociale al Sonclino organizzata da Radio Onda d’Urto e Ape Brescia sabato 19 aprile Ascolta o scarica Venerdi 11 aprile – mattina – intervista a Enrico Acciai, storico dell’età contemporanea e docente presso l’Università di Roma Tor Vergata, sull’esperienza del volontarismo in armi nella guerra civile spagnola e sulla storia dell’internazionalismo Ascolta o scarica Giovedì 10 aprile – pomeriggio: l’intervista allo storico Eric Gobetti sulla Resistenza antinazista e antifascista in Yugoslavia. Ascolta o scarica Giovedì 10 aprile – mattina: l’intervista a Christina Chatzitheodorou, storica dell’età contemporanea, sulla lotta partigiana in Grecia e sulla partecipazione femminile alla Resistenza in diversi contesti europei. Ascolta o scarica. Mercoledì 9 aprile – pomeriggio: l’intervista a Tommaso Baldo, storico e autore del libro Cichero. Storia e memoria di una divisione partigiana. L’intervista traccia una storia della Divisione Cichero nel contesto della lotta partigiana sull’Appennino ligure e l’insurrezione di Genova nell’aprile 1945. Ascolta o scarica. Mercoledi 9 aprile – mattina: l’intervista a Irene Guerrini e Marco Pluviano, componenti del Comitato scientifico dell’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Autori del libro Savona , 1° marzo 1944: lo sciopero. Operai e città tra resistenza, repressione, esigenze dell’economia di guerra nazionalsocialista. La ricerca e il libro sono stati commissionati dall’Isrec ai due ricercatori in quanto lo sciopero e la razzia conseguente di uomini e mezzi sono profondamente radicati nella memoria popolare della città. Ascolta o scarica Martedì 8 aprile – pomeriggio: l’intervista a Stefano Latino, ricercatore che, durante il suo dottorato di ricerca in Storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, si è occupato del rapporto tra la classe operaia e il regime fascista durante il ventennio. L’intervista si concentra sull’organizzazione clandestina del Partito comunista e sull’attività antifascista a Sesto San Giovanni, nel Milanese, in particolare negli anni Venti e Trenta. Ascolta o scarica. Martedì 8 aprile – mattina: “Dietro il culo di Garibaldi. Antifascismo e ribellione nel quartiere delle case operaie di Campo Fiera e Porta Milano, dall’occupazione delle fabbriche del 1920 alla Resistenza”. Intervista a Marcello Zane ricercatore presso la Fondazione Luigi Micheletti e direttore della casa editrice Liberedizioni di Brescia. Ascolta o scarica. Lunedì 7 aprile  – pomeriggio: l’intervista allo storico Paolo Corsini, già presidente della Fondazione Micheletti, oggi presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, sul contesto bresciano durante la Resistenza, sulla figura di Luigi Micheletti – partigiano garibaldino e studioso – e sulle iniziative dell’Istituto Parri.   Ascolta o scarica Lunedì 7 aprile –  “Quattroventi. Dialoghi sull’antifascismo” di Luca Casarotti: la seconda puntata su “Resistenza internazionale e  internazionalista” con Mariana Califano, Chiara Colombini, Carlo Greppi si trova cliccando qui.  Lunedi 7 aprile – mattina: l’intervista a Marco Ugolini, storico e autore del libro Il Carmine Ribelle. Storia dell’antifascismo nei quartieri popolari del centro storico di Brescia, dal ‘biennio rosso’ alla Resistenza. Ascolta o scarica  Domenica 5 aprile: dentro il ciclo di trasmissioni speciali di Radio Onda d’Urto, a 80 anni dal 25 Aprile, speciale “Con gli occhi chiusi”, trasmissione della domenica, alle 13.10. Domenica 5 aprile letture dal romanzo “La casa in collina” di Cesare Pavese (1948). Ascolta o scarica Venerdì 4 aprile – pomeriggio: seconda puntata sui Sentieri Partigiani . Con Paolo Pioltello del Foa Boccaccio di Monza facciamo un bilancio delle camminate resistenti organizzate dallo spazio sociale e presentiamo le iniziative dello spazio sociale in programma in occasione del 25 aprile. Con Bruno Bianchi del gruppo “Resistenti di Cornalba” e dell’Anpi Val Brembana, autore del libro La mitraglia sul campanile, ricordiamo il progetto “Testimoni di Resistenza” dedicato al tragico eccidio di Cornalba del 1944 e il Sentiero partigiano “Martiri della libertà” Cornalba-Baita che si trova sul portale degli itinerari della Resistenza bergamasca Ascolta o scarica Venerdi 4 aprile- mattina: l’intervento di Danilo Bar, sindaco di San Giorio di Susa e storico della Resistenza locale, durante la gita sociale antifascista di Radio Onda d’Urto in Val di Susa (23 marzo 2025). Nel suo intervento in località Garda di San Giorio, Danilo Bar ha spiegato l’importanza del giuramento avvenuto in quel luogo l’8 dicembre 1943, durante il quale i partigiani si impegnarono a resistere fino alla fine contro i nazifascisti, e ha raccontato alle persone presenti la storia della Resistenza in Val di Susa. Ascolta o scarica Giovedi 4 aprile – pomeriggio: Intervista a Nunzia Augeri, saggista, autrice del libro uscito nel 2024 “La Resistenza in Europa 1939- 1945” e del libro di cui parliamo oggi “L’estate delle libertà. Repubbliche Partigiane e Zone Libere” edito da Carocci editore uscito nel 2014. Ascolta o scarica Giovedi 4 aprile – mattina: “La grande estate partigiana” è il titolo di un documentario che racconta, attraverso testimonianze, filmati d’epoca, fotografie e ricerca storiografica l’estate partigiana del 1944, caratterizzata dalla formazione nel Centro-Nord Italia di numerose zone liberate dai nazi-fascisti e occupate dal governo dei partigiani. “Dalla formazione delle prime bande alle Repubbliche Partigiane. La storia di un’Italia che sceglie di resistere”. Con noi Arianna Giannini Tomà, autrice con Andrea Pozzetta del documentario.  Ascolta o scarica Mercoledì 2 aprile – pomeriggio: la storia della Resistenza tra la primavera e l’autunno del 1944 è caratterizzata dall’esperienza delle cosiddette Repubbliche partigiane, o zone libere. Cosa furono, come sorsero e quale ruolo ebbero nella Liberazione? In questa puntata l’intervista a Mirco Carrattieri, storico dell’età contemporanea e in particolare della Resistenza, ricercatore all’Università di Bergamo e già Direttore generale dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri di Milano, Direttore del Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana. Ascolta o scarica. Mercoledì 2 aprile – mattina: intervista allo storico Matteo Mazzoni, direttore dell’Istituto storico toscano della resistenza e dell’età contemporanea, sull’esperienza di Radio Cora. Ascolta o scarica. Martedì 1 aprile – pomeriggio: in questa trasmissione la voce di Filippo Ortona, giornalista, corrispondente dalla Francia per Il Manifesto e autore nel 2022 di un docu-podcast per Rai Radio3 intitolato “Una voce nella notte. Storia di una radio partigiana”. La storia che Filippo Ortona racconta nel suo podcast e che ripercorre ai nostri microfoni parte dal ritrovamento tra le carte di suo nonno, comandante partigiano nel biellese, dei brogliacci di Radio Libertà, “unica radio partigiana destinata alla popolazione in tutta la resistenza”. Nella trasmissione vi proponiamo anche audio con le riproduzioni delle sigle e delle musiche dell’emittente partigiana. Ascolta o scarica Martedì 1 aprile – mattina: intervista sull’esperienza di Radio Libertà del Biellese, esperienza unica di emittente partigiana con un palinsesto di appelli, musica e rubriche per comunicare con la popolazione con Alberto Lovatto, consigliere scientifico dell’Istituto per la Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese, in Valsesia, etnomusicologo e insegnante. Ascolta o scarica Lunedì 31 marzo – pomeriggio: la seconda parte dell’intervista allo storico Marino Ruzzenenti, collaboratore della Fondazione Luigi Micheletti e autore di diversi libri sulla Resistenza. Ascolta o scarica Lunedì 31 marzo – mattina: la prima parte dell’intervista allo storico Marino Ruzzenenti, collaboratore della Fondazione Luigi Micheletti e autore di diversi libri sulla Resistenza. Tra questi La 122esima Brigata Garibaldi e la Resistenza nella Valle Trompia, Il movimento operaio bresciano nella Resistenza e Bruno, ragazzo partigiano – Giuseppe Gheda 1925-1945. La prima parte dell’intervista a Marino Ruzzenenti è dedicata al contributo della classe operaia alla lotta di Liberazione e alla Resistenza in Valle Trompia (BS). Ascolta o scarica Lunedì 31 marzo – Quattroventi: da oggi, e per quattro lunedì, dalle ore 13.30 alle ore 14.30, dentro la trasmissione La polvere della battaglia andrà in onda “Quattroventi. Dialoghi sull’antifascismo”, podcast di Luca Casarotti, per Radio Onda d’Urto nell’ottantennale della Liberazione dal nazifascismo. Le puntate si trovano, settimana per settimana, cliccando qui. Domenica 30 marzo: dentro il ciclo di trasmissioni speciali di Radio Onda d’Urto, a 80 anni dal 25 Aprile, speciale “Con gli occhi chiusi”, trasmissione della domenica, alle 13.10. Domenica 30 marzo letture dal romanzo “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino (1947). Ascolta o scarica Venerdì 28 marzo – pomeriggio: parliamo di Sentieri Partigiani. Prima con Eugenio Pirovano, curatore di una guida storico escursionistica dal titolo “Partigiani sulle Grigne”  e del progetto memoria www.55rosselli.it. Poi con Stefano di Ape Brescia che ci racconta di un’escursione a Malga Lunga, luogo storico della resistenza bergamasca.  Ascolta o scarica Venerdì 28 marzo – mattina: l’intervista a Matteo Minelli del progetto divulgativo ed editoriale Cronache Ribelli. Sul tema della lotta partigiana contro il nazifascismo, Cronache Ribelli ha prodotto e pubblicato volumi come Partigiani contro. La Resistenza oltre la narrazione istituzionale e Qui soltanto il cadavere, l’idea non muore – Lettere di donne e uomini della resistenza. Oltre a presentare questi lavori, con Matteo Minelli abbiamo parlato dell’importanza di riscoprire la storia della Resistenza per fornire alle nuove generazioni una storia cui ispirarsi, “perché – auspica Minelli – chi oggi decide di lottare e scendere in piazza lo faccia sentendosi parte di una storia che arriva da lontano”. Ascolta o scarica. Giovedì 27 marzo – pomeriggio: la seconda parte dell’intervista alla storica Laura Orlandini, collaboratrice dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Ravenna. Ascolta o scarica Giovedì 27 marzo – mattina: la prima parte dell’intervista alla storica Laura Orlandini, collaboratrice dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Ravenna. A partire dal suo volume La democrazia delle donne. I gruppi di difesa della donna nella costruzione della Repubblica (1943-45) (Bradypus Editore, 2018), Laura Orlandini affronta il tema della partecipazione femminile alla Resistenza e dell’organizzazione autonoma dei Gruppi di Difesa della Donna. Ascolta o scarica. Di seguito l’intervista completa alla storica Laura Orlandini. Ascolta o scarica Mercoledì 26 marzo – pomeriggio: intervista a Matteo Cavalleri, ricercatore in Filosofia morale all’Università di Chieti e autore del libro La Resistenza al nazi-fascismo: un’antropologia etica. Ascolta o scarica. Mercoledi 26 marzo – mattina: intervista allo storico Alessandro Portelli, già docente all’Università La Sapienza di Roma. A partire dai suoi libri L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria (Donzelli, 1999) e La fiera delle falsità. Via Rasella, le Fosse Ardeatine, la distorsione della memoria (Donzelli, 2024), Alessandro Portelli racconta Roma sotto l’occupazione tedesca, la Resistenza dei GAP, l’azione partigiana di via Rasella (23 marzo 1944) e l’eccidio delle Fosse Ardeatine (24 marzo 1944). Ascolta o scarica Martedì 25 marzo – pomeriggio: intervista a Gabriele Ranzato, storico, già professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Pisa. A partire da due suoi volumi recenti – La liberazione di Roma. Alleati e Resistenza (Laterza, 2019) ed Eroi pericolosi. La lotta armata dei comunisti nella Resistenza (Laterza, 2024) – Ranzato traccia un’accurata panoramica della storia delle formazioni comuniste impegnate nella guerra di Liberazione e della complessa gestione di questa identità politica all’interno della narrazione della guerra resistenziale come “guerra popolare”. Ascolta o scarica. Martedì 25 marzo – mattina: intervista allo storico Santo Peli, già docente di Storia contemporanea all’Università di Padova, autore – tra gli altri – dei libri Storia della Resistenza in Italia; La Resistenza in Italia. Storia e critica; La Resistenza difficile; La necessità, il caso, l’utopia. Saggi sulla guerra partigiana e dintorni; Storie di Gap. Terrorismo urbano e Resistenza. Con Santo Peli abbiamo affrontato il tema della memoria storica della lotta di Liberazione e del suo uso pubblico, dal quale sono stati rimossi gli elementi di conflitto a favore del racconto della guerra resistenziale come “secondo Risorgimento”. Una parte dell’intervista è dedicata anche alla Resistenza nel Bresciano. Ascolta o scarica Lunedì 24 marzo – pomeriggio: presentazione del ciclo di trasmissioni speciali di Radio Onda d’Urto dedicate alla Resistenza e all’ottantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. In studio Michele e Umberto della Redazione. Ascolta o scarica Domenica 23 marzo: dentro il ciclo di trasmissioni speciali di Radio Onda d’Urto, a 80 anni dal 25 Aprile, speciale “Con gli occhi chiusi”, trasmissione della domenica, alle 13.10. Domenica 23 marzo letture dal romanzo “Una questione privata” di Beppe Fenoglio (1963) . Ascolta o scarica “La chitarrra e il potere. Storie e autori delle canzoni politiche di protesta in Italia e nel mondo”. Trasmissione in onda il secondo e quinto mercoledi del mese dalle 20 alle 21. La seconda stagione dal titolo “Bella Ciao – Testimonianze sonore sulla Resistenza” interamente dedicata alle canzoni dei partigiani  Qui  ______________________________________________________________ LE GITE SOCIALI ANTIFASCISTE: La distanza dal 25 Aprile 1945 rende sempre più difficile la raccolta di testimonianze dirette. Per questo motivo, oltre alle trasmissioni inedite in onda nel mese di aprile, la nostra emittente  propone materiale del proprio archivio storico tramite l’edizione speciale dell’Archivio del Gatto Nero (il primo e il terzo martedì del mese alle 14.30), che comprende nostre interviste di repertorio a partigiani e partigiane. Venendo meno la possibilità di ascoltare il racconto dei testimoni diretti, è importante tornare anche fisicamente sui loro passi, ripercorrerne i sentieri, visitare insieme i luoghi della lotta e della Resistenza. Oltre al lavoro radiofonico, Radio Onda d’Urto – in collaborazione con diverse realtà e associazioni – ha organizzato tre gite sociali nei primi mesi del 2025: * Domenica 23 febbraio – Visita alle Carceri naziste di Marano Vicentino (VI) e incontro di approfondimento. (Clicca qui) * Domenica 23 marzo – Escursione in frazione Garda di San Giorio, in Val di Susa (TO) con il movimento No Tav e la sezione Anpi di Bussoleno-Foresto-Chianocco. (Clicca qui * Sabato 19 aprile – Escursione alla Corna del Sonclino (BS) al cippo della 122esima Brigata Garibaldi con Ape Brescia. (Clicca qui). Tre occasioni per commemorare insieme il coraggio e il sacrificio di chi ha dato tutto nella lotta per la libertà, contro l’oppressione, e per dare nuova vita alla memoria, difendendola da chi tenta di riscrivere la storia.    
April 20, 2026
Radio Onda d`Urto
M di Matteotti o M di Mussolini?
Moltissime città italiane durante il ventennio avevano concesso la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Era in pratica un obbligo rendere omaggio in questo modo al duce così come intitolare il nome delle vie a Roma, capitale dell’impero divenne obbligatorio con una circolare del 1931. Molte di queste città hanno revocato la cittadinanza, tra di loro spicca Salò, la capitale dei repubblichini tra 1943 e 1945. Ma tra quelle che non l’hanno fatto c’è la città di Biella, una città a cui il presidente Sandro Pertini aveva conferito la medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza nel 1981. Il Comitato M come Matteotti aveva promosso una petizione per revocare tale cittadinanza onoraria e la coalizione di minoranza del Comune di Biella l’aveva sostenuta nel 2025 con una mozione che intendeva assegnarla invece a Giacomo Matteotti e alla partigiana Iside Viana. La maggioranza di destra aveva votato contro, con l’astensione della Lega, con la motivazione che il fascismo oramai non esisteva più e soprattutto che non aveva senso e addirittura non era previsto togliere la cittadinanza o attribuirla a defunti. Una motivazione assai fragile per smontare la quale è bastato un colloquio con l’ex sindaco di centro sinistra Gianluca Susta. Susta ha affermato che durante i suoi mandati avevano attribuito la cittadinanza onoraria esclusivamente a persone defunte. Non si era accorto della cittadinanza onoraria al duce altrimenti avrebbe provveduto immediatamente. Del resto occorrono a volte investigazioni giornalistiche o di ricercatori di buona volontà per fare venire a galla certe realtà. Lo sanno bene proprio gli amministratori di Biella di FdI per la vicenda “5 forchette”. Meritoria era stata quindi la ricerca effettuata dal Comitato M come Matteotti nello scovare negli archivi quella vergognosa onorificenza. Del resto quella scoperta aveva un particolare significato proprio nel momento in cui alla guida della città salivano per la prima volta diversi amministratori di maggioranza con trascorsi nel MSI. Da parte di quale M avrebbero deciso di stare ? Quella di Matteotti o quella di Mussolini? Una prima risposta come abbiamo visto l’avevano data nel consiglio comunale del 29 aprile 2025. Ma M5S e PD, in accordo con AVS, sono tornati alla carica nel consiglio del 31 marzo 2026 smontando le pretestuose motivazioni regolamentari addotte dalla maggioranza e presentando un’interrogazione che suonava così: > “In prossimità del prossimo 25 aprile e quindi della festa della liberazione > siamo a reiterare la richiesta di togliere la cittadinanza onoraria a > Mussolini. Per Biella è evidente che è una vergogna mantenere la cittadinanza > onoraria a Mussolini. Mussolini non lo statista ma il capobanda, non > l’assertore di un’idea ma un criminale. Siamo con Pertini a ricordare che “il > fascismo non è un’idea, il fascismo è un crimine”. La motivazione prevalente > esposta dalla maggioranza al Consiglio Comunale lo scorso 29 aprile 2025 pare > essere stata quella formale e attinente la sfera giuridica, ovvero non ha > senso e addirittura non è possibile togliere la cittadinanza onoraria a una > persona defunta (Mussolini), né concederla (Matteotti). E allora poniamola sul > piano legislativo per constatare come questa motivazione non stia in piedi. > Nessuna norma di legge prevede l’istituto della cittadinanza onoraria, quindi > né la concessione, né la revoca. Ma quasi tutti i Comuni prevedono e > disciplinano la concessione di tali onorificenze nello statuto o in apposito > regolamento o comunque la concedono con deliberazione del consiglio comunale > anche in assenza di un’esplicita normativa regolamentare. E’ evidente che chi > è cittadino a tutti gli effetti e gode dei diritti di cittadinanza tra cui il > voto perde automaticamente i requisiti di cittadinanza quando muore. Ma la > cittadinanza onoraria è appunto un titolo puramente onorifico e non si può > affermare che cessi di valere con la morte della persona, né che non possa > essere conferito a persone defunte. Ad esempio nel centenario della > commemorazione della traslazione del Milite Ignoto il 4 novembre 1921 nel > Sacello dell’Altare della Patria a Roma, sono stati 3.200 i Comuni che hanno > concesso la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. In assenza di norme > legislative i Comuni hanno ampia discrezionalità, a volte regolamentata e > altre no. Tanto che sono molti i Comuni che hanno revocato la cittadinanza > onoraria a Mussolini senza che fosse loro posto alcun rilievo dal punto di > vista legislativo visto che una legislazione in materia non esiste. A meno che > il regolamento comunale non preveda esplicitamente l’impossibilità della > revoca qualora l’insignito non sia più in vita, non esistono ostacoli > giuridici alla revoca della cittadinanza onoraria conferita a Mussolini. > Quindi: o il Comune ammette che il motivo è politico e di merito e non formale > per non avere tolto la cittadinanza onoraria a Mussolini e non averla concessa > a Matteotti, oppure rivaluta serenamente la questione. Si tenga ancora conto > del fatto che a memoria dell’ex sindaco Susta furono concesse in passato > onorificenze di cittadino onorario solo a persone defunte. In conclusione, in > assenza di norme giuridiche nazionali e di regolamenti comunali la maggioranza > può fare quello che vuole ma non si tirino in ballo aspetti formali > insussistenti. Se si ritiene del resto giusta tale decisione dovrebbe essere > semmai considerato motivo di orgoglio procedere a una decisione che altre > amministrazioni precedenti non hanno assunto invece di chiedersi “se non > l’hanno fatto loro perché dovremmo farlo noi”. E alla luce di tali > considerazioni si chiedeva al sindaco se alla luce di quanto esposto in > premessa, venuto meno il motivo giuridico, il Comune fosse disposto a togliere > la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e assegnarla a Giacomo Matteotti o > se si intendesse invece confermare la decisione assunta di non procedere alla > revoca ritenendo sufficienti gli interventi in opere pubbliche realizzate in > città durante il fascismo per emendare il profilo criminale del cittadino > onorario Benito Mussolini: soppressione della democrazia e degli oppositori, > violenza verso i circoli e i Comuni socialisti, sanguinarie imprese coloniali, > leggi razziste, campi di concentramento, entrata in guerra a fianco di > Hitler.” L’interrogazione era esposta dal consigliere del M5S Karim El Motarajji ed arrivava la risposta concisa e sprezzante del sindaco di Fratelli d’Italia Marzio Olivero. Letteralmente affermava: > “A me fa piacere, fa piacere al mio elettorato sentirsi dire che non pensiamo > più a quanto è accaduto 80 o 100 anni fa, dipende da quando vogliamo far > scorrere il tempo. Siamo proiettati verso il futuro, non pensiamo più a queste > cose e lasciamo a voi il piacere di crogiolarvi in questi ricordi”. Giustamente nella sua replica El Motarajji aveva fatto presente che il sindaco dovrebbe esserlo di tutti i cittadini e non solo del suo elettorato. E partiamo proprio da qui nell’analizzare la risposta del sindaco. Forse è stato un po’ incauto nell’affermare che fa piacere al suo elettorato sentirsi dire che la cittadinanza onoraria al duce rimane al suo posto. Qual è intanto il suo elettorato? Quello che fa capo anche alla lista civica Gentile, a Forza Italia e alla Lega? Ma la Lega già lo scorso 29 aprile 2025 non aveva votato contro alla mozione per togliere la cittadinanza onoraria ma si era astenuta. E tutti ricordiamo l’ex sindaco di Cossato e poi di Biella, Claudio Corradino, presenziare da convinto antifascista alle cerimonie del 25 aprile. Ma se anche si fosse riferito solo all’elettorato di Fratelli d’Italia come fa a essere così sicuro che chi l’ha votato ritenendolo un bravo amministrare della città approvi anche questa scelta politica? E proprio certo che la componente non nostalgica ma liberale del suo elettorato non provi orrore per la cittadinanza onoraria a Mussolini? “Non pensiamo più a quanto è accaduto 80 o 100 anni fa. Siamo proiettati al futuro”. Certo, nulla di nuovo, un chiaro tentativo di rimozione per relegare all’oblio quel periodo storico. E con quali conseguenze, quali significati? Intanto essere proiettati al futuro senza memoria, senza consapevolezza delle proprie radici riserva brutte sorprese e questa ignoranza del proprio passato, rivendicata come una sorta di valore “futurista”, porta anche ai sempre più frequenti fenomeni per cui il fascismo si ripresenta in forme diverse, coinvolge i giovani, fa sì che il saluto romano singolo o di massa sia considerato una legittima forma di espressione delle proprie emozioni e percezioni politiche. La narrazione sottesa è sempre la solita: il fascismo è finito 80 anni fa, Mussolini è morto, che senso ha parlare di un defunto e di una cosa che non esiste più? Non rinnegare e non restaurare , diceva Giorgio Almirante. Mettiamoci una pietra sopra allora. “Lasciamo a voi il piacere di crogiolarvi in questi ricordi”. Come dire: la Resistenza è roba vostra, la vittoria contro il fascismo da cui è nata la Costituzione Repubblicana è roba vostra, noi non guardiamo al passato, siamo proiettati al futuro della città. Ma non è che pensare al futuro di Biella e dedicare un minuto a deliberare la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini siano operazioni incompatibili. Caso mai di difficile compatibilità sono la medaglia d’oro al valor militare assegnata alla città e la cittadinanza onoraria a Mussolini. E anche di difficile compatibilità sono la commemorazione del 25 aprile e il possibile discorso ufficiale di un sindaco che la pensa in quel modo e che si tiene stretta la cittadinanza onoraria al duce. Il problema in effetti è che in quella ricorrenza bisogna proprio “pensare a quanto è accaduto 80 anni fa, crogiolarsi nei ricordi” e la domanda quindi a meno di 3 settimane dal 25 aprile è: cosa farà il sindaco? Si asterrà dall’intervenire dal palco della festa della liberazione in coerenza con quanto affermato in Consiglio Comunale? Oppure ci metterà la faccia sapendo che è quella di un sindaco che non toglie la cittadinanza onoraria al capo del fascismo? In conclusione, l’essenza di una città non è fatta solo di servizi pubblici, strade, verde, uffici, ma anche di quell’insieme di valori etici e civici tra i quali al primo posto dovrebbe esserci l’antifascismo. Lo dobbiamo alle centinaia di giovani partigiani biellesi caduti sui monti o lungo le strade sotto il piombo nazi-fascista. Ma si era già capito alcune settimane fa come la pensa l’amministrazione comunale, quando incredibilmente era stata respinta senza motivazioni una mozione per intitolare alla Costituzione una piazza di Biella come avviene in centinaia di città italiane di ogni orientamento politico. Il motivo era probabilmente in quel passo della mozione che definiva la Costituzione antifascista, come ricordato più volte dai presidenti della Repubblica, da Sandro Pertini a Sergio Mattarella : “la nostra è una Costituzione antifascista che si fonda sulla lotta di liberazione matrice di libertà e democrazia”. Allo stesso modo quella medaglia d’oro per la Resistenza appuntata sul gonfalone di Biella dovrebbe far riflettere il sindaco che essa è testimonianza di libertà e democrazia per una comunità che non si merita la vergogna della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. .   Giuseppe Paschetto
April 5, 2026
Pressenza
Extinction Rebellion reintitola le vie di Biella alle vittime della mafia
Biella, 1 aprile 2026 – Le vie del centro di Biella nei pressi delle sedi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, sono state rinominate con i nomi di vittime della mafia da Extinction Rebellion, per denunciare gli affari tra politica e criminalità organizzata che hanno coinvolto negli scorsi giorni diversi esponenti del governo nazionale e regionale, come Delmastro e Chiorino. “Biella e il Piemonte meritano un’altra storia, radicata nella giustizia sociale, climatica e nella lotta alla mafia”   Questa mattina Biella si è svegliata con alcune vie della città intitolate a vittime della mafia. Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rita Atria, don Pino Puglisi, Renata Fonte: sono solo alcuni dei nomi con cui Extinction Rebellion – movimento nonviolento internazionale che si batte per la giustizia climatica e sociale – ha rinominato simbolicamente alcune delle principali vie del centro città, come via Italia e via Cristoforo Colombo. Molte delle strade interessate ospitano sedi locali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.   Un gesto simbolico – che Extinction Rebellion aveva già realizzato nei giorni precedenti l’8 marzo reintitolando alcune vie di Torino alle partigiane della resistenza – realizzato adesso in una città che si trova al centro di uno degli ultimi scandali politici emersi nelle scorse settimane, che ha coinvolto diversi esponenti del governo italiano e della Regione Piemonte, tra cui l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e l’ex vicepresidente della Regione Elena Chiorino. Secondo quanto riportato dall’inchiesta del Fatto Quotidiano a pochi giorni dalla marcia del 21 marzo per le vittime innocenti della mafia, proprio a Biella avrebbero fondato una società insieme alla figlia diciottenne di un prestanome della camorra per aprire una bisteccheria a Roma. «Cambiamo i nomi di queste vie perché vengono attraversate ogni giorno da chi, mentre porta avanti politiche nazionali e regionali che negano diritti e distruggono la terra, fa anche affari con la mafia», afferma Extinction Rebellion. «Biella e il Piemonte non saranno l’ennesimo simbolo di un sistema politico colluso e protagonista di affari tra Stato e mafia. Meritano un’altra storia, radicata nella giustizia sociale, climatica e nella lotta alla mafia». Il movimento fa riferimento a precedenti casi di collusione tra politica e criminalità organizzata, come quello dell’ex assessore Roberto Rosso di Forza Italia, coinvolto in una vicenda giudiziaria per voto di scambio politico-mafioso legato alle elezioni del 2019. Il “caso Delmastro”, invece, è stato uno dei principali fattori che in questi giorni hanno portato alle dimissioni di diversi esponenti del governo, tra cui lo stesso Delmastro da sottosegretario alla Giustizia e Chiorino da vicepresidente della Regione Piemonte e lunedì scorso anche da assessora a Lavoro, Istruzione e Merito. «Le stesse persone che in questi anni hanno attaccato e diffamato movimenti, studenti e società civile che chiedevano diritti e politiche climatiche urgenti, oggi sono al centro di uno scandalo politico di collusione con la mafia», prosegue Extinction Rebellion, riferendosi alle dichiarazioni rilasciate in passato dai due esponenti politici nei confronti del movimento e di altre organizzazioni. Lo scorso novembre, ad esempio, quando lo stesso movimento aveva esposto uno striscione durante una celebrazione delle vittime delle Forze Armate per criticare i finanziamenti alle guerre, Chiorino aveva parlato di “un oltraggio alla memoria di coloro che hanno sacrificato la loro vita per la nostra Patria”. Anche Delmastro, durante una visita al cantiere della Tav in Valsusa lo scorso gennaio, aveva definito “i No Tav come la mafia”.   «È ormai evidente che i valori su cui si basa il nostro Stato democratico non sono gli stessi di chi oggi lo governa», conclude il movimento. «Nella speranza che, dopo queste dimissioni, vengano nominate persone capaci di onorare pienamente questi valori, ricordiamo oggi chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia e il contrasto alla mafia, spesso proprio per la difesa della terra e dell’interesse collettivo. In un mondo sull’orlo del collasso ecologico, è necessario riscrivere un’altra storia». Extinction Rebellion
April 1, 2026
Pressenza