Un muro di coscienza attraversa l’Italia: cinque aeroporti, un solo messaggio

Pressenza - Thursday, August 20, 2026

Questa mattina il Muro di Coscienza si è formato regolarmente all’aeroporto di Verona (7:30 -9:00), a Cagliari (9:00-12:00) e Milano Linate (10:00-12:00), con momenti di confronto con i passeggeri. In questo momento è in piedi a Roma Fiumicino (17:00-20:00). Questa sera, dalle 20:00 alle 23:00, si concluderà all’aeroporto di Venezia.

Siamo qua perché a Gaza e in Cisgiordania si sta consumando un genocidio e perché il Governo italiano continua a garantire, attraverso rotte aeree e accordi in essere, la normalizzazione dei rapporti con Israele che lo sta compiendo. – dichiara Maria Elisabetta Pini, del Presidio Presidio Permanente per la Palestina di Cagliare e organizzatrice del Giovedì bianco – Non possiamo restare a guardare passivamente mentre a Gaza prosegue quello che anche l’ONU definisce un genocidio e in Cisgiordania si inasprisce la pulizia etnica (come dimostrano i fatti di Qusra).”

Oggi gruppi, associazioni e attiviste e attivisti con storie ed esperienze diverse – coordinati attraverso Giovedì Bianco (giovedibianco.it), lo strumento che ha permesso di far convergere obiettivi comuni tra realtà distinte – danno vita insieme al Muro di Coscienza in cinque aeroporti italiani.

Le nostre richieste sono chiare e non negoziabili, vogliamo:

  • La sospensione delle rotte aeree dirette e degli accordi commerciali che sostengono l’economia israeliana, direttamente complice del genocidio e la sospensione dell’accoglienza di militari israeliani in “Decompressione”
  • La fine di ogni forma di collaborazione militare, economica e diplomatica del Governo italiano con Israele
  • Il riconoscimento pubblico e istituzionale che a Gaza e in Cisgiordania sta avvenendo un Genocidio – Rapporto ONU https://www.ohchr.org/en/documents/country-reports/a80492-gaza-genocide-collective-crime-report-special-rapporteur-situation
  • L’apertura delle indagini sulle denunce già depositate presso la Procura di Roma contro personale militare israeliano, e l’esecuzione dei mandati d’arresto della CPI già emessi”
  • queste le richieste degli attivisti che oggi si sono coordinati in tutto il Paese.

Le associazioni, i gruppi e i collettivi del giovedì bianco hanno costruito muri di coscienza. È un muro fatto di persone: un muro permeabile di almeno 30 metri, attraversabile da chiunque, che rende visibile il nesso tra le rotte aeree, gli accordi economici e il sostegno concreto che questi garantiscono al governo israeliano. È un’azione di informazione e non di ostruzione: chiunque voglia fermarsi, discutere, informarsi o unirsi troverà accoglienza.

La protesta ha un punto fermo: nessuna profilazione delle persone

“L’azione non è rivolta contro i singoli viaggiatori in quanto tali – sottolineano gli organizzatori – Il bersaglio è politico: le scelte del governo italiano. Chiunque voglia fermarsi discutere informarsi o unirsi troverà accoglienza.”

Il bersaglio della protesta è politico e strutturale: le scelte del governo italiano e il sistema di rotte, accordi e interessi economici che sostiene l’occupazione e il genocidio in corso contro tutto il popolo palestinese. Chiunque si fermi a dialogare, indipendentemente dalla propria provenienza, ha trovato accoglienza, non giudizio o respingimento.

È fondamentale nominare chi è responsabile. Troppo spesso, quando si parla delle vittime di Gaza, si racconta la loro sofferenza senza nominare da chi sia prodotta, come se si trattasse di una tragedia senza responsabili – una calamità naturale invece che il risultato di scelte politiche precise da parte di Israele: occupazione, pulizia etnica e genocidio con la complicità di governi come il nostro che continuano a garantire relazioni economiche e diplomatiche normali. Come scriveva Primo Levi, «i mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi» –  a renderli tali sono le persone comuni che scelgono di non vedere o di non opporsi (Se questo è un uomo)”. – queste le parole degli attivisti del Giovedì Bianco.

Il gruppo ha sottolineato che il silenzio non è neutrale: vivere in uno Stato che compie un genocidio, o che ne è complice, e non opporsi, non è una posizione neutra: è una forma di complicità. Il silenzio normalizza, supporta e permette il genocidio. Per questo scegliamo di non tacere.

Vivere in uno Stato che compie un genocidio, o che ne è complice, e non opporsi, non è una posizione neutra: è una forma di complicità. Il silenzio normalizza, supporta e permette il genocidio. Per questo scegliamo di non tacere.

Aeroporto di Verona Villafranca

Verona e Cagliari si uniscono a Milano, Roma e Venezia in un’unica giornata di mobilitazione.

Le voci di chi era presente oggi:

La complicità del governo italiano nel genocidio in Palestina è evidente e chiara – le parole di Fawzi Ismail, Associazione amicizia Sardegna Palestina – dopo la fornitura d’armi, sostegno mediatico e politico ora il vergognosa accoglienza e sostegno ai soldati criminali per “decomprimersi”, e “riposare” nelle località turistiche italiane, interrompiamo la complicità con il genocidi”.

Nessuna tensione con chi è sceso dall’aereo in arrivo da Tel Aviv. Non abbiamo reagito alle provocazioni e agli insulti, coprendoli con cori ‘free free Palestine’. – le parole della Rete Verona per la Palestina – Abbiamo ricevuto insulti e dita medie ma non c’è mai stato un momento di tensione né con chi è sceso dall’aereo, né con le autorità.”

Si chiude la giornata a Venezia con lo stesso messaggio rilanciato in tutta Italia – Rachele Voltolina, Global Sumud Veneto conclude: “Non accettiamo la complicità del nostro governo nel genocidio in Palestina e chiediamo la rottura di tutti gli accordi con Israele, compreso il mantenimento delle rotte aeree.  Questi voli non sono neutrali: contribuiscono a sostenere l’economia di guerra israeliana e la sua politica genocida.”

Realtà unite attraverso il Giovedì Bianco:

Verona – Verona per la Palestina
Cagliari – Associazione Amicizia Sardegna Palestina e Presidio permanente per la Palestina
Milano – In piazza per Gaza – Duomo Milano
Roma – Libere Cittadine per la Palestina
Venezia – Rete veneta dei comitati per la Palestina

Per un commento o un’intervista, i portavoce sono disponibili ai seguenti contatti:
Verona Villafranca —  Anna Holme —  3407906948 — holmeanna89@gmail.com
Cagliari — Maria Elisabetta — 333 3347420 — contatto@giovedibianco.it
Milano — Santa Borrello  — 347 7670941 — borrellosanta@gmail.com
Roma — Francesca Putini — 348 894 2320 — francescaputini@gmail.com
Venezia — Rachele Voltolina — 379 1613451— globalsumud_veneto@proton.me

 

Redazione Italia